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June 29, 2010

Mafia: condanna di sette anni per il senatore Marcello Dell\’Utri

Mafia: condanna di sette anni per il senatore Marcello Dell’Utri

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Palermo, martedì 29 giugno 2010

Marcello Dell’Utri è senatore della Repubblica dal 2001

Questa mattina la seconda sezione della Corte d’appello di Palermo ha condannato a sette anni di reclusione il senatore del Popolo della Libertà Marcello Dell’Utri, colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa, e ha così modificato la sentenza del giudizio di primo grado, nove anni di pena.

Il collegio della Corte d’appello è rimasto in camera di consiglio per sei giorni, proclamando oggi la nuova condanna. Sono stati contestati i fatti relativi al periodo precedente al 1992, ovvero gli stretti rapporti intrattenuti con le organizzazioni mafiose di Stefano Bontade, Totò Riina e Bernardo Provenzano sino alla stagione delle stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Dell’Utri è stato invece assolto per quanto riguarda le condotte subito successive al 1992, ovvero quelle legate al presunto “patto” tra lo Stato e la mafia e alle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, perché «il fatto non sussiste». La corte ha inoltre dichiarato di non aver proceduto nei confronti dell’altro imputato del 2004, Gaetano Cinà, considerato l’intermediario fra Dell’Utri e l’organizzazione mafiosa, essendo questi deceduto nel 2006.

La sentenza di primo grado, emessa dal tribunale di Palermo l’11 dicembre 2004 dopo ben tredici giorni di seduta e riformata oggi dopo quasi sei anni, aveva stabilito una pena di nove anni di reclusione per il senatore, unitamente a due anni di libertà vigilata, interdizione perpetua dai pubblici uffici e risarcimento danni alle parti civili.

Dell’Utri non era presente alla lettura della nuova condanna; rimasto a Milano per una conferenza stampa, ha commentato: «È una sentenza pilatesca, hanno dato un contentino alla procura palermitana e una grossa soddisfazione all’imputato, perché hanno escluso tutto ciò che riguarda le ipotesi dal 1992 in poi». Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia ha invece commentato: «Mi sorprende il fatto che Dell’Utri esprima soddisfazione per una condanna a 7 anni per un reato gravissimo, mi preoccupa che si parli di una realtà rovesciata».

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  • «Confermata condanna a Dell’Utri e Vincenzo Virga per tentata estorsione» – Wikinotizie, 15 maggio 2007


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May 15, 2007

Confermata condanna a Dell\’Utri e Vincenzo Virga per tentata estorsione

Confermata condanna a Dell’Utri e Vincenzo Virga per tentata estorsione

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15 maggio 2007

La terza sezione della Corte d’appello del Tribunale di Milano ha confermato la condanna a due anni di reclusione al senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri e al boss mafioso Vincenzo Virga. Entrambi sono stati giudicati colpevoli di tentata estorsione nell’ambito della vicenda che vede al centro la Pallacanestro Trapani.

L’indagine, avviata nel 1997 dal Procuratore della Repubblica Gian Carlo Caselli, il 22 gennaio 1999 ha portato alla richiesta di custodia cautelare in carcere di Michele Buffa, Marcello Dell’Utri e Vincenzo Virga. Secondo l’accusa, nei primi anni ’90 Dell’Utri, all’epoca presidente di Publitalia ’80, chiese all’ex senatore Vincenzo Garraffa, all’epoca presidente dell’associazione sportiva, 800 milioni di lire come compenso per l’avvenuta sponsorizzazione da parte di una marca di birra, pari al 50% dell’intero contratto. In seguito al rifiuto di Garraffa, Dell’Utri lo minacciò: «Io le consiglio di ripensarci. Abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione».

Successivamente Virga, all’epoca il rappresentante di Cosa nostra del mandamento di Trapani, insistette con Garraffa per «risolvere il problema» con il suo «amico» Dell’Utri, in modo da ottenere che il pagamento dell’intera somma avvenisse in nero, oltre alla somma già versata di 170 milioni di lire. Infine Dell’Utri, intervenendo sugli operatori del mercato delle sponsorizzazioni per «convincerli» a non sponsorizzare la squadra di pallacanestro, costrinse quest’ultima a partecipare senza sponsor al campionato 1992, nonostante giocasse in serie A1.


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