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September 5, 2012

Berlusconi interrogato per tre ore dal pm Messineo su Dell\’Utri

Berlusconi interrogato per tre ore dal pm Messineo su Dell’Utri

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mercoledì 5 settembre 2012

Silvio Berlusconi

Reduce dall’infortunio del 31 agosto, occorsogli durante lo jogging giornaliero a Villa Certosa, e rientrato da pochissimi giorni dalle sue vacanze in Sardegna, Silvio Berlusconi è stato oggi sottoposto a interrogatorio da parte del procuratore capo di Palermo, dott. Francesco Messineo, e del procuratore aggiunto, dott. Antonio Ingroia, e del pubblico ministero Lia Sava.

Il colloquio è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta che la Procura siciliana sta conducendo da tempo sulla presunta estorsione che l’uomo politico Marcello Dell’Utri, avrebbe intentato ai danni di Silvio Berlusconi, amico personale di lunga data e suo compagno di cordata all’epoca della discesa in campo. L’incontro si è svolto a Roma, nella caserma della Guardia di Finanza di via dell’Olmata, dove Berlusconi è entrato alle 15:30 per uscirne alle 19. Al colloquio con i due pm Berlusconi ha partecipato in veste di parte lesa e testimone, dal momento che, nell’indagine che coinvolge Dell’Utri, il Cavaliere non riveste la figura di indagato.

Pur non indagato, l’ex Presidente del Consiglio si è avvalso dell’assistenza di entrambi i suoi legali, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. Al termine dell’incontro Silvio Berlusconi è tornato a Palazzo Grazioli, per una riunione del suo partito, incentrata su vari argomenti tra cui il nodo politico del rinnovo della legge elettorale.


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June 29, 2010

Mafia: condanna di sette anni per il senatore Marcello Dell\’Utri

Mafia: condanna di sette anni per il senatore Marcello Dell’Utri

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Palermo, martedì 29 giugno 2010

Marcello Dell’Utri è senatore della Repubblica dal 2001

Questa mattina la seconda sezione della Corte d’appello di Palermo ha condannato a sette anni di reclusione il senatore del Popolo della Libertà Marcello Dell’Utri, colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa, e ha così modificato la sentenza del giudizio di primo grado, nove anni di pena.

Il collegio della Corte d’appello è rimasto in camera di consiglio per sei giorni, proclamando oggi la nuova condanna. Sono stati contestati i fatti relativi al periodo precedente al 1992, ovvero gli stretti rapporti intrattenuti con le organizzazioni mafiose di Stefano Bontade, Totò Riina e Bernardo Provenzano sino alla stagione delle stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Dell’Utri è stato invece assolto per quanto riguarda le condotte subito successive al 1992, ovvero quelle legate al presunto “patto” tra lo Stato e la mafia e alle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, perché «il fatto non sussiste». La corte ha inoltre dichiarato di non aver proceduto nei confronti dell’altro imputato del 2004, Gaetano Cinà, considerato l’intermediario fra Dell’Utri e l’organizzazione mafiosa, essendo questi deceduto nel 2006.

La sentenza di primo grado, emessa dal tribunale di Palermo l’11 dicembre 2004 dopo ben tredici giorni di seduta e riformata oggi dopo quasi sei anni, aveva stabilito una pena di nove anni di reclusione per il senatore, unitamente a due anni di libertà vigilata, interdizione perpetua dai pubblici uffici e risarcimento danni alle parti civili.

Dell’Utri non era presente alla lettura della nuova condanna; rimasto a Milano per una conferenza stampa, ha commentato: «È una sentenza pilatesca, hanno dato un contentino alla procura palermitana e una grossa soddisfazione all’imputato, perché hanno escluso tutto ciò che riguarda le ipotesi dal 1992 in poi». Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia ha invece commentato: «Mi sorprende il fatto che Dell’Utri esprima soddisfazione per una condanna a 7 anni per un reato gravissimo, mi preoccupa che si parli di una realtà rovesciata».

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  • «Confermata condanna a Dell’Utri e Vincenzo Virga per tentata estorsione» – Wikinotizie, 15 maggio 2007


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May 15, 2007

Confermata condanna a Dell\’Utri e Vincenzo Virga per tentata estorsione

Confermata condanna a Dell’Utri e Vincenzo Virga per tentata estorsione

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15 maggio 2007

La terza sezione della Corte d’appello del Tribunale di Milano ha confermato la condanna a due anni di reclusione al senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri e al boss mafioso Vincenzo Virga. Entrambi sono stati giudicati colpevoli di tentata estorsione nell’ambito della vicenda che vede al centro la Pallacanestro Trapani.

L’indagine, avviata nel 1997 dal Procuratore della Repubblica Gian Carlo Caselli, il 22 gennaio 1999 ha portato alla richiesta di custodia cautelare in carcere di Michele Buffa, Marcello Dell’Utri e Vincenzo Virga. Secondo l’accusa, nei primi anni ’90 Dell’Utri, all’epoca presidente di Publitalia ’80, chiese all’ex senatore Vincenzo Garraffa, all’epoca presidente dell’associazione sportiva, 800 milioni di lire come compenso per l’avvenuta sponsorizzazione da parte di una marca di birra, pari al 50% dell’intero contratto. In seguito al rifiuto di Garraffa, Dell’Utri lo minacciò: «Io le consiglio di ripensarci. Abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione».

Successivamente Virga, all’epoca il rappresentante di Cosa nostra del mandamento di Trapani, insistette con Garraffa per «risolvere il problema» con il suo «amico» Dell’Utri, in modo da ottenere che il pagamento dell’intera somma avvenisse in nero, oltre alla somma già versata di 170 milioni di lire. Infine Dell’Utri, intervenendo sugli operatori del mercato delle sponsorizzazioni per «convincerli» a non sponsorizzare la squadra di pallacanestro, costrinse quest’ultima a partecipare senza sponsor al campionato 1992, nonostante giocasse in serie A1.


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February 15, 2007

Secondo l\’Espresso, i diari di Mussolini sono dei falsi

Secondo l’Espresso, i diari di Mussolini sono dei falsi

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giovedì 15 febbraio 2007

Secondo il settimanale l’Espresso, che ha incaricato dello studio il professor Emilio Gentile, docente di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, i diari di Benito Mussolini in possesso di Marcello Dell’Utri sarebbero dei falsi. Gentile ha avuto il permesso di studiare i diari dal novembre 2004 al gennaio 2005, quando gli sono stati consegnati, attraverso l’Espresso, da Maurizio Bianchi, figlio del partigiano Lorenzo che li ebbe in consegna dopo l’arresto del Duce.

Il settimanale aveva dapprima commissionato un’analisi calligrafica e fisico-chimica dagli “esiti non confortanti”, poi aveva consegnato le agende allo storico, che vi avrebbe rinvenuto “Nomi errati ed errori grammaticali, discordanze cronologiche, incongruenze e inesattezze”, senza contare che molti di quei brani sembravano copiati da giornali dell’epoca. Gentile, infatti, ha verificato con tutti i maggiori quotidiani italiani, consultando le emeroteche degli anni 1935 – 1939, oltre che i documenti dell’Archivio di Stato.

Gentile contesta il fatto che le agende non contengano nulla di originale, a differenza di altre agende di altri gerarchi rinvenute negli ultimi decenni: mancherebbero, secondo Gentile, i colloqui del duce con il re Vittorio Emanuele III, notizie dei viaggi del Duce in Germania e quelli di Adolf Hitler in Italia, le conferenze di Stresa e di Monaco, ovvero momenti decisivi della vita di Mussolini.

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