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September 1, 2012

Grattacapi con il fisco per Valerio Merola

Grattacapi con il fisco per Valerio Merola

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sabato 1 settembre 2012
Il presentatore Valerio Merola è entrato nel mirino della giustizia italiana, per problemi con il fisco.

A mettere nei guai il popolare presentatore italiano non sono più i risvolti sessuali della sua professione, da cui era stato difeso dal suo avvocato di fiducia, tirando in ballo le spropositate dimensioni del membro gli precludevano una soddisfacente pratica sessuale, da cui il soprannome “Merolone”.

Merola aveva trovato casa, e quindi posto lì la sua residenza, nel Principato di Monaco, famoso paradiso fiscale. Ora, un’indagine della Guardia di Finanza mette in dubbio l’assiduità delle sue frequentazioni monegasche. Infatti, secondo gli occhiuti militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, quella residenza era solo un paravento che dissimulava un’attività svolta interamente in Italia. Con lo schermo di alcune società intestate ad amici e prestanome, e grazie alla residenza stabilita a Montecarlo, Valerio Merola poteva essere immune da qualsiasi formalità o obbligo fiscale.

Le indagini dei militari avrebbero poi portato alla luce una serie di conti correnti a lui intestati, o a riconducibili a suoi prestanome, che rappresentavano i crocevia di ingenti flussi finanziari. Secondo gli accertamenti compiuti, questa architettura societaria e fiscale avrebbe sottratto al fisco emolumenti in nero per 4,6 milioni di euro, e 1,5 milioni di Imposta sul valore aggiunto, in quell’arco temporale di cinque anni al di fuori del quale su ogni rilievo è già intervenuta la scura della prescrizione civile.

Oltre al prevedibile contenzioso civilistico e tributario, per l’addebito di imposte dirette e indirette dovute sui compensi incassati in nero, la conclusione degli accertamenti fiscali ha anche guadagnato, al popolare personaggio televisivo, un avviso per reati tributari che porterà dietro di sé inevitabili strascichi giudiziari. L’interessato nega ogni addebito, sostenendo di aver adempiuto pienamente ai suoi obblighi fiscali nel Principato di Monaco, annunciando, a sostegno delle sue affermazioni, la presentazione di documentazione ufficiale del ministero delle finanze monegasco.

Non si sa, però, se sarà questa la linea di difesa dal suo avvocato di fiducia, o se preferirà ricorrere a strategie non convenzionali, come accaduto quelle dispiegate ai tempi del “Merolone”. Se dovesse ammettere una parte dei rilievi tributari, Valerio Merola, al pari di altri popolarissimi vip, come Luciano Pavarotti, Valentino Rossi e Dolce & Gabbana, potrebbe accedere a uno di quei consistenti sconti che il clemente fisco italiano riconosce ai reprobi famosi.


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October 18, 2010

Pavia: militare infedele della Guardia di Finanza forniva a Panorama dati sensibili su personaggi pubblici

Pavia: militare infedele della Guardia di Finanza forniva a Panorama dati sensibili su personaggi pubblici

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Milano, lunedì 18 ottobre 2010

La Guardia di Finanza alla Festa della Repubblica del 2007.

Era pagato per servire la Repubblica Italiana, ma di quella delicata funzione, lui, Fabio Diani, militare della Fiamma Gialle in servizio a Pavia, avrebbe fatto un uso disinvolto e deviato.

Quegli archivi riservati militari e della pubblica amministrazione, a cui il suo ruolo gli dava accesso, Fabio Diani li avrebbe consultati assiduamente, non per contrastare l’evasione fiscale, ma per spiare i dati tributari e sensibili di personaggi pubblici o di vasta notorietà. Non una forma distorta o morbosa di curiosità personale, ma la volontà di carpire dati riservati da fornire illegalmente a Giacomo Amadori, giornalista di Panorama, rivista settimanale del gruppo Mondadori, di proprietà della famiglia Berlusconi.

Lo hanno messo in luce le indagini del pubblico ministero di Milano Elio Ramondini e del procuratore aggiunto Alberto Nobili, che hanno portato agli arresti domiciliari il finanziere infedele.

Le violazioni dei doveri d’ufficio risalirebbero agli anni 2008-2009, quando oggetto delle attenzioni intrusive del militare della Guardia di Finanza sarebbero state le posizioni di una vasta e variegata platea di spiati: Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Nichi Vendola, Beppe Grillo, Patrizia D’Addario, numerosi esponenti della famiglia Agnelli (Gianni Agnelli, Marella Caracciolo, Clara e Maria Sole Agnelli, Alain Elkann) fino a Gioacchino Genchi, poliziotto e consulente informatico di vari giudici, tra cui Giovanni Falcone e Luigi de Magistris. Tra gli spiati anche un personaggio della sinistra antagonista, Luca Casarini, attivista no-global e leader dei Disobbedienti.

Tra gli oggetti di intrusione, vi sarebbe anche Raimondo Mesiano, giudice del tribunale milanese, estensore della sentenza sul Lodo Mondadori, e già noto al grande pubblico televisivo per essere stato oggetto di un caso di attenzione mediatica mandato in onda da Claudio Brachino su Mattino cinque, programma giornalistico di Canale 5, canale televisivo anch’esso riconducibile a Silvio Berlusconi.

Ben più vasta sarebbe comunque la platea delle violazioni: i magistrati milanesi hanno contestato al militare un migliaio di accessi abusivi a banche dati riservate. Ma vi è di più: sarebbe stata dimostrata una corrispondenza tra gli accessi legali del finanziere pavese e i pezzi giornalistici pubblicati da Amadori, tra cui quello dal titolo Fisco e patrimoni, ecco quanto dichiarano gli Agnelli, pubblicato dal settimanale del gruppo di Segrate nel mese di ottobre 2009.


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September 24, 2010

Dossier, nuovo scontro Berlusconi-Fini

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Dossier, nuovo scontro Berlusconi-Fini

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venerdì 24 settembre 2010

Piazza del Parlamento, Roma

« Le illazioni, le voci e le congetture apparse su alcuni quotidiani in relazione ad una presunta attività di dossieraggio, sono assolutamente false, diffamatorie »
(P. Chigi sugli articoli di giovedì sul Giornale.)

Continua lo scontro nato ieri (giovedì 23 settembre) in seguito alla pubblicazione sul quotidiano il Giornale di articoli che accusano il presidente del consiglio di aver creato, per mezzo dei servizi segreti, dei dossier ad arte contro Tulliani, il cognato di Fini, riguardo la casa di Montecarlo. Le accuse hanno provocato l’interruzione della trattativa sullo scudo fiscale.

Rapida la risposta della controparte, il partio di Futuro e Libertà, che denuncia la «totale irresponsabilità» di chi diffonde queste voci diffamatorie «solo per ragioni di polemica politica». La smentita arriva anche, ufficialmente, dai Servizi segreti e dalla Guardia di Finanza, che non hanno mai svolto alcuna attività a riguardo.

Bocchino (capogruppo di Fli): «Palazzo Chigi ha fatto benissimo a definire irresponsabili le illazioni circa il coinvolgimento dei nostri servizi di Intelligence in operazioni di dossieraggio politico-scandalistico. Nessuno ha mai dubitato della lealtà istituzionale dei nostri apparati di sicurezza. Il problema semmai avere certezza che, come accaduto in passato, non ci siano azioni torbide, illegali, deviate che, come tali, non sono certo a conoscenza dei vertici. E questa certezza purtroppo non la può avere nessuno, come dimostrano tante vicende anche recenti»

A parte i fatti, il premier fa sapere di avere intenzione di continuare per tutta la durata della legislatura – «Ho il dovere di portare avanti la mia legislatura, anche nell’interesse del Paese» – ma, a suo dire, l’instabilità politica può portare aspetti negativi anche nell’economia, in un periodo così limitato. Nel contempo il premier cerca di evitare la corsa alle urne, anche perché i sondaggi mostrano un ribasso del consenso al PdL.


Fonti

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August 11, 2008

Olimpiadi 2008, Judo: oro per Giulia Quintavalle

Olimpiadi 2008, Judo: oro per Giulia Quintavalle

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lunedì 11 agosto 2008

La judoka Giulia Quintavalle ha vinto l’oro alle Olimpiadi di Pechino, nella categoria 57 Kg. L’atleta italiana ha battuto l’avversaria dei Paesi Bassi Deborah Gravenstijn per 11 a 0. L’avventura olimpica per l’atleta italiana era cominciata bene sin dal principio quando, capovolgendo i pronostici, aveva battuto la campionessa uscente Yvonne Bonish.

Per la Quintavalle, venticinquenne appartenente alla Guardia di Finanza, si tratta del primo oro olimpico, che si aggiunge ai due ori dei campionati assoluti italiani vinti a Torino nel 2004 e a Genova nel 2005.

Con la medaglia d’oro della Quintavalle, la compagine azzurra si ritrova adesso al quarto posto nel medagliere dietro a Cina, Corea del Sud e Stati Uniti.

Medagliere[]


Posizione Paese Gold medal.svg Silver medal.svg Bronze medal.svg Totale
1 Flag of the People's Republic of China.svg Cina 8 3 1 12
2 Flag of South Korea.svg Corea del Sud 4 2 0 6
3 Flag of the United States.svg Stati Uniti 3 4 5 12
4 Flag of Italy.svg Italia 3 3 1 7
5 Flag of Australia.svg Australia 2 0 3 5
6 Flag of Japan.svg Giappone 2 0 2 4
7 Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito 2 0 1 3
8 Flag of the Czech Republic.svg Repubblica Ceca 2 0 0 2
9 Flag of Finland.svg Finlandia 1 0 1 2
9 Flag of the Netherlands.svg Paesi Bassi 1 1 1 3
9 Flag of Spain.svg Spagna 1 0 1 2
Aggiornato al 11/08 – 13:31 Olympic rings with white rims.svgWikinews-logo.svg Segui le Olimpiadi con noi!


Beijing 2008
Segui lo Speciale dedicato alla XXIX Olimpiade estiva.


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August 10, 2008

L\’Italia blocca The Pirate Bay

L’Italia blocca The Pirate Bay – Wikinotizie

L’Italia blocca The Pirate Bay

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domenica 10 agosto 2008

Il logo di The Pirate Bay

Il più ampio e noto motore di ricerca di file .torrent, The Pirate Bay, ha postato sul suo blog un comunicato rivolto agli italiani in cui annuncia che la procura di Bergamo ha «ordinato il blocco del dominio e dell’IP per tutte le richieste provenienti dall’Italia».

Il comunicato rivolge critiche durissime al sostituto procuratore che ha firmato l’ordinanza, Giancarlo Mancusi, e al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, di cui Mancusi viene definito un «lacchè». I gestori del sito accusano Berlusconi di aver ordinato l’operazione per impedire la diffusione di materiale critico nei confronti del suo governo e denunciano la concorrenzialità dei contenuti che è possibile reperire, seppure indirettamente, mediante il motore di ricerca con quelli offerti dalle aziende berlusconiane.

Mancusi era già noto nella battaglia contro i .torrent per aver chiuso colombo-bt, uno dei riferimenti italiani per gli utenti BitTorrent.

La risposta di TPB[]

Nel comunicato emesso, i gestori del sito assicurano che vinceranno anche stavolta la lotta contro i governi dittatoriali e autoritari e rendono note le contromisure che hanno preso:

  • registrazione di un apposito dominio per l’Italia (http://labaia.org, che però è stato bloccato dalla stessa Guardia di Finanza di Bergamo)
  • cambio degli indirizzi IP per aggirare almeno temporaneamente il blocco

Agli utenti italiani viene inoltre suggerito di aggirare definitivamente quella che viene definita «censura» delle autorità di Roma attraverso l’utilizzo di un server DNS differente come OpenDNS. Diverse fonti segnalano che sarebbe possibile connettersi al sito semplicemente sfruttando dei proxy anonimizzanti e aggirando eventuali blocchi sugli indirizzi IP.

I commenti in rete[]

Feroci i commenti lasciati dagli utenti, italiani e non, nei confronti del governo italiano, che viene definito una dittatura nazifascista, e del Presidente del Consiglio, paragonato al Duce.

Emerge dai commenti, oltre al disprezzo verso le autorità italiane, la volontà della comunità di Internet di non lasciarsi prevaricare dall’autoritarismo dei governi e dei giudici, e la fiducia nei meccanismi con cui la rete è in grado di ripararsi ed aggirare ogni tentativo di blocco.

Alcuni commenti presenti su altri blog lanciano offese al popolo italiano, accusato di vigliaccheria e di collusione con organizzazioni mafiose, in particolare in relazione al massiccio consenso ottenuto da Berlusconi nelle recenti elezioni politiche.

I problemi tecnici e legali[]

L’ordinanza di Mancusi appare, ad ogni modo, discutibile sotto il profilo tecnico. I file .torrent, infatti, unici contenuti fruibili da TPB, sono meri puntatori ai veri e propri dati e in quanto tali non violano alcuna normativa in materia di diritto d’autore. Per lo più, diverse versioni di Linux in passato hanno visto ampia diffusione proprio grazie al sistema BitTorrent, senza quindi che fosse riscontrabile alcuna violazione di legge.

Diversi bloggers fanno notare come ordinanze analoghe in altri paesi UE abbiano mancato l’obiettivo e asseriscono che il blocco sarebbe illegale in base alle leggi comunitarie.

TPB, che ha sempre giocato in punta di diritto le proprie battaglie contro i maggiori colossi dell’informatica e dell’entertainment, ha chiesto aiuto agli avvocati italiani per ottenere la revoca dell’ordinanza.


Fonti[]

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June 10, 2008

Scoperta una \”clinica degli orrori\” a Milano

Scoperta una “clinica degli orrori” a Milano

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martedì 10 giugno 2008

La Guardia di Finanza, sotto la direzione tutta al femminile dei PM Tiziana Siciliano e Grazia (oltre al GIP Micaela Serena Curami), ha arrestato due persone e disposto i domiciliari per altre dodic. Tra queste, tredici medici e il rappresentante legale della clinica Santa Rita.

Le accuse sono di truffa, falso ideologico, falsificazione delle cartelle cliniche e sopratutto, una serie di interventi inutili o dannosi che hanno provocato lesioni gravi o gravissime per circa novanta persone, oltre alla morte di cinque pazienti. Infatti, tra le accuse mosse agli indagati (in tutto, non meno di diciotto), figura anche l’omicidio volontario aggravato da crudeltà.

Per smascherare questa colossale truffa è stato necessario ricorrere alle intercettazioni, che proprio in questi giorni sono sotto il dibattito per ridurne l’uso. Ma la Pradella spiega: «Senza le intercettazioni non si sarebbero individuati i casi di omicidio volontario».

In breve, si tratta di un’indagine che ha portato allo scoperto un’associazione per delinquere che, secondo le accuse, aveva lo scopo di intascare soldi per operazioni chirurgiche da parte del Sistema Sanitario Nazionale. Per ora sono stati sequestrati 2,5 milioni di euro e 4 000 cartelle cliniche. I capi d’accusa sono estremamente gravi: polmoni asportati per la sola presenza di tubercolosi, asportazione di mammelle per la presenza di noduli; una signora di 88 anni operata di tumore tre volte in tre mesi per ottenere il rimborso (12 000 euro) quando sarebbe bastato un solo intervento.

Un paziente è morto per la recisione accidentale dell’arteria aorta all’altezza del cuore, durante uno di questi interventi superflui ai polmoni; consensi per l’operazione non firmati dai pazienti, persino contro il parere del medico curante. E l’intimidazione psicologica: «Quando un medico ti dice che hai un tumore – si instaura con lui un rapporto ‘chiavi in mano’, ti fidi» dice la PM Pradella, che aveva chiesto il carcere per tutti e 14 gli indagati. Uno di questi è il potente proprietario e al contempo, amministratore unico del Santa Rita, il notaio Francesco Paolo Pipitone.

Non è da adesso che l’inchiesta è partita: oggi è solo l’esito finale delle indagini nate nel 2006, in seguito ad una denuncia anonima, forse di un paziente.

Tornando al notaio Pipitone, la sua posizione è stata chiarita da alcune intercettazioni: per esempio quando dei medici fuori dal giro, ma in qualche modo informati dei fatti, dicono al telefono:

«Quindi questo è l´ennesimo mezzo che danno a questi proprietari di merda di speculare, perché parliamoci chiaro quando un intervento vien pagato 8.000 euro e noi ne prendiamo 700 gli altri 7.300 se li intasca il Pipitone»

I problemi dei rimborsi eccessivi non nascono da oggi. La sanità lombarda ha un bilancio di 17 miliardi di euro, di cui diversi miliardi vanno alle cliniche private. E secondo il sistema Dgr (una prestazione, un compenso determinato), è facile, volendo, gonfiare le prestazioni e chiedere un rimborso di pari entità, e spesso anche maggiore. Questo sistema era particolarmente utile per scoraggiare i ricoveri: prima erano infatti rimborsati alle cliniche i giorni di ricovero, il che portava gonfiare le degenze. Con il sistema ‘a prestazione’ sarebbe stato più razionale e rapido gestire il paziente. Ma questo sistema abbisogna in tutti i casi di controlli.

Si è resa però necessaria una delibera del marzo 2007 perché venisse abolito l’obbligo di notificare con 48 ore d’anticipo le ispezioni, con tanto di specificazione sulle cartelle da prendere in consegna. Questi limiti erano stati posti in Lombardia , ma i primi scandali non hanno mancato di scoppiare. Tutti questi soldi richiedono anche la saldezza morale dei controllori, non sempre garantita: tanto che la responsabile del Noc, Nucleo operativo di controllo dell’Asl milanese, è stata a sua volta indagata per favoreggiamento.

Più in generale, i controlli fatti su 8 milioni di cartelle cliniche da parte della Finanza hanno evidenziato casi clamorosi: asportazioni di nei con un rimborso di 14 mila euro, interventi da day-hospital da 50 mila euro, e così via. Quanto alla clinica S.Rita, questa venne fondata nell’immediato dopoguerra, nel ’46. È stata ampliata recentemente fino a diventare un palazzone da 8 piani e 3 di seminterrato, approvati a forza di deroghe e nonostante le norme urbanistiche e l’opposizione degli abitanti del quartiere.

Non è il primo caso: l’anno scorso è stato arrestato il proprietario della clinica S.Carlo, Marina Sassaroli, 79 anni, assieme ai figli del consiglio d’amministrazione e una schiera di altri personaggi, inclusi medici e chirurghi. Nell’indagine è stato appurato di casi d’asportazione di lipomi che anziché i già sostanziosi 7 300 euro sono stati pagati per 265 000 euro di rimborso statale; asportazioni di cisti che da 13 700 euro sono lievitate a 495 000; piercing costati 2 952 euro all’SSN.

Giuseppe Rotelli, considerato il “re” della sanità lombarda, consulente dell’ex ministro della sanità Girolamo Sirchia, è stato condannato recentemente a tre anni per tangenti proprio sulla sanità. E’ i proprietario di circa 20 case di cura lombarde da 4 000 posti letto e un miliardo di fatturato, tanto da investire in Rcs Media Group con il 5% delle azioni e l’opzione per comprarne un altro 6%.


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June 5, 2008

Guardia di Finanza di Reggio Calabria scopre tre falsi non vedenti con la patente

Guardia di Finanza di Reggio Calabria scopre tre falsi non vedenti con la patente

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giovedì 5 giugno 2008

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con una serie di pedinamenti e filmati ripresi di nascosto, ha smascherato tre falsi non vedenti. I tre, G.D., T.A. e M.D., che percepivano un’indennità di invalidità totale, sono stati denunciati per truffa ai danni dello Stato; secondo quanto scoperto dagli agenti, nonostante una certificazione di cecità assoluta, circolavano in totale autonomia per le vie della città, anche al volante di autovetture.

In particolare, uno dei tre è stato sorpreso mentre accompagnava, come di consueto e senza alcuna limitazione, i nipoti a scuola; un altro è risultato in possesso della patente di guida, rinnovata regolarmente; il terzo ha precedenti penali per pascolo abusivo.

La truffa è stata scoperta durante accertamenti negli ambiti delle prestazioni sociali e delle erogazioni di indennità di accompagnamento. Immediato il sequestro e il blocco delle erogazioni delle pensioni da parte del GIP del Tribunale di Reggio Calabria.

Denunciato anche un membro della Commissione medica invalidi di Reggio Calabria – che aveva riconosciuto la loro inabilità – raggiunto da un avviso di garanzia. Questi, avrebbe falsificato certificati medici della Divisione Oculistica dell’Ospedale Reggio Calabria e di altri sanitari, all’oscuro di quanto avvenuto, esprimendo poi in commissione falsi giudizi sullo stato visivo dei tre soggetti. Il danno nei confronti dello Stato è stimato intorno ai 200 000 euro.

Sono in corso ulteriori indagini per il recupero delle somme già erogate e l’individuazione di eventuali altri soggetti che avrebbero percepito indennità illegali.


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March 1, 2008

Roma: avviata un\’inchiesta sui presunti evasori del Liechtenstein

Roma: avviata un’inchiesta sui presunti evasori del Liechtenstein

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sabato 1 marzo 2008
È stata aperta un’inchiesta da parte della procura di Roma sul caso dei presunti evasori fiscali con conti in Liechtenstein. Il procedimento è stato aperto per il momento contro ignoti, anche se la Guardia di Finanza, con la collaborazione del Ministero delle Finanze, ha acquisito una lista di 400 cittadini italiani celati sotto sigle e nomi di fantasia, sul quale inizierà un attento lavoro di ricerca per riuscire ad accertare la vera identità dei titolari dei conti correnti, e valutare successivamente se sia stato commesso l’illecito e assegnare di conseguenza il procedimento alla procura competente. Le presunte violazioni contestate dal procuratore Giovanni Ferrara (coadiuvato dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e dal pm Mario Dovinola) sono quelle di omessa ed infedele dichiarazione, come previsto espressamente dagli articoli 4 e 5 della legge 74/2000 sulle imposte sui redditi e IVA.

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October 1, 2007

P2P: Multe galattiche per Discotequezone

P2P: Multe galattiche per Discotequezone

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lunedì 1 ottobre 2007

La Guardia di Finanza di Bergamo in un’operazione in collaborazione con la FPM, la Federazione contro la Pirateria Musicale, ha smantellato un client P2P denominato Discotequezone in cui circolavano file musicali, opere cinematografiche di recente uscita ed anche video pedopornografici. Sette persone di questo network di file sharing sono state denunciate, due dei quali sono accusati di per detenzione di materiale pedo – pornografico. In totale sono stati sequestrati due siti internet, cinque server e sedici personal computer, per un ammontare di più di cinque terabyte di materiale illegale.

Nei personal computer sequestrati dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo sono state trovate circa 110.000 opere abusive, per la maggior parte costituite da file MP3. Da qui la denuncia e la multa di ben 8,5 milioni di euro ai danni dei mantenitori dei server Peer to peer.

Solo un giovane di 29 anni è stato assolto poiché i contenuti scaricati erano solo per uso personale: la richiesta di condanna emessa per l’utente, che aveva usufruito del client per scaricare 120 brani musicali, era stata di 7 mesi di reclusione.

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September 19, 2007

Annullati ufficialmente i test di Medicina a Bari

Annullati ufficialmente i test di Medicina a Bari

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mercoledì 19 settembre 2007
Le prove sostenute il 4 e 5 settembre scorsi per accedere alla facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’Università degli Studi di Bari sono stati annullati. Lo ha annunciato il rettore Corrado Petrocelli in conferenza stampa, stasera, dopo che la Guardia di Finanza aveva scoperto che alcuni candidati avevano partecipato alla prova portando con sé un telefono cellulare per ricevere le risposte esatte attraverso SMS da personale interno all’Università, fra cui alcuni docenti.

La procura di Bari, impegnata anche nelle indagini sulle irregolarità dei test nelle Università di Ancona e Chieti, oggi aveva fornito l’elenco dei ragazzi coinvolti, come richiesto negli scorsi giorni. Gli indagati, in un primo momento, erano solo 7, numero salito a 33 e che probabilmente arriverà fino a 52. Gli studenti indagati sono al momento 24, ma altri 19 hanno preso parte ai corsi di Marcantonio Pollice, che prometteva il passaggio certo dell’esame dietro pagamento.

Il ministro dell’Università Fabio Mussi aveva suggerito di escludere semplicemente dalla graduatoria della prova i candidati che avessero tentato di superarla fraudolentemente, ma oggi il rettore ha deciso di invalidare il test e farlo ripetere.

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