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September 2, 2012

Mattanza di Rizziconi. Trovato il colpevole, è incensurato

Mattanza di Rizziconi. Trovato il colpevole, è incensurato

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domenica 2 settembre 2012

Uliveto nella Piana di Gioia Tauro

Avrebbe già un nome e cognome l’autore del triplice omicidio che, nella notte tra il 28 e il 29 agosto aveva insanguinato Rizziconi, informe agglomerato agricolo del Circondario di Palmi, nella provincia di Reggio Calabria, causando la morte di Remo Borgese, di 48 anni, e dei suoi figli, Antonio e Francesco, rispettivamente di 27 e 21 anni. Nella strage era rimasto ferito Antonino Borgese, di 29 anni, cugino dei due fratelli.

Nonostante Rizziconi, al pari di altri abitati della Piana di Gioia Tauro, sia ben noto per le infiltrazioni mafiose che ne permeano il tessuto sociale e amministrativo, per una volta la ‘ndrangheta non c’entra nulla. Non un feroce regolamento di conti tra cosche, ma l’epilogo tragico di una violenza privata che scaturisce dall’asprezza de rapporti umani, una disperata ritorsione scatenata da un alterco dovuto a futili motivi.

Presunto autore della strage è Francesco Ascone, 36 anni, costituitosi nel pomeriggio di ieri davanti ai poliziotti che da quattro giorni gli davano la caccia, dopo averlo individuato quale principale sospettato. Alla Polizia, Ascone avrebbe confessato l’esecuzione del triplice omicidio, fornendo, però, una sua particolare versione dei fatti. A quanto si è appreso, quel giorno aveva avuto un banale litigio con Francesco Borgese.

I quattro uomini si erano poi rivisti per quello che doveva essere un chiarimento, al quale, però, Ascone si è presentato armato di una calibro 9×21. A un certo punto, qualcosa deve aver fatto degenerare il chiarimento e fatto scattare la follia omicida del killer, portandolo all’esplosione di una decina di colpi.

Incalzato dagli inquirenti, l’uomo ha cercato di attenuare la sua posizione affermando che il suo gesto omicida sarebbe stato una reazione di difesa dopo essere stato colpito all’addome da un colpo partito dal fucile di uno dei tre parenti. Allo stato attuale, il fucile non è stato trovato, ma gli inquirenti stanno procedendo agli opportuni riscontri, per far luce su eventuali responsabilità di altri, e per verificare la versione fornita da Ascone.


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September 1, 2012

Ancora agguati mortali in Calabria. Un fornaio ucciso a pallettoni a Seminara

Ancora agguati mortali in Calabria. Un fornaio ucciso a pallettoni a Seminara

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sabato 1 settembre 2012

Il borgo di Seminara

Tornano a far parlare di sé la Calabria e la Piana di Gioia Tauro, e ancora una volta per eventi che si guadagnano spazio tra le pagine della cronaca nera nazionale, ad appena due giorni dall’efferato triplice omicidio che, martedì 28 agosto, ha insanguinato Rizziconi, paesone agricolo nella Piana di Gioia Tauro.

L’agguato nella piazza principale[]

La piazza che è stata teatro dell’omicidio, illuminata per la sera

Teatro del crimine è, stavolta, Seminara, piccolo borgo agricolo della provincia di Reggio di meno di tremila abitanti, nel Circondario di Palmi, vicinissimo e confinante con il comune di Rizziconi, finito sotto i riflettori per la strage di martedì scorso.

A cadere sotto i colpi omicidi di un’arma da fuoco è un uomo di 65 anni, Aldo Giuseppe Ciappina, chiamato da tutti “Pino”, di professione panettiere, incensurato. Ad attendere il fornaio, venerdì sera, vi era uno o più killer armati di un grosso fucile. Ciappina è stato freddato nella piazza principale del paese, poco dopo le 20.00, mentre camminava tra la gente, forse per tornare alla propria abitazione, che si trovava vicinissima al luogo del crimine.

Fatali gli sono stati i tre colpi caricati a pallettoni, con cui l’assassino lo ha falciato senza lasciar scampo. Immediato è stato anche l’intervento dei carabinieri, che si trovavano casualmente nei pressi della piazza per un pattugliamento mobile e hanno così potuto udire distintamente i tre colpi. Quando, però, le forze dell’ordine sono giunte sul posto, hanno trovato solo l’uomo riverso per terra, mentre l’omicida aveva già fatto in tempo a dileguarsi. Immediato è stato anche l’intervento del magistrato di turno, chiamato sul posto dalla procura di Palmi.

Indagini[]

Le indagini, iniziate subito, non privilegiano alcuna pista, dalla Ndrangheta alle vicende personali, tenuto conto anche del fatto che la vittima ha un profilo incensurato. Allo studio le circostanze dell’agguato e la dinamica dell’omicidio, un lavoro che ha trovato subito un ostacolo nel consueto clima di omertà che avvolge i rapporti sociali e che si fa più fitto proprio in occasione di eventi criminosi, rendendo arduo ottenere testimonianze oculari perfino quando l’evento, come in questo caso, è avvenuto in luogo centralissimo e frequentato e in ora non tarda: gli inquirenti, infatti, hanno sùbito iniziato a interrogare un buon numero di persone, nella speranza di ricavarne informazioni utili, ma finora senza nessun risultato. Nessuna delle persone sentite è stata in grado di riferire alcunché.

Le speranze si appuntano allora sugli elementi oggettivi che potrebbero emergere dai rilievi compiuti della Sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri, al lavoro nella piazza. Dovrà essere chiarito, ad esempio, se ad agire sia stata una sola persona, o più d’una. Altri elementi, si spera, potrebbero emergere dall’escussione degli stessi familiari della vittima, se questi saranno in grado di vincere l’omertà convincendosi a fornire informazioni sui rapporti intrattenuti dal Ciappina, e sull’esistenza di eventuali contrasti o di altri elementi che in grado di rivelarsi significativi per il progresso delle indagini.


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August 29, 2012

Far west Calabria. Triplice omicidio nella piana di Gioia Tauro

Far west Calabria. Triplice omicidio nella piana di Gioia Tauro

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mercoledì 29 agosto 2012

Panorama della Piana di Gioia Tauro

Una scena da far west si è materializzata la notte scorsa a Rizziconi, agglomerato agricolo del Circondario di Palmi, nella provincia di Reggio Calabria, cresciuto in maniera caotica e disorganica per l’assenza di ogni pianificazione urbanistica, già tristemente noto alle cronache, al pari di altri abitati della Piana di Gioia Tauro, per le infiltrazioni mafiose nelle istituzioni locali.

Nella piazzetta prospiciente la scuola elementare, accasciati nel sangue, stavano i corpi di tre uomini, un padre e i suoi due figli: Reno Borgese, di 48 anni, e Antonio e Francesco Borgese, di 27 e 21 anni, ammazzati da sei colpi di una calibro 9.

Ignoto il movente della carneficina. A indagare sul caso è la squadra mobile di Reggio e il commissariato di Gioia Tauro. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, anche se, in questo caso, il profilo delle vittime, a lor dire, non sembra far propendere per la pista, apparentemente privilegiata, di una faida interna alla ‘ndrangheta, la cui rete criminale tiene in scacco l’intera zona.

Le vittime della sparatoria erano tutte incensurate e, almeno apparentemente, dedite a un’attività onesta: sembra, infatti, che si guadagnassero da vivere con la conduzione di una piccola autofficina nel paese. Potrebbe trattarsi quindi di un regolamento di conti per lo strascico di qualche faccenda privata, motivi di denaro o di interessi, o del tragico epilogo di qualche vicenda passionale.

Rimane anche da chiarire la dinamica del triplice omicidio, se questo, ad esempio, sia avvenuto in maniera premeditata o sia deflagrato al culmine di una lite. Un compito non facile per gli investigatori, che si troveranno di fronte il consueto ostacolo costituito dalla rete di rapporti omertosi.


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April 26, 2008

Gioia Tauro: attentato ad un imprenditore calabrese, è in gravi condizioni

Gioia Tauro: attentato ad un imprenditore calabrese, è in gravi condizioni

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sabato 26 aprile 2008

È in gravi condizioni di salute l’imprenditore di Gioia Tauro Nino Princi, vittima di un attentato ordito ai suoi danni attraverso l’introduzione di una bomba nel meccanismo di accensione della sua autovettura. L’uomo, salito sulla sua automobile, ha inserito la chiave per l’accensione ed il mezzo è esploso.

Nella fortissima deflagrazione, è andata in frantumi anche la vetrina di un vicino esercizio commerciale. Princi è stato ricoverato all’ospedale di Gioia Tauro, ma, a causa dell’aggravamento delle condizioni, ne è stato disposto il trasferimento presso il nosocomio di Reggio Calabria, nel quale si trova tuttora.

L’imprenditore, 45enne, fu proprietario, negli anni scorsi, di una rilevante quota del pacchetto azionario del Catanzaro calcio, quando la squadra giocava nel campionato cadetto.

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