Wiki Actu it

September 4, 2012

Puglia: pedofilo di 64 anni sorpreso nudo con un quattordicenne

Puglia: pedofilo di 64 anni sorpreso nudo con un quattordicenne

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

martedì 4 settembre 2012

Il Castello Dentice di Frasso di San Vito dei Normanni

Un sessantaquattrenne di San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, è stato sorpreso a praticare giochi sessuali in compagnia di un ragazzino di quattordici anni. L’uomo, in flagranza di reato, è stato immediatamente arrestato, e la sua casa sottoposta a perquisizione, mentre sulla sua doppia vita si stanno concentrando ora le indagini, coordinate dal sostituto procuratore del Tribunale di Brindisi Eva Toscani.

All’apparenza un rispettabile sessantaquattrenne impegnato nel sociale proprio sul fronte della lotta al disagio giovanile – collaborava, infatti, con un’iniziativa ricreativa comunale che opera a beneficio dell’integrazione di giovani e adolescenti – nella sua seconda vita, svestiti i panni dell’uomo perbene, l’inappuntabile anziano dava sfogo alla sua devianza pedofila. La sua stessa vita pubblica, si è scoperto, era solo uno schermo che gli permetteva di entrare più facilmente in contatto con ragazzini adolescenti, per conquistarsene la fiducia e preparare, così, il terreno per l’adescamento.

Lusingati e invitati al silenzio i minorenni con dei regalini, l’uomo li conduceva con sé e li utilizzava per i suoi giochi erotici. Lo hanno trovato nudo, in contrada Usciglio, all’interno di un auto, mentre si abbandonava a giochi sessuali in compagnia di un quattordicenne adescato proprio al centro giovanile. È stato lo stesso ragazzino a svelare agli inquirenti i dettagli della seconda vita dell’uomo, il quale, ha spiegato sempre il quattordicenne, a volte adescava le sue giovani vittime addirittura all’interno della struttura comunale.


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

May 19, 2012

Brindisi, esplodono due ordigni: morte e terrore davanti ad una scuola

Brindisi, esplodono due ordigni: morte e terrore davanti ad una scuola

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

Brindisi, sabato 19 maggio 2012
Due ordigni sono stati fatti esplodere questa mattina intorno alle 7:50 locali davanti all’Istituto Professionale Statale per i Servizi Sociali “Francesca Laura Morvillo Falcone”, in Via Galanti, a Brindisi. Il bilancio è molto grave: una studentessa sedicenne, Melissa Bassi, originaria di Mesagne, è morta; una sua coetanea, Veronica Capodieci, anch’ella di Mesagne, è in gravissime condizioni, mentre almeno altre sei ragazze sono rimaste ferite.

Pare che gli ordigni, costituiti da due bombole del gas, fossero piazzati all’interno di due zaini sistemati davanti ad un muretto. Le prime testimonianze, secondo cui si sarebbero invece trovati in alcuni cassonetti per la raccolta differenziata che trovano posto di fronte all’istituto, non hanno in seguito trovato conferma.

Gli studenti rimasti feriti, otto in tutto, sono stati subito trasferiti all’Ospedale “Perrino” di Brindisi, dove, intorno alle 9:30, una di loro, che presentava ustioni nel 90% del corpo e che nell’esplosione aveva perso anche un braccio, è stata dichiarata morta. Un’altra ragazza presenta ustioni in tutto il corpo e versa in condizioni disperate, condizioni che i medici hanno definito, sin da subito, come “molto complicate”, tanto che intorno alle 11:30 si era sparsa la notizia, battuta da varie agenzie di stampa, e in seguito smentita, del suo decesso.

L’esplosione, violentissima, avvertita praticamente in tutta la città, ha provocato gravi danni anche all’edificio dell’istituto, sito a pochi passi dal tribunale. Sono andate in pezzi alcune vetrate. La scuola è frequentata prevalentemente da ragazze, studentesse di moda, turismo e servizi sociali. Sul posto è giunto il procuratore antimafia di Bari, Cataldo Motta, mentre gli agenti della Digos stanno svolgendo i rilievi del caso: secondo le prime indiscrezione, pare che l’innesco sia stato attivato tramite un comando a distanza. Tutti gli istituti della città sono stati fatti evacuare.

Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, ha apertamente tirato in ballo la criminalità organizzata, che non avrebbe colpito a caso, ma avrebbe voluto colpire volontariamente un istituto intitolato al magistrato Francesca Laura Morvillo, moglie del giudice Giovanni Falcone, proprio qualche giorno prima del ventesimo anniversario della Strage di Capaci, l’attentato mafioso in cui entrambi trovarono la morte. Proprio per oggi pomeriggio era previsto l’arrivo a Brindisi della “carovana” antimafia in ricordo di quel tragico fatto. A tal proposito Alessandro Cobianchi, coordinatore nazionale della carovana, ha dichiarato: “Questo ordigno è collocato davanti a una scuola, che ha un nome simbolico, in una giornata simbolica, a ridosso di un anniversario simbolico”[1].

Cordoglio è stato espresso dal mondo della politica. Il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, ha così commentato: «Bisogna reagire insieme per colpire gli infami», mentre Francesco Storace ha affermato: «La mafia uccide e lo Stato latita. È ora di capire che abbiamo bisogno di una mano ferma alla guida del Paese e non di tecnici contabili».

La scuola e l’impegno contro la mafia[]

La scuola Morvillo Falcone aveva vinto, nel 2007, il primo premio della prima edizione del concorso “La legalità nel quotidiano”, organizzato dall’Osservatorio permanente Giovani-Editori e dalla Fondazione BNC (Banca Nazionale delle Comunicazioni) ed inserito nel progetto «Quotidiano in classe». L’obiettivo del concorso è quello di stimolare l’attenzione degli studenti delle scuole di due regioni simbolo della lotta alla criminalità, Calabria e Puglia, al fine di favorire la cultura alla legalità.

Lo spot ideato dagli studenti dell’IPSSS brindisino era basato su una fotografia che mostra una serie di primissimi piani che raffigurano degli occhi aperti. Al centro della fotografia un’altra foto più piccola ed in bianco e nero dei giudici Falcone e Borsellino. L’immagine dei giudici è contornata da una frase che recita: “Guarda la legalità in faccia”. Gli studenti dell’Istituto erano stati premiati in una cerimonia svoltasi a Roma.[2]


Fonti[]

Note[]

  1. redazione. Attentato davanti a una scuola. La Repubblica, 19 maggio 2012. URL consultato il 19 maggio 2012.
  2. redazione. Cerimonia di premiazione “La Legalità nel Quotidiano”. Osservatorio Permanente Giovani Editori, 22 novembre 2007. URL consultato il 19 maggio 2012.

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

June 23, 2010

Puglia: padre e figlia uccisi, ricercati tre bulgari

Puglia: padre e figlia uccisi, ricercati tre bulgari

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

San Ferdinando di Puglia, mercoledì 23 giugno 2010
Un uomo di 45 anni, cittadino bulgaro, e sua figlia di 19 sono stati massacrati a sprangate questa notte in un casolare di campagna vicino a San Ferdinando di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani. I Carabinieri stanno battendo tutta la zona intorno al fiume Ofanto alla ricerca degli assassini, a quanto sembra tre connazionali delle vittime.

Anche il secondo figlio dell’uomo, un ragazzo di 20 anni, ha subito la furia degli aggressori ma, pur riportando numerosi traumi ed ecchimosi, è riuscito a mettersi in salvo fuggendo. È stato lui a dare l’allarme e ad indicare alle forze dell’ordine la posizione dei cadaveri: la sorella giaceva morta nel casolare, mentre il corpo del padre è stato rinvenuto nel pozzo all’esterno della struttura.

Le vittime si chiamavano Petrov Lybentasev e Tedorka Lybenovataseva; erano rom bulgari di etnia turca, e si erano da qualche giorno accampati nei dintorni del casolare. Dalle poche e confuse dichiarazioni del giovane sopravvissuto, che non parla italiano e che attualmente è ricoverato in stato di shock all’ospedale Dimiccoli di Barletta, gli autori del duplice omicidio sarebbero altri tre rom bulgari residenti nella zona.

La cause che avrebbero scatenato la violenza sono ancora ignote, e le ipotesi vanno da un regolamento di conti legato ad attività illecite alla pista del movente passionale; i Carabinieri hanno intanto stilato un identikit dei presunti colpevoli. Le ricerche continuano soprattutto nella zona dell’Ofantino, e soprattutto a Margherita di Savoia.


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

September 26, 2008

Spari contro la casa di Vincenzo Morlacco, sindaco di Lucera

Spari contro la casa di Vincenzo Morlacco, sindaco di Lucera

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

venerdì 26 settembre 2008
La notte scorsa, a Lucera, sono stati esplosi cinque colpi di pistola contro la casa di Vincenzo Morlacco, sindaco del comune foggiano. I proiettili, probabilmente calibro 7.65, hanno perforato la porta d’ingresso dell’abitazione e un muretto in marmo nell’androne. Gli inquirenti hanno recuperato i cinque bossoli lasciati sull’asfalto e due ogive nell’appartamento.

Illesi Morlacco, la moglie e i due figli, che in quel momento erano in casa e guardavano un film in televisione. Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri della compagnia di Lucera, pare che l’autore del gesto intimidatorio si sia recato in loco a piedi e sia poi fuggito a bordo di un’auto parcheggiata nelle vicinanze.

Non si tratta della prima intimidazione rivolta a Morlacco. Nella notte fra il 5 e il 6 settembre scorso venne fatta esplodere una bomba carta nell’androne dell’abitazione del sindaco, danneggiando scale e contatore Enel, a cui fece seguito, qualche giorno dopo, una telefonata anonima minacciosa. Nel 2007, durante la campagna elettorale per le amministrative, Morlacco ricevette una prima lettera minatoria, seguita da un’altra a novembre dello stesso anno.

«Se dovessi decidere adesso direi subito: mi dimetto» ha dichiarato a caldo Morlacco. «Mi dimetterei per un semplice motivo, perché è una questione di stupido coraggio sfidare chi non si conosce. Io devo, assolutamente, tutelare in prima persona la mia famiglia poi guardare al resto. Ho dato una disponibilità totale con sacrifici, anche personali, per cercare di fare qualcosa di buono. Può darsi che sono criticabile sotto il profilo dell’attività svolta fino a questo momento.»

«Non ci sono giustificazioni per il gesto di questa notte – ha aggiunto – a meno che io possa essere incolpato di qualcosa». Sulle possibili motivazioni: «Non escludo che qualcuno possa lamentarsi di qualche delibera che abbiamo adottato e che magari non collima con interessi particolari. Sto facendo una riesamina retrospettiva degli atti adottati proprio per vedere se c’è qualcosa che possa aver indotto qualcuno a mettere in atto queste iniziative a dir poco insane».

Solidarietà al sindaco Morlacco è stata espressa da più parti. «Non si tratta di un fatto isolato. C’è un serpente che sta rialzando la testa, colpendo le amministrazioni locali che si distinguono per una condotta trasparente, con la lotta contro ogni tentativo di condizionamento» ha dichiatato il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, aggiungendo che «La Regione continuerà a intervenire e a sostenere le amministrazioni locali che combattono le mafie, anche investendo insieme alle associazioni di cittadinanza attiva per il sostegno alla gestione pubblica dei beni confiscati».

In una nota, il presidente della Provincia di Foggia Antonio Pepe esprime «piena e totale solidarietà» a Morlacco, sottolineando come «la politica tutta respingerà derive di violenza come questa. Siamo certi che le forze dell’ordine e la magistratura sapranno fare luce sull’accaduto in breve tempo, così da spezzare questa insopportabile catena di tensione».

Il sindaco di Cerignola Matteo Valentino, esprimendo «fraterna solidarietà, personale e istituzionale», in una nota dichiara: «Ancora una volta le istituzioni democratiche si trasformano in bersaglio di chi vorrebbe imporsi con la forza della violenza». «Ancora una volta – prosegue Valentino – gli amministratori di Capitanata, le donne e gli uomini che lavorano e si impegnano per il progresso della nostra terra non consentiranno che ciò accada, e sapranno ergersi a difesa di quanti amministrano la cosa pubblica nel pieno rispetto delle regole e della legalità».


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

June 15, 2008

Ugento: ucciso consigliere comunale dell\’Italia dei Valori

Ugento: ucciso consigliere comunale dell’Italia dei Valori

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

Ugento, domenica 15 giugno 2008
Giuseppe Basile, esponente a livello provinciale dell’Italia dei Valori, è stato ucciso la notte scorsa nel comune di Ugento (provincia di Lecce), dove viveva. Il cadavere è stato ritrovato per strada, a notte inoltrata, da alcuni suoi vicini di casa.

Basile, 61enne imprenditore, viveva da tempo solo dopo la separazione con la moglie; era molto conosciuto in paese per la sua attività politica: era infatti sia consigliere comunale di opposizione, che consigliere presso il consiglio provinciale. Alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile scorso, era candidato alla Camera dei Deputati, sempre con il partito guidato da Antonio di Pietro.

Le sue proposte ed iniziative in consiglio comunale suscitavano spesso sentimenti contrastanti; Basile, nel marzo scorso, era stato al centro di una polemica con la polizia municipale del piccolo comune dove viveva, poiché questi avevano fatto rimuovere il suo striscione elettorale, apposto sul balcone della sede dell’IdV. L’uomo aveva preannunciato ricorsi in magistratura.

Le indagini per stabilire l’autore del delitto sono condotte dai Carabinieri, che, per il momento, dicono di non escludere nessuna ipotesi sul movente.


Fonti[]

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

March 10, 2008

Strage della follia a Taranto: uomo uccide moglie, figli e si suicida

Strage della follia a Taranto: uomo uccide moglie, figli e si suicida

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

lunedì 10 marzo 2008

Un noto chirurgo vascolare di Taranto, in Puglia, Enrico Brandimarte, ha ucciso la moglie e le due giovani figlie (11 e 14 anni) e poi si è suicidato, recidendosi le arterie femorali. La strage si è consumata questa mattina, quando l’uomo, che da tempo era soggetto a crisi depressive, ha preso un martello e, con diversi colpi inferti mentre dormivano, ha ucciso le ragazzine e la moglie, quest’ultima legata in precedenza.

Commesso il triplice omicidio, Brandimarte ha telefonato all’ospedale Santissima Annunziata (dove lavorava insieme alla moglie), avvertendo un suo collega di aver ucciso i familiari e avvisandolo sull’intenzione di suicidarsi; successivamente, con un coltello si è colpito al femore, recidendone l’arteria. Seppure trasportato d’urgenza in ospedale, la gravità della ferita non ha fatto altro che accelerarne il decesso, avvenuto subito dopo il ricovero.

La coppia, secondo le testimonianze dei vicini di casa, era solita inscenare litigi, con urla che puntualmente richiamavano l’attenzione. Sulla scena del delitto, subito dopo la telefonata dell’omicida-suicida, si è recato il pool degli inquirenti, composto dal pubblico ministero, il procuratore della Repubblica e il medico legale, che ha dichiarato di aver trovato sangue dappertutto.


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

November 25, 2007

Bari: 20enne aggredito perché omosessuale

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

domenica 25 novembre 2007

Un giovane 20enne è stato offeso, aggredito e picchiato violentemente da un gruppo di persone, che l’hanno accusato di essere omosessuale. Il fatto è accaduto a Bari, in viale Unità d’Italia.

Il ragazzo ha riportato ferite e contusioni a seguito dell’aggressione a calci e pugni. Gli aggressori, quasi sicuramente, conoscevano la loro vittima poiché l’hanno chiamato per nome prima di aggredirlo.

Sull’accaduto sta indagando la polizia di Bari; sembra inoltre che alla vicenda abbiano assistito alcune persone, senza intervenire.

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

October 17, 2007

Bari: tenta di stuprare tredicenne all\’interno della scuola

Bari: tenta di stuprare tredicenne all’interno della scuola

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

mercoledì 17 ottobre 2007

A Cellamare, in provincia di Bari, un quarantacinquenne, Giuseppe Roberto, si è introdotto all’interno della scuola media cittadina e ha tentato di violentare una tredicenne.

Armato di coltello, ha pestato a pugni la ragazza, che è fortunatamente riuscita a fuggire e ad avvisare i carabinieri. L’uomo è stato arrestato due ore dopo. La studentessa è stata nel frattempo portata all’ospedale dove i medici hanno notato lievi contusioni all’addome, provocati dall’aggressore.

Dalle indagini è infatti emerso che Roberto, disoccupato e scapolo, aveva già molestato la giovane nei due mesi precedenti alla tentata violenza all’interno dell’edificio scolastico. È accusato di lesioni e di continuate molestie sessuali nei confronti della tredicenne.

Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

July 8, 2007

Orrore in Puglia: picchia compagna, la fa abortire e seppellisce il feto

Orrore in Puglia: picchia compagna, la fa abortire e seppellisce il feto

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

domenica 8 luglio 2007

Un’aggressione violenta si è verificata nella serata di ieri, 7 luglio, a Rignano Garganico, in provincia di Foggia: un ghanese di 35 anni ha picchiato la sua compagna nigeriana di 30, con così tanta violenza che ha provocato l’aborto della donna, incinta di quattro mesi, dopodiché ha preso il feto e l’ha seppellito, ormai privo di vita, in piena campagna.

L’inaudita violenza dell’uomo si è scatenata a tarda sera in un casolare abbandonato dove vivevano le due persone; la donna ha subito chiamato i medici raccontando solo dell’aggressione, ma l’aborto è stato subito diagnosticato dai medici.

I carabinieri, avvertiti tempestivamente, hanno catturato l’aggressore dopo una vera e propria caccia all’uomo, in un casolare in località Motta del Principe. L’embrione è stato invece ritrovato in una fossa presso Rignano Scalo.


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.

June 8, 2007

Foggia: quindicenne serbo picchia e violenta un tredicenne

Foggia: quindicenne serbo picchia e violenta un tredicenne

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Vai a: navigazione, ricerca

venerdì 8 giugno 2007
Gli uomini dell’Arma dei Carabinieri hanno arrestato ieri sera, nel foggiano, un ragazzo quindicenne, originario della Serbia, con l’accusa di aver dapprima picchiato e poi violentato un tredicenne italiano. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il quindicenne slavo – residente in un campo nomadi del napoletano – avrebbe dapprima adescato il ragazzino italiano e poi l’avrebbe costretto a seguirlo in un parco pubblico di Orta Nova, nel foggiano. Qui lo avrebbe picchiato e ripetutamente violentato.

Nonostante le minacce subite, la vittima ha immediatamente raccontato quanto accaduto ai propri genitori che hanno denunciato l’episodio ai militari dell’Arma. Non è stato difficile individuare l’aggressore, che si trovava ancora nei pressi del giardino pubblico. Il ragazzo è stato individuato dalla vittima, che l’ha riconosciuto nel corso di un confronto. Accompagnato alla locale stazione dei Carabinieri, i parenti della vittima hanno tentato, subito bloccati, di aggredirlo.


Fonti

This text comes from Wikinews. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the Creative Commons Attribution 2.5 licence. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikinews.
Older Posts »

Powered by WordPress