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December 31, 2006

Monza: giovane donna getta neonato dalla finestra

Filed under: Cronaca,Europa,Italia,Monza,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Monza: giovane donna getta neonato dalla finestra

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domenica  31 dicembre 2006

La ragazza aveva tenuto l’intera gravidanza all’oscuro dei famigliari. Dopo il parto, così, ha deciso di gettare il neonato dalla finestra di camera sua, posta al quarto piano di una palazzina di via Mameli a Muggiò, alle porte di Monza. La scioccante vicenda ha avuto luogo questa mattina intorno alle 11.30. Protagonista una giovane di 19 anni di origine romena, la cui famiglia vive in ogni caso da molti anni in Italia.

Secondo le prime ricostruzioni, la ragazza avrebbe partorito nel bagno di casa sua, per poi spostarsi con il neonato nella propria camera, dalla quale avrebbe gettato il bambino nella strada sottostante. Ad accorgersi della cosa, alcuni passanti, che avrebbero chiamato le forze dell’ordine e l’ambulanza, il cui intervento si è però rivelato inutile.

Rimane da chiarire se il bimbo fosse nato già morto, circostanza per la quale è stata ordinata l’autopsia sul corpicino. Dai risultati degli esami autoptici dipenderà la sorte della ragazza, attualmente ricoverata presso l’Ospedale San Gerardo di Monza. A suo carico, attualmente, non sono stati presi provvedimenti.

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San Silvestro e anno nuovo, usanze nel mondo

San Silvestro e anno nuovo, usanze nel mondo

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31 dicembre 2006
In tutti i paesi del mondo è usanza comune festeggiare la fine dell’anno e dare il benvenuto all’anno che viene, augurandosi prosperità e felicità, ma ogni cultura lo fa in modo diverso.

In Italia, il veglione di Capodanno non è tale senza le lenticchie e i botti. Mangiare le lenticchie sono un modo di augurarsi ricchezza per i prossimi dodici mesi, anche a causa della forma del legume che ricorda molto una moneta. Sulla tavola non devono mancare anche le melagrane, con i loro chicchi rossi, e che simboleggiano la fedeltà coniugale.

Nel Regno Unito, la prima persona che varca la soglia nel nuovo anno deve essere un uomo, possibilmente bello e con i capelli neri, e deve portare con sé, una moneta in tasca, un pezzo di carbone e una scodella con il sale, simboli di ricchezza, calore e nutrimento.

Gli scozzesi sostituiscono al sale un bottiglia di whisky ed un dolce tradizionale. Sotto ai piatti in tavola delle case belghe, ci deve essere sempre una moneta e il cibo è a base di maiale, come il choucroute (stufato), la pancetta e le salsicce affumicate. Per contorno: patate lesse, crauti e mostarda.

Un’usanza spagnola, che esiste anche in alcune regioni italiane, è quella di mangiare un chicco d’uva per ogni rintocco della mezzanotte per propiziarsi un anno fortunato.

Il cenone in Francia deve terminare con una zuppa di cipolle. Terminata la zuppa, nel piatto viene versato vino rosso per sciacquarlo e la mistura derivante deve essere bevuta.

Frequenti anche le tradizioni che riguardano l’indossare indumenti colorati. In Italia si indossa biancheria intima di colore rosso, ma la tradizione è arrivata dalla Spagna e si è trasferita in quasi tutti i paesi mediterranei. In Perù si indossa un particolare colore per ogni desiderio da esaudire: rosso per l’amore, giallo per i soldi. Se invece si vuole viaggiare si prende in mano una valigia e si fa il giro della stanza.

Fuochi artificiali, petardi e mortaretti sono ormai una tradizione globale, tranne che in Giappone. Qui è tradizione ascoltare 108 colpi di gong, uno per ogni peccato compiuto nell’anno e per ricordare di non ripeterli nell’anno che verrà.

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December 30, 2006

Categoria:30 dicembre 2006

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Categoria:30 dicembre 2006 – Wikinotizie

Categoria:30 dicembre 2006

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Questa categoria raccoglie tutti gli articoli relativi ad avvenimenti accaduti il 30 dicembre 2006, o scritti in quel giorno.

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Scaramella resta in carcere

Scaramella resta in carcere – Wikinotizie

Scaramella resta in carcere

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sabato 30 dicembre 2006

Il Giudice per le indagini preliminari di Roma, Valerio Savio, ha rigettato l’istanza per la concessione degli arresti domiciliari presentata dalla difesa di Mario Scaramella, il faccendiere arrestato alla vigilia di Natale per calunnia aggravata. Secondo il magistrato sussistono ancora i pericoli di inquinamento delle prove, di reiterazione del reato e di fuga dell’indagato. Su Scaramella gravano, inoltre, l’accusa di traffico di armi e violazione del segreto d’ufficio.

Nelle 13 pagine dell’ordinanza firmata, Savio definisce Scaramella un «personaggio leonardesco» privo di «ogni scrupolo personale», abilissimo a costruire su fatti veri ipotesi inesistenti e capace di accusare di un reato che prevede una pena fino all’ergastolo personaggi non collegabili ai fatti denunciati, riferendosi alla presunta preparazione di un attentato a danno del senatore Paolo Guzzanti. Il magistrato ha inoltre sottolineato il contenuto del curriculum vitae dell’indagato: le qualifiche, gli incarichi, le consulenze ad altissimo livello, la conoscenza di tecnologie sofisticate e le esperienze di insegnamento in numerosi Paesi esteri appaiono «del tutto inattendibili se riferiti ad una persona di soli 36 anni».

Il Gip, inoltre, ha qualificato Scaramella come persona capace di ottenere atti di indagini preliminari condotte dalla Procura di Napoli, spacciandosi «falsamente per agente dei servizi segreti» e di «manovrare» ufficiali di polizia giudiziaria al fine di ottenere notizie riservate.

«Continuiamo a ritenere che la custodia cautelare in carcere sia una misura intempestiva, ingiustificata e soprattutto sproporzionata»: questo il giudizio dell’avvocato Sergio Rastrelli, difensore di fiducia di Mario Scaramella. «Prendiamo atto con amarezza – ha continuato il legale – della decisione del giudice senza naturalmente condividerla sia nei termini sia nelle motivazioni sia negli esiti. Abbiamo già presentato oggi istanza motivata di riesame al Tribunale della libertà di Roma».

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Saddam Hussein è stato giustiziato

Saddam Hussein è stato giustiziato – Wikinotizie

Saddam Hussein è stato giustiziato

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sabato 30 dicembre 2006

Saddam Hussein a processo, nel luglio 2004.

L’ex presidente dell’Iraq Saddam Hussein è stato giustiziato. Ne hanno dato l’annuncio agenzie di stampa arabe e americane.

L’esecuzione, così come era stato stabilito dal Tribunale speciale di Baghdad il 5 novembre scorso, e poi confermata alcuni giorni fa al termine del processo di appello, è avvenuta intorno alle ore 4:05 ora italiana (le 6:05 in Iraq) fuori dalla zona verde di Baghdad.

L’esecuzione è avvenuta tramite impiccagione e non tramite fucilazione, come aveva chiesto l’ex raìs, che voleva “evitare di essere ucciso come un bandito, preferendo la morte come si addice ad un soldato”. Gli ultimi istanti di vita di Saddam sono stati filmati: broadcast americani e arabi hanno confermato l’avvenuta registrazione specificando l’esistenza di foto e video dell’esecuzione.

Saddam, vestito con una camicia bianca, una giacca blu, pantaloni e scarpe nere, e con il Corano tra le mani, ha rifiutato di essere bendato. L’ex raìs era ammanettato. Sarebbe salito su un patibolo alto cinque metri, dove un imam lo avrebbe aiutato a “pacificarsi con Allah”. Quindi il boia (scelto fra un gruppo di volontari, in base al Codice Penale del 1969, quando Hussein era vicepresidente dell’Iraq) gli ha stretto il cappio al collo, fatto con la stessa corda che il regime di Hussein aveva usato per sbarazzarsi dei propri oppositori, alla presenza di un giudice, un magistrato della procura, un funzionario del ministero degli Interni e un medico. In totale, sette persone hanno assistito all’esecuzione.

Smentite le indiscrezioni secondo le quali con il raìs sono stati giustiziati anche il fratellastro Barzan Ibrahim e Awad Hamed al-Bandar, ex giudice capo della Corte Rivoluzionaria.

Il corpo è rimasto appeso al cappio per circa 10 minuti, prima che il medico ne accertasse il decesso e provvedesse alla copertura del corpo con un lenzuolo bianco.

Nel pomeriggio del 29 dicembre si erano rincorse voci circa un possibile trasferimento del prigioniero dalla custodia delle truppe statunitensi a quella irachena.

L’unica cosa certa era che il premier Nouri al-Maliki aveva firmato la sentenza di morte, che dunque diventava esecutiva e eseguibile in qualsiasi momento. Tuttavia, sempre nel pomeriggio del 29 dicembre, il ministero della Giustizia iracheno aveva affermato che l’esecuzione non sarebbe avvenuta prima del 26 gennaio, mentre la Casa Bianca aveva smentito il trasferimento del prigioniero. Secondo le ultime notizie, il condannato è stato consegnato alle autorità irachene solo davanti al patibolo. Prima della consegna ai familiari, la salma sarà posta in un luogo segreto.

Scene di giubilo soprattutto nella comunità sciita, ma attentati vendicativi (con numerosi morti) si sono avuti a Baghdad (3 autobombe), Kufa, Falluja e Ramadi.

A Tikrit, città natale dell’ex dittatore, è stato imposto il coprifuoco.

Notizie correlate

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Saddam Hussein: le reazioni internazionali

Saddam Hussein: le reazioni internazionali

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sabato  30 dicembre 2006

Si rincorrono le reazioni alla notizia dell’avvenuta esecuzione dell’ex dittatore iracheno Saddam Hussein.

Italia

Secondo il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, «L’esecuzione di Saddam Hussein, un dittatore che ha identificato il proprio percorso politico con la pratica della distruzione e della violenza, in nulla sminuisce il sentimento di orrore e di rifiuto suscitato dalla pena di morte: un istituto che si pone in contraddizione radicale ed insanabile con il rispetto che si deve ad ogni vita umana; un fattore di evidente distorsione della convivenza civile, che nella garanzia della dignità e dell’integrità della persona umana trova il proprio principio costitutivo e la sua ragione ultima».

«L’uccisione di Saddam Hussein non porterà certo alla soluzione dei problemi dell’Iraq. Ribadisco la mia piena contrarietà alla condanna a morte per l’ex rais iracheno», ha dichiarato il Ministro della Giustizia e segretario dell’Udeur, Clemente Mastella.

«Un tragico errore»: così, parlando a Radio Radicale, Marco Pannella ha definito l’esecuzione di Hussein, errore di cui «il Senato, il Congresso, il popolo americano gliene chiederanno presto conto». Pannella ha comunicato che non interromperà lo sciopero della fame e della sete, che ha cominciato cinque giorni fa: «Ci sono tanti altri condannati a morte, tanti processi da proseguire», ha detto.

Unione Europea

Il Commissario allo sviluppo e agli aiuti umanitari dell’Unione Europea, il belga Louis Michel, ha definito l’impiccagione dell’ex rais un «atto barbaro», pur riconoscendo gli «orribili crimini» commessi: «La pena di morte – ha commentato il Commissario – non è compatibile con la democrazia ed è contro i valori dell’Unione europea. Inoltre la morte di Saddam Hussein rischia purtroppo di trasformarlo in martire». Analogo il giudiziodell’Alto Rappresentante dell’Ue per la Politica estera e di Sicurezza, Javier Solana: «L’Ue – ha commentato la sua portavoce, Cristina Gallach – condanna i crimini commessi da Saddam, ma anche la pena di morte».

Germania

La Germania, per bocca del Ministro degli Esteri, ha condannato senza condizioni l’esecuzione di Saddam Hussein, ribadendo la contrarietà del proprio Paese, e quella dell’Unione europea tutta, verso ogni forma di pena capitale

Gran Bretagna

Pur dichiarandosi contrario alla pena di morte, il governo britannico si è detto convinto che Saddam Hussein abbia pagato per i crimini commessi contro il suo popolo: «Accolgo con favore il fatto che Saddam Hussein sia stato processato da un tribunale iracheno almeno per alcuni dei suoi orrendi crimini commessi contro il popolo iracheno. Ora ha pagato il suo debito», ha dichiarato il Ministro degli Esteri, Margaret Beckett, a nome dell’intero governo, pur auspicando l’abolizione della pena di morte in tutto il mondo «indipendentemente dalle persone implicate o dal crimine commesso».

Santa Sede

Secondo padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa della Santa Sede, «un’esecuzione capitale è sempre una notizia tragica, motivo di tristezza anche quando si tratta di una persona che si è resa colpevole di gravi delitti. La posizione della Chiesa cattolica, contraria alla pena di morte, è stata più volte ribadita. L’uccisione del colpevole non è la via per ricostruire la giustizia e riconciliare la società, vi è anzi il rischio che al contrario si alimenti lo spirito di vendetta e si semini nuova violenza». Parlando a Radio Vaticana, il gesuita ha proseguito: «In questo tempo oscuro della vita del popolo iracheno non si può che auspicare che tutti i responsabili facciano veramente ogni sforzo perché in una situazione drammatica si aprano infine spiragli di riconciliazione e di pace».

Stati Uniti d’America

«Oggi Saddam Hussein è stato giustiziato dopo esser stato sottoposto a un processo equo, ossia quel tipo di giustizia negata alle vittime del suo brutale regime. L’esecuzione di Saddam Hussein segna la fine di un anno difficile per il popolo iracheno e le nostre truppe», ha dichiarato il presidente statunitense George W. Bush, parlando dal suo ranch di Crawford, nel Texas. «Si tratta – ha proseguito Bush – di una tappa importante per un Iraq avviato verso una democrazia che possa governarsi, essere autosufficiente e difendersi, ed essere un alleato nella guerra al terrorismo».

Altri Stati

Più distaccati si sono rivelati i commenti di Kuwait e Iran, che parlano di vittoria del popolo iracheno, nonostante entrambi i Paesi hanno affrontato con l’Iraq di Saddam duri conflitti.

Russia, India e Malesia, unendosi al commento di gran parte dei Paesi dell’Unione Europea hanno dimostrato perplessità rispetto alla pena di morte, ma auspicano una ricostruzione dell’Iraq.

La Libia, di corrente opposta, ha proclamato 3 giorni di lutto nazionale. Siria e Hamas parlano di «un omicidio politico, ovvero un regalo di Natale per Bush».

Fonti

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Saddam Hussein: le tappe della vicenda giudiziaria

Saddam Hussein: le tappe della vicenda giudiziaria

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sabato  30 dicembre 2006

Riportiamo le tappe principali della vicenda giudiziaria di Saddam Hussein, giustiziato questa mattina in Iraq.

14 dicembre 2003: l’ex dittatore è catturato dalle forze speciali statunitensi, che lo scovano in un nascondiglio nei pressi della sua città natale, Tikrit.

19 ottobre 2005: prima udienza del processo. Saddam e sette gerarchi del suo deposto regime compaiono in aula, accusati del massacro di 148 sciiti nel villaggio di Dujail nel 1982. La corte è presieduta dal giudice Rizgar Amin. La notizia su Wikinotizie

23 gennaio 2006: il giudice Raouf Abdul Rahman sostituisce il giudice Rizgar Amin, dimessosi in seguito alle critiche per la sua “morbidezza” nei confronti degli imputati.

21 giugno 2006: uno degli avvocati che compongono il collegio difensivo di Hussein è ucciso a Baghdad. L’ex rais inizia uno sciopero della fame.

26 luglio 2006: Hussein ricompare in aula. Chiede, in caso di condanna a morte, di essere fucilato e non impiccato, come prevede il diritto iracheno.

21 agosto 2006: inizia un secondo processo a carico dell’ex dittatore e di altri sei coimputati: l’accusa è di aver ucciso, tra il 1987 e il 1988, 180mila curdi nella campagna militare denominata “Anfal”.

5 novembre 2006: Hussein è condannato a morte per impiccagione in quanto giudicato colpevole di crimini contro l’umanità per il massacro di Dujail. La notizia su Wikinotizie

26 dicembre 2006: la Corte d’appello irachena conferma la condanna a morte. La notizia su Wikinotizie

28 dicembre 2006: l’Alta corte penale pubblica l’ordine di esecuzione della condanna a morte dell’ex rais.

30 dicembre 2006: la sentenza è eseguita. Saddam Hussein è giustiziato mediante impiccagione. La notizia su Wikinotizie

Fonte[]

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Pallavolo campionato italiano maschile Serie A2 2006-2007 1° giornata ritorno

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Pallavolo campionato italiano maschile Serie A2 2006-2007 1° giornata ritorno

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30 dicembre 2006

Campionato italiano maschile di pallavolo Serie A2 2006-07 (1° giornata di ritorno)[]

Per vedere il calendario completo vai alla pagina Speciale Pallavolo Serie A2.

Castellana 36
Santa Croce 33
Corigliano 32
Crema 32
Pineto 31
Milano 29
Bassano 26
Taviano 25

Cagliari 23
Loreto 22
Isernia 19
Modugno-Noicattaro 19
Spoleto 18
Cavriago 15
Bari 14
Bergamo 10

  • Abasan Bari-Codyeco Lupi S. Croce 0-3
  • Famigliulo Corigliano-Materdomini Castellana 2-3
  • Monini Spoleto-Fiorese Bassano 3-2
  • Salento d’amare Taviano-Edilesse Cavriago 3-2
  • Modugno Volley-S.E.C. Isernia 2-3
  • Tiscali Cagliari-Sparkling Milano 0-3
  • Agnelli Metalli Bergamo-Framasil Pineto 0-3
  • Esse-Ti Carilo Loreto-Premier Hotels Crema 3-2

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Pallavolo campionato italiano maschile Serie A1 2006-2007 11° giornata andata

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Pallavolo campionato italiano maschile Serie A1 2006-2007 11° giornata andata

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30 dicembre 2006

Campionato italiano maschile di pallavolo Serie A1 2006-07 (11° giornata di andata)[]

Per vedere il calendario completo vai alla pagina Speciale Pallavolo Serie A1.

Cuneo 26
Piacenza 24
Modena 21
Treviso 21
Roma Volley 20
Montichiari 20
Taranto 17

Trentino 17
Perugia 16
Latina 16
Macerata 14
Padova 11
Vibo Valentia 6
Verona 2

  • Sisley Treviso-Bre Banca Lannutti Cuneo 3-1
  • Itas Diatec Trentino-Antonveneta Padova 3-0
  • Maggiora Latina-Copra Berni Piacenza 2-3
  • Acqua Paradiso Gabeca Montichiari-Tonno Callipo Vibo Valentia 3-1
  • Prisma Taranto-Lube Banca Marche Macerata 3-0
  • Marmi Lanza Verona-Cimone Modena 1-3
  • RPA LuigiBacchi.it Perugia-M. Roma Volley 1-3

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Madrid: autobomba in aeroporto

Madrid: autobomba in aeroporto – Wikinotizie

Madrid: autobomba in aeroporto

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Madrid, sabato 30 dicembre 2006
Attorno alle 9.00 CET di oggi, un’autobomba è esplosa nel parcheggio del terminal 4 dell’aeroporto Barajas di Madrid. Pare che l’ordigno fosse stato posizionato all’interno di un furgone Renalt. L’azione era stata preannunciata dall’ETA al servizio di soccorso stradale “Dya” e questo fatto ha contenuto il bilancio dell’attentato: la zona era stata, infatti, sgomberata e si registrano solo quattro feriti. Tra di essi vi sono due poliziotti che stavano pattugliando l’area.

L’organizzazione terrorista separatista basca Euskadi Ta Askatasuna (ETA) aveva dichiarato, lo scorso marzo, il cessate il fuoco e la rinuncia a compiere azioni violente, tanto da spingere il premier spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, ad annunciare in giugno l’avvio di un processo di pace. In novembre, tuttavia, i separatisti avevano denunciato lo stallo nel quale si erano arenate le trattative.


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