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March 25, 2014

La Russia propone a Polonia, Romania e Ungheria la spartizione dell\’Ucraina

La Russia propone a Polonia, Romania e Ungheria la spartizione dell’Ucraina

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martedì 25 marzo 2014

L’emittente televisiva TVP1 polacca comunica che il Ministero degli Affari Esteri polacco ha ricevuto una lettera ufficiale dalla Duma di Stato della Federazione Russa con la proposta di dividere il territorio ucraino.

Il vicepresidente della Duma e leader del Partito Liberal-Democratico Vladimir Žirinovskij propone alla Polonia di pretendere un referendum per l’adesione di 5 regioni ucraine. Hanno ricevuto la stessa proposta l’Ungheria e la Romania per l’annessione di 1 regione in ciascun stato.

Secondo il documento, le regioni che andrebbero alla Polonia sono quelle di Volinia, Leopoli, Ivano-Frankivs’k, Ternopil’ e Rivne. All’Ungheria andrebbe Oblast’ di Transcarpazia, alla Romania quella di Černivci, alla Russia le regioni del sud e dell’est e il resto rimarrebbe in mano al governo ucraino.

Il Ministero si è ritenuto indignato e ha trovato strana la proposta ricevuta, così Vladimir Žirinovskij non tarderà a ricevere una risposta gentile ma senza riferimenti al contenuto della lettera. Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Marcin Wojciechowski, ha infatti affermato: “la proposta è talmente particolare che nessuno la prende sul serio”.

In un’altra occasione il segretario della sicurezza nazionale e della difesa ucraino Andrij Parubij ha comunicato che la Russia non ha ancora scartato il piano dell’invasione dell’Ucraina e tiene pronti 100 000 uomini ai confini dei due paesi, nonostante tutte le dichiarazioni del Cremlino.

Anche il generale delle forze NATO in Europa, Philip Breedlove ha dichiarato che la Russia ha mobilizzato abbastanza uomini per arrivare fino alla Transnistria in Moldavia.


Collegamenti esterni[]

Fonti[]

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March 2, 2012

UE: la Serbia ottiene lo status di paese candidato

UE: la Serbia ottiene lo status di paese candidato

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venerdì 2 marzo 2012

Il Presidente della Serbia Boris Tadić

Nella giornata di ieri il raggiungimento dell’unanimità da parte dei 27 leader dell’Unione Europea ha permesso la concessione alla Serbia dello status di paese candidato all’adesione alla UE. Le ultime divergenze, sorte tra la Romania e la Serbia, si erano appianate nel pomeriggio in seguito alla dichiarazione del governo di Belgrado di tutelare la minoranza dei valacchi. La popolazione dei valacchi risiede da secoli nel territorio dell’odierna Serbia ed è stata testimone (soprattutto durante le Guerre jugoslave) di soprusi da parte dell’esercito della repubblica federale di Jugoslavia. Attualmente i valacchi sono lo 0,53% degli abitanti della Serbia.

L’iter d’adesione della Serbia alla UE era iniziato il 22 dicembre 2009, quando il presidente serbo Boris Tadić aveva presentato la domanda ufficiale.[1] Precedentemente lo stato balcanico era divenuto membro del Consiglio d’Europa nel 2003 e aveva firmato il 29 aprile 2008 l’Accordo di Stabilizzazione e Associazione.


Fonti[]

Note[]

  1. Euronews – La Serbia presenta domanda di adesione UE, fonte cit.

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September 15, 2010

La visita del Papa nel Regno Unito e le proteste

La visita del Papa nel Regno Unito e le proteste

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mercoledì 15 settembre 2010

Benedetto XVI in viaggio (USA, 2008)

La visita del Pontefice Cattolico nel Regno Unito si attendeva dal 1982, anno dell’ultimo viaggio di un Papa, Giovanni Paolo II, in territorio britannico.[1] Tuttavia è già da tempo che si prepara per giovedì 16 settembre 2010 la visita – per la prima volta visita di Stato – dell’attuale Pontefice, Benedetto XVI, annunciata già nel settembre 2009 e confermata ufficialmente il 16 marzo 2010 dal Vaticano.[2] La visita si prolungherà fino al 19 settembre, periodo durante il quale il Papa farà tappa a Edimburgo, Glasgow, Londra e Birmingham (dove verrà celebrata la beatificazione del Cardinale Newman).[3]

Le tappe principali dell’itinerario previsto per la visita[]

Ritratto del Card. Newman

Una volta partito dall’aeroporto di Ciampino alle ore 8:10, Benedetto XVI sarà atteso dalla sovrana britannica Elisabetta II nella residenza reale di Holyrood Palace. A fine giornata, dopo aver presieduto a diverse celebrazioni, tra cui una Messa nel Bellahouston Park di Glasgow, di cui terrà l’Omelia, Jospeh Ratzinger si trasferirà, via aereo, a Londra.[3]

Venerdì 17 e sabato 18 il Papa e la delegazione pontificia si tratterranno nella capitale inglese per incontrare diverse autorità religiose, tra cui l’Arcivescovo di Canterbury, Rowan D. Williams, capo della Chiesa Anglicana, tra le chiese cristiane quella con il maggior numero di fedeli nel Regno Unito. Inoltre il Pontefice Romano effettuerà le visite di cortesia al Primo Ministro David Cameron, al leader dell’opposizione Harriet Harman e ad altre personalità politiche e istituzionali[3].

L’ultimo giorno, domenica 19, il Papa si trasferirà in elicottero a Birmingham, per la beatificazione, a Cofton Park[3], del Cardinale J. H. Newman (1801-1890), sacerdote anglicano convertitosi al Cattolicesimo e già definito da Ratzinger uomo della coscienza nel discorso pronunciato in occasione del centenario della sua morte, nel 1990.[4]

Le proteste[]

Un primo motivo di attrito tra la politica inglese e la posizione vaticana nasce a febbraio 2010 dall’Equality Bill, una legge di origine laburista contro le discriminazioni, in particolare per quanto riguarda la parità di diritti tra eterosessuali, omosessuali e transessuali.[5][6]

Richard Dawkins

Nello stesso periodo la National Secular Society (un’associazione secolarista britannica) lancia la petizione on-line Make the Pope Pay (Fai pagare il Papa) che al suo termine, 6 giugno 2010, conta 12 340 firme.[7][8][9]

L’11 aprile 2010 Richard Dawkins, con l’appoggio di Christopher Hitchens, rende nota la loro intenzione di studiare, in occasione della visita nel Regno Unito, un piano di accusa legale contro il Pontefice per aver coperto di abusi sessuali nella Chiesa Cattolica.[10][11][12]

David Milliband, leader del Foreign Office fino all’11 maggio 2010

Un ulteriore episodio di tensione si verifica a fine aprile 2010 quando dagli uffici del Foreign Office (Ministero degli Esteri britannico) emerge un memo (un allegato di un documento ufficiale, una raccolta di idee per pianificare la visita di Stato del Papa), contenente, tra le altre, anche proposte di stampo sarcastico: come quelle di lanciare una linea di preservativi marchiati Benedict, sfruttare la visita nel Regno Unito per inaugurare una clinica per aborti, celebrare un matrimonio omosessuale, ordinare prete una donna.[13][14] Il Ministero si è prontamente scusato, spiegando che il documento era una raccolta di idee non rappresentante la posizione del Foreign Office[15]. La reazione del Vaticano è stata espressa dal direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, che ha spiegato che il caso era ormai chiuso e che non ha mai messo in dubbio il viaggio papale nel Regno Unito.[16]

Nel Regno Unito a luglio molti dei contrari alla visita di Stato del Pontefice Romano si sono riuniti nel sito web Protest The Pope, che si propone di organizzare le proteste alla visita di Stato pontificia organizzando marce di protesta ed eventi già da luglio.[17]

Protest The Pope ha infatti organizzato la maggiore marcia di protesta a Londra proprio per sabato 18 settembre, giorno in cui il Papa stesso si troverà nella capitale per il suo itinerario di visita. La marcia partirà alle 13:30 da Hyde Park (lato Piccadilly) per proseguire per Piccadilly Circus, poi Trafalgar Square, Whitehall e Downing Street[18]

Le principali motivazioni delle proteste[]

Uno dei motivi principali di opposizione alla visita di Stato del Pontefice Cattolico risiede nell’essenza stessa della visita di Stato e delle spese pubbliche che essa comporta, le quali ricadono sui contribuenti. Inoltre la visita del Capo di Stato del Vaticano si configura anche come visita di Stato di un’autorità religiosa.[19]

In secondo luogo le dichiarazioni del Papa hanno spesso prodotto reazioni di scontro, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo di anticoncezionali, la parità uomo/donna e eterosessuale/omosessuale e a ciò hanno contribuito diverse altre questioni, tra cui quella riguardante la discussione sulle scuole religiose (faith schools) nel Regno Unito.[20]

Sicurezza e ordine pubblico[]

Anche a causa delle annunciate proteste, si prevedono spese per la sicurezza ed il mantenimento dell’ordine che si aggirano attorno ai 14 milioni di euro, di cui 2,2 milioni sono stati stanziati dal governo per la veglia ad Hyde Park, prevista per sabato 18.[21]


Fonti[]

Note[]

  1. La visita del Papa nel Regno Unito, “opportunità senza precedenti”, fonte cit.
  2. Pope Benedict to visit Scotland, fonte cit.
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 Tabella degli eventi da thepapalvisit.org.uk
  4. discorso pronunciato in occasione del centenario della morte di J.H. Newman dal sito ufficiale del vaticano
  5. Your equality laws are unjust, pope tells UK before visit, fonte cit.
  6. Freedom comes before equality lettera del papa agli arcivescovi britannici
  7. Make the Pope Pay da secularism.org.uk della NSS
  8. La petizione da petitions.number10.gov.uk
  9. GB già polemica per la visita del Papa da UAAR Ultimissime
  10. Richard Dawkins calls for arrest of Pope Benedict XVI, fonte cit.
  11. Richard Dawkins calls for arrest of Pope Benedict XVI correzione dell’articolo del Times da richarddawkins.net
  12. Richard Dawkins: “cercherò di far arrestare Benedetto XVI” da UAAR Ultimissime
  13. Pope Benedict XVI and a weird ‘wish list, fonte cit.
  14. Per approfondire, su en.wiki: Foreign Office papal visit memo
  15. Foreign Office apologises for Pope ‘condom’ memo, fonte cit.
  16. Pope’s UK visit on despite ‘foolish’ condom memo, fonte cit.
  17. Protest The Pope web site
  18. La marcia di Protest The Pope da protest-the-pope.org.uk.
  19. “Protest the Pope”, confronto pubblico con cattolici da UAAR Ultimissime
  20. Faith schools dal sito della BHA.
  21. Gran Bretagna, arriva Benedetto XVI Ad attenderlo indifferenza e contestazioni, fonte cit.

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June 23, 2010

La Russia riduce le forniture di gas alla Bielorussia

La Russia riduce le forniture di gas alla Bielorussia

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mercoledì 23 giugno 2010
La Gazprom ha ridotto le forniture del gas alla Bielorussia, che, come risposta, ha bloccato il transito del metano di Mosca verso l’Unione Europea. Bruxelles ha invitato le parti a rispettare i contratti firmati; finora non ci sono rischi per i consumatori continentali, ma se la crisi dovesse continuare Germania, Polonia e Lituania potrebbero avere dei problemi. I russi hanno chiesto a Minsk il pagamento delle gas consumato, la Bielorussia quello sul transito. È da alcune settimane che le due repubbliche ex sovietiche sono entrate in rotta di collisione. Al presidente bielorusso Lukashenko non sono piaciute alcune dichiarazioni del collega russo Medvedev, e incomprensioni sono sorte anche per la gestione dell’Unione doganale.


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April 21, 2010

Ucraina-Russia. Gli accordi di Kharkov. Sebastopoli base navale russa per altri 25 anni

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Ucraina-Russia. Gli accordi di Kharkov. Sebastopoli base navale russa per altri 25 anni

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mercoledì 21 aprile 2010
Nessuno si attendeva quello che è poi accaduto. I due presidenti Janukovic e Medvedev hanno sancito un accordo che influenzerà le future relazioni tra Ucraina e Russia, tra il 2004 ed il 2009 semplicemente tempestose. Kiev concede altri 25 anni di affitto (dopo il 2017) ai russi per l’uso della base navale di Sebastopoli in cambio dello sconto del 30% sul prezzo delle forniture di gas. L’Ucraina risparmierà in 10 anni quasi 40 miliardi di dollari. L’ex repubblica sovietica vive una difficilissima crisi economica. Nei giorni scorsi ha chiesto all’Fmi un altro prestito per la somma di 12 miliardi di dollari.


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April 9, 2010

A Praga Obama e Medvedev firmano lo Start 2 per la riduzione degli armamenti

A Praga Obama e Medvedev firmano lo Start 2 per la riduzione degli armamenti

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venerdì 9 aprile 2010

Obama e Medvedev si stringono la mano dopo aver firmato il nuovo trattato

Stati Uniti d’America e Russia hanno siglato a Praga il nuovo Start, per la riduzione degli armamenti nucleari nell’ambito di un disarmo sempre più efficace.

Gli arsenali dei due Paesi verranno ridotti di circa il 30%. Il nuovo Start è una prosecuzione del trattato scaduto in dicembre e concordato nel 1991. Legalmente sarà in vigore per 10 anni a meno di cambiamenti concordati in anticipo. “Il mondo è oggi più sicuro”, “inizia una nuova epoca”, ecco i due messaggi lanciati da Praga in previsione della conferenza di Washington sulla proliferazione nucleare della prossima settimana.


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July 10, 2009

Il papa riceve il presidente degli Stati Uniti Obama: «Sulle divergenze si possono cercare cammini comuni»

Il papa riceve il presidente degli Stati Uniti Obama: «Sulle divergenze si possono cercare cammini comuni»

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venerdì 10 luglio 2009

Benedetto XVI con Barack Obama

Papa Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la sua consorte Michelle, in Italia per il Vertice del G8 a L’Aquila.

Durante il colloquio, spiega un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, il pontefice e Obama si sono soffermati in particolare su questioni «che sono nell’interesse di tutti e costituiscono la grande sfida per il futuro di ogni nazione», come «la difesa e la promozione della vita» e «il diritto all’obiezione di coscienza»; il discorso si è spostato poi su temi come l’immigrazione e la politica internazionale, «alla luce anche dei risultati del Vertice dei G8»; infine sono state inoltre riscontrate convergenze sulle possibili prospettive per la pace in Medio Oriente.

Barack Obama e sua moglie Michelle in udienza dal papa. La first lady, secondo il protocollo, è vestita di nero con un velo che le copre il capo.

All’uscita dal colloquio privato, Obama ha espresso «l’aspettativa di relazioni molto forti» con la Chiesa Cattolica; il papa ha replicato: «Presidente prego per lei, per il suo lavoro». È seguito il tradizionale scambio di doni: il presidente americano ha portato la stola di San Giovanni Neumann, primo vescovo statunitense canonizzato, mentre Benedetto XVI ha regalato una copia autografata della sua nuova enciclica, «Caritas in veritate», e una copia dell’istruzione «Dignitas Personae», dedicata ai temi della bioetica e alla difesa della vita. Il segretario del papa, don Georg Gänswein, ha spiegato poi che questo dono ha lo scopo di «aiutare il presidente a comprendere meglio la posizione della Chiesa cattolica».

Benedetto XVI affacciato alla finestra del Palazzo Apostolico

L’incontro arriva dopo un periodo di tensioni tra il presidente Obama e la Chiesa Cattolica e l’episcopato statunitense, in particolari per posizioni di Obama sull’aborto e per le sue recenti aperture alla ricerca sulle cellule staminali o alla comunità gay.

In un’intervista al quotidiano cattolico Avvenire, tuttavia, egli aveva già ribadito il suo «massimo rispetto personale» per il pontefice, come «figura che unisce una grande cultura a una grande sensibilità», così come aveva riconosciuto la «profonda influenza» da parte dei vescovi americani «sulla Chiesa e anche sulla comunità nazionale», spiegando di «difendere con forza» il diritto dei vescovi a criticarlo, nonostante le divergenze. Obama aveva inoltre parlato di essere «ispirato» continuamente da quella parte della tradizione cattolica che parla «giustizia sociale», lotta alla povertà, benessere dell’infanzia, pena di morte.


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September 12, 2008

Bolivia e Venezuela espellono gli ambasciatori statunitensi

Bolivia e Venezuela espellono gli ambasciatori statunitensi

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venerdì 12 settembre 2008

Nel giro di due giorni Bolivia e Venezuela hanno espulso gli ambasciatori statunitensi dai loro paesi; si preannunciano forti ripercussioni nei rapporti con gli Stati Uniti, mentre preoccupano la situazione interna alla Bolivia ed il peggioramento dei toni tra Venezuela e USA.

Bolivia[]

Il presidente boliviano Evo Morales

Ieri, 11 settembre, la Bolivia di Evo Morales ha espulso l’ambasciatore statunitense Philip Goldberg in quanto persona non gradita. Morales ha esplicitamente accusato gli Stati Uniti d’America di destabilizzazione nei confronti del governo boliviano, lavorando con l’opposizione ed appoggiando le proteste tutt’ora in corso in Bolivia.

Morales ha inoltre dichiarato che Goldberg cospirerebbe contro la democrazia.

La Bolivia in questi giorni è scossa da violente manifestazioni, in particolare a Santa Cruz e nella cosiddetta zona della Mezzaluna, che tra le varie riguardano la distribuzione dei proventi dell’esportazione di gas (il governo Morales ha nazionalizzato gli idrocarburi), assegnati già ad altri progetti sociali. Apparentemente le rivolte sono guidate da alcuni prefetti ribelli al potere centrale, che mirerebbero ad una secessione.

Gli scontri hanno portato all’occupazione e saccheggio di varie sedi istituzionali ed a sabotaggi del gasdotto che rifornisce Brasile ed Argentina, facendo parlare di tentativo di golpe e di guerra civile. Ci sarebbero inoltre almeno otto morti.

Morales, considerato il primo presidente boliviano “indigeno”, è esponente del Movimento al Socialismo. Nella giornata di ieri ha anche incassato la solidarietà di Chávez (Venezuela) e Lula (Brasile), mentre gli Stati Uniti per tutta risposta hanno provveduto all’espulsione dell’ambasciatore boliviano.

Venezuela[]

Il presidente venezuelano Hugo Chávez

Oggi anche il Venezuela ha annunciato l’espulsione dell’ambasciatore statunitense Patrick Duddy da Caracas, «per solidarietà con la Bolivia − ha affermato Hugo Chávez, richiamando nel contempo l’ambasciatore venezuelano a Washington.

La decisione arriva proprio mentre in Venezuela sono atterrati (ieri) due bombardieri strategici russi Tu-160 (ufficialmente per voli d’addestramento) ed alcune navi russe sono in acque venezuelane per una esercitazione. Chávez ha quindi precisato che si tratta di un avvertimento agli Stati Uniti, essendo Venezuela e Russia «alleati strategici».

Chávez ha anche minacciato l’interruzione delle forniture di petrolio in caso di aggressione: il Venezuela è attualmente il paese del Sud America più ricco di petrolio.

Chávez ha annunciato l’espulsione durante un comizio, riferendosi all’ambasciatore come «ambasciatore yankee» ed aggiungendo «Andate al diavolo, yankee di merda!».

Anche il Venezuela soffre di crisi interne, recentemente altri due alti ufficiali sono stati arrestati con l’accusa di organizzare un golpe contro Chávez.


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August 6, 2007

L\’Iran all\’Italia: non interferite sulla pena di morte

L’Iran all’Italia: non interferite sulla pena di morte

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lunedì 6 agosto 2007

Dopo l’ondata di esecuzioni in Iran, per possesso e traffico di stupefacenti ed altri crimini di poca entità, l’Italia, tramite il Ministero degli Affari Esteri ha espresso nei confronti delle decisioni del governo di Mahmud Ahmadinejad forte risentimento, proprio in virtù della lotta italiana alla pena capitale in ambito internazionale.

Subito, attraverso gli organi ufficiali, la repubblica islamica ha fatto sapere che le parole italiane sono interferenze nei confronti delle decisioni dell’autorità giudiziaria del paese, e che ogni paese decide come meglio crede di reprimere i crimini.

Il viceministro degli Esteri italiano, Ugo Intini, ha replicato dicendo che non è stata commessa alcuna interferenza.


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July 24, 2007

Libia: rilasciate e graziate le infermiere bulgare

Libia: rilasciate e graziate le infermiere bulgare

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martedì 24 luglio 2007

Le infermiere bulgare ed il medico palestinese nazionalizzato bulgaro, accusati dai tribunali libici di aver infettato centinaia di bambini con il virus dell’HIV, sono stati rilasciati e stanno facendo ritorno in patria con un aereo della presidenza della repubblica francese.

La liberazione dei medici si è potuta ottenere grazie al fortissimo contributo di Cecilia Sarkozy, moglie del neo presidente francese Nicolas.

Sull’aereo, partito in mattinata dal paese africano, sono presenti Cecilia Sarkozy, il commissario europeo Benita Ferrero-Waldner, il segretario generale dell’Eliseo Claude Guean.

Le infermiere ed il medico infine, da quanto si è appreso, sono state graziate dalle autorità bulgare.

Fonti

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