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January 31, 2008

Categoria:31 gennaio 2008

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Categoria:31 gennaio 2008 – Wikinotizie

Categoria:31 gennaio 2008

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Questa categoria raccoglie tutti gli articoli relativi ad avvenimenti accaduti il 31 gennaio 2008, o scritti in quel giorno.

Pagine nella categoria “31 gennaio 2008”

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I

U

  • Ue: accolto il ricorso di Europa 7; illiberali le assegnazioni di frequenze in Italia

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Istanbul: esplosione causa 19 morti e decine di feriti

Istanbul: esplosione causa 19 morti e decine di feriti

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giovedì 31 gennaio 2008

Veduta di Istanbul

Il quartiere Zeytinburnu di Istanbul, in Turchia, è stato scosso da un’esplosione che ha causato almeno 19 morti e 60 feriti. La deflagrazione è avvenuta al quinto piano di una palazzina. L’edificio, nel quale era situata una fabbrica illegale di fuochi d’artificio, è in parte crollato a causa dell’esplosione nel piano dove erano ospitate le caldaie.

Il governatore Guler, recatosi sul luogo dell’accaduto assieme al capo delle forze dell’ordine metropolitano Celalettin Cerrah, ha escluso che la causa del disastro possa essere un attentato terroristico.

Fonti

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January 30, 2008

Categoria:30 gennaio 2008

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Primarie USA 2008, Florida: vittorie per Clinton e McCain

Primarie USA 2008, Florida: vittorie per Clinton e McCain

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mercoledì 30 gennaio 2008

Il vincitore repubblicano, John McCain

Ieri si sono tenute in Florida le primarie per le elezioni del Presidente degli Stati Uniti. I due partititi, repubblicano e democratico, hanno deciso di togliere alla Florida, rispettivamente, 57 (su 114 inizialmente disponibili) e 210 delegati (tutti quelli del partito democratico) per la scelta di anticipare le primarie prima delle date scelte dai partiti stessi.

Flag of the United States.svg

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John McCain ha battuto di 5 punti percentuali il miliardario Mitt Romney. McCain ha conquistato tutti i 57 delegati nazionali. Grande delusione per Rudolph Giuliani che puntava tutto su questo Stato e invece ha ottenuto solo il 15% dei consensi. Probabilmente, oggi annuncerà il suo ritiro dalla corsa presidenziale appoggiando McCain. Gli altri candidati repubblicani sconfitti sono, in ordine, Mike Huckabee, Ron Paul, Fred Thompson e Duncan Hunter.

La vincitrice democratica, Hillary Clinton

Nello schieramento opposto ha vinto nuovamente Hillary Clinton, con il 50% dei voti, ma nessun delegato dello Stato potrà sostenerla. Lei ha già fatto sapere che lotterà affinché essi potranno prendere parte alla Convention del Partito. Sconfitti Barack Obama, John Edwards e Dennis Kucinich

In dettaglio (dati al 99% dello spoglio):

Candidato Numero di voti Percentuale Delegati nazionali potenziali
John McCain 693.425 36% 57
Mitt Romney 598.152 31% 0
Rudy Giuliani 281.755 15% 0
Mike Huckabee 259.703 14% 0
Ron Paul 62.060 3% 0
Fred Thompson 22.287 1% 0
Duncan Hunter 2.787 0% 0
Totale 1.920.169 100% 57
Candidato Numero di voti Percentuale Delegati nazionali potenziali
Hillary Clinton 856.944 50% 0
Barack Obama 568.930 33% 0
John Edwards 248.575 14% 0
Dennis Kucinich 9.535 1% 0
Totale 1.683.984 100% 0

Fonti[]

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Economia: Almunia promuove la politica finanziaria di Prodi e di Padoa-Schioppa

Filed under: Economia e finanza,Europa,Italia,Pubblicati,Unione Europea — admin @ 5:00 am

Economia: Almunia promuove la politica finanziaria di Prodi e di Padoa-Schioppa

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mercoledì 30 gennaio 2008

Il commissario europeo Almunia

Il commissario europeo sull’economia Joaquín Almunia Amann ha premiato la politica sull’economia e sulla finanza portata avanti dall’esecutivo italiano, di Romano Prodi e del ministro dell’economia Tommaso Padoa-Schioppa.

Questa considerazione è stata fatta durante una conferenza in cui si valutavano dei programmi di stabilità, tra cui quello italiano.

A una domanda sulle conseguenze economiche dopo la crisi di governo risponde: «Auspico una rapida soluzione che possa aiutare a mantenere la tendenza molto positiva vista nell’ultimo anno».

Spiega ancora: «La politica di bilancio messa a punto dal governo e in particolare da Padoa-Schioppa è stata estremamente fruttuosa. Mi auguro il proseguimento di queste politiche molto buone portate avanti finora da Prodi e Padoa-Schioppa».

Fonti[]

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Crisi di governo: Napolitano affida a Franco Marini un mandato esplorativo

mercoledì 30 gennaio 2008

Franco Marini

Franco Marini

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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo aver ricevuto al Quirinale il Presidente del Senato Marini, lo ha incarico di verificare se ci siano le condizioni per formare un governo finalizzato alla riforma della legge elettorale. Questa scelta arriva dopo le consultazioni concluse nella giornata di ieri, quando erano saliti al Colle il PD, Forza Italia e gli ex-presidenti della Repubblica Cossiga, Scalfaro e Ciampi. «La crisi della maggioranza di governo è avvenuta dopo che in Parlamento si erano aperti spiragli di dialogo per una riforma elettorale e per importanti riforme istituzionali. La modifica della legge elettorale è stata sollecitata anche da una richiesta di referendum dichiarata ammissibile dalla Corte Costituzionale. Per questo ho fatto appello al presidente del Senato di verificare le possibilità di consenso su un preciso progetto di riforma e di un governo che sia funzionale all’approvazione di tale progetto e all’assunzione delle decisioni più urgenti in alcuni campi»: spiega così Giorgio Napolitano la sua decisione. [1]

Marini ha accettato l’incarico e ringraziato «vivamente il presidente della Repubblica». Continua poi: «So bene che si tratta di un impegno gravoso, perché so che nelle attese dei nostri cittadini c’è un’attenzione forte alla modifica della legge elettorale. I tempi sono stretti, cercherò di trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze. Impegnerò in questo compito tutta la mia determinazione».

Commenti

Il capo dell'opposizione, Silvio Berlusconi

Il capo dell’opposizione, Silvio Berlusconi

Compatto e unito il centrodestra, che per bocca di Silvio Berlusconi, capo di FI, e di Pier Ferdinando Casini, leader dell’UDC, invocano nuove elezioni al più presto. Casini preme che la prossima legislatura sia costituente. «Restiamo del nostro convincimento: quando un governo e un presidente del Consiglio non hanno più la maggioranza – parla Berlusconi – si deve tornare dagli elettori. Un convincimento rafforzato dal fatto che nella presente legge elettorale c’è l’obbligo di indicare il capo della coalizione che diviene poi naturalmente il presidente del Consiglio. Quindi, non riteniamo che ci possa essere altro, quando questo presidente del Consiglio ha perso la maggioranza e la fiducia del Parlamento, che ritornare dagli elettori anche a tutela degli stessi cittadini che hanno votato il precedente presidente del Consiglio, cioè Romano Prodi». «Non ci pare possibile arrivare ad un’altra persona scelta senza che ci sia stata un’indicazione nel voto. Ci sembra poi che il Paese abbia bisogno di tutto meno che di perdere tempo: ci sono problemi urgenti da risolvere e c’è bisogno di un governo efficiente ed immediatamente operativo, con la pienezza dei poteri e con un’ampia maggioranza parlamentare».

Poi il cavaliere ha criticato le possibili trattative ad personam: «Questo è ciò che si deve fare per il bene dell’Italia e credo che sia quello che chiedono i cittadini che non mi sembra discutano di legge elettorale visto che è un argomento da tecnici, ma pensano sia il momento di voltare pagina visto che c’è stata una gioia generale che ha percorso il Paese alla notizia della caduta di questo governo e non vedo come si possano avere esitazioni nell’indire le elezioni». «Mi meraviglierei – prosegue il leader della CDL – se cominciassero delle trattative ad personam nei confronti di singoli senatori, con offerte più o meno aperte di ministeri o presidenze di commissioni». Ha poi ribadito l’inutilità di una modifica della legge elettorale adesso.

L’UDC commenta per bocca del suo capo, Casini: «Nessun italiano serio può pensare che io possa sostenere un governo con Rifondazione comunista, con Bertinotti e Pecoraro Scanio. Marini? La sua missione è certamente difficile, ma di impossibile in assoluto non c’è nulla. Però i margini si sono assottigliati». Anche Lorenzo Cesa, segretario del medesimo partito, fa una battuta: «Marini è un amico, noi ascolteremo quello che ci dice e poi valuteremo». Critico anche il segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi: «Qui stanno comunque cercando di far passare il tempo e adesso è il momento di dire basta ai giochi di prestigio». Per questa ragione Calderoli ha annunciato il partito del nord non parteciperà alle consultazioni inizianti domani.

Tornando da Parigi parla anche il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, chiedendo a Napolitano lo scioglimento delle camere, convincendosi del fallimento di Franco Marini: «Le motivazioni addotte dal presidente Napolitano sono comprensibili, perché sciogliere le Camere è sempre traumatico. Ma è largamente prevedibile che Marini non riuscirà a trovare ampio consenso su una nuova legge elettorale. E allora calerà il sipario».

Walter Weltroni, segretario del Partito Democratico

Walter Weltroni, segretario del Partito Democratico

Risponde al capo dell’opposizione, Walter Veltroni, intervistato dal TG1: «Se si andasse al voto ora si voterebbe con una legge su cui loro stessi hanno raccolto le firme per abrogarla: si andrebbe con coalizioni che non assicurano stabilità; c’è un referendum che incombe e che comunque verrebbe celebrato dopo un anno. In due o tre cose si potrebbero risolvere queste cose». «C’è la data in cui andare al voto e nessuno potrebbe menare il can per l’aia». Alla domanda su come possa Berlusconi tornare ai suoi passi, egli risponde «con la ragione». E sull’incarico al Presidente del Senato riconosce l’importanza di esso: «Penso ce la debba fare nell’interesse del Paese».

Soddisfatta della scelta del Colle l’Unione, seppur ci siano voci discordanti. Il PD, tramite il capogruppo del Senato Anna Finocchiaro: «Il Capo dello Stato ha colto la necessità di perseguire fino in fondo ogni tentativo per giungere all’adozione di una riforma elettorale condivisa». Secondo il leader di Rifondazione Comunista Franco Giordano «il mandato conferito a Marini è esattamente quello che noi abbiamo prospettato e voluto e cioè che in tempi rapidi si arrivi a riformare la legge elettorale in modo condiviso, e secondo noi sulla base della bozza Bianco». D’accordo non completamente Oliviero Diliberto, segretario del Partito dei Comunisti Italiani: «Il partito è indisponibile a governi che cambino la maggioranza uscita dalle urne. Se sarà il vecchio centrosinistra, noi siamo disponibili, ma rispetto a qualunque intesa pasticciata meglio votare». Non completamente d’accordo anche il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando: «Piuttosto che logorare ancora credibilità e tenuta democratica è meglio andare subito al voto». L’UDEUR dice di non sapere ancora con chi si alleerà per eventuali elezioni, chiarendo che «non è stata fatta alcuna scelta in merito alla nostra collocazione futura». Dannoso per Marco Pannella il voto anticipato chiesto dalla CDL: «Urlando “al voto al voto” si minchiona l’Italia».

Luca Cordero di Montezemolo ritiene buona la scelta di Napolitano, definendo Marini «una persona capace, con senso del bene comune e del lavorare insieme». «Mai come in questo momento riteniamo, come cittadini, di mettere il bene comune al centro, di cercare responsabilità comuni, obiettivi comuni – aggiunge il presidente della Confindustria – perché il Paese ha bisogno di scelte che non sono né di destra né di sinistra, ma sono scelte fondamentali per il futuro». Dello stesso parere il segretario della CISL Raffaele Bonanni: «Franco Marini è la seconda carica istituzionale e questo fatto è già una garanzia importante. È poi un politico di grandi capacità oltre che un profondo conoscitore della realtà sociale ed economica del nostro Paese».

Fonti

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Crisi di governo: Marini convocato in Quirinale

Crisi di governo: Marini convocato in Quirinale

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martedì 30 gennaio 2008

Il Presidente del Senato Franco Marini

Flag of Italy.svg

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Ieri sera il Presidente Giorgio Napolitano ha terminato le consultazioni con i leader di partito e i presidenti emeriti della Repubblica, facendo sapere che avrebbe preso una decisione dopo una pausa di riflessione. Oggi ha convocato il Presidente del Senato Marini in Quirinale per le ore 17.

La convocazione del Presidente del Senato anticipa un possibile incarico che Napolitano potrebbe affidare a Marini per formare un “Governo esplorativo”.

Fonti[]

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Cartoni animati nella campagna elettorale spagnola

Cartoni animati nella campagna elettorale spagnola

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mercoledì 30 gennaio 2008

Gaspar Llamazares durante un comizio a Barcellona

Gaspar Llamazares, coordinatore generale della Izquierda Unida, una formazione spagnola di sinistra radicale, e candidato alle elezioni governative spagnole del 2008, ha scelto un modo davvero innovativo di fare campagna elettorale. Sul suo sito ha infatti iniziato la pubblicazione di una serie di corti d’animazione chiamati: Las cosas que importan, realizzati in animazione flash; al momento è visionabile soltanto il primo “episodio”.

Il primo episodio: La burbuja inmobiliaria, racconta di un giovane precario intento a costruirsi una casa per il proprio futuro, ma presto arriva un palazzinaro che gli spilla una corposa mazzetta di banconote. Alla scena assistono anche Mariano Rajoy (presidente del Partito Popolare Spagnolo, già ministro in Spagna nel 1996 e nel 2003, e vicepresidente del governo dal 2000 al 2004), che intasca la sua parte (satira dovuta al fatto che il Partito Popolare Spagnolo è notoriamente vicino agli imprenditori edili), e Zapatero (attuale presidente del governo spagnolo, dirigente del partito Partito Socialista Operaio Spagnolo), che anziché intervenire guarda le farfalle, senza far nulla. Il giovane, prigioniero della sua condizione, viene poi salvato da Gaspi, l’incarnazione animata del candidato marxista, che con la sua arma chiamata: derecho a una vivienda digna, lo libera dalla sua prigione e poi lo aiuta nella costruzione.

La campagna elettorale web di Gaspar non si ferma ai cartoni animati; sul suo sito è infatti possibile visionare una serie di filmati elettorali contenuti su una pagina di YouTube, fra interviste e apparizioni televisive, anche piuttosto duraturi. C’è il sito su my space, la possibilità di scrivere direttamente al candidato, nonché la versione interattiva di quest’ultima opzione: El candidado responde, dove una registrazione di Gaspar fornisce risposte preregistrate se stimolata con le giuste parole chiave.

Certamente questo genere di esperimento, già inaugurato da Hillary Clinton con il video della sua candidatura caricato su YouTube, può essere un interessante banco di prova delle potenzialità della rete; il 9 marzo, data delle elezioni governative spagnole, si vedrà se il mezzo web ha saputo raggiungere davvero gli elettori.

Fonti[]

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January 29, 2008

Categoria:29 gennaio 2008

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Categoria:29 gennaio 2008 – Wikinotizie

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30 gennaio 2008 »

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Primarie in Florida: Giuliani prospetta il ritiro della candidatura

Primarie in Florida: Giuliani prospetta il ritiro della candidatura

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martedì 29 gennaio 2008

Flag of the United States.svg

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La competizione del Partito Repubblicano per la scelta del candidato presidente potrebbe perdere, dopo il voto di oggi in Florida, uno dei candidati che all’inizio sembrava favorito: Rudy Giuliani, l’italo-americano ex sindaco di New York. Se il risultato, come già avvenuto negli altri stati, infatti, fosse particolarmente deludente, Giuliani potrebbe abbandonare la competizione, dopo che nella sua campagna elettorale aveva investito tutto sullo stato del “sole splendente”.

Nel frattempo, sul fronte repubblicano la battaglia più dura la combattono John McCain e Mitt Romney, i due candidati in testa nei sondaggi, che, tralasciando le posizioni di Mike Huckabee e Giuliani si sfidano sull’immigrazione, l’ambiente e la tassazione, alcuni dei temi presi in maggiore considerazione dall’elettorato di entrambi gli schieramenti.

Sul fronte democratico si fa feroce la competizione tra l’ex first lady Hillary Rodham Clinton e Barack Obama, la prima delle quali uscita sconfitta dall’ultimo voto in Carolina del Sud; oggetto dello scontro, tra l’altro, è l’appoggio della famiglia Kennedy al senatore nero dell’Illinois, ma anche l’ingombrante presenza di Bill Clinton nella campagna elettorale della moglie, che gli esperti hanno giudicato come un fattore di handicap sulla scelta della popolazione votante.

Dopo il voto di oggi in Florida, si avvicina la competizione suprema, ovvero il Super Tuesday, martedì 5 febbraio, quando in 23 paesi degli Stati Uniti d’America si eleggeranno il 41% dei delegati dei repubblicani e il 52% dei democratici.


Fonti

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