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December 31, 2007

Categoria:31 dicembre 2007

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Categoria:31 dicembre 2007 – Wikinotizie

Categoria:31 dicembre 2007

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Questa categoria raccoglie tutti gli articoli relativi ad avvenimenti accaduti il 31 dicembre 2007, o scritti in quel giorno.

Pagine nella categoria “31 dicembre 2007”

Questa categoria contiene le 3 pagine indicate di seguito, su un totale di 3.

C

  • Capodanno: tutto il mondo festeggia l’inizio del nuovo anno

L

  • L’architetto Ettore Sottsass è morto

M

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Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Italiana 2007

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Italiana 2007

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lunedì 31 dicembre 2007

Il presidente Giorgio Napolitano

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha parlato al popolo italiano nel corso del consueto messaggio di fine anno, dalla residenza del Quirinale. Questo di oggi è il secondo messaggio della presidenza Napolitano, da quando cioè è stato eletto, il 10 maggio 2006; un messaggio presidenziale all’insegna del rinnovamento e l’adattamento alle nuove tecnologie: sarà infatti trasmesso sul sito della RAI e riproposto successivamente su Youtube, il popolare sito dove chiunque può aggiungere dei video.

Riportiamo integralmente il testo del messaggio:

«A voi che mi ascoltate, e a tutti gli italiani, in patria e all’estero, sento di dovere una risposta, insieme con il più sincero, cordiale augurio. Una risposta alla domanda che più ci inquieta: come dobbiamo guardare all’anno che sta per iniziare, con quali preoccupazioni e con quali motivi di speranza e di fiducia? È una domanda non facile, alla quale vorrei provarmi a rispondere partendo da quel che dell’Italia ho visto e ho potuto intendere lungo tutto il 2007, attraverso un gran numero di visite e di incontri.

Ho visto, dal Sud al Nord – la mia più recente, intensa tappa è stata Milano – aspetti eloquenti dell’Italia che vuole crescere, divenire più moderna e più giusta, e che sa come per non perdere terreno in Europa e nel mondo debba vincere competizioni e sfide difficili. Ho colto – nelle situazioni più diverse, anche se non dovunque nella stessa misura – segni concreti di dinamismo e di capacità innovativa, prendendo visione di realizzazioni e progetti audaci. Mi si è presentata in questa luce la realtà dell’economia, delle imprese e del lavoro produttivo; e la realtà di istituzioni indubbiamente vitali. Ho visitato, in particolare, Istituti di ricerca e di alta formazione che possono ben vantare il titolo di centri di eccellenza.

Questi sono fatti, e sono motivi di fiducia nell’avvenire dell’Italia: il problema sta nel come valorizzare e incoraggiare dovunque nel paese questo dinamismo, nel come trasmettere questi impulsi all’intero sistema Italia, puntando sull’innovazione e sul merito, privilegiando fortemente l’istruzione, così da giungere via via a un più alto tasso di crescita, a una crescita più sostenuta e generale, in cui sia pienamente coinvolto il Mezzogiorno. Se questo è il problema, con esso deve misurarsi la politica – governo e istituzioni rappresentative ad ogni livello – ma debbono misurarsi nello stesso tempo tutte le forze sociali e culturali. Non c’è da abbandonarsi alla sfiducia, ma da proporre, decidere, operare.

E c’è da proporre soluzioni innanzitutto di fronte all’allarme per l’aumento del costo della vita, che la parte più povera e disagiata della popolazione può sempre meno reggere e un’altra parte delle famiglie, che conta solo su retribuzioni e redditi insufficienti, regge a costo di seri sacrifici, mai abbastanza riconosciuti.

Il malessere sociale è qui, ed è nell’incertezza del lavoro, in special modo nella difficoltà, ancora per troppi giovani nel Sud, a trovare lavoro, nonostante la netta diminuzione del tasso nazionale di disoccupazione. Il malessere è nella insufficiente tutela del lavoro, della vita sul lavoro. Questo è stato e rimane un mio assillo. Mi hanno commosso e scosso le parole di un giovane compagno di lavoro del ventiseienne Rosario, uno degli operai travolti nell’orribile rogo di Torino: “Noi ragazzi che siamo cresciuti insieme a lui da quando avevamo 14 o 15 anni, se lui lotta per la vita dobbiamo lottare con lui fino alla fine”. Gli sono rimasti accanto, poi purtroppo la fine è giunta. E ieri è giunta anche per Giuseppe, altro ventiseienne, ultima delle vittime di una vera e propria inaudita strage. Abbraccio con affetto i loro familiari e la città.

Molti e diversi sono comunque i fatti che smentiscono le rappresentazioni di un’Italia in declino. Un autorevole osservatore straniero – e ce ne sono di attenti e non malevoli – ha di recente indicato un punto di forza del nostro paese – in particolare, la chiave del forte successo, in questo periodo, delle nostre esportazioni – nella cultura della creatività, che deve far considerare grande il potenziale delle nostre imprese e del nostro lavoro. E in questo nuovo esprimersi della creatività italiana, rivive la forza di una tradizione, di un patrimonio e di una sensibilità cui dobbiamo dedicare ben maggiore attenzione. Dovunque mi sia recato in visita quest’anno in Europa e fuori d’Europa ho constatato quanto grande sia la forza d’attrazione del nostro patrimonio storico-artistico e culturale, antico e moderno. Un patrimonio che parte da lontano, come ci dice in questo momento la straordinaria mostra delle opere illegalmente sottratte e ora recuperate all’Italia, grazie a un esemplare sforzo congiunto delle istituzioni e dei corpi dello Stato.

Veduta del Quirinale

È una mostra ospitata al Quirinale. Perché questo Palazzo, senza eguali al mondo, è – permettetemi di sottolinearlo – tra i luoghi più rappresentativi della storia e della creatività italiana, ed è aperto a tutti gli italiani, che in diverse centinaia di migliaia l’hanno visitato nel corso del 2007.

Qui abbiamo accolto anche tante rappresentanze dell’Italia più operosa e generosa. E dell’Italia che soffre, che lotta contro le sofferenze e sostiene l’impegno a combatterle. Mi ha molto colpito l’incontro che abbiamo avuto in Quirinale in occasione della Giornata dedicata alle persone con disabilità: abbiamo visto queste persone non rassegnate, impegnate a esprimere una speranza attiva realizzando al meglio se stesse grazie a una splendida rete di solidarietà. E ciò ci dice che grande è anche il potenziale umano e morale di cui l’Italia dispone.

Vi sto parlando poco di quel che accade nella sfera della politica e delle istituzioni. Ma non certo perché non sia importante: piuttosto perché vorrei richiamare l’attenzione su quel che di più ampio vive e conta nel paese, sulle realtà e sulle responsabilità che non possono ridursi alla sfera della politica. Siamo poi in un momento in cui molto si discute sul bilancio di attività del governo e sulle critiche e richieste dell’opposizione: se ne discute in libertà e con asprezza, e non possono esserci interferenze da parte mia, in nessun senso.

Posso solo dire che per consolidare e generalizzare tutti i fenomeni e fermenti positivi che ho richiamato, per mettere a frutto le potenzialità su cui l’Italia può contare, è comunque indispensabile che si adottino alcune riforme in campo istituzionale e che si crei un nuovo, più costruttivo clima politico, fondato su una effettiva legittimazione reciproca. Mi sono speso a tal fine sin dall’inizio del mio mandato, e insisterò nelle mie sollecitazioni e nei miei appelli: ora che uno spiraglio di dialogo si è aperto, con il contributo di entrambi gli schieramenti politici, specie sulla riforma elettorale, occorre assolutamente evitare che l’occasione vada perduta. Quali siano le condizioni, da un lato, per la continuità dell’azione di governo, e dall’altro, per un esito positivo del confronto sulle riforme, lo si vedrà presto in Parlamento.

Torno ora su considerazioni che si rivolgono a voi tutti, a noi tutti come italiani. Possiamo avere più fiducia in noi stessi, ma dobbiamo essere più esigenti verso noi stessi. Ci preoccupano giustamente l’insicurezza e la criminalità; ci preoccupano difficoltà e fenomeni legati a una immigrazione in rapida crescita. Non si possono tuttavia ignorare i risultati ottenuti colpendo i vertici delle organizzazioni mafiose, o conseguendo una diminuzione di varii tipi di reato: si tratta di risultati di cui va dato merito alla magistratura e alle forze dell’ordine, apprezzandone l’impegno sempre rischioso e garantendo loro mezzi adeguati. Ma quel che più conta, perché ciascuno possa fare la sua parte, è liberarsi dalle paure che non fanno ragionare e dai particolarismi che non fanno decidere.

La paura può far dimenticare i limiti e i diritti da rispettare nell’azione che va condotta a tutela della sicurezza dei cittadini; la paura può far degenerare la fondata richiesta dell’osservanza della legge e delle regole da parte degli immigrati in minaccia inammissibile di violazione della libertà di culto per tutte le confessioni religiose e della dignità di quanti, provenienti da paesi lontani e vicini, operano nel nostro paese soddisfacendone esigenze e domande concrete.

Paure irragionevoli e particolarismi, politici o localistici, emergono in troppi casi: impedendo, ad esempio, la soluzione del sempre più allarmante problema dei rifiuti in Campania, con grave danno per le condizioni e per l’immagine di una città e di una regione nelle quali invece non mancano energie positive, realtà nuove e iniziative di qualità.

Essere esigenti verso noi stessi significa impegnarci a dare prove effettive di senso civico, dalle più semplici alle più impegnative, come quelle offerte dal coraggioso esporsi degli imprenditori siciliani contro pizzo e mafia; a dare prove di consapevolezza dell’interesse generale, contribuendo, ad esempio, alla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela del territorio e del paesaggio, insidiati da nuove spinte speculative. L’interesse generale esige rispetto reciproco tra le istituzioni, ancora una volta, e più che mai, rispetto ed equilibrio tra politica e magistratura, fiducia in tutte le istituzioni di garanzia.

L’interesse generale esige un pieno sostegno all’azione internazionale dell’Italia, al suo impegno, innanzitutto, nell’Unione europea per favorirne il rilancio e l’iniziativa comune sui temi cruciali della pace e della sicurezza internazionale. Qualche settimana fa, portando negli Stati Uniti la voce unitaria del nostro paese, la conferma di una collocazione internazionale dell’Italia largamente condivisa, ho potuto verificare come il nostro maggiore storico alleato apprezzi i contributi e gli sforzi dell’Italia e dell’Europa in un mondo drammaticamente percorso, ancora in questi giorni, dall’aggressività del terrorismo e da una molteplicità di mutamenti e sfide globali e di gravi tensioni. In questo momento, siamo perciò più che mai vicini e grati alle migliaia di nostri militari che affrontano l’estremo rischio quotidiano – rendo commosso omaggio a quanti hanno anche di recente sacrificato la vita in queste missioni – e insieme affrontano la fatica dell’impegno umanitario, in aree tra le più critiche di questo mondo. Lo fanno, lo facciamo nello spirito della Costituzione repubblicana.

Ecco, vedete, ricorre da domani il sessantesimo anniversario della nostra Carta fondamentale: proprio nel proporci di rivederne alcune regole, relative all’ordinamento della Repubblica, dobbiamo risolutamente ancorarci ai suoi principi, anche e non da ultimo ai suoi valori morali, e in special modo a quei suoi indirizzi che non vediamo abbastanza perseguiti e tradotti in atto.

Papa Benedetto XVI

Ciò vale per quell’indirizzo di tutela del lavoro che ho già evocato; o per quell’indirizzo di pari opportunità, in primo luogo tra uomo e donna, che si è venuto solo parzialmente attuando; o ancora per un indirizzo, quale è stato anni fa riformulato, di nuovo equilibrio tra le istituzioni centrali e quelle regionali e locali. Né meno attuale è l’indirizzo costituzionale di garanzia della libertà religiosa, di reciproca indipendenza e di collaborazione tra Stato e Chiesa, che richiede un misurato e schietto confronto tra l’Italia e la Santa Sede, com’è nei voti – ne sono certo – del Pontefice Benedetto XVI, cui rinnovo un sincero augurio.

A voi che mi ascoltate, e a quanti sono in queste ore raccolti con le loro famiglie, auguro un anno sereno, per difficile che sia. È un augurio che si ispira a sentimenti e ragioni di fiducia nell’Italia, perché cresca e migliori, guardando soprattutto alle generazioni più giovani e a quelle che verranno.»

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  • «Capodanno: tutto il mondo festeggia l’inizio del nuovo anno» – Wikinotizie, 31 dicembre 2007

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L\’architetto Ettore Sottsass è morto

L’architetto Ettore Sottsass è morto – Wikinotizie

L’architetto Ettore Sottsass è morto

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lunedì 31 dicembre 2007
È morto in giornata il noto architetto e designer Ettore Sottsass nella sue abitazione di via San Tomaso a Milano. La causa della morte è uno scompenso cardiaco avvenuto dopo una comune influenza.

Sottsass nacque il 14 settembre 1917 nella città austriaca di Innsbruck, aveva quindi 90 anni. Secondo la sua volontà non saranno effettuati i funerali religiosi, ma il corpo sarà cremato mercoledì prossimo.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Ettore Sottsass.

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Capodanno: tutto il mondo festeggia l\’inizio del nuovo anno

Capodanno: tutto il mondo festeggia l’inizio del nuovo anno

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lunedì 31 dicembre 2007

Hanabi in Adachi-ku1.jpg

Quando in Italia si stapperanno le 40 milioni di bottiglie per l’inizio del 2008, il capodanno sarà già stato festeggiato in molte altre parti del mondo. A iniziare dall’Oceano Pacifico, sull’180° meridiano, negli atolli di Kiribati, nelle isole della Polinesia e poi in Nuova Zelanda alle 11.15 CET.

La mappa mondiale dei fusi orari

Si passa a Wellington, poi nell’estremo oriente russo nella penisola di Kamčatka. Le città australiane di Melbourne e di Sidney sono entrate nel 2008 alle 14 italiane. Hanno festeggiato in seguito a Vladivostock, alle 15. Poi alla coreana Seoul alle 16, Hong Kong alle 17, Hanoi e Bangkok alle 18, Kathmandu in Nepal alle 19.15, Nuova Delhi alle 19.30, la capitale pakistana Islamabad alle 20, Kabul alle 20.30, l’iraniana Teheran alle 21.30, Baghdad e Mosca alle 22 e Atene, la capitale turca Ankara, Gerusalemme e l’Egitto alle 23.

A 00.00 CET arriverà ovviamente il capodanno in Italia e in Europa centrale. All’1 nel Regno Unito e nel Portogallo, alle 4 in Brasile, alle 5 nelle venezuelana Caracas, alle 6 all’Avana, New York e Boston, alle 7 a Città del Messico e alle 9 alle statunitensi Los Angeles e San Francisco. Le danze si chiuderanno infine alle isole Hawaii, nel capoluogo Honolulu.

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December 30, 2007

USA: attivisti del Vermont preparano un processo contro Bush

USA: attivisti del Vermont preparano un processo contro Bush

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domenica 30 dicembre 2007

Un gruppo di attivisti della cittadina di Brattleboro, nel Vermont (Stati Uniti d’America), ha annunciato nella giornata di ieri di aver richiesto, nel corso di una seduta del consiglio comunale, una petizione per portare in giudizio, con l’accusa di crimini contro l’umanità, il presidente degli USA George W. Bush e il suo vice, Dick Cheney.

George W. Bush

Il gruppo vuole infatti discutere sulla possibilità di chiedere all’autorità giudiziaria un processo nei confronti del presidente. Per fare questo, però, dovranno presentare al municipio una richiesta accompagnata da almeno mille firme.

Il “capogruppo” della curiosa e insolita iniziativa, Kurt Daims, ha detto: “La nostra petizione è radicale come la Dichiarazione d’Indipendenza e si rifà alla tradizione di rivendicare una giurisdizione universale quando i governi falliscono nel fare quello che devono.”

Secondo gli esperti, non ci sarebbero gli estremi di costituzionalità per far sì che la mozione possa andare in porto. La popolazione del Vermont è una delle più ribelli dei 50 stati dell’Unione: circa il 6% sarebbe favorevole a staccarsi dagli Stati Uniti.

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Pakistan: il figlio della Bhutto è il nuovo leader del PPP, verso un rinvio delle elezioni

Filed under: Asia,Elezioni,Pakistan,Politica e conflitti,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Pakistan: il figlio della Bhutto è il nuovo leader del PPP, verso un rinvio delle elezioni

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domenica 30 dicembre 2007

La bandiera del partito della Bhutto

Bilawal Bhutto Zardari, il giovane figlio di Benazir Bhutto, l’ex primo ministro del Pakistan assassinata il 27 dicembre scorso, è stato scelto come nuovo presidente del partito della madre, il Partito del Popolo Pakistano. L’annuncio della designazione del 19enne, che succederà alla madre alla guida dell’opposizione nel paese asiatico avvolto in una grave crisi sociale e politica, è stato fatto da alcuni esponenti del partito stesso. Come vice-presidente è stato nominato Asif Ali Zardari, marito della compianta Benazir.

Intanto, il partito del presidente Pervez Musharraf ha fatto sapere di aver sospeso la campagna elettorale; ciò potrebbe essere un’avvisaglia del sempre più probabile rinvio delle consultazioni elettorali previste per martedì 8 gennaio. Con il rinvio, che sposterebbe le elezioni di 10-12 settimane, si andrebbe a creare un clima più favorevole per i cittadini che si recheranno al voto, poiché «non c’è un clima in cui possiamo rivolgerci agli elettori», secondo quanto affermato dal portavoce della Lega musulmana, il partito del presidente Musharraf.

Ma se le elezioni si dovessero tenere normalmente l’8 gennaio, il PPP non le boicotterà, perché, come detto dal marito della Bhutto Asif Ali Zardari, «Dobbiamo lavorare per portare a compimento i sogni e le aspirazioni di mia moglie.» E sulla ipotesi di boicottaggio potrebbe ritornare anche l’altro leader d’opposizione, Nawaz Sharif, che potrebbe decidere di partecipare con il suo raggruppamento se lo facesse il PPP.

E, nel frattempo, l’India ha fatto ripartire i treni che collegano il suo paese con il vicino Pakistan: il servizio ferroviario verso Lahore del Samjhauta Express era stato bloccato alle prime avvisaglie dei violenti scorsi dei giorni scorsi, che hanno provocato circa 40 morti.

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ThyssenKrupp: muore anche il settimo ferito

ThyssenKrupp: muore anche il settimo ferito

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domenica 30 dicembre 2007

Incidente all’acciaieria ThyssenKrupp di Torino

Il 26enne Giuseppe Demasi, settimo ferito dell’incendio all’acciaieria della Thyssen Krupp torinese non ha superato le gravissime ustioni riportate, ed è morto alle 13:40 di oggi per un arresto circolatorio nel CTO di Torino. Gravissimo dopo lo stesso incendio, le sue condizioni si sono aggravate negli ultimi giorni. Sale quindi a sette il bilancio delle vittime, dopo Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò. Pur essendo stato sottoposto a tre interventi chirurgici, le sue condizioni avevano subito un brusco peggioramento.

Due giorni fa 400 persone, tra le quali molti dipendenti dalla fabbrica, si sono riunite a Torino per una fiaccolata solidale ai morti precedenti e allo stesso Giuseppe Demasi. Il corteo è partito dal monumento per le morti sul lavoro di corso Bramante e si è diretto verso il CTO. Presente uno striscione con scritto: «Gli amici, non mollare Mase» (Mase era il soprannome di Giuseppe Demasi). I familiari delle vittime e di Demasi erano presenti alla manifestazione; il padre di Bruno Santino ha gridato «Giuseppe Demasi si deve salvare per raccontarci quello che è successo, facciamo tutti il tifo per lui». È stato osservato un minuto di silenzio davanti al CTO.

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Spagna: due milioni di persone per la manifestazione sulla famiglia

Spagna: due milioni di persone per la manifestazione sulla famiglia

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domenica 30 dicembre 2007

Plaza de Colón

Sono oltre due milioni i partecipanti alla Manifestazione per la famiglia che si è tenuta oggi a Madrid, la capitale della Spagna, in plaza de Colón. La versione iberica del “family day”, dedicata alla “Famiglia Cristiana”, ha visto una partecipazione di massa dei cattolici del paese, con moltissime critiche alla politica del governo, guidato da José Luis Rodríguez Zapatero; l’arcivescovo di Madrid, il cardinale Antonio María Rouco Varela, intervenendo alla manifestazione, ha detto che il matrimonio tra persone dello stesso sesso e il divorzio veloce (in discussione anche in Italia) rappresentano una marcia indietro per i diritti umani.

Anche il cardinale di Valencia, Agustín García-Gasco Vicente (creato cardinale nel concistoro del 24 novembre scorso), ha attaccato alcune consuetudini sociali, come la cultura del laicismo, una frode che conduce ad atti come l’aborto, mentre il porporato di Toledo, Antonio Cañizares, ha parlato di gravi attacchi per il futuro della società.

Nel corso della manifestazione sono stati trasmessi alcuni video di Giovanni Paolo II, per poi seguire in diretta l’Angelus di papa Benedetto XVI da Piazza San Pietro, alle ore 12:00; nel corso della preghiera, Ratzinger, mentre si rivolgeva nelle varie espressioni linguistiche, ha salutato tutti i partecipanti all’ acto por la Familia Cristiana.

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December 29, 2007

Italia: estrazione n. 156/2007 del Lotto

Italia: estrazione n. 156/2007 del Lotto

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sabato 29 dicembre 2007

Estrazioni del lotto del 29 dicembre 2007, n. 156
Bari 70 7 48 38 51
Cagliari 64 71 84 17 7
Firenze 26 22 85 90 58
Genova 37 36 34 55 1
Milano 84 52 72 6 36
Napoli 74 85 61 23 6
Palermo 12 43 90 87 9
Roma 87 23 26 7 41
Torino 48 39 10 81 44
Venezia 46 15 82 51 34
Ruota nazionale 11 58 40 17 39

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Italia: concorso n. 156/2007 del SuperEnalotto

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sabato 29 dicembre 2007

Concorso Superenalotto n. 156 del 29 dicembre 2007
Colonna vincente Numero Jolly SuperStar
12 26 70 74 84 87 46 11

Montepremi e quote

Montepremi
  • Concorso n. 156: 3.985.403,70 euro
  • Jackpot (riporto concorso precedente): 23.620.266,84 euro
  • Montepremi totale: 27.605.670,54 euro
Quote Superenalotto
  • ai “6”: –
  • ai “5+1”: 797.080,74 euro (1 vincitore)
  • ai “5”: 49.817,55 euro (16 vincitori)
  • ai “4”: 451,60 euro (1.765 vincitori)
  • ai “3”: 12,16 euro (65.503 vincitori)
Quote Superstar
  • “5 stella”: –
  • “4 stella”: 45.160,00 euro (5 vincitori)
  • “3 stella”: 1.216,00 euro (215 vincitori)
  • “2 stella”: 100,00 euro (3.223 vincitori)
  • “1 stella”: 10,00 euro (22.088 vincitori)
  • “0 stella”: 5,00 euro (48.410 vincitori)

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