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August 2, 2008

Categoria:2 agosto 2008

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Categoria:2 agosto 2008 – Wikinotizie

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Torino: il violento nubifragio causa un morto e molti danni

Torino: il violento nubifragio causa un morto e molti danni

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sabato 2 agosto 2008

Panoramica della città di Torino

Un fortissimo nubifragio si è abbattuto ieri sera sulla città di Torino, provocando la morte di una persona e numerosi danni materiali. La vittima è un uomo, rimasto ucciso a causa di un cartellone stradale della tangenziale che all’improvviso è caduto, dal ponte su cui era fissato, sotto corso Orbassano e strada del Drosso. La vittima si stava dirigendo in direzione di Milano, quando il cartellone è caduto sulla sua auto, intrappolandolo tra le lamiere.

Le forti raffiche di vento hanno sradicato alberi, scoperchiato il tetto di una casa in Valsalice e danneggiato auto, facendo cadere alcune tegole su di esse, in corso Re Umberto I. In tutta la città sono caduti molti alberi, di cui uno sul retro dell’ospedale San Giovanni Bosco, danneggiando anche un’automobile in sosta, mentre un altro in corso Unione Sovietica, bloccando la linea del Tram 4.

Molti cassonetti della spazzatura si sono rovesciati, o sono stati trascinati dal vento lungo le strade, bloccando anche il traffico. Si sono riempiti d’acqua molti sottopassi. In periferia, sulla strada provinciale 460, nei pressi di Lombardore, si è fermato un autobus con dei passeggeri a bordo, tratti poi in salvo dai Vigili del Fuoco.

Molte sono state le chiamate pervenute alle forze dell’ordine, di cittadini spaventati o impossibilitati a muoversi. Il temporale è durato, in città, più di un’ora per poi spostarsi verso la periferia, e quindi l’interno.


Fonti[]

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Previsioni del tempo per sabato 2 agosto 2008

Filed under: Italia,Meteo,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Previsioni del tempo per sabato 2 agosto 2008

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sabato 2 agosto 2008

Previsioni del tempo sull’Italia per la giornata di sabato 2 agosto 2008.

Italia settentrionale[]

Weather-few-clouds.svg Weather-rain-thunderstorm.svg

Sulle regioni settentrionali il cielo è previsto inizialmente da irregolarmente nuvoloso a molto nuvoloso su Lombardia centro-orientale, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, con residui fenomeni temporaleschi nelle prime ore della giornata, in graduale miglioramento già dalla mattinata ma in nuova formazione durante il pomeriggio sulle aree montuose di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Su tutte le altre regioni il cielo è previsto inizialmente poco nuvoloso, con graduale aumento della nuvolosità termoconvettiva cumuliforme sulle zone interne nel corso della giornata, con possibilità di temporali sparsi nel pomeriggio e nella serata, più probabili sulle zone alpine e prealpine e sull’Appennino Settentrionale, in graduale attenuazione tra la tarda serata e la nottata.

Italia centrale[]

Weather-clear.svg Weather-storm.svg

Sulle regioni centrali e sulla Sardegna il cielo è previsto sereno o poco nuvoloso, con tendenza ad aumento delle nubi cumuliformi nel corso della giornata sulle zone interne e sui rilievi, con possibilità di temporali sparsi nel corso del pomeriggio, più probabili lungo la dorsale appenninica, in graduale miglioramento dalla serata.

Italia meridionale[]

Weather-clear.svg Weather-storm.svg

Sulle regioni meridionali e sulla Sicilia il cielo è previsto generalmente sereno o poco nuvoloso, con graduale aumento nel corso della giornata della nuvolosità termoconvettiva cumuliforme sulle zone interne e sui rilievi, con possibili temporali sparsi nel corso del pomeriggio, più probabili lungo la dorsale appenninica, in graduale miglioramento durante la serata.

Temperature, venti e mari[]

Le temperature sono previste in lieve aumento, più probabile sulle regioni centrali e su quelle meridionali.

I venti sono previsti generalmente di debole intensità e di direzione variabile, con rinforzi di brezza nel corso della giornata sulle aree costiere peninsulari ed insulari; sulla Liguria il vento è previsto di libeccio, in graduale rinforzo fino a vento moderato.

I mari sono previsti generalmente quasi calmi o poco mossi; per il Mar Ligure e il Canale di Sardegna è previsto un aumento del moto ondoso, fino a mare localmente mosso.


Fonti[]

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Previsioni del tempo per domenica 3 agosto 2008

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Previsioni del tempo per domenica 3 agosto 2008

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sabato 2 agosto 2008

Previsioni del tempo sull’Italia per la giornata di domenica 3 agosto 2008.

Italia settentrionale[]

Weather-clear.svg Weather-storm.svg

Sulle regioni settentrionali il cielo è previsto generalmente sereno o poco nuvoloso, con graduale aumento della nuvolosità termoconvettiva ad evoluzione diurna sulle zone interne e sui rilievi, con possibilità di locali temporali, più probabili nel pomeriggio sulle zone alpine e prealpine e sull’Appennino Settentrionale, in graduale miglioramento tra la serata e la nottata. In serata è previsto un graduale aumento della nuvolosità sulla Liguria e sul Piemonte meridionale.

Italia centrale[]

Weather-clear.svg Weather-storm.svg

Sulle regioni centrali e sulla Sardegna il cielo è previsto generalmente sereno o poco nuvoloso, con graduale aumento della nuvolosità cumuliforme ad evoluzione diurna sulle zone interne e sui rilievi, con possibilità di locali temporali pomeridiani lungo la dorsale appenninica, in successivo rapido miglioramento. In serata è previsto un graduale aumento della nuvolosità sulla Versilia e sulla Toscana nord-occidentale.

Italia meridionale[]

Weather-clear.svg Weather-storm.svg

Sulle regioni meridionali e sulla Sicilia il cielo è previsto generalmente sereno o poco nuvoloso, con tendenza nel corso della giornata ad aumento della nuvolosità stratiforme sulle aree tirreniche e di quella cumuliforme sulle zone interne e sui rilievi, con locali temporali pomeridiani lungo la dorsale appenninica e sulle aree montuose dell’isola, in graduale miglioramento in serata.

Temperature, venti e mari[]

Le temperature sono previste in leggero rialzo, soprattutto nei valori massimi che si registreranno sulle regioni centrali e meridionali.

I venti sono previsti di maestrale di debole o moderata intensità sulle due isole maggiori, di libeccio di debole intensità sulla Liguria e sulla Toscana centro-settentrionale, mentre risulteranno generalmente deboli di direzione variabile su tutte le altre regioni, con rinforzi di brezza lungo le aree costiere nel corso della giornata.

I mari sono previsti generalmente poco mossi. È previsto, tuttavia, un aumento del moto ondoso in alcuni bacini; risulteranno mossi il Mar Ligure, il Mar Tirreno Centrale, il Canale di Sardegna e lo Stretto di Sicilia.


Fonti[]

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La crisi dei mari e dei loro abitanti

La crisi dei mari e dei loro abitanti – Wikinotizie

La crisi dei mari e dei loro abitanti

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sabato 2 agosto 2008
Che lo stato dei mari sia critico è una cosa sempre più chiara. La riduzione del pescato, degli ‘stock’ dei grandi pesci, l’inquinamento proveniente dalla terra oppure, con i vari disastri delle petroliere, dal mare. Due storie trasmesse in programmi di divulgazione scientifica, ad un giorno di distanza l’una dall’altra hanno fornito un quadro a tinte fosche, anche spostandosi di latitudine.

Artico. Un continente di ghiaccio e acqua, un posto unico al mondo che può essere considerato sia una sorta di ‘continente’ oppure un vero e proprio mare. Molto dipende dalla calotta polare, dal pack, dalla banchisa. Se c’è è un ‘luogo’, se non c’è diventa semplicemente un mare stretto tra l’Asia e il Nord America. Il ghiaccio non è solo uno stato fisico dell’acqua. Al di sopra e tra di esso è anche l’habitat delle poche forme di vita che sono in grado di vivere sopra il livello del mare. La settimana scorsa (il 24 luglio) Superquark ha proposto tra i tanti servizi un documentario della BBC che ha parlato della vita degli Orsi bianchi.

La telecamera riusciva a riprendere la vita e i movimenti di una famiglia di orsi. La madre era, come al solito, rimasta con i due cuccioli nati nell’ultima stagione, mentre il padre si era allontanato per i suoi affari; l’allevamento della prole spetta solo alla femmina, ma un cucciolo su due non supera l’anno di vita. Se è in alcune riserve inuit, può anche capitare che siano cacciati, in particolare nello stato sovrano canadese di Nunavut.

Una famiglia di orsi bianchi, come quelli mostrati dalla BBC

Qui, nel periodo giugno 2006-2007, oltre 500 orsi sono stati qui abbattuti, molti dei quali per la caccia di tipo ‘sportivo’ da parte di ricchi americani (pagando fino a 30 mila dollari), favorendo le misere finanze locali e suscitando al contempo accese polemiche. Oppure c’è il problema dell’inquinamento: le foche mangiano pesce ‘inquinato’, e gli orsi al vertice della catena alimentare mangiano le foche, concentrando in sé dosi pericolose di sostanze patogene.

Il ghiaccio si assottiglia e l’orso maschio se ne accorge a sue spese. Le distese di ghiaccio sono il suo regno. Un regno che adesso sparisce a vista d’occhio e lo tradisce. Ovunque poggia le zampe e il ghiaccio cede di colpo. L’animale, quasi incredulo, si rassegna a distribuire il peso del corpo strisciando come una slitta. Ma nemmeno questo basta. Come il regno di Fantàsia della Storia Infinita, all’aumentare della temperatura il ghiaccio sparisce e di una pianura sterminata restano tanti piccoli pezzetti sottili. L’orso ci si muove attorno nuotando con grazia, cercando un iceberg che ne possa sostenere il peso. Non lo trova. Inquadratura dopo inquadratura, si ritrova a nuotare, con suo grande sconforto, in un mare del tutto libero dai ghiacci.

La perdita di habitat impone all’orso bianco un cambiamento di habitat

Anche se la sua costituzione è tale che può sopravvivere in un’acqua capace di uccidere una persona in qualche minuto, nemmeno l’orso polare può durare a lungo in questa condizione: deve trovare terra o rischia, prima o poi, di affogare. Di quando in quando il candido plantigrado s’immerge sott’acqua, quasi a cercare un rifugio da un mondo che non capisce più. E sperando di non imbattersi in qualche orca. Un tempo era cosa estremamente rara, ma ora è perfino successo che orsi polari siano stati avvistati in mare aperto, a sessanta miglia (110 chilometri) dalla costa.

Cambia la scena. L’orso è riuscito ad approdare a terra. È un’isola, o comunque una costa, isolata e priva di risorse. Non è ancora al sicuro. Il suo peso, in buona parte di grasso, è calato nel corso dell’estate a circa la metà dell’originale. Deve mangiare, ma cosa? Senza il pack, non ha il suo habitat e non può avvicinarsi non visto alle foche. Non che ce ne siano in giro. Piuttosto, vi è una colonia di placidi trichechi.

Colonia di trichechi, specie che supera attualmente i 250 mila esemplari, 10 volte l’orso polare

Stanno tutti insieme, ammucchiati, a prendere il pallido sole. Le loro movenze sono tranquille, ma le loro zanne, per quanto dall’aspetto buffo, sembrano una falange a difesa di aggressori esterni. L’orso lo sa, forse li ha già incontrati. Ma ha fame. Si porta all’attacco. Cerca con tutte le forze di avventarsi su di un cucciolo, pur se già molto grosso; ma la madre gli si pone davanti e gli fa da scudo. L’orso attacca anche lei. La ‘mandria’ di trichechi, vicini alla costa, si muove lentamente verso il mare. Qualcuno cerca di contrattaccare l’orso, poi se ne va. Il plantigrado ha forza e determinazione estreme, artigli fortissimi, zanne micidiali. Il tricheco è al confronto una specie di sacco di grasso, una preda facile. Ma è solo apparenza.

Dopo l’estinzione dei mammuth e dei mastodonti, è rimasto il più diretto equivalente del parimenti zannuto elefante nell’ambiente artico. Mesi fa, nelle ‘sfide’ tra animali ricostruite in documentari con tanto di modelli in acciaio di morsi e zanne, La7 ci propose la sfida tra un tricheco e un orso polare. La simulazione al computer, fatta dopo una serie di test, faceva vedere come il tricheco fosse in grado di resistere e muoversi in acqua, dove se l’orso lo seguiva, aveva la vittoria in pugno e poteva diventare letale con le sue zanne. Uno dei segreti del tricheco è la sua pelle, spessa fino a 7 cm. L’orso non lo sapeva, o semplicemente non si poteva permettere tale valutazione. Aveva fame e doveva mangiare. Ma nemmeno la sua presa con gli artigli e le zanne piantati nella pelle del tricheco, con la forza dei suoi 400 kg, è riuscita a fermare la tonnellata della sua preda, che una volta guadagnata l’acqua bassa è riuscita a ripartire con una forte codata, lasciando l’orso perplesso e a bocca vuota.

Come poi la troupe di documentaristi sia riuscita a controllare la situazione con un orso bianco affamato a pochi metri è davvero misterioso. La mattina dopo c’era la nebbia e almeno qui la ‘tenuta mimetica’ dell’orso non era uno svantaggio. Si lancia all’attacco di un altro tricheco, mentre il branco si allarma e si butta in acqua. Ma fallisce ancora. E quel che è peggio, ne subisce un danno permanente. La simulazione al computer naturalmente ha semplificato l’esito nella forma, ma non necessariamente nella sostanza. Le zanne del tricheco hanno ferito l’orso ad una zampa, che può malamente muovere toccando terra con dolori lancinanti. La vita solitaria degli orsi è priva di conforti parentali e di assistenza. L’estate è il momento peggiore, la fame si fa sentire e anche attaccare i trichechi sembra un’idea utile, anche se di ripiego.

L’orso è finito, ha perso la scommessa. Affamato e privo della capacità di muoversi con tutta la sua forza, senza speranza, scava una specie di buca per accomodarsi il suo corpo acciambellato. Nel mentre emette lamenti forti e cupi, una lamentazione per la sua condizione così misera. Poi abbassa il capo e chiude gli occhi, ma non con l’espressione di qualcuno soddisfatto della giornata trascorsa, ma con un dolore e una disperazione come chi si corica a stomaco vuoto, e senza speranza di mangiare anche all’indomani. Questa è la sua mesta fine. I trichechi, fortezze invulnerabili al suo attacco, sono ancora lì a pochi metri. Prendono il sole e ignorano, consapevoli e compiaciuti della fine della minaccia, quella massa di pelo bianco che giace inerte accanto a loro. Sanno che è ferito e che non li attaccherà più. Un esempio della Mors tua vita mea. Per pagare la sopravvivenza dell’orso, la comunità di trichechi avrebbe dovuto farsi sbranare qualcuno dei suoi cuccioli.

Quel che non sanno né loro né l’orso, è che il riscaldamento globale ogni anno provoca il disgelo anticipato e riduce drasticamente il pack. Lasciando gli orsi polari senza habitat. Le foche, nel frattempo, non se la passano necessariamente bene: centinaia di migliaia vengono uccise in Canada ogni anno da esseri umani, con quote di caccia consentite, e nonostante le proteste delle associazioni ambientaliste. Loro sono definite ‘concorrenti’ della pesca umana e vanno ‘tenute sotto controllo’.

Del resto è la stessa giustificazione posta da chi vuole riaprire la caccia alle balene, nonostante che queste siano ormai concentrate nei mari meridionali, mentre quelli settentrionali, in larga parte ‘liberati’ dalla loro presenza, sono drasticamente svuotati anche delle altre forme di vita animali, specie per le reti a strascico e per l’inquinamento, che nelle ‘zone morte’ come quella nel Golfo del Messico causa la distruzione della vita per anossia. Le alghe cioè crescono in quantità e poi muoiono, e la decomposizione batterica ‘succhia’ l’ossigeno dei mari.

Sott’acqua, nel frattempo, succedono altre cose. Una fauna unica si è sviluppata tra i ghiacci. Raramente ci si è chiesti che esseri vi siano là sotto. Immagini riprese nelle poche spedizioni scientifiche realizzate hanno mostrato grandi crostacei privi di chele, stelle di mare e tante altre forme di vita. La loro protezione erano i ghiacci marini. Ora che questi spariscono inesorabilmente, nel mare entrano dei predatori esterni sconosciuti da millenni, essenzialmente cetacei, e questa fauna subartica è destinata a sparire nelle loro fauci.

Questo, come anche la scomparsa –un dramma per i paleontologi e i biologi del settore- delle numerose mummie di animali preistorici ancora imprigionate nel permafrost, non importa molto nelle discussioni sul Riscaldamento globale. Di fatto i governi stanno vedendo la cosa come ‘opportunità’. Terre liberate dai ghiacci a Nord significano tante cose. Per esempio, una rotta di navigazione a Nord del Canada che faccia saltare l’esigenza di passare per Panama. Oppure, significa maggiore libertà e comodità nell’usare le risorse della regione artica. Bush sta provando da anni a riaprire le estrazioni petrolifere in Alaska. Putin dal canto suo si è detto a suo tempo contento per la sua fredda Russia se la temperatura dovesse aumentare.

Il giorno dopo, a Missione Natura (La7), Vincenzo Venuto presentava le Otarie dalla pelliccia del Capo. Si era in tutt’altro luogo, le coste della Namibia, a Whale Bay. Oltre 7.000 km a Sud del Polo Nord. Le otarie sono animali meno specializzati delle foche nella vita acquatica. Hanno zampe posteriori più articolate per arrampicarsi anche negli scogli; hanno una pelliccia, sopratutto nei cuccioli. Hanno le orecchie da cui il nome. Sono socievoli, intelligenti e curiose come le loro cugine senza orecchie esterne. Ma hanno anche loro dei problemi. Non con gli orsi bianchi, di cui sarebbero certo ghiotte prede se ne condividessero l’habitat.

Le Otarie vicono in africa meridionale in colonie numerose.

Ma con gli uomini, stavolta in maniera piuttosto diretta. Succede che il governo namibiano ha autorizzato cacce di massa delle povere otarie. In quella che si potrebbe definire «la strage degli innocenti», vengono attaccati i branchi da parte di gruppi di cacciatori. Isolate dal mare, vengono poi divise. Le madri vengono separate dai cuccioli e a loro, direttamente, non viene fatto altro male. I cuccioli, invece, vengono ammazzati a bastonate. Anche i grossi maschi vengono uccisi, ma con fucili da caccia di precisione. Forse perché pesano anche 300 kg contro i 90 delle femmine e non sarebbero troppo entusiasti di essere ammazzati a bastonate. Sta di fatto che il governo della Namibia ha autorizzato l’anno scorso l’uccisione di 85.000 cuccioli e 7.000 maschi adulti. Non viene buttato nulla. Dopo la mattanza delle bestie le loro varie parti vengono usate da varie industrie. Le carni e il grasso vengono esportati in Sudafrica, e usati come mangime per animali. La pelle va in Europa, anche in Italia, per usi d’abbigliamento. I testicoli dei maschi vanno invece in Cina, perché la medicina cinese, già autrice di ricette che stanno portando alla scomparsa di rinoceronti (corno) e tigri (ossa) li usa come ingredienti per afrodisiaci.

Ma forse non è nemmeno questo il problema maggiore, per le otarie. Persino così, con i massacri a cui sono direttamente sottoposte, i loro problemi sono anche altri: la fame. Migliaia di otarie muoiono letteralmente di fame, nonostante la sfoltita numerica che subiscono in maniera diretta. Perché? Non per l’inquinamento, in Africa (specie poi in Namibia) poco significativo; ma per la pesca che ha sfruttato troppo le risorse locali, impoverendo gli stock di pesce. E non è tanto una pesca ‘locale’.

È una pesca d’alta tecnologia: navi-fattoria che vengono dall’Europa o dall’Asia, già largamente sfruttate ed esaurite, e che fanno strage della fauna locale. Anche i pescatori africani se ne sono accorti e il loro misero pescato, specie nella parte settentrionale dell’Africa, si è ridotto a tal punto da causare carestia e fame. Questo con un continente che aveva 200 milioni di abitanti nel 1950, ne ha un miliardo oggi e ne avrà il doppio tra qualche decennio. E così nasce una crisi ecologica che mette in ginocchio uomini e bestie, la cui soluzione non pare alla portata di nessuna previsione. Le otarie naturalmente vengono viste come ‘concorrenti’, come le loro cugine vittime dei più celebri massacri canadesi. Stesse accuse che hanno portato in passato alla caccia fin quasi all’estinzione di animali come il Gaviale o come i delfini d’acqua dolce dell’Asia.


Fonti[]

  • Servizio Superquark 24 luglio 2008
  • Puntata Missione Natura 25 luglio 2008

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Italia: concorso n. 93/2008 del SuperEnalotto

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Italia: concorso n. 93/2008 del SuperEnalotto

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sabato 2 agosto 2008

Concorso Superenalotto n. 93 di sabato 2 agosto 2008
Colonna vincente Numero Jolly SuperStar
35 49 68 71 82 85 31 48

Montepremi e quote[]

Montepremi
  • Concorso n. 93: 3.692.873,92 euro
  • Jackpot (riporto concorso precedente): 40.829.857,92 euro
  • Montepremi totale: 44.522.731,84 euro
Quote Superenalotto
  • ai “6”: – (0 vincitori)
  • ai “5+1”: – (0 vincitori)
  • ai “5”: 42.610,09 (13 vincitori)
  • ai “4”: 347,29 (1.595 vincitori)
  • ai “3”: 21,33 (51.924 vincitori)
Quote Superstar
  • “5 stella”: – (0 vincitori)
  • “4 stella”: 34.729,00 (6 vincitori)
  • “3 stella”: 2.133,00 (189 vincitori)
  • “2 stella”: 100,00 (3.138 vincitori)
  • “1 stella”: 20,00 (21.424 vincitori)
  • “0 stella”: 10,00 (49.296 vincitori)

Fonti[]

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Estrazione del Lotto, sabato 2 agosto 2008

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Estrazione del Lotto, sabato 2 agosto 2008

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sabato 2 agosto 2008

Estrazioni del lotto del 2 agosto 2008
Bari 85 45 79 47 2
Cagliari 33 63 86 82 80
Firenze 82 55 45 36 14
Genova 83 16 74 90 43
Milano 71 83 8 3 59
Napoli 49 25 77 73 47
Palermo 35 60 55 52 42
Roma 68 31 90 12 53
Torino 66 58 10 76 67
Venezia 31 59 8 80 84
Ruota nazionale 48 80 7 67 17

Fonti[]

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Ascoli Piceno: la Quintana verrà trasmessa su Rai International in 5 continenti

Ascoli Piceno: la Quintana verrà trasmessa su Rai International in 5 continenti

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sabato 2 agosto 2008

Panoramica del Campo Squarcia dove si tengono i Giochi

Domenica 3 agosto si terrà ad Ascoli Piceno l’edizione d’agosto 2008 del Torneo cavalleresco della Quintana, che quest’anno verrà seguito dai Rai Italia e Rai International e verrà trasmesso in diretta tv nei 5 continenti, via satellite.

Negli scorsi anni la diretta era affidata ai giornalisti del TG1 con la collaborazione dei giornalisti della sede regionale Rai di Ancona, e veniva trasmessa sulla rete generalista Rai Uno.

Il direttore della testata Piero Badaloni ha così commentato: «Rai Italia farà conoscere al mondo questa straordinaria tradizione, rispondendo alla nostra vocazione di servizio pubblico per i nostri connazionali all’estero e per chi, non di origini italiane, apprezza e vuole conoscere il nostro Paese. La giostra della Quintana di Ascoli è certamente una delle eccellenze culturali e storiche d’Italia e siamo davvero orgogliosi di essere la tv della Giostra».

Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno

La conduzione dell’evento è affidata alla giornalista di Rai International Rossella Santilli, che commenterà dalla postazione aperta che si trova nel campo. Nella lunga diretta di circa 2 ore e mezzo, si alterneranno numerosi ospiti (tra i quali il Borgomastro di Treviri; città gemellata con Ascoli dal 1958), insieme alla presenza del “Magnifico Messere” (la figura più importante della Giostra, e che è rappresentato dal primo cittadino di Ascoli Piceno, Piero Celani), alle dame dei sei Sestieri (Porta Romana, Porta Solestà, Porta Maggiore, Sant’Emidio, Porta Tufilla e la Piazzarola) fino ai VIP che saranno presenti ad Ascoli.

Durante la diretta verranno presentati alcuni servizi riguardanti la città, la preparazione dei Sestieri alla Giostra, il Caffè Meletti, uno dei 150 caffè storici d’Italia, la storia delle “cento torri” e la lavorazione del travertino.

Per le riprese verrà utilizzata una tecnologia di ultima generazione con 6 telecamere; la regia sarà affidata a Mimma Nocelli e a Rai Italia. Ad assicurare i collegamenti dai luoghi in cui si terrà la manifestazione sarà presente la giornalista Antonella Cristiani.

La giornalista Rossella Santilli ha detto che «Aspetteremo la premiazione del vincitore che è la vera conclusione di questa meravigliosa festa che coinvolge tutti gli abitanti di Ascoli Piceno». Negli scorsi anni, infatti, a causa degli stretti tempi televisivi da rispettare, spesse volte la diretta veniva conclusa senza sapere il vincitore della Giostra o tagliando a metà la cerimonia finale.

La diretta si aprirà alle 17:15 e si chiuderà alle 19:30 circa (o fino alla fine dell’evento), ed in Italia potrà essere seguita via satellite sul canale 804 della piattaforma SKY Italia.


Fonti[]

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Ascoli Piceno: barista neopantentata finisce sotto un tir, salva per miracolo

Ascoli Piceno: barista neopantentata finisce sotto un tir, salva per miracolo

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sabato 2 agosto 2008

Un grave incidente stradale è avvenuto stamane sulla strada provinciale Piceno Aprutina (inizio della SS 81 per Teramo), nei pressi della zona industriale Castagneti, ad Ascoli Piceno. Coinvolti una Peugeot 106 ed un TIR.

Al volante della Peugeout c’era Laura Capecci, barista di 19 anni, neopatentata da tre giorni, che lavora al bar di Viale della Repubblica, di fronte alla Questura. La ragazza era partita da Folignano, nei pressi della località Villa Pigna, per andare ad aprire il proprio bar. Giunta all’altezza del sottopasso che conduce alla zona industriale è andata dritta, ad alta velocità, senza frenare, tamponando il rimorchio di un autosnodato e andandosi ad incastrare letteralmente sotto l’automezzo.

Sul posto sono arrivati subito i Vigili del Fuoco, la cui sede dista poche centinaia di metri, ed un’ambulanza, partita dall’ospedale di Monticelli, a circa 2 km dal luogo dell’incidente, per prestare soccorso alla ragazza e rimuovere i veicoli incidentati.

La ragazza, da quanto si è appreso, non ha riportato lesioni gravi e pertanto non si è reso necessario alcun intervento chirurgico, ipotesi quest’ultima inizialmente trapelata come notizia e poi subito smentita dai familiari.


Fonti

  • Giornale cartaceo «Barista di diciannove anni finisce con l’auto sotto un tir, salva per miracolo»Il Resto del Carlino – Ascoli, 2 agosto 2008, pag. 1


Notizia originale
Questo articolo contiene notizie di prima mano comunicate da parte di uno o più contribuenti della comunità di Wikinotizie.

Vedi la pagina di discussione per maggiori informazioni.

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Il Gran Mufti invita Benedetto XVI in Siria: «Venga a trovarci a Damasco»

Il Gran Mufti invita Benedetto XVI in Siria: «Venga a trovarci a Damasco»

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sabato 2 agosto 2008

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Ahmed Badr Al Din Hassun, Gran Muftì della Siria, ha invitato Benedetto XVI a recarsi nel suo paese, nel corso dell’Anno Paolino, che a preso il via a giugno per iniziativa personale del pontefice.

«Ho invitato papa Benedetto XVI a visitare la Siria durante l’Anno Paolino. La sua presenza tra noi sarà di grande significato», ha detto il Mufti, aggiungendo che Joseph Ratzinger sarà «graditissimo ospite, più di un fratello».

La speranza espressa dal Mufti è di poter incontrare Benedetto XVI anche in Italia, durante le celebrazioni del “Giubileo Paolino”, che terminerà a giugno 2009.

Ahmed Din Hassun ha incontrato, nel corso di una serie di eventi che ripercorrono le tappe della vita di San Paolo, una delegazione di giornalisti provenienti dall’Italia, ai quali ha annunciato: «Ho già scritto personalmente al Papa una lettera ed ora, tramite voi giornalisti, rilancio l’invito al Santo Padre a visitare il nostro Paese. Tutti ne saremmo veramente felici, un suo viaggio sui luoghi dove visse ed operò S. Paolo potrebbe contribuire a portare il fiore della pace in Medio Oriente».

Momenti di tensione, del tutto estranei al clima disteso che ha accompagnato l’invito sia del Mufti e sia del presidente siriano, Bashir Assad, si erano avuti a seguito della lectio magistralis del papa all’Università di Ratisbona, a causa di una erronea interpretazione del suo discorso, durante il quale aveva citato Manuele II di Bisanzio, che, nel 1402, criticava aspramente la religione islamica per le violenze commesse dai suoi seguaci. L’accaduto suscitò scontri e reazioni ingiustificate negli ambienti più radicali dell’Islam, poiché veniva attribuita al pontefice la frase, che invece era, per l’appunto, di Manuele II Paleologo, vissuto più di 600 anni addietro.

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Il Gran Mufti, in quell’occasione, scrisse al Santo Padre, e nell’incontro con la stampa italiana ha detto: «Scrissi subito al Santo Padre per avere chiarimenti dopo le parole pronunciate a Ratisbona e lui mi ha risposto, chiarendomi il vero senso dell’intervento. In realtà, il suo discorso era una lezione accademica ed invece è stato presentato come un attacco all’Islam. In ogni caso, il dialogo tra noi non è mai cessato e tutto si è risolto bene, come del resto succede quando discutono un marito ed una moglie che si amano, i quali alla fine del litigio si amano più di prima».

Il leader religioso siriano ha però anche duramente contestato i giornalisti che pubblicarono le vignette satiriche su Maometto, dicendo che «quella stampa e quei giornalisti scrivono falsità per fomentare l’odio interreligioso con la menzogna con chiaro intento di denigrare l’islam e le religioni».

Una forte presenza cattolica in Siria si avrà comunque ad ottobre, quando una delegazione di prelati, capeggiata dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Angelo Bagnasco, si recherà nella nazione del Medio Oriente. La visita sarà ricambiata poi da ministri siriani e leader religiosi che faranno un pellegrinaggio a Roma per visitare la tomba dell’apostolo.

Il nunzio apostolico in Siria, mons. Giovanni Battista Morandini, ha definito l’invito del Mufti come «Un’idea fondamentale per rafforzare l’ecumenismo in un Paese culla delle culture e delle religioni». Nel paese asiatico, la presenza di confessioni cristiane è pari al 10% (il Cattolicesimo all’1%, per il resto ortodossi, melchiti e armeni), mentre la componente islamica raggiunge il 90%.


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