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August 31, 2013

Vaticano: Parolin nuovo Segretario di Stato

Vaticano: Parolin nuovo Segretario di Stato

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sabato 31 agosto 2013
Oggi, Papa Francesco ha nominato Pietro Parolin Segretario di Stato vaticano, sostituendo il quasi settantanovenne Tarcisio Bertone. Parolin, nato a Schiavone vicino a Vicenza, nel 2009 è stato consacrato arcivescovo da Papa Benedetto XVI e nominato Nunzio Apostolico in Venezuela. Non essendo cardinale è pro-segretario di Stato, ma riceverà la porpora cardinalizia nel primo concistoro di Papa Francesco.

Pietro parolin.jpg


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August 30, 2013

Quattro nuovi senatori a vita

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Quattro nuovi senatori a vita

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venerdì 30 agosto 2013
Oggi, Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, ha nominato quattro nuovi senatori di diritto ed a vita: il direttore d’orchestra Claudio Abbado, l’accademica Elena Cattaneo, l’architetto Renzo Piano ed il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia. Napolitano ha motivato la scelta dicendo di “dare un segno di serena continuità istituzionale” nominando dei senatori a vita esterni alla politica.

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August 27, 2013

Si avvicina la guerra in Siria

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Si avvicina la guerra in Siria

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martedì 27 agosto 2013

La NBC ha riferito oggi pomeriggio che il governo statunitense sarebbe intenzionato ad iniziare una serie di attacchi mirati sul territorio siriano già da giovedì, per una durata stimata di tre giorni. Pochi giorni fa gli Stati Uniti hanno schierato nel Mediterraneo orientale la decima flotta, composta da quattro navi cacciatorpediniere.

Ieri sera alle ore 20.30 in Italia (le 14.30 a Washington) il segretario di stato John Kerry ha annunciato in una breve conferenza stampa che il regime di Assad ha utilizzato armi chimiche e che il suo impiego non resterà impunito. Kerry fa riferimento in particolare all’ultimo attacco, avvenuto il 21 agosto in alcune località alla periferia di Damasco. Nella località di Ghouta, nella zona est della capitale, sono anche arrivati gli ispettori delle Nazioni Unite incaricati di verificare l’uso di queste armi (vietate dalla convenzione di Parigi del 1997, a cui tuttavia la Siria non ha mai aderito): il governo siriano però ha negato per cinque giorni l’autorizzazione a recarsi sul posto. Questa sarebbe la prova che ha convinto gli Stati Uniti della responsabilità di Assad, che avrebbe utilizzato i giorni restanti per eliminare ogni prova dell’impiego di gas sarin.

Proprio a maggio di quest’anno però Carla Del Ponte, membro della commissione indipendente d’inchiesta UNHCR sulla Siria, aveva annunciato che i ribelli erano in possesso di armi chimiche e che c’erano prove mediche che il gas nervino sarin fosse stato utilizzato da questi ultimi, mentre non hanno trovato prove che fossero utilizzate dalle forze governative.

Da oltre due anni la Siria è sconvolta da una guerra civile che vede opposto il governo di Bashar al-Assad, il presidente al potere dal 2002, e una fazione ribelle nata dalle proteste del 2011 della primavera araba. Da tempo il presidente statunitense Barack Obama ha chiesto al presidente siriano di lasciare il paese e in più occasioni ha ribadito che un eventuale superamento della linea rossa, ossia l’utilizzo di armi non convenzionali contro la popolazione civile, non sarebbe rimasto senza conseguenze. Il premier inglese David Cameron è tornato in anticipo dalle proprie vacanze estive e ha convocato prematuramente il parlamento per giovedì 29, con l’intenzione di discutere l’intervento bellico.

Questa mattina il ministro degli esteri italiano Emma Bonino ha riferito alle commissioni esteri di Camera e Senato la posizione dell’Italia sulla situazione siriana. Come ribadito ieri sera da un comunicato di Palazzo Chigi, il ministro ha espresso lo sconcerto per la strage di innocenti, ma ha annunciato che l’Italia non parteciperà a nessuna missione militare che non sia avallata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Appare improbabile che il consiglio possa pronunciarsi a favore di un gesto simile, in considerazione del fatto che nelle ultime discussioni in merito Russia e Cina – che hanno diritto di veto su ogni decisione in quanto membri permanenti – si sono opposte ad ogni intervento armato.


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August 26, 2013

Viaggio umanitario del CIS in Guinea

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Viaggio umanitario del CIS in Guinea

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lunedì 26 agosto 2013

Resoconto del 3 febbraio 2013 a cura di Pier Luigi B. Presidente del CIS.

Mauritania Deserto

Il CIS (Cooperazione Italiana Solidarietà) riparte. Acquistata l’ambulanza e caricata di materiale sanitario insieme a Bruno, Piero e Marzio ci imbarchiamo al porto di Genova e dopo due giorni di ottima navigazione con tempo splendido anche se freddo (siamo partiti il 12 gennaio!) si arriva a Tangeri, ridente città marocchina sullo stretto di Gibilterra con un nuovissimo e funzionale porto che ci accoglie la sera con una temperatura mite. Stranamente in meno di un’ora sbrighiamo le pratiche doganali ed iniziamo il viaggio via terra che ci porterà attraverso il Marocco, l’ex Sahara Occidentale diventato ora una regione del Marocco, la Mauritania, il Senegal fino in Guinea.

Mauritania strada per Nouakchott

Dopo esserci alternati alla guida per quasi l’intera notte in prima mattinata ci godiamo un buon tè alla menta alla periferia di Agadir al termine dell’autostrada. Pranzo al sacco con le ottime provviste di Bruno incaricato del vettovagliamento, mangiamo anche le sue piccole ma saporite mele del Monferrato, purtroppo il vino che ho portato non lo beviamo per la promessa fatta alla partenza di aprirlo solamente al termine del viaggio, eccetto Marzio che su questo punto si rimangia subito la promessa. Pernottamento e cena in un piccolo albergo a Tarfaya ed all’alba si riparte con arrivo in tarda mattinata alla frontiera con la Mauritania. Breve insabbiamento nella critica terra di nessuno ed in serata arriviamo alla missione di padre Jerome a Nouadhibou.

Il mattino successivo Marzio decide di fermarsi per completare le pratiche per un eventuale intervento di neurochirurgia ad una bimba che abbiamo incontrato nella missione e che soffre di una grave malformazione congenita al cervello. Piero cerca di ammutinarsi dicendo che vuole fermarsi ancora lì, ma dopo la mia ferma decisione di ripartire, a malincuore ci segue ed in serata siamo a Nouakchott, capitale della Mauritania, dopo esserci goduti strada facendo uno stupendo tramonto sul deserto con riflessi dorati a sfumature rosee sulle dune.

Il giorno successivo arriviamo a Rosso, caotica città di confine con il Senegal sul fiume omonimo. Traghettiamo dopo 7-8 ore di attesa ma ormai ci siamo abituati a questi tempi africani. Qualche ora dopo arriviamo a Saint Louis, antica capitale del Senegal di chiaro stampo francese, che conserva un fascino ottocentesco con il ponte in ferro costruito dall’ingegner Eiffel, lo stesso della torre. Ci fermiamo in un albergo dell’epoca coloniale prospiciente il ponte. Ogni oggetto è ricco di storia che ci riporta indietro di 150 anni. Ai muri sono appesi antichi trofei di caccia grossa accanto a quadri che incorniciano ingialliti documenti d’epoca.

Termitaio in Guinea arrivando dal Senegal

Il mattino successivo un buon cappuccino ci rimette subito in sesto per riprendere il viaggio fino a Dakar dove una allegra festa alla missione don Bosco ci rilassa scambiando quattro chiacchiere a tavola con ospiti locali. Non abbiamo neppure il tempo di salutare i numerosi amici senegalesi perché la mattina successiva dobbiamo arrivare alla missione di padre Feliciano a Tambacounda, nell’est del Senegal, pare una delle città più calde del Paese!

Formicai vicino Koundara.Guinea

All’alba del giorno successivo ripartiamo per la Guinea che raggiungiamo nel primo pomeriggio. L’ambulanza viene fermata alla dogana di Koundara in attesa di informazioni dal Ministero. Il mattino successivo ripartiamo con un doganiere a bordo. La strada asfaltata termina dopo pochi chilometri e si entra quindi nella foresta con strada sterrata di color rossiccio. Ci separano circa 1000 km dalla capitale Conakry dove dobbiamo arrivare per consegnare l’ambulanza ed il materiale all’ospedale pubblico. Durante il tragitto incontriamo rarissimi autocarri e dobbiamo aiutare l’autista di un furgone in panne caricandoci le numerose taniche di benzina ed altro materiale. Con quel caldo opprimente nell’ambulanza si avverte solo odore di benzina! Nella notte si arriva a Boké completamente ricoperti da terra rossa, ma contenti per aver potuto tenere un collegamento con una radio di Torino che ci segue nel viaggio grazie all’interessamento di mio fratello Gian Carlo. Nel piccolo albergo l’acqua della doccia scende con il contagocce ma almeno con un po’ di pazienza possiamo toglierci tutta la polvere.

Alla Maison des enfants a Sobanè in Guinea

Il mattino seguente dopo aver attraversato numerosi villaggi, alcuni di mattoni, altri di paglia arriviamo nella capitale Conakry, che ci sommerge con il suo caos e smog. Lasciamo l’ambulanza in dogana, iniziamo le pratiche per lo sdoganamento ed incontriamo un angelo custode ad un ufficio ministeriale che ci prende in consegna e non ci molla per due giorni fino al termine della lunga procedura burocratica che sembra non finire mai.

Rientrati in possesso dell’ambulanza ed opportunamente lavata la consegnamo al principale ospedale della città. Siamo quindi ricevuti dalla moglie del presidente della Repubblica, che ci ringrazia meravigliata per l’ottimo mezzo. Ci dice che è la prima ambulanza che ricevono.

Il giorno dopo andiamo a vedere un sogno realizzato. Nel cuore della foresta in riva al mare, l’oceano Atlantico, sorge un villaggio di 450 orfani che ricevono un pasto caldo, un’educazione con scuole professionali sia per bambini che bambine e soprattutto tanto amore ed affetto. Riccardo ex orfano e sua moglie Daniela da dieci anni si sono trasferiti da Brescia fino qui a Boffa per realizzare il sogno di Riccardo: restituire quanto ricevuto! Siamo stati due giorni a contatto con questa eccezionale coppia ed è impossibile non venirne contagiati. Ho visitato oltre 140 bambini in ottime condizioni di salute. Abbiamo dato loro quanto ci rimaneva del nostro denaro con la promessa, ritornati a casa di concretizzare un aiuto per questi bambini. Il villaggio completamente fatto da volontari italiani ha un ordine ed una pulizia esemplari: utilizza pannelli solari ed è autonomo in tutto, possiede una barca da pesca, un campo di riso (che però non è sufficiente a sfamare tutti questi voraci bambini!) ed acqua corrente. Al mattino c’è persino l’alzabandiera con tanto di inno.

Al ritorno a Dakar visito la bambina che avevo fatto operare al cuore mesi prima. La piccola che ora ha sei anni mi corre incontro felice, non finisce più di parlare, adesso è serena così come i suoi genitori. Visito un’altra bambina con malformazione al cuore e mi impegno a farla operare in Italia. Breve visita in ambasciata per consegnare un ricordo dell’Associazione Nazionale Alpini di Asti e per predisporre le pratiche per l’intervento della piccola. Il segretario ci rimprovera bonariamente perché ci aveva sconsigliato il viaggio via terra per le criticità dell’attraversamento dell’ex Sahara Occidentale, della Mauritania e per l’entrata in Guinea, perché pare che nei pressi della frontiera qualche mese prima turisti italiani siano stati depredati di quanto avevano! Qualche buona bottiglia di moscato di Canelli migliora il clima della conversazione. Questo non è il solito turismo e ti lascia sempre qualche cosa dentro!

Tramonto sul deserto in Mauritania

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August 15, 2013

Categoria:15 agosto 2013

Filed under: Agosto 2013 — admin @ 5:00 am

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August 9, 2013

È iniziata Wikimania 2013 ad Hong Kong

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È iniziata Wikimania 2013 ad Hong Kong

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venerdì 9 agosto 2013

Un momento della cerimonia d’inaugurazione di Wikimania 2013 ad Hong Kong.

In mattinata alla Polytechnic University di Hong Kong è stato dato il via a Wikimania 2013, la conferenza annuale dedicata ai progetti della Wikimedia Foundation, quest’anno ospitata nella città di Hong Kong. Jimbo Wales, il fondatore di Wikipedia, ha tenuto gli onori di casa presentando lo stato attuale dei progetti wiki. È stato ricordato il nuovo asteroide a cui è stato dato il nome Wikipedia e le tre edizioni – italiana, spagnola e russa – che hanno raggiunto il ragguardevole traguardo di un milione di voci. Rémi Mathis è stato scelto come wikipediano dell’anno: ad aprile aveva creato una voce su una base militare francese, utilizzando informazioni già rese pubbliche. Nonostante l’intimazione delle autorità francesi perché la voce venisse cancellata, in reazione all’evento la pagina è stata tradotta in quasi 50 edizioni di Wikipedia e ha ricevuto notevole attenzione globale, dando vita al cosiddetto effetto Streisand.

La conferenza prosegue per altri due giorni, con un programma che prevede oltre sette sessioni in contemporanea. Sono attesi centinaia di partecipanti, provenienti da ogni parte del mondo. Si tratta della nona edizione, cui seguirà nel luglio 2014 quella ospitata da Londra.


Fonti[]

Wikimania 2013 su meta.wikimedia.org

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August 1, 2013

Confermata in via definitiva la condanna a 4 anni di reclusione per Silvio Berlusconi

Confermata in via definitiva la condanna a 4 anni di reclusione per Silvio Berlusconi

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giovedì 1 agosto 2013

Alle 19:40 odierne, la Corte suprema di cassazione ha confermato la condanna a 4 anni di reclusione all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nell’ambito del processo sulla compravendita dei diritti televisivi Mediaset.

Dopo circa 7 ore di camera di consiglio, il fondatore di Mediaset è stato riconosciuto dalla Corte suprema colpevole di frode fiscale, per aver sottratto indebitamente all’erario italiano 7,3 milioni di euro negli anni 2002 e 2003. È stato invece accolto il ricorso dell’imputato per quanto riguarda i 5 anni d’interdizione dai pubblici uffici, pena accessoria sulla quale deciderà nuovamente la Corte d’appello.

Dei 4 anni di reclusione, 3 sono estinti per effetto dell’indulto del 2006 e l’unico anno rimanente sarà scontato ai domiciliari oppure in affidamento ai servizi sociali, per effetto della legge ex Cirielli del 2005.

L’inchiesta, nata nel giugno 2001 da un filone del processo All Iberian, il 22 aprile 2005 era sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi per falso in bilancio, frode fiscale e appropriazione indebita, dato che, secondo l’accusa, l’allora premier aveva accumulato 280 milioni di dollari in fondi neri detenuti in conti bancari esteri, sui quali non aveva pagato le tasse per oltre 21 milioni di euro e truffando gli altri azionisti di Mediaset, ai quali non vennero corrisposti gli utili dovuti. Infatti, sempre secondo i pubblici ministeri, fin dal 1995 era attiva una catena di società off-shore riconducibili a Berlusconi, che avevano acquistato dalle major USA i diritti di trasmissione televisiva per migliaia di film, per poi rivenderli a Mediaset a prezzo maggiorato, truffando così sia il fisco italiano che gli azionisti.

Durante l’iter giudiziario il falso in bilancio è stato depenalizzato nel 2005, mentre il reato di appropriazione indebita è caduto in prescrizione come il reato di frode fiscale fino al 2001, che riguarda oltre 14 milioni di euro, lasciando giudicabili solo gli ultimi due anni della frode.

Il 26 ottobre 2012 il Tribunale di Milano aveva condannato Berlusconi a 4 anni di reclusione, 5 anni d’interdizione dai pubblici uffici e 3 anni di interdizione dagli uffici direttivi delle imprese, specificando nella motivazione che «per la rilevante gravità della vicenda criminosa, caratterizzata dalla rilevantissima entità degli importi sottratti al fisco e dal perseguimento dei fini in modo pervicace per un periodo di 20 anni, a Berlusconi viene attribuita una naturale capacità a delinquere mostrata nella persecuzione del disegno criminoso. Nemmeno si può ignorare la produzione di un’immensa disponibilità economica all’estero ai danni dello Stato, che ha consentito la concorrenza sleale ai danni di altre società del settore.»

L’8 maggio 2013 era stata la volta della Corte d’appello di Milano che aveva confermato in pieno la condanna e oggi la Cassazione ha decretato definitivamente la pena, a meno di un anno dalla prescrizione totale dei reati commessi.


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