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August 15, 2008

Calcio, Coppa Uefa: Napoli ipoteca il passaggio del turno

Filed under: Albania,Calcio,Europa,Pubblicati,S.S.C. Napoli,Sport — admin @ 5:00 am

Calcio, Coppa Uefa: Napoli ipoteca il passaggio del turno

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venerdì 15 agosto 2008
Il Napoli ha battuto ieri 3 a 0 gli albanesi del Vllaznia nel II° turno preliminare della Coppa UEFA 2008-2009.

Dopo un arrembante inizio dei giocatori del Vllaznia, sospinti dall’entusiasmo del pubblico di Scutari, il Napoli prende in mano l’incontro e, al 28° minuto del primo tempo, Inácio Piá trasforma in gol un cross dalla destra di un positivo Maggio.

Piá si ripete ad inizio secondo tempo, quando sfrutta al meglio una sponda di testa di Denis, superando con un pallonetto il portiere avversario.

Al 75° minuto, è Denis a realizzare il tris, sfruttando al meglio la splendida giocata di De Zerbi, il quale intanto aveva sostituito Piá. Questo è stato il primo tanto sospirato gol ufficiale dell’argentino Denis, arrivato dopo tre assist.

Dettagli[]

Scutari
14 agosto 2008
Vllaznia Flag of Albania.svg 0 – 3
referto
Flag of Italy.svg Napoli Stadio Loro-Boriçi (20.000 spett.)
Arbitro Flag of Russia (bordered).svg Egorov


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Fonti[]

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April 3, 2008

Vertice NATO: riflettori puntati sull\’Afghanistan e l\’allargamento

Vertice NATO: riflettori puntati sull’Afghanistan e l’allargamento

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Bucarest, 3 aprile 2008

La bandiera della NATO

Il vertice della NATO che si tiene dal 2 al 4 aprile nella capitale romena cade in un momento decisivo per l’Alleanza Atlantica, che rischia di spaccarsi su due fronti: la situazione in Afghanistan e l’eventuale allargamento della NATO ad est.

Questa sera è poi previsto l’arrivo di Vladimir Putin, principale oppositore alla politica di allargamento della NATO e leader di una Russia con la quale i rapporti si sono raffreddati molto nell’ultimo anno.

L’allargamento a est[]

L’attuale estensione della NATO
(ingrandire per visualizzare i futuri nuovi membri)

Ieri, 2 aprile, il presidente degli Stati Uniti George Bush ha dovuto incassare la contrarietà di vari paesi europei rispetto ad un allargamento della NATO a est. Germania, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Norvegia hanno espresso parere negativo ad un allargamento dell’Alleanza ad Ucraina e Georgia. Anche la Gran Bretagna ha espresso le sue perplessità, ritenendo inopportuna una azione che avrebbe aperto un grave contrasto con la Russia.

Un eventuale allargamento della NATO ad est avrebbe potuto aprire un duro scontro con la Russia, che già critica per l’allargamento dell’Alleanza a Polonia, Ungheria e Romania, avrebbe visto entrare nella NATO due paesi orbitanti nella propria sfera d’influenza. Inoltre con la Russia i rapporti sono ancora molto freddi per l’ipotesi di scudo missilistico statunitense in Europa dell’est, giudicata una minaccia alla sicurezza da parte russa, nonché per i recenti sviluppi nel Kosovo, culminati nella dichiarazione d’indipendenza.

I due paesi candidati inoltre non sono pronti ad entrare in un apparato militare ad alto livello quale la NATO, né tecnicamente né politicamente: l’Ucraina vive una spaccatura interna proprio tra filorussi e filoatlantici, mentre la Georgia, a ridosso delle aree calde del Caucaso – aree in cui la Russia non tollera interferenze – oltre ad avere contrasti aperti con il governo russo, ha al suo interno ben due province separatiste fuori dal suo controllo, Abkhazia e Ossezia del Sud.

Fonti statunitensi parlano comunque di opzione non chiusa annunciando che la questione dell’entrata di Georgia e Ucraina è solo rimandata, ed anche il segretario generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer conferma che “la porta della NATO rimane aperta” e che “qui a Bucarest abbiamo avuto la conferma che la famiglia della NATO continuerà ad allargarsi”.

Resta da discutere per mancanza di consenso, rinviata a domani sera, l’ipotesi dell’ingresso di Ucraina e Georgia nel Membership Action Plan (MAP), che rappresenta comunque un passo verso l’integrazione.

Il Presidente USA George W. Bush e la moglie Laura Bush ieri, col presidente della Romania Taian Basescu e la moglie Maria Basescu, a sinistra. Infine il segretario generale della Jaap de Hoop Scheffer e la moglie Jeannine de Hoop Scheffer durante il summit a Bucarest, nel Palazzo Cotroceni

Albania, Croazia e Macedonia

Nel quadro dell’allargamento della NATO Albania e Croazia hanno ricevuto l’invito ad entrare nell’Alleanza, mentre la Macedonia (ufficialmente FYROM) riceverà l’invito solo quando si risolverà il contrasto con la Grecia relativo al nome. Oggi infatti la Repubblica di Macedonia è riconosciuta ufficialmente con l’acronimo di Former Yugoslav Republic Of Macedonia, e la volontà del suo governo di cambiare il nome in Macedonia, stesso nome della limitrofa regione della Grecia, è osteggiata dal governo ellenico che teme l’aprirsi di rivendicazioni territoriali.

Albania, Croazia e Macedonia sono tutti membri del MAP.

Scudo spaziale

Altro tema caldo con la Russia è lo scudo spaziale, un sistema missilistico di difesa antimissile che gli Stati Uniti intendono realizzare nell’est Europa e che viene giudicato una minaccia alla sicurezza nazionale da parte dei vertici delle forze armate russe. Nel corso del meeting George Bush, forte sostenitore del progetto, sarebbe riuscito a strappare la conferma della necessità del sistema, nonostante la precedente contrarietà dei paesi dell’Europa occidentale nonché le forti polemiche russe.

L’Afghanistan[]

La cartina dell’Afghanistan

La NATO è da anni impegnata in una lunga guerra contro i talebani in Afghanistan, che oggi appare molto difficile tanto sul piano militare quanto su quello politico: sono molti gli osservatori che ritengono che un fallimento della NATO in Afghanistan potrebbe determinare la fine dell’Alleanza.

Sul tavolo, ieri, vi era la richiesta dell’aumento delle truppe combattenti (da 47mila a 55mila, come richiesto dal generale a comando delle operazioni della NATO in Afghanistan) nonché il caso del Canada, che aveva minacciato di ritirare il proprio contingente (2.500 soldati) impegnato da vari mesi in duri combattimenti, con numerose perdite.

L’aumento di truppe, fortemente richiesto da Bush, avverrà anche se non nei numeri richiesti, in particolare con la conferma di Nicolas Sarkozy per la Francia (800-1.000 uomini in più), Canada (altri 1.000), Gran Bretagna (circa 800), Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Georgia.

Il problema del Canada è rientrato sempre nella giornata di ieri grazie all’approvazione di un piano di riorganizzazione delle truppe, al quale parteciperanno anche Italia e Germania (più volte accusate in quanto non partecipano alle operazioni di combattimento), che prevede una parziale rotazione degli schieramenti e la ricollocazione di alcune truppe nelle aree più calde del sud e dell’est dell’Afghanistan. Questo piano consentirà anche all’Italia di impegnare più truppe nelle aree a rischio senza dover per questo aumentare il numero degli uomini schierati (attualmente 2.350), come ha confermato Romano Prodi.

Il nuovo piano per l’Afghanistan prevede un maggior coordinamento tra le forze in campo e punterà maggiormente sui Operational Mentoring Liaison Team (OMLT), team di addestratori e consiglieri militari che accompagneranno le unità dell’esercito afghano (ANA) e della polizia afghana per assisterli e guidarli nelle varie operazioni di combattimento. Si tratta di una figura finora prevalentemente appannaggio delle forze statunitensi, necessaria per consentire all’esercito afghano una maggiore autonomia ed un maggior ruolo nelle operazioni militari.

Infine è arrivato un segnale di distensione dalla Russia con l’annuncio della disponibilità, da parte di Putin, di sfruttare il corridoio nord (dalla Russia attraverso Kazakistan e Uzbekistan) per la linea di rifornimenti ai contingenti NATO in Afghanistan. Attualmente rifornimenti, a parte quelli per via aerea aerei, partono dal Pakistan passando per zone in cui è forte la presenza talebana e sono stati più volta oggetto di attacchi.

L’aumento delle truppe e la riorganizzazione delle stesse in Afghanistan vanno letti nel quadro dell’offensiva di primavera, attesa a breve in Afghanistan.

Il pomeriggio di oggi (3 aprile) sarà dedicato alle discussioni sull’Afghanistan, ed interverranno il premier afghano Hamid Karzai, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, l’Unione Europea (rappresentata da Javier Solana e Manuel Barroso), i leader degli altri paesi non NATO che contribuiscono alla missione ISAF (International Security Assistance Force) nonché la Banca Mondiale.

Sull’Afghanistan pesano le divergenze, in seno alla NATO, sia per quanto riguarda la partecipazione dei singoli Paesi (Italia, Germania e Spagna non intendono partecipare a missioni di combattimento), sia per quanto riguarda la strategia dell’Alleanza: mentre gli Stati Uniti spingono per una maggiore aggressività contro le forze talebane, l’Europa (in particolare l’asse franco-tedesco, confermato a questo vertice) preme per una maggiore attenzione alla ricostruzione ed al rapporto con i civili, criticando la sovrapposizione di competenze tra le varie truppe in Afghanistan. In quel paese, infatti, oltre all’ISAF a comando NATO operano truppe, prevalentemente statunitensi, a comando USA ed esclusivamente dedicate alle operazioni antiterrorismo, nell’ambito di Enduring Freedom.

Fonti[]

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March 15, 2008

Tremenda esplosione in Albania, almeno 30 morti

Tremenda esplosione in Albania, almeno 30 morti

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sabato 15 marzo 2008
Vorë, 12 chilometri circa a nord di Tirana, situata tra la capitale albanese e Durazzo, è oggi entrata nelle cronache per un disastroso incidente sul lavoro. Dopo una serie di esplosioni più piccole, un immenso fungo di fuoco e fumo è salito in cielo nell’arco di secondi; l’onda d’urto è stata avvertita anche nella capitale, che pure dista ben 12 km dal punto delle deflagrazioni, facendo persino alcuni danni.

Le esplosioni sono avvenute in un vecchio deposito di armi, retaggio della vecchia fase della dittatura, e in fase di dismissione. All’interno vi erano numerosi addetti, inizialmente si diceva addirittura 110, poi per fortuna ridotti a 65 da altre testimonianze. 30 sarebbero però le vittime, ma pare che 25 persone si sarebbero rifugiati in un tunnel, forse sopravvivendo alle esplosioni. Se saranno sopravvissuti anche al fuoco e al fumo, lo si saprà nelle prossime ore. Per ora il luogo è estremamente pericoloso, e proiettili inesplosi, come sempre in questi casi, sono sparsi ovunque, potenzialmente estremamente pericolosi per chi si avvicini al luogo del disastro.


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