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January 26, 2013

Russia: il divieto di propaganda omosessuale è legge

Russia: il divieto di propaganda omosessuale è legge

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sabato 26 gennaio 2013

Il Parlamento russo presieduto da Vladimir Putin ha approvato in data 25 gennaio 2013 la legge che vieta in tutto il paese la propaganda omosessuale, con una maggioranza pressoché assoluta.

Da adesso sarà quindi considerato reato parlare in pubblico dei diritti, degli amori e delle speranze dei cittadini gay, con multe che possono arrivare fino a 15.000 euro; vengono inoltre preventivamente vietati eventi, manifestazioni, concerti che possano essere ritenuti a rischio di “propaganda gay”.

Una trentina di ragazzi sono stati arrestati per aver protestato sotto la Duma, ma i parlamentari si sono giustificati dicendo che «non è una legge contro gli omosessuali quanto una via per proteggere la nostra gioventù i cui valori sono minacciati da certi discorsi, certe immagini scandalose». Putin ha precisato che «la Russia ha un problema demografico, io ho il dovere di occuparmi dei diritti delle coppie che generano prole».

L’istituto di sondaggi Levada Center ha inoltre fatto emergere che quasi il 65% dei russi è d’accordo con la decisione del Parlamento e che due terzi della popolazione ritiene l’omosessualità una malattia.


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October 21, 2012

Roma: un transessuale si spoglia in pubblico

Roma: un transessuale si spoglia in pubblico

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Roma, 21 ottobre 2012
Un transessuale si è spogliato in strada in pieno giorno sotto lo sguardo indignato dei passanti.

Il fatto è accaduto a Roma, su Viale Palmiro Togliatti, proprio nella zona dove, nelle ore notturne, diventa un luogo di ritrovo per chi esercita la prostituzione.

Nel momento in cui il transessuale si denudava, passava una pattuglia di Vigili Urbani, che, senza nemmeno fermarsi, gli hanno dato uno sguardo e se ne sono andati.


Fonti


Notizia originale
Questo articolo contiene notizie di prima mano comunicate da parte di uno o più contribuenti della comunità di Wikinotizie.

Vedi la pagina di discussione per maggiori informazioni.

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October 18, 2011

Bielorussia: vietato Gay Pride

Bielorussia: vietato Gay Pride – Wikinotizie

Bielorussia: vietato Gay Pride

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martedì 18 ottobre 2011

Esempio di carro presente al Gay Pride nazionale di Bologna (2008).

L’amministrazione comunale di Minsk, la capitale della Bielorussia, ha vietato alla comunità LGBT di tenere il prossimo 22 ottobre il Gay Pride. È quanto si apprende dal sito ufficiale della parata da parte degli organizzatori.

Ad inizio mese, il presidente della Bielorussia, Lukashenko, disse in un’intervista ad un’agenzia televisiva russa che non avrebbe mai vietato un gay pride, come succede invece in Russia.

A maggio, decine di membri delle russe e bielorusse sfilarono per le strade principali di Minsk, nonostante non avessero il permesso da parte delle autorità. Allora 10 attivisti furono arrestati e la manifestazione repressa. L’evento attirò pure manifestanti anti-LGBT, che lanciarono uova contro la folla.


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October 3, 2011

Annullato il gay pride serbo dopo critiche da estrema destra e dalla Chiesa ortodossa

Annullato il gay pride serbo dopo critiche da estrema destra e dalla Chiesa ortodossa

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lunedì 3 ottobre 2011

L’immagine riprende gli scontri tra polizia e manifestanti nell’edizione del 2010 del Pride serbo

Immagine tratta dalla scorda edizione del pride

È stato anullato il secondo gay pride che doveva scendere per le strade di Belgrado domani, a causa delle proteste da parte di formazioni di estrema destra e della Chiesa ortodossa. L’evento era in proramma da mesi. Goran Miletic, uno degli organizzatori, ha detto all’Agence France Press che tale divieto rappresenta la “capitolazione del governo” di fronte alle richieste degli estremisti. «L’anno scorso hanno mostrato più forza. Quest’anno non c’è stata la volontà politica di consentirci di esprimere la nostra identità pubblicamente».

Il patriarca di Belgrado Irinej ha definito la manifestazione come “una sfilata di vergogna” che rischia di diffondere la “pestilenza” dell’omosessualità nella società serba mentre una rivolta e non un semplice impedimento al corteo sarebbe quello che organizzazioni di estrema destra vicine agli ultras tifoserie di squadre calcistiche, secondo quanto ricevuto in ministero. In programma c’erano “auto bruciate e assalti alle sedi dei partiti politici e delle ambasciate straniere”. Scontri che non possono accadere quando mancano soldi. Infatti il governo sta trattando con il Fondo monetario internazionale per un prestito di un miliardo di dollari per stabilizzare l’economia.

Il ministro dell’interno Ivica Dacic ha affermato che tale decisione è stata presa per evitare che avvengano “guai peggiori”, ad esempio come quelli successi l’anno scorso, quando il Pride è stato preso d’assalto da estremisti di destra ed hooligan (decine furono i feriti) o come durante il primo Pride, nel 2001.

Fino al 1994 l’omosessualità (maschile) in Serbia era un reato penale.


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September 23, 2011

Pubblicati i primi dieci nomi di politici omosessuali e omofobi

Filed under: Europa,Italia,LGBT,Politica,Politica e conflitti,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Pubblicati i primi dieci nomi di politici omosessuali e omofobi

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venerdì 23 settembre 2011
Le numerose polemiche scoppiate fuori e all’interno del movimento LGBT italiano non sono bastate per evitare la pubblicazione dei primi dieci nomi dei politici italiani omosessuali e che votarono contro la legge anti-omotransfobia. La lista, pubblicata su WordPress, una piattaforma americana open source che permette di creare un blog personale, comprende dieci politici appartenenti al centro-destra, dall’UdC alla Lega Nord. I gestori del portale hanno subito affermato: «Questa iniziativa nasce per riportare un po’ di giustizia in un paese dove ci sono persone che non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e agli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva».

In Italia è la prima volta che viene fatto outing sul web. L’ultimo caso portò alle dimissioni del politico portoricano Roberto Arango, contario all’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali. La stampa locale pubblicò alcune foto su un social network per gay.


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September 16, 2011

Riformato il passaporto australiano: oltre a M e F, X per i transessuali

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Riformato il passaporto australiano: oltre a M e F, X per i transessuali

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venerdì 16 settembre 2011

Nuove norme a tutela delle persone trans* in Australia: accanto a M e F rispettivamente di male e female (“maschio” e “femmina” in inglese) ci sarà una semplice X, una sorta di “sesso indeterminato”. In questo modo, uomini e donne che non hanno ancora completato la transizione non saranno più obbligati a definirsi attraverso il sesso naturale, trascurando la propria identità di genere.

Secondo le linee guida introdotte dal Dipartimento degli Esteri, per avvalersi di tale opzione sarà necessario una lettera del proprio medico curante.

La notizia è stata accolta dalla comunità LGBTI, che chiedono che anche i singoli governi adottino tali norme per maggiori tutele e diritti, in un periodo di riforme delle leggi antidiscriminatorie a livello nazionale.

La prima a commentare positivamente è stata la senatrice del partito laburista Louise Pratt, il cui compagno è un transessuale. Infatti, denuncia il trauma di alcune persone trans che viaggiano in aereo: «Vi sono molti casi di persone detenute in aeroporto in paesi stranieri, in episodi angoscianti e talvolta pericolosi. Ora il mio compagno e io potremo viaggiare all’estero senza problemi». Anche il ministro della giustizia, Robert McClelland, è soddisfatto del risultato: «La maggior parte delle persone danno per scontata la possibilità di viaggiare liberamente e senza timore di discriminazione. Questa misura estenderà le stesse libertà agli australiani con diversità di genere».

Anche l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navanethem Pillay commenta positivamente le novità introdotte. «Un’importante vittoria nel campo dei diritti umani. Si tratta di una decisione positiva per i molti transgender in Australia che, da adesso in poi, non saranno costretti a sottoporsi a operazioni chirurgiche o trattamenti ormonali per poter dichiarare la propria identità di genere. Con questa mossa l’Australia si è posta all’avanguardia del cambiamento ed ha conseguito un’importante vittoria nel campo dei diritti umani».

Precedentemente una persona poteva cambiare il sesso sul proprio passaporto solo dopo aver fatto l’operazione chiurgica o se necessitava viaggiare per farlo.


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July 26, 2011

Respinto il ddl contro l\’omotransfobia

Respinto il ddl contro l’omotransfobia – Wikinotizie

Respinto il ddl contro l’omotransfobia

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martedì 26 luglio 2011

In viola i Paesi europei che prevedono reati contro atti e discorsi omofobici. Il ddl Soro prevedeva un’aggravante per attacchi discriminatori nei confronti del popolo LGBT

Per la seconda volta è stato respinto il ddl Soro contro l’omotransfobia voluto dalla deputata del Pd Paola Concia, la quale il 21 aprile è stata aggredita assieme alla sua storica compagna Ricarda a Roma. «Lesbica di merda, vi dovevano bruciare nei forni» gridò l’aggressore.

Alla discussione sono intervenuti Rocco Buttiglione (Udc), Vincenzo D’Anna e Gaetano Pecorella (PdL), Pino Pisicchio (ApI), Flavia Perina (Fli), Massimo Donadi (IdV), Dario Franceschini (Pd) e Francesco Nucara (Pri).

Ciò non è bastato. Alle 17:00, un’ora dopo l’apertura della discussione delle tre pregiudiziali presentate da PdL, Udc e Lega, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha aperto le votazioni per la pregiudiziale dell’Udc, che è stata accolta con 293 sì, 250 no e 21 astenuti. A favore della pregiudiziale, quindi, sono stati PdL, Lega, UdC ed ex-Responsabili. Contrari Pd, IdV, Fli, ApI e gruppo misto. In particolare, la ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna si è astenuta, sebbene avesse detto che avrebbe votato a favore, dopo che il ddl era stato bocciato dalla commissione Giustizia. Finita la votazione la ex-relatrice ha preso la parola, prima di essere interrotta da Fini: «Oggi la maggior parte del Parlamento ha scelto di stare dalla parte dei violenti e non delle vittime delle violenze e delle discriminazioni.»

Esempio di scritta omofobica trovata sulla sede di Arcigay a Grosseto.

«Oggi molti giuristi americani preferirebbero non averlo mai introdotto. Una volta iniziato è difficile fermarlo. Ogni gruppo cerca di far approvare norme particolari e la maggioranza dei cittadini finisce col sentirsi discriminata dalle minoranze, con il risultato di maggiore disintegrazione e non integrazione», è stato l’intervento alla Camera di Rocco Buttiglione. Sempre riguardante la non-integrazione riguarda l’intervento di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl: «La nostra posizione è quella di considerare i gay come dei cittadini uguali agli altri e proprio per questo contestiamo ogni trattamento giuridico specifico e differenziato che come tale ammetterebbe e accentuerebbe una diversità». Di un’altra opinione è il segretario del Pd, Bersani: «È una vergogna, una delle pagine più brutte e spero che non passi inosservata». Anche il presidente della Camera Fini è intervenuto dando il suo “voto” alla pregiudiziale: «Se fossi stato un semplice deputato che può votare e non il presidente, avrei votato convintamente contro le pregiudiziali». Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia ed ex-presidente di Arcigay, annuncia che, come previsto, pubblicherà a tempo debito una lista su internet di tutti i deputati omosessuali del PdL, UdC e Lega.

La prima volta che il ddl è stato bocciato fu il 13 ottobre 2009 quando si votò la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall’Udc, la quale affermava che nel ddl non c’era una definizione di “Orientamento sessuale” e che assieme all’omosessualità sarebbero state “legalizzate” parafilie come la pedofilia e la zoofilia. Allora ci furono 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti alla pregiudiziale. In più il testo era stato bocciato in commissione Giustizia il giorno dopo della Giornata Mondiale contro l’Omofobia e la Transfobia con 24 voti contro 17 a favore. La discussione delle tre pregiudiziali era prevista un mese fa.


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August 28, 2010

La Chiesa Valdese: sì a staminali e a benedizioni alle coppie omosessuali

La Chiesa Valdese: sì a staminali e a benedizioni alle coppie omosessuali

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sabato 28 agosto 2010

La Chiesa Valdese di

Si è concluso il sinodo della Chiesa Evangelica Valdese, dove sono stati discussi alcuni temi sociali di rilievo. Ampio consenso è stato raggiunto per la benedizione delle coppie omosessuali, con 105 voti favorevoli, 9 contrari, e 29 astenuti. Tuttavia, ciò rimane valido solo «laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni».

« Un passo in avanti chiaro e netto, certo, ma da collocare in un percorso che andrà ancora meglio definito, soprattutto per quanto attiene il rapporto tra le chiese e le stesse coppie omoaffettive »
(Marco Bouchard, presidente del sinodo)

I Valdesi hanno anche accettato la ricerca sulle cellule staminali, con la speranza che «la ricerca scientifica sulle cellule staminali, anche embrionali, possa contribuire a proporre nuove possibilità terapeutiche, anche per patologie molto gravi»

Un altro ordine del giorno è stato trattato durante il Sinodo, quello sul crocifisso nelle aule scolastiche. Secondo la Chiesa Valdese, il crocifisso non può essere considerato «simbolo della civiltà e della cultura italiane». «Le istituzioni europee contribuiscano a rafforzare le norme a tutela dei principi di pluralismo e di laicità propri di ogni democrazia”.


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December 24, 2009

Città del Messico: i matrimoni gay ora sono legali

Città del Messico: i matrimoni gay ora sono legali

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giovedì 24 dicembre 2009

La posizione geografica di Città del Messico

Il comune di Città del Messico (Messico) è diventato il primo ad approvare i matrimoni gay in America Latina, nonostante l’opposizione dei gruppi conservatori e della Chiesa cattolica.

«È stato approvato, con 39 voti favorevoli, 20 contrari e 5 astenuti», ha detto un portavoce di David Razu, il promotore principale del disegno di legge. Razu ha proposto il disegno di legge per consentire alle coppie omosessuali di avere lo stesso accesso degli coppie eterosessuali sposate alla sicurezza sociale e altri benefici.

Alcune città nei paesi in America latina, come Argentina, Colombia ed Ecuador, consentono le unioni civili omosessuali, l’Uruguay permette le unioni civili in tutto il paese, nonché l’adozione, e il mese scorso un tribunale in Argentina ha bloccato un progetto di legge che proponeva il matrimonio gay. La corte suprema del paese deve ancora dare la sentenza definitiva.

Il portavoce Oscar Oliver ha detto che il prossimo passo per i legislatori della capitale sarà quello di utilizzare un provvedimento nel disegno di legge destinato a consentire l’adozione per le coppie dello stesso sesso sposate.


Fonti[]

Wikinews

Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Mexico City legalises gay marriages, pubblicato su Wikinews in inglese.

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February 2, 2009

Islanda: Jóhanna Sigurðardóttir premier, è il primo capo di governo omosessuale del mondo

Islanda: Jóhanna Sigurðardóttir premier, è il primo capo di governo omosessuale del mondo

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lunedì 2 febbraio 2009

Jóhanna Sigurðardóttir

Jóhanna Sigurðardóttir è stata nominata premier ad interim dell’Islanda per guidare la nazione fino alle prossime elezioni del 25 aprile.

Succeduta a Geir Hilmar Haarde, dimessosi a seguito della recente crisi finanziaria che ha portato il paese al collasso, è ora a capo della coalizione Verde Socialdemocratica.

Con la nomina di Sigurðardóttir a presidente del Consiglio dei Ministri ad interim dell’Islanda, per la prima volta al mondo un omosessuale dichiarato è stato nominato capo del governo. Sigurðardóttir è anche la prima donna presidente del Consiglio dell’Islanda.

Il nuovo presidente, che traghetterà il paese fino alle elezioni del 25 aprile, convive con la giornalista e sceneggiatrice Jónína Leósdóttir, con la quale Sigurðardóttir è unita in una “convivenza registrata” civile dal 2002; ha anche due figli da un precedente matrimonio.

Secondo una fonte ufficiale del governo islandese, le preferenze sessuali del nuovo capo del governo non sono note a molti, in quanto Sigurdardottir ha sempre condotto una vita appartata.


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