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July 14, 2008

Obama visiterà la Palestina

Obama visiterà la Palestina – Wikinotizie

Obama visiterà la Palestina

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lunedì 14 luglio 2008

Il candidato democratico Barack Obama.

Barack Obama, candidato democratico alla Casa Bianca, visiterà la prossima settimana la Cisgiordania ed incontrerà il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese.

L’annuncio è stato dato da Saeb Eraka, negoziatore del governo palestinese, che ha confermato l’incontro con Abu Mazen per il 23 luglio a Ramallah. Si prospetta anche una visita in Israele, ma al momento non è prevista alcuna visita ufficiale in territorio israeliano.

Fonti[]

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Abruzzo, il governatore Del Turco in manette

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Abruzzo, il governatore Del Turco in manette

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lunedì 14 luglio 2008
Il Presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, ex ministro delle Finanze italiano, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza, su richiesta della Procura di Pescara per i reati di corruzione, concussione, truffa ed associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta sulla Sanità abruzzese.

Insieme al Presidente, il provvedimento di custodia cautelare è valso anche per l’assessore regionale della Sanità, Bernardo Mazzotta, il segretario della presidenza della regione Lamberto Quarta, l’assessore alla sanità della precedente giunta di centro-destra Vito Domenici, e per l’ex presidente della finanziaria regionale già indagato l’anno scorso dalla stessa Procura, Giancarlo Masciarelli.

Nel registro degli indagati anche l’ex Presidente della Regione Giovanni Pace (PdL) ed i parlamentari Sabatino Aracu (PdL) e Tommaso Ginoble (PD).

Cronologia dei fatti accaduti il 14 luglio

Sono le ore 8:20 circa, quando cominciano ad arrivare le prime notizie dell’arresto di Ottaviano Del Turco, Presidente della Regione Abruzzo. Verso le 7 il presidente apre la porta di casa trovandosi dinnanzi i finanzieri con un’ordinanza di arresto firmata dal Gip Maria Michela Di Fine.

I finanzieri perquisiscono l’abitazione alla ricerca delle tangenti pagate da Vincenzo Maria Angelini, imprenditore del settore sanità, allo stesso Del Turco.

Intanto, giungono da Palazzo Chigi le prime reazioni: il Ministro per la funzione pubblica Renato Brunetta dichiara “Dolore per un amico, una persona che conosco”, mentre il Antonio Di Pietro annuncia il ritorno a Tangentopoli.

Una pattuglia della Guardia di Finanza

Sono le 13 quando la notizia è già arrivata in tutte le redazioni del Paese eppure, il Partito Democratico, partito a cui appartiene Del Turco, non aveva rilasciato ancora alcun comunicato ufficiale mentre si erano già alzate tante voci a sostegno del governatore dal PdL.

Verso le ore 16, il Procuratore Capo di Pescara, Nicola Trifuoggi, tiene una conferenza stampa ove illustra il piano accusatorio e risponde alle dichiarazione del presidente del consiglio Silvio Berlusconi che aveva accusato la Magistratura di aver costruito un teorema accusatorio. È proprio in questa occasione che il procuratore spiega “È veramente assurdo che si parli di teorema, si tratta di fatti dolorosissimi che ledono l’immagine della regione. Abbiamo una valanga di prove sulle tangenti”.

In tarda serata arrivano le dichiarazioni del segretario del PD Walter Veltroni che si dice sgomento e che ha piena fiducia nella Magistratura che, sicuramente, farà luce sui fatti.

Gli antefatti

Antonio Di Pietro ha definito l’inchiesta abruzzese una “Nuova Tangentopoli”

Per capire meglio le accuse nei confronti degli indagati, bisogna sapere che in Abruzzo, la Sanità ha un debito di miliardi di euro. Questo debito, che si aggira sui due miliardi di euro, è stato sottoposto a ben tre cartolarizzazioni, ovvero l’oggetto delle indagini. La prima cartolarizzazione era stata fatta dalla giunta Pace, che, stando alle accuse della procura, durante il suo mandato aveva ricevuto una tangente di 100 000 euro.

Nel 2005, Pace venne battuto da un ex socialista entrato nel PD, Ottaviano Del Turco. L’imprenditore Vincenzo Angelini, aveva deciso di pagare quasi sei milioni di euro di tangenti al nuovo presidente per far approvare dalla nuova giunta alcuni provvedimenti in suo favore.

In aprile, però Angelini aveva deciso di collaborare perché, stando agli atti della procura, sarebbe stato ricattato da tutti gli indagati coinvolti ma, specialmente, da Luigi Conga, ex direttore generale dell’ASL di Chieti che aveva costretto l’imprenditore a versare un vero e proprio stipendio aggiuntivo che ammontava a 100 000 euro al mese.

Vincenzo Maria Angelini è stato convocato ben sette volte dalla procura per le interrogazioni e Del Turco, che avrebbe cercato di insabbiare le indagini chiedendo al Procuratore Generale dell’Aquila di fermare l’inchiesta. Alle 19 del 29 giugno, il Procuratore Generale del capoluogo abruzzese ha telefonato al collega Trifuoggi avvertendolo del tentativo di Del Turco.

Secondo questi capi d’accusa, confermati da alcune prove ed intercettazioni, il giudice per le indagini preliminari Di Fine ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare a carico dei 10 manager della sanità abruzzese.

La situazione politica in Abruzzo

Subito dopo gli arresti, quel che rimane della giunta regionale, si è riunita per affrontare la situazione che si profila dinnanzi al futuro amministrativo abruzzese. Al posto di Del Turco, si è insediato il vice-presidente della Regione Enrico Paolini che aveva anche collaborato alle indagini. Intanto, l’Assessore regionale Augusto Di Stanislao (Italia dei Valori) ha subito consegnato le dimissioni nelle mani del neo governatore Paolini, insieme all’Assessore alla cultura Betti Mura (Prc) ed all’Assessore Fernando Fabbiani (Partito dei Comunisti Italiani). Gli assessori dimissionari hanno annunciato l’uscita dalla maggioranza dei rispettivi partiti e, insieme al centro-destra, chiedono elezioni anticipate.

Intanto, la giunta regionale attende le dimissioni del Presidente della Regione Del Turco, che dovranno essere recapitate dal penitenziario di Sulmona, dove Del Turco è detenuto in isolamento.


Fonti

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Il presidente sudanese accusato di genocidio

Il presidente sudanese accusato di genocidio

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lunedì 14 luglio 2008

Alcune donne rifugiate dal Darfur

Il procuratore generale Luis Moreno-Ocampo della Corte Penale Internazionale ha chiesto l’arresto per il presidente sudanese Omar Hasan Ahmad al-Bashir, con l’accusa di genocidio e crimini contro l’umanità in Darfur. Il procedimento dunque viene affidato ai giudici del tribunale internazionale, che forniranno una risposta entro un paio di mesi.

Le prove mostrerebbero il coinvolgimento del presidente africano in un piano volto all’eliminazione delle etnie Fur, Zaghawa e Masalit: negli ultimi cinque anni le milizie arabe Janjaweed avrebbero ucciso 35.000, oltre a diverse migliaia di persone (si stima fra gli 80.000 e i 265.000) uccise conseguentemente.

Ali al-Sadig, portavoce del Ministero degli Esteri sudanese, ha comunicato che il Sudan non riconosce l’autorità della Corte Internazionale e non intende procedere in alcun modo. Già precedentemente il governo aveva rifiutato di processare, come indicato dall’Aia, il Ministro per gli Affari Umanitari Ahmad Harun e il capo della milizia nazionale Ali Kushayb. La nazione infatti non ha aderisce alla Corte Penale Internazionale, come anche gli Stati Uniti d’America e la Cina.

Fonti[]

Wikivoyage

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