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August 31, 2012

Suscita polemiche, in Francia, l\’\”Elogio letterario di Anders Breivik\” di Richard Millet

Suscita polemiche, in Francia, l'”Elogio letterario di Anders Breivik” di Richard Millet

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venerdì 31 agosto 2012

Richard Millet al Centre Pompidou nel 2010

Richard Millet è un intellettuale francese, molto apprezzato per il ruolo che ricopre quale raffinato curatore editoriale per la prestigiosa casa editrice Gallimard. Millet è anche un affermato saggista e scrittore. Ha suscitato pertanto scalpore un suo recente saggio, pubblicato per Pierre-Guillaume de Roux, il cui titolo, Éloge littéraire d’Anders Breivik, contiene un provocatorio riferimento al terrorista norvegese, autore degli efferati attentati del 22 luglio 2011 a Oslo e Utøya, da poco condannato a 21 anni di carcere, il massimo della pena prevista dal sistema penale norvegese.

La tesi del saggio[]

Il saggio offre un’analisi personale dei mutamenti sociali e culturali intervenuti in epoca recente nel mondo occidentale sotto le sfide della globalizzazione. Millet prende di mira il dominante multiculturalismo e l’indebolimento del sistema di valori di riferimento della civiltà occidentale. Si tratta di un’evoluzione culturale associata a una complessiva perdita di senso, che accompagna il processo di decadenza dell’intera cultura occidentale, un ripiegamento rispetto al sistema dei suoi valori fondanti. In questa analisi, Anders Breivik viene elevato da Millet a simbolo della perdita d’identità del mondo occidentale, un processo consumatosi nello spazio di pochi decenni, nella negligenza della politica indolente e di una cultura remissiva. Breivik, nell’analisi di Millet, emergerebbe come frutto patologico di questa decadenza culturale. In conclusione, Breivik è quello che si merita un paese come la Norvegia, tra i protagonisti di questa decadenza.

Le accuse e la replica dell’autore[]

Oslo: gli effetti del primo degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia

Il saggio du Millet è stato accusato di avallare una vero e proprio elogio di uno spietato e sanguinario terrorista pluriomicida. Questo uscita letteraria così controversa pone anche, per molti, un serio problema di compatibilità con il ruolo di spicco da lui ricoperto nell’organigramma della casa editrice francese. Lo scrittore, dal canto suo, si dichiara stupito della polemica e si difende dalle critiche mettendo in rilievo l’ironia sottesa dalla scelta del titolo. Ammette comunque, Millet, una certa dose di personale ingenuità nell’aver sottovalutato gli effetti di una scelta così provocatoria.

Breivik, spiega Millet replicando alle accuse, è sicuramente un personaggio negativo, da condannare moralmente senza esitazioni, ma il suo exploit criminale, premeditato, pianificato e portato a termine con lucidità, possiederebbe in sé la “perfezione formale” del gesto, paragonabile, in questo, alla nitida criminosità dispiegata dai terroristi responsabili degli attentati dell’11 settembre 2001 che causarono, tra l’altro, l’abbattimento delle Torri gemelle l’11 settembre 2001. Si profila anche, secondo Millet, la “dimensione letteraria” di un tema antico, quello della fascinazione dell’uomo per il male e per il suo manifestarsi, dotato di una consolidata dignità letteraria, che ha trovato una delle più alte espressioni in Delitto e castigo di Dos.

Intanto, per Millet, vi è chi tenta un ardito accostamento a Louis-Ferdinand Céline, l’autore del celebre Viaggio al termine della note. La casa editrice Gallimard, dal canto suo, si trincera dietro una cortina di riserbo, astenendosi da ogni commento e ogni decisione, attendendo il ritorno della proprietà dalle ferie estive.


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Fonti[]

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July 24, 2011

92 morti nel doppio attentato in Norvegia

92 morti nel doppio attentato in Norvegia

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domenica 24 luglio 2011

Facciata del ministero dell’industria norvegese distrutta dal primo attacco terroristico.

2083 Dichiarazione d’indipendenza europea. Questo è il titolo del memoriale di 1500 pagine scritto da Anders Behring Breivik, il biondo attentatore che tra Oslo e Utøya, in Norvegia, ha ucciso oltre 90 persone [vedi nota correttiva[1]]. In questo testo, che l’autore ha cominciato a scrivere dall’autunno del 2009, viene affermato che l’uso del terrorismo doveva servire come “mezzo per risvegliare le masse”. Innumerevoli i richiami ai Templari e i simboli celtici: infatti, Anders Behring Breivik era legato agli ambienti di estrema destra. Non solo. Il 32enne su Facebook si definisce “single, cristiano, conservatore e anti-islamico”. Secondo la polizia, Breivik è stato definito come un fondamentalista cristiano. «Una persona con un credo ha altrettanta forza di 100 000 persone che hanno solo interessi» è stato l’ultimo tweet fatto da Breivik, citando il filosofo positivista John Stuart Mill.

«È stato un atto atroce ma necessario» avrebbe dichiarato Breivik; l’affermazione, riferita dal suo legale, conferma che l’attentato è stato accuratamente pianificato da tempo. In più, la polizia fa trapelare alcune informazioni sulla preparazione degli attacchi: l’attentatore, che possiede una fattoria, ordinò sei tonnellate di un fertilizzante a base di nitrato di ammonio, sostanza che può essere usata per fabbricare esplosivi.

Sembra quindi svanire la pista del terrorismo islamico. Infatti, secondo le prime indiscrezioni, sembrava che gli attentati fossero stati causati da una cellula terroristica jihadista a causa della partecipazione della Norvegia alla guerra in Libia e alla missione in Afghanistan e a causa della pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto su alcuni giornali, anche se c’è stata una rivendicazione a cui gli investigatori non danno peso.

Il primo attentato iniziò alle 15:26 con una forte esplosione in una zona dove sono presenti raggruppamenti di edifici governativi e di testate giornalistiche. Dai due morti iniziali il bilancio sale fino a sette con diversi feriti, alcuni in gravi condizioni. Nel frattempo la prima rivendicazione in un forum jihadista da parte di Ansar al-Jihad al-Alami. Il secondo attentato, invece, dopo un paio d’ore: un uomo vestito da poliziotto, che si rivela poi essere Breivik, irruppe nel campo dove si stava svolgendo l’incontro annuale dei giovani laburisti e aprì il fuoco. Anche in questo caso le prime stime parlano di quattro o cinque tra morti e feriti. In più gli artificieri hanno fatto sapere di aver ritrovato diversi ordigni inesplosi in vari punti di Utøya.

«Non ci faremo zittire, in onore di chi ha perso la vita», «continueremo a tenere alti i nostri ideali di tolleranza e antirazzismo». Queste sono le frasi di Ekil Pederson, leader della sezione giovanile del partito laburista, dopo l’attacco al campo.

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  • «Suscita polemiche, in Francia, l'”Elogio letterario di Anders Breivik” di Richard Millet» – Wikinotizie, 31 agosto 2012

Fonti[]

Note[]

  1. [Nota correttiva del 10 dicembre 2011]
    In seguito il numero delle vittime è stato stabilito in 77: 69 a Utøya e 8 a Oslo.

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