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June 23, 2008

Cambiamenti climatici, balene antartiche a rischio

Filed under: Ambiente,Caccia alle balene,Mondo,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Cambiamenti climatici, balene antartiche a rischio

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lunedì 23 giugno 2008

Euphausia superba, un crostaceo facente parte del krill, organismi di cui si nutrono le balene

Una ricerca del WWF afferma che a causa dei cambiamenti climatici, entro i prossimi 40 anni la copertura dei ghiacci in Antartide si ridurrà del 30%. Questo, secondo i ricercatori, porterà le balene migratorie come le megattere a doversi spostare sempre più a sud per nutrirsi del krill, che sarà comunque sempre meno abbondante.

“Essenzialmente, quello a cui assistiamo è che le specie associate con il ghiaccio come le balenottere minori saranno esposte a drammatici cambiamenti di habitat, in poco più dell’arco di una vita”, ha detto Susan Lieberman, portavoce e capo delegazione del WWF al summit della Commissione internazionale per la caccia alle balene, in corso di svolgimento a Santiago del Cile. Inoltre, “poiché il krill dipende dal ghiaccio marino, la sua riduzione si rifletterà sulla disponibilità di cibo nelle aree di pascolo”, ha aggiunto la Lieberman, secondo cui “l’impatto sulle balene costituisce un ulteriore imperativo per il Mondo affinché vengano intraprese azioni decisive per la riduzione dei rischi portati dai cambiamenti climatici”.


Fonti[]

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Secondo i cacciatori, le balene affamano il Terzo mondo

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Secondo i cacciatori, le balene affamano il Terzo mondo

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lunedì 23 giugno 2008

Alla vigilia dell’apertura del 60esimo summit della Commissione internazionale per la caccia alle balene, Norvegia, Giappone e Islanda hanno sostenuto che i Cetacei sono responsabili di intaccare le risorse ittiche dei mari dei Paesi in via di sviluppo e che quindi sarebbe giusto ricominciare a cacciarle.

Le critiche del WWF[]

Secondo il responsabile del programma Traffic del WWF Italia Massimiliano Rocco, la colpa della diminuzione del pescato sarebbe da imputare invece all’overfishing, cioè all’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche per la pesca. Rocco annuncia che al summit sarà presentato un dossier dal titolo “Who’s eating all the fish?” (“Chi sta mangiando tutto il pesce?”) volto a dimostrare come il 60% del pesce catturato nei Paesi in via di sviluppo sia destinato ai mercati occidentali e a quelli giapponesi e Cinesi e che quindi non sono le balene a sottrarre il cibo ai paesi poveri.

Al summit, cui parteciperanno 80 Paesi, l’Italia sarà rappresentata dall’Istituto per la ricerca sul mare (ICRAM) e dai ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole.

Australia e Giappone si scontrano[]

Intanto è scontro tra Australia e Giappone, i cui rispettivi premier, Kevin Rudd e Yasuo Fukuda, hanno “concordato di essere in disaccordo”. Secondo l’Australia, il ruolo della commissione dovrebbe essere quello di proteggere le balene, più utili da vive che da morte in base ai grandi guadagni derivanti dal whale watching. Al contrario, secondo i giapponesi la commissione dovrebbe considerare le balene come una risorsa commerciale e la moratoria istituita nel 1987 dovrebbe essere rimossa.

La difesa delle balene è stata affidata al ministro dell’ambiente australiano Peter Garrett, il quale proporrà l’istituzione di piani internazionali per la protezione delle balene, l’istituzione di programmi di ricerca cooperativi e l’abolizione dei permessi di caccia a scopo scientifico. Inoltre verrà chiesto di esaminare i possibili danni ai Cetacei dovuti ai cambiamenti climatici.

Secondo l’opinione pubblica australiana, il governo di Canberra dovrebbe avviare delle azioni legali internazionali contro il Giappone, mentre i Giapponesi non vogliono che altri Paesi dicano loro come comportarsi.


Fonti[]

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December 21, 2007

Giappone: stop alla caccia alle balene

Giappone: stop alla caccia alle balene – Wikinotizie

Giappone: stop alla caccia alle balene

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venerdì 21 dicembre 2007

Le megattere sono una delle tante specie a rischio estinzione

Il portavoce del governo giapponese, Nobutaka Machimura (町村 信孝, Machimura Nobutaka), confermando le notizie riportate in precedenza dalla rete TV NHK, ha rilasciato un importante annuncio: il Giappone ha rinunciato alla caccia alle megattere, indetta per la prima volta quest’anno dopo oltre quarant’anni. La decisione è stata presa in seguito alle sempre maggiori proteste dell’Australia e dei Paesi che aderiscono all’Iwc, la Convenzione baleniera mondiale.

Solo un mese fa il paese del Sol Levante aveva inviato sei baleniere nell’oceano Pacifico, con l’intento di uccidere circa 1000 balene ed alcune megattere, specie considerate in via d’estinzione. Per il WWF la rinuncia del governo nipponico alla caccia di queste specie rare è da considerarsi un primo importante risultato, anche se, a detta di Massimiliano Rocco, responsabile WWF Italia, il lavoro da fare è ancora molto. Infatti, l’obiettivo è quello di far rinunciare il Giappone alla caccia di tutti i cetacei che, attualmente, vengono uccisi a migliaia ogni anno.

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April 6, 2007

La anti-baleniere di Greenpeace sbarca in Giappone

La anti-baleniere di Greenpeace sbarca in Giappone

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venerdì 6 aprile 2007

La nave Esperanza, la anti-baleniere di Greenpeace ha ottenuto quest’oggi l’autorizzazione ad attraccare nel porto di Yokohama, in Giappone, a condizione che i membri della nave non abbiano contatti con la popolazione locale.

Inizialmente le autorità giapponesi avevano proibito l’attracco del battello al porto di Tokyo perché l’associazione ambientalista era stata indicata “possibilmente violenta”.

Esperanza è reduce da quasi due mesi di lotta nel Mare Antartico contro le baleniere nipponiche volevano attraccare nella capitale giapponese per sensibilizzare la popolazione sulla caccia delle balene e degli altri cetacei come delfini e squali (dai quali vengono prese soltanto le pinne).

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June 22, 2006

Abolita la moratoria sulla caccia alle balene

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Abolita la moratoria sulla caccia alle balene

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22 giugno 2006

Una

Si è conclusa ieri la 58a Commissione Baleniera Internazionale annuale (CBI) svoltasi nell’arcipelago di Saint Kitts e Nevis, durante la quale il Giappone è riuscito ad ottenere una vittoria sul proseguimento della caccia alle balene.

Il testo, scritto nel 1986, quando per la prima volta venne stabilito lo “stop” alla caccia alle balene, è stato abolito perché il divieto alla caccia non è più necessario in quanto il numero delle balene non è più tale da provocare una rapida scomparsa della specie.

Per decidere sulla moratoria i 66 Paesi formanti la CBI hanno proposto una votazione. Trentatrè hanno votato per l’abolizione, 32 per il mantenimento mentre 1 si è astenuto.

La revoca immediata dello scritto richiede una maggioranza del 75% degli Stati membri della CBI, ma questa non verrebbe raggiunta dato che molti Paesi, tra cui il Giappone e l’Islanda, «rispettando la moratoria», continuano però a cacciare balene a fini scientifici, per programmi di “ricerca” mentre, per esempio, la Norvegia la ignora del tutto: in totale solo questi 3 Paesi uccidono circa di 2.000 balene l’anno.

Subito dopo l’abolizione della moratoria un gruppo di 10 militanti di Greenpeace, partiti da una nave al largo, sono stati arrestati dalla polizia mentre manifestavano in favore del mantenimento della moratoria sulla caccia alle balene, separatamente dalla riunione annuale della CBI. Verranno processati per ingresso illegale nel Paese e resistenza alla polizia.

La reazione del WWF

«Il Giappone ha voluto ritornare indietro di 60 anni, quando esistevano i Club dei balenieri»: per salvare veramente le balene, «si deve cominciare col riformare la Commissione Baleniera Internazionale». Queste sono le parole del WWF che dopo la vittoria del Giappone ritengono necessaria una modifica alla CBI in quanto «ormai inadeguata a svolgere il suo ruolo».

La pinna caudale di una balena

Secondo il WWF, infatti, «una riforma dell CBI è indispensabile se davvero si vuole salvare dall’estinzione la Balena grigia, la Balena della Groenlandia (queste le più a rischio), o tutelare la Balenottera boreale o quella azzurra o, tra i delfini, il Cefalorinco di Hector che risultano essere in pericolo».

La reazione dell’ENPA

L’Ufficio Relazioni Internazionali dell’Ente Nazionale Protezione Animali ha chiesto alla CBI di impegnarsi a tutelare i cetacei e la loro sopravvivenza: dopo la vittoria del Giappone, l’ENPA ha infatti contattato tutte le 66 ambasciate per chiedere loro di schierarsi a favore dei cetacei, ma le 33 votanti per l’abolizione della moratoria hanno risposto dicendo di voler continuare nella mattanza delle balene e di tutti i cetacei.

In questi giorni anche i più piccoli soci ENPA stanno mandando lettere, disegni e messaggi dove scrivono i loro commenti e le loro opinioni, dove esprimono la loro voglia di vedere ancora delle creature enormi sguazzare negli Oceani.

Fonti

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April 6, 2006

Internet salva le balene

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Internet salva le balene

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6 aprile 2006
Le balene (Eubalaena glacialis) sono animali che devono affrontare molte difficoltà: il cambiamento climatico, l’inquinamento chimico e sonoro (dovuto dal passaggio delle imbarcazioni) sono solo alcuni esempi delle difficoltà loro presenti quotidianamente.

Una balena grigia

Solo grazie alle e-mail le balene possono adesso godere di una protezione da parte delle più grandi industrie baleniere, quali la Gortons e la Sealord. Queste industrie, ricevendo milioni di e-mail dagli ocean defenders (sostenitori del progetto ittico di Greenpeace), dove si sollecitava il termine della caccia alle balene, hanno fermato le loro attività e hanno perciò anche evitato l’estinzione immediata delle balene.

Questa è stata la prima volta che Greenpeace ha raggiunto lo scopo di interrompere (almeno momentaneamente) un’attività rischiosa, che poteva comportare l’estinzione delle balene, con il solo ausilio di “proteste e ramanzine” inviate tramite Internet.

Dopo questa vittoria, gli ocean defenders puntano sulla creazione di un nuovo Network, dove poter fare pressione alle maggiori aziende ittiche, per evitare che gli animali soggetti alla loro caccia (balene, balenottere, focene…) rischino l’estinzione.

Fonti

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