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August 21, 2018

Asia Argento e le accuse di violenza sessuale

Asia Argento e le accuse di violenza sessuale

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21 agosto 2018

Una foto dell’attrice

L’attrice italiana Asia Argento, vittima di aggressioni sessuali di Weinstein e sostenitrice del movimento #metoo, è stata accusata, a sua volta, di molestie sessuali nei confronti del giovane attore Jimmy Bennett.

Ieri, infatti, l’attrice avrebbe dato dei soldi a Bennett per evitare la denuncia.

L’accordo prevede il versamento di 380 mila dollari (di cui 200 mila già versati) da parte della donna.

I due, conosciuti sul set di un film quando Bennett aveva soltanto 7 anni, hanno da subito stretto un legame madre-figlio. L’attore, qualche giorno fa, ha rivelato, immedesimandosi nelle parole di Argento utilizzate per descrivere il disagio per le aggressioni di Weinstein, che a 17 anni ha subito delle molestie da parte dell’attrice, dopo essersi incontrati in un motel.

Sky ha già dichiarato di licenziare Argento da X-Factor, nel caso in cui la denuncia si rivelasse esatta, mentre l’Argento ha smentito tutte le accuse, nonostante ci siano dei messaggi in cui afferma il contrario.


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August 18, 2016

Giochi olimpici 2016: squalificato per doping Izzat Artykov, era bronzo al sollevamento pesi

Giochi olimpici 2016: squalificato per doping Izzat Artykov, era bronzo al sollevamento pesi

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giovedì 18 agosto 2016

Wikinotizie di oggi
18 agosto
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Tra i beccati per doping di questi Giochi olimpici ora c’è anche un medagliato, si tratta del chirghiso Izzat Artykov. La medaglia che con tutta probabilità gli verrà revocata è quella del terzo posto nel sollevamento pesi categoria fino a 69 kg.

Si accende quindi una speranza per il colombiano Luis Javier Mosquera Lozano che si classificò 4° per un solo chilogrammo in meno sollevato tra la prova di strappo e slancio (338 contro 339).

La squalifica arriva dopo una decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) e non sono al momento note le sostanze assunte illecitamente da Artykov.

La notizia della squalifica getta inevitabilmente altro fango su uno sport che continua a far fatica a ricostruire la propria credibilità, visti i numerosissimi casi di doping noti nella sua storia.

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August 17, 2016

Arrestato per frode un membro del CIO

Arrestato per frode un membro del CIO – Wikinotizie

Arrestato per frode un membro del CIO

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mercoledì 17 agosto 2016

Wikinotizie di oggi
17 agosto
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È stata una brutta giornata oggi per Patrick Hickey, arrestato per frode e traffico illecito di biglietti dei Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016; Hickey era membro del Comitato Olimpico Internazionale, nonché presidente dei Comitati Olimpici Europei e del Comitato Olimpico Irlandese.

Hickey si trovava in un albergo a Rio de Janeiro quando la polizia lo ha arrestato; secondo voci non confermate lui sarebbe poi stato portato in ospedale a causa di un malore.

Il mandato di cattura è stato emesso da Mariana Chu, giudice del tribunale penale di Rio de Janeiro, nell’ambito di un inchiesta partita il 5 agosto nella quale sono stati già arrestate delle persone tra le quali Kevin Mallon, un funzionario di THG Sports. Anche il padrone della squadra di calcio dell’Ipswich Town Football Club sembra essere coinvolto ed è infatti ricercato con un mandato di arresto internazionale. Mallon avrebbe tratto profitto dalla vendita illecita a prezzo maggiorato di circa 700 biglietti VIP, arrivando a farli costare anche 7.000 €, e avrebbe passato dei biglietti proprio a Hickey.

L’accusa per Hickey è infatti di aver approfittato di una quantità di biglietti messi a sua disposizione, avendoli passati ad un agenzia che si occupava di rivenderglieli a prezzo molto maggiorato, mettendo in atto un traffico illecito; in particolare si è arrivati a vendere a ben 7.100 € i biglietti per la cerimonia d’apertura.

Una parte dei biglietti emessi erano esclusivamente destinati al Comitato Olimpico Irlandese e non potevano essere riutilizzati in altro modo.


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August 31, 2012

Suscita polemiche, in Francia, l\’\”Elogio letterario di Anders Breivik\” di Richard Millet

Suscita polemiche, in Francia, l'”Elogio letterario di Anders Breivik” di Richard Millet

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venerdì 31 agosto 2012

Richard Millet al Centre Pompidou nel 2010

Richard Millet è un intellettuale francese, molto apprezzato per il ruolo che ricopre quale raffinato curatore editoriale per la prestigiosa casa editrice Gallimard. Millet è anche un affermato saggista e scrittore. Ha suscitato pertanto scalpore un suo recente saggio, pubblicato per Pierre-Guillaume de Roux, il cui titolo, Éloge littéraire d’Anders Breivik, contiene un provocatorio riferimento al terrorista norvegese, autore degli efferati attentati del 22 luglio 2011 a Oslo e Utøya, da poco condannato a 21 anni di carcere, il massimo della pena prevista dal sistema penale norvegese.

La tesi del saggio[]

Il saggio offre un’analisi personale dei mutamenti sociali e culturali intervenuti in epoca recente nel mondo occidentale sotto le sfide della globalizzazione. Millet prende di mira il dominante multiculturalismo e l’indebolimento del sistema di valori di riferimento della civiltà occidentale. Si tratta di un’evoluzione culturale associata a una complessiva perdita di senso, che accompagna il processo di decadenza dell’intera cultura occidentale, un ripiegamento rispetto al sistema dei suoi valori fondanti. In questa analisi, Anders Breivik viene elevato da Millet a simbolo della perdita d’identità del mondo occidentale, un processo consumatosi nello spazio di pochi decenni, nella negligenza della politica indolente e di una cultura remissiva. Breivik, nell’analisi di Millet, emergerebbe come frutto patologico di questa decadenza culturale. In conclusione, Breivik è quello che si merita un paese come la Norvegia, tra i protagonisti di questa decadenza.

Le accuse e la replica dell’autore[]

Oslo: gli effetti del primo degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia

Il saggio du Millet è stato accusato di avallare una vero e proprio elogio di uno spietato e sanguinario terrorista pluriomicida. Questo uscita letteraria così controversa pone anche, per molti, un serio problema di compatibilità con il ruolo di spicco da lui ricoperto nell’organigramma della casa editrice francese. Lo scrittore, dal canto suo, si dichiara stupito della polemica e si difende dalle critiche mettendo in rilievo l’ironia sottesa dalla scelta del titolo. Ammette comunque, Millet, una certa dose di personale ingenuità nell’aver sottovalutato gli effetti di una scelta così provocatoria.

Breivik, spiega Millet replicando alle accuse, è sicuramente un personaggio negativo, da condannare moralmente senza esitazioni, ma il suo exploit criminale, premeditato, pianificato e portato a termine con lucidità, possiederebbe in sé la “perfezione formale” del gesto, paragonabile, in questo, alla nitida criminosità dispiegata dai terroristi responsabili degli attentati dell’11 settembre 2001 che causarono, tra l’altro, l’abbattimento delle Torri gemelle l’11 settembre 2001. Si profila anche, secondo Millet, la “dimensione letteraria” di un tema antico, quello della fascinazione dell’uomo per il male e per il suo manifestarsi, dotato di una consolidata dignità letteraria, che ha trovato una delle più alte espressioni in Delitto e castigo di Dos.

Intanto, per Millet, vi è chi tenta un ardito accostamento a Louis-Ferdinand Céline, l’autore del celebre Viaggio al termine della note. La casa editrice Gallimard, dal canto suo, si trincera dietro una cortina di riserbo, astenendosi da ogni commento e ogni decisione, attendendo il ritorno della proprietà dalle ferie estive.


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June 15, 2009

Argentina: sacerdote cattolico condannato a 15 anni per molestie su minori

Argentina: sacerdote cattolico condannato a 15 anni per molestie su minori

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lunedì 15 giugno 2009
Il sacerdote cattolico argentino Julio Grassi, noto per aver dato vita ad una fondazione per ragazzi poveri, è stato condannato alla pena di 15 anni di carcere con l’accusa di molestie nei confronti di uno dei ragazzi a lui affidati. Si tratta del terzo caso di condanna di un esponente del clero cattolico argentino per abuso di minore.

Il processo contro Grassi, promotore della fondazione “Felices los Niños”, è durato nove mesi e verteva su diciassette accuse di abuso su tre ragazzi aiutati dalla sua fondazione; i fatti risalivano al 1996. L’imputato è stato condannato per abuso sessuale e per corruzione di uno dei tre minori, mentre gli altri quindici capi d’imputazione sono caduti. Anche dopo la sentenza Grassi ha continuato a dichiararsi innocente e vittima di una ingiustizia e il suo avvocato ha annunciato ricorso in secondo grado. Anche l’avvocato di una delle vittime degli abusi ha annunciato di voler far ricorso per le accuse rigettate, lamentandosi per il fatto che la corte permetta a Grassi di restare libero in attesa dell’appello.

Dopo la lettura della sentenza si sono avuti scontri tra sostenitori di Grassi e suoi oppositori fuori dal tribunale di Buenos Aires.

La fondazione “Felices los Niños” era stata promossa da Grassi nel 1993, con lo scopo di accogliere i bambini poveri. Gran parte dei finanziamenti provenivano da donazioni sollecitate da Grassi attraverso appelli televisivi, cui hanno risposto diverse personalità di spicco argentine, che dopo l’inizio dello scandalo hanno preso le distanze dal sacerdote accusato di abusi.


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July 19, 2008

Australia, Benedetto XVI condanna i preti pedofili: «Vanno assicurati alla giustizia»

Australia, Benedetto XVI condanna i preti pedofili: «Vanno assicurati alla giustizia»

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sabato 19 luglio 2008

Papa Benedetto XVI

Da Sydney in Australia, dove si trova per presiedere alla Giornata Mondiale della Gioventù, papa Benedetto XVI è tornato a parlare dello scandalo dei preti pedofili, con parole durissime, pronunciate durante l’omelia nella messa celebrata alla St.Mary’s Cathedral.

Il pontefice ha detto che i preti pedofili «devono essere portati davanti alla giustizia», e c’è «vergogna per i loro misfatti», ma ha anche espresso «compassione e cura» per le vittime degli abusi. Nel paese oceanico, i dati riferiti dall’associazione Broken Rites, parlano di 107 condanne per preti e religiosi cristiano-cattolici, e di numerosi altri procedimenti giudiziari in corso.

Le parole pronunciate da Ratzinger sembrano in parte le associazioni che rappresentano gli abusati, i quali avevano chiesto al Santo Padre di pronunciarsi in forma solenne chiedendo scusa per quanto accaduto. Parlano ai vescovi riuniti nella grande città australiana, ha aggiunto: «Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa Nazione». «Davvero sono profondamente addolorato per il dolore e la sofferenza subita dalle vittime e assicuro loro che come loro pastore anche io condivido la loro sofferenza».

Papa Benedetto XVI ha poi continuato: «Questi misfatti, che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi hanno causato grande dolore e hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa. Chiedo a tutti voi di assistere i vostri vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura, e i responsabili di questi misfatti devono essere portati davanti alla giustizia». «È una priorità urgente quella di promuovere un ambiente più sicuro e sano, specialmente per i giovani».

Per Chris Mac Isaac, presidente di Broken Rites, le dichiarazioni fatte dal papa non sono sufficienti: «Le scuse non bastano, vogliamo i fatti. Una cosa è quello che dice il Papa, un’altra è ciò che fa»


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February 17, 2008

Giocatore del Real Madrid sorpreso in un bacio omosessuale: divampa la polemica

Giocatore del Real Madrid sorpreso in un bacio omosessuale: divampa la polemica

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domenica 17 febbraio 2008

Divampa la polemica in Spagna a causa di un curioso episodio di gossip; un giocatore del Real Madrid, José María Gutiérrez (più conosciuto come Guti) è stato fotografato da un reporter di un giornale scandalistico, mentre baciava un ragazzo, del quale non si conosce l’identità e con il quale era stato a cena fino a poco prima.

Guti è sentimentalmente legato ad Arancha de Benito, una presentatrice di una televisione spagnola, con la quale ha avuto due figli e che, subito dopo aver appreso la notizia, avrebbe deciso di «prendere una pausa di riflessione».

Molta eco è stata data dai quotidiani e dai siti internet iberici a questo episodio, che ha riportato alla ribalta uno dei temi più scottanti del gossip sportivo, e cioè l’omosessualità, reale o presunta, degli atleti.

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August 8, 2007

Italia: Don Gelmini, l\’avvocato Coppi rinuncia alla difesa: «Ma per me è comunque innocente»

Italia: Don Gelmini, l’avvocato Coppi rinuncia alla difesa: «Ma per me è comunque innocente»

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mercoledì 8 agosto 2007
L’avvocato Franco Coppi ha abbandonato la difesa di Pierino Gelmini, il sacerdote attualmente sotto inchiesta presso la procura della Repubblica di Terni per presunti abusi sessuali nei confronti di un’ospite di una delle sue comunità di recupero.

La rinuncia all’incarico è stata motivata dallo stesso avvocato Coppi a causa del suo disaccordo con la linea difensiva adottata da don Gelmini: questi, infatti, in interviste rilasciate successivamente alla pubblicazione della notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati, ha dapprima sostenuto di essere bersaglio di quelli da lui definiti “magistrati anticlericali”, poi ha parlato di «un’offensiva ebraico-radical chic» che mirerebbe a screditare la Chiesa cattolica. In particolare, tale ultima dichiarazione aveva sollevato le proteste del portavoce della comunità ebraica Riccardo Pacifici, e Gelmini si era scusato per le sue esternazioni, correggendo il bersaglio della sua polemica in «lobby massonica radical chic».

Tali dichiarazioni hanno indotto il suo difensore, l’avvocato Franco Coppi, a rinunciare alla difesa. Il legale ha tuttavia specificato di essere convinto dell’assoluta estraneità di don Gelmini ai fatti a questi contestatogli. Il disaccordo è nato solo in relazione alla condotta difensiva dello stesso Gelmini, da Coppi definita «ingestibile».

Pierino Gelmini risulta iscritto dal 3 agosto scorso nel registro degli indagati della procura della Repubblica presso il tribunale di Terni per presunti abusi commessi in una sede delle sue comunità di recupero per tossicodipendenti, ad Amelia. Ad accusare il sacerdote due pregiudicati, uno dei quali, a detta di don Gelmini stesso, già a lui noto per aver tentato di estorcergli denaro.

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  • «Italia: Don Gelmini, reazioni della comunità ebraica alle accuse di lobbyismo» – Wikinotizie, 6 agosto 2007

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August 6, 2007

Italia: Don Gelmini, reazioni della comunità ebraica alle accuse di lobbyismo

Italia: Don Gelmini, reazioni della comunità ebraica alle accuse di lobbyismo

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lunedì 6 agosto 2007
Non accennano a placarsi le polemiche susseguenti all’iscrizione nel registro degli indagati di Pierino Gelmini, il sacerdote fondatore di alcune comunità di recupero per tossicodipendenti: adesso è il turno della comunità ebraica, chiamata in causa domenica da alcune affermazioni sulle quali lo stesso Don Gelmini ha fatto parzialmente marcia indietro già nel pomeriggio.

L’indagine[]

Lo scorso 3 agosto il religioso è stato formalmente indagato dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Terni, a seguito delle accuse formulate da due giovani che hanno denunciato abusi sessuali avvenuti nella comunità di Amelia (da cui la competenza territoriale del tribunale di Terni). La denuncia risalirebbe a circa sei mesi addietro e sarebbe confermata da altre testimonianze. Don Gelmini sostiene – a sua volta – che le accuse provengono da un noto pregiudicato barese – già ospite della comunità – il quale in passato aveva già cercato di estorcergli denaro tramite minacce e ricatti; quanto all’altro accusatore, a detta di Gelmini si tratta di un complice presumibilmente contattato durante la detenzione.
La questione ha assunto subito un risvolto politico, sia per il coinvolgimento di un esponente del clero, sia per l’amicizia personale di don Gelmini con il leader dell’opposizione Silvio Berlusconi: esponenti del centrodestra hanno preso le difese del sacerdote, in particolare il parlamentare di AN Maurizio Gasparri, che ha rimarcato il ruolo sociale di don Gelmini, mentre Luca Volontè (UDC) ha preferito attribuire l’inchiesta a un non meglio precisato «furore anticattolico» invitando nel contempo il ministro della Giustizia Mastella a ordinare un’ispezione alla procura di Terni. Di segno opposto le reazioni del centro-sinistra: il deputato di RC Vladimir Luxuria ha sostenuto l’inopportunità di fare assoluzioni preventive per il solo fatto che la persona indagata è un sacerdote.

«Un’offensiva ebraico-radical chic»[]

Ma è stato domenica scorsa, in un’intervista concessa a un giornalista di Repubblica durante un incontro con i ragazzi di una delle sue comunità in provincia di Reggio Calabria, che don Gelmini ha contrattaccato e ha avuto parole durissime non solo nei confronti dei suoi accusatori, ma anche contro i giudici che lo hanno messo sotto indagine. A Giuliano Foschini, inviato del quotidiano della Capitale, Gelmini ha esplicitamente dichiarato di essere, a suo giudizio, il bersaglio di una fazione anticlericale della magistratura, aggiungendo, riguardo ai recenti scandali di abusi su minori accertati a carico di preti cattolici negli Stati Uniti, che «[…] partendo dagli Stati Uniti, è in atto un’offensiva ebraico-radical chic che mira a screditare la chiesa cattolica».
Le reazioni della comunità ebraica non hanno tardato a manifestarsi: Riccardo Pacifici, vicepresidente e portavoce della comunità, ha stigmatizzato le dichiarazioni di don Gelmini, definite «farneticanti» e attribuite «allo stress del momento e anche al caldo». Lo stesso Pacifici ha detto di attendersi le scuse del sacerdote, il quale ha tuttavia rettificato il contenuto della sua dichiarazione di poche ore prima: nella stessa giornata, infatti, questi ha testualmente dichiarato: «Volevo dire lobby massonica radical chic. Chiedo scusa agli ebrei perché per loro io ho molto rispetto e considerazione». Prevedibilmente, anche tali dichiarazioni hanno suscitato alcune reazioni a livello politico, anche se in questo caso la contrapposizione dei fronti è stata meno netta: laddove, infatti, il deputato dei DS Franco Grillini ha ribattuto che, a suo giudizio, qualora esista una lobby è solo quella cattolica, l’esponente di Forza Italia Maria Burani Procaccini, pur dichiarandosi cattolica e sostenitrice dell’operato di don Gelmini, ha sottolineato che «è sbagliato parlare di lobby ebraiche».

«Non interferiremo»[]

Nel frattempo l’ufficio stampa del ministro della Giustizia Mastella – chiamato in causa dalla polemica innescata da Volontè – ha annunciato che, mentre si asterrà in qualsiasi modo dall’interferire sull’indagine in corso, vigilerà per evitare qualsivoglia strumentalizzazione in chiave anticlericale della vicenda, non mancando tuttavia di accusare la stampa di speculazioni.

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  • Italia: Don Gelmini, l’avvocato Coppi rinuncia alla difesa: «Ma per me è comunque innocente», 8 agosto 2007

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May 20, 2007

Documentario su Chiesa e pedofilia della Bbc: Annozero vorrebbe mandarlo in onda in Italia

Documentario su Chiesa e pedofilia della Bbc: Annozero vorrebbe mandarlo in onda in Italia

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domenica 20 maggio 2007
Si chiama Sex crimes and Vatican (in italiano “Crimini sessuali e Vaticano”) ed è il documentario di 39 minuti trasmesso nel Regno Unito ad ottobre 2006 dalla BBC, la tv pubblica britannica.

Il documentario

Il filmato, che ha lo stile simile a quelli di Michael Moore, è condotto da Colm O’Gorman, vittima da adolescente delle violenze di un sacerdote irlandese. Il tema del documentario è la pedofilia violenta di alcuni preti in Irlanda, negli Usa e in Brasile.

Nel filmato si analizza anche la vicenda di padre O’Grady, che confessò di aver abusato sessualmente di trenta bambini e bambine.

Al centro del video c’è la Crimen sollicitationis, un documento del Vaticano emesso nel 1962, con il quale – secondo la Bbc – si «obbligavano le persone coinvolte in scandali sessuali a non rendere pubblica la vicenda, pena la scomunica». Nel documentario è accusato anche Joseph Ratzinger, all’epoca prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che «impose per 20 anni l’applicazione del documento».

La messa in onda in Italia

Michele Santoro vuole acquistare il filmato per trasmetterlo durante AnnoZero, ma per adesso la Rai non lo ha autorizzato, e sembra che nessuno voglia prendersi la responsabilità di mandarlo in onda.

Il documentario è comunque già disponibile, sottotitolato in lingua italiana, e messo sulla rete da “Bispensiero“, il portale siciliano degli amici di Beppe Grillo. Il video è adesso disponibile su Google Video, e sarebbe il filmato più visto dagli utenti in questi giorni.

Le reazioni di Avvenire

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Crimen sollicitationis.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Sex crimes and the Vatican.

Il quotidiano cattolico Avvenire ha definito il documentario «roba da bidone della spazzatura», affermando che la Crimen sollicitationis è in realtà una forma di difesa degli abusati: bisogna «denunciare la vicenda direttamente al Vaticano» perché la Congregazione ha la competenza diretta nei casi di abuso sessuale che coinvolgono persone della Chiesa.


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