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July 26, 2015

Calcio, Super League 2015-2016: 2ª giornata

Filed under: Calcio,Europa,Pubblicati,Sport,Svizzera — admin @ 5:00 am

Calcio, Super League 2015-2016: 2ª giornata

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domenica 26 luglio 2015

Sabato 25 e domenica 26 luglio 2015 si è giocata la 2ª giornata del campionato di Super League di calcio 2015-2016. In questa pagina i risultati dettagliati e la classifica.

Risultati[]


Super League: 1ª giornata
Data Ora Gara Ris.
18-7-15 17:45 Young Boys Young Boys – Lucerna Lucerna 1 – 1
20:00 Grasshoppers Grasshoppers – Basilea Basilea 2 – 3
19-7-15 13:45 Lugano Lugano – Thun Thun 2 – 3
13:45 Sion Sion – San Gallo San Gallo 1 – 0
16:00 Vaduz Vaduz – Zurigo Zurigo 2 – 2


Dettagli[]

Anticipi del sabato[]

Berna
25 luglio 2015, ore 17:45 CEST
2ª giornata
Young Boys Young Boys 1 – 1 Lucerna Lucerna Stade de Suisse (16’865 spett.)
Arbitro Nikolaj Hänni
Zurigo
25 luglio 2015, ore 20:00 CEST
2ª giornata
Grasshoppers Grasshoppers 2 – 3 Basilea Basilea Letzigrund (9’600 spett.)
Arbitro Alain Bieri

Partite della domenica[]

Lugano
26 luglio 2015, ore 13:45 CEST
2ª giornata
Lugano Lugano 2 – 3 Thun Thun Stadio Cornaredo (4’732 spett.)
Arbitro Fedayi San
Sion
26 luglio 2015, ore 13:45 CEST
2ª giornata
Sion Sion 1 – 0 San Gallo San Gallo Tourbillon (9’000 spett.)
Arbitro Sébastien Pache
Vaduz
26 luglio 2015, ore 16:00 CEST
2ª giornata
Vaduz Vaduz 2 – 2 Zurigo Zurigo Rheinpark Stadion (4’214 spett.)
Arbitro Stephan Klossner

Classifica[]

Aggiornata al 26 luglio 2015
Fonte: sito ufficiale


Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
Flag of Switzerland.svg 12px 1. Basilea Basilea 6 2 2 0 0 5 2 +3
12px 2. Sion Sion 4 2 1 1 0 3 2 +1
12px 3. Grasshoppers Grasshoppers 3 2 1 0 1 7 6 +1
12px 4. San Gallo San Gallo 3 2 1 0 1 2 1 +1
5. Thun Thun 3 2 1 0 1 6 7 -1
6. Lucerna Lucerna 2 2 0 2 0 3 3 0
7. Zurigo Zurigo 2 2 0 2 0 3 3 0
8. Young Boys Young Boys 2 2 0 2 0 2 2 0
9. Vaduz Vaduz 1 2 0 1 1 2 4 -2
12px 10. Lugano Lugano 0 2 0 0 2 2 5 -3

Legenda:
      Campione di Svizzera e ammessa alla UEFA Champions League 2016-2017
      Ammessa alla UEFA Champions League 2016-2017
      Ammesse alla UEFA Europa League 2016-2017
      Retrocessa in Challenge League 2016-2017

Tre punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta.
La classifica viene stilata secondo i seguenti criteri:
  • Punti conquistati
  • Differenza reti generale
  • Reti totali realizzate
  • Punti conquistati negli scontri diretti
  • Sorteggio

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Romania, torturatore del regime di Ceaușescu condannato a 20 anni di carcere

Filed under: Europa,Giustizia e criminalità,Pubblicati,Romania,Tortura — admin @ 5:00 am

Romania, torturatore del regime di Ceaușescu condannato a 20 anni di carcere

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domenica 26 luglio 2015

Ha quasi 90 anni colui che è stato condannato l’altro ieri per crimini contro l’umanità in Romania, Alexander Vişinescu, ex direttore del carcere di Ramnicu Sarat che esistette dal 1945 al 1989.

La Corte d’Appello di Bucarest aveva iniziato il processo a suo carico 10 mesi fa, in particolare le accuse rivolte a lui erano di aver ordinato la morte di numerosi prigionieri politici negli anni in cui diresse il suo carcere tra il 1956 e il 1963. La sentenza definitiva è stata emessa il 24 luglio 2015 dalla giudice Carmen Veronica Găină che condanna l’imputato a di 20 anni di carcere, una pena “leggera”, visto che il recente codice penale romeno prevede, per crimini simili, minimo più di 25 anni di carcere. Il condannato dovrà comunque risarcire i familiari delle vittime

Nicolae Ceaușescu governò con metodi totalitari la Romania dal 1965 al 1989 quando l’esercito, dopo un processo lampo, lo condannò alla pena capitale e lo giustiziò. Dopo una transizione da un governo comunista a uno capitalista, nel 1996 la Romania divenne uno stato democratico, sebbene continui a presentare difetti nel garantire la libertà di stampa.

Fonti[]

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July 20, 2015

Calcio, Super League 2015-2016: 1ª giornata

Filed under: Calcio,Europa,Pubblicati,Sport,Svizzera — admin @ 5:00 am

Calcio, Super League 2015-2016: 1ª giornata

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lunedì 20 luglio 2015

Sabato 18 e domenica 19 luglio 2015 si è giocata la 1ª giornata del campionato di Super League di calcio 2015-2016. In questa pagina i risultati dettagliati e la classifica.

Risultati[]


Super League: 1ª giornata
Data Ora Gara Ris.
18-7-15 17:45 Lucerna Lucerna – Sion Sion 2 – 2
20:00 Zurigo Zurigo – Young Boys Young Boys 1 – 1
19-7-15 13:45 Basilea Basilea – Vaduz Vaduz 2 – 0
13:45 Thun Thun – Grasshoppers Grasshoppers 3 – 5
16:00 San Gallo San Gallo – Lugano Lugano 2 – 0


Dettagli[]

Anticipi del sabato[]

Lucerna
18 luglio 2015, ore 17:45 CEST
1ª giornata
Lucerna Lucerna 2 – 2 Sion Sion Swissporarena (10’116 spett.)
Arbitro Stephan Klossner
Zurigo
18 luglio 2015, ore 20:00 CEST
1ª giornata
Zurigo Zurigo 1 – 1 Young Boys Young Boys Letzigrund (8’894 spett.)
Arbitro Adrien Jaccottet

Partite della domenica[]

Basilea
19 luglio 2015, ore 13:45 CEST
1ª giornata
Basilea Basilea 2 – 0 Vaduz Vaduz St. Jakob-Park (27’066 spett.)
Arbitro Sandro Schärer
Thun
19 luglio 2015, ore 13:45 CEST
1ª giornata
Thun Thun 3 – 5 Grasshoppers Grasshoppers Arena Thun (6’011 spett.)
Arbitro Sascha Amhof
San Gallo
19 luglio 2015, ore 16:00 CEST
1ª giornata
San Gallo San Gallo 2 – 0 Lugano Lugano AFG Arena (12’162 spett.)
Arbitro Alain Bieri

Classifica[]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
Flag of Switzerland.svg 12px 1. Grasshoppers Grasshoppers 3 1 1 0 0 5 3 +2
12px 2. Basilea Basilea 3 1 1 0 0 2 0 +2
12px 3. San Gallo San Gallo 3 1 1 0 0 2 0 +2
12px 4. Lucerna Lucerna 1 1 0 1 0 2 2 0
5. Sion Sion 1 1 0 1 0 2 2 0
6. Young Boys Young Boys 1 1 0 1 0 1 1 0
7. Zurigo Zurigo 1 1 0 1 0 1 1 0
8. Thun Thun 0 1 0 0 1 3 5 -2
9. Lugano Lugano 0 1 0 0 1 0 2 -2
12px 18. Vaduz Vaduz 0 1 0 0 1 0 2 -2

Legenda:
      Campione di Svizzera e ammessa alla UEFA Champions League 2016-2017
      Ammessa alla UEFA Champions League 2016-2017
      Ammesse alla UEFA Europa League 2016-2017
      Retrocessa in Challenge League 2016-2017

Tre punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta.
La classifica viene stilata secondo i seguenti criteri:
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July 17, 2015

Volley, World League: Polonia batte Italia 3-1. Bene la nazionale femminile contro il Belgio

Filed under: America meridionale,Italia,Pallavolo,Pubblicati,Sport — admin @ 5:00 am

Volley, World League: Polonia batte Italia 3-1. Bene la nazionale femminile contro il Belgio

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venerdì 17 luglio 2015

Wikinotizie di oggi
17 luglio
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Dopo la bella vittoria contro la Serbia, nella seconda gara delle final six della World League a Rio de Janeiro,l’Italvolley maschile viene battuta dalla Polonia 3 set a 1 (15-25, 25-27, 25-20, 20-25). Il ct italiano Mauro Berruto schiera nel sestetto iniziale Giannelli in regia, Vettori opposto, Birarelli e Mengozzi centrali, Lanza e Massari schiacciatori, Colaci libero. Iniziano male gli azzurri che sembrano essere ancora rimasti negli spogliatoi. Ne approfitta la Polonia che forza spesso la battuta e fa male all’Italia in ricezione. Parziale subito di 0-5 e Berruto chiama time out. La squadra italiana tenta di accorciare, ma i polacchi allenati da Stephane Antiga chiudono il set 15-25. Rientra bene l’Italia nel secondo set. Berruto inserisce Anzani al posto di Mengozzi e gli azzurri riescono ad allungare sulla Polonia 5-3, ma subiscono il break dei polacchi che si portano 5-6. Poi entra Antonov che scuote gli azzurri sul 12-11. Vettori allunga 15-12. La Polonia, però, non si arrende e stoppa a muro con Bienek l’attacco di Lanza (19-19). Lo schiacciatore italiano si riscatta con il punto del 21-19, l’Italia si porta sul 24-22 e ha a disposizione due set point. Vengono entrambi annullati, ma gli azzurri con un grande attacco di Pippo Lanza se ne procurano un terzo. Giannelli si fa murare e la Polonia si porta 25-25. Due ace di Kubiak regalano il set alla squadra di Antiga. Nel terzo set si scuotono gli azzurri. Berruto lascia dentro Anzani e Antonov, l’Italia allunga fino al 16-7 e Antiga prova a giocarsi la carta Mika. Gli azzurri,però, riescono ad imporsi, pur facendosi recuperare qualche punto nel finale, 25-20. Il quarto set comincia in equilibrio ma presto la squadra di Berruto si trova a dover recuperare. La Polonia si porta con due muri e Kurek sul 4-7. Giannelli recupera un break 9-8. Nowakowsky in battuta e Kubiak a muro allungano 16-12 sull’Italia. Gli azzurri provano a rientrare in partita, ma i polacchi chiudono 20-25. L’Italvolley deve ora sperare in una vittoria della Polonia questa sera contro la Serbia nell’ultimo match del girone I di questa World League. Con una vittoria della squadra di Antiga, infatti, gli azzurri sarebbero qualificati alle semifinali in programma sabato 18. In caso contrario, ovvero di vittoria serba, bisognerà vedere il punteggio con il quale la squadra di Grbic avrà vinto. Nell’altra partita della giornata, i padroni di casa del Brasile hanno battuto gli USA 3-1. I verdeoro potrebbero essere ora estromessi dalla corsa al podio solo con la vittoria degli States nel match contro la Francia (in quel caso si dovrà vedere il quoziente punti).

Finora, invece, va tutto per il verso giusto alla nazionale italiana femminile. La squadra di mister Bonitta, con la vittoria di ieri contro il Belgio per 3 a 0 (25-17 26-24 25-14) nel terzo weekend di World Grand Prix in corso a Catania si avvicina alle final six di Omaha (Stati Uniti) in programma dal 22 al 26 luglio. Le azzurre danno una grande prova di forza contro le fiamminghe stravincendo il primo e il terzo parziale e, soffrendo, ma riuscendo a spuntarla anche nel secondo. Nel sestetto iniziale Bonitta schiera Malinov in regia, Diouf opposto, Chirichella e Arrighetti al centro, di banda Bosetti e Gennari.L’Italia si fa sentire a muro con 11 block contro i 7 del Belgio. Decisiva la spinta della Diouf con 17 punti, tre muri, un ace e circa il cinquanta per cento in attacco. Bene anche Arrighetti (10 punti e due ace con cinque su dieci in attacco). Il Belgio non riesce a contenere la grinta delle azzurre che vincono nettamente il primo set 25-17. Nel secondo reazione delle fiamminghe con il capitano Lays, ma l’Italia tiene soprattutto con Chirichella e Diouf. Nella fase centrale le ragazze di Bonitta hanno un passaggio a vuoto al servizio, il Belgio ne approfitta. Sono brave,però, le azzurre a rimanere compatte e, grazie a Caterina Bosetti (entrata al posto di Gennari), Diouf e la straordinaria Monica De Gennari in difesa, a portare il set ai vantaggio chiudendo 26-24. Nel terzo set le azzurre dominano con le due Bosetti, il Belgio non riesce a tenere il passo, cedendo 25-14. Ora la nazionale femminile ha le final six di Omaha in tasca. Potrebbe arrivare già stasera l’aritmetica qualificazione nel match contro la Russia (battuta ieri dal Brasile 3-0).


Fonti[]

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July 16, 2015

Dal 17 luglio previsti picchi di 39 gradi in Italia

Filed under: Europa,Italia,Meteo,Pubblicati — admin @ 5:00 am

Dal 17 luglio previsti picchi di 39 gradi in Italia

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martedì 16 luglio 2015

Wikinotizie di oggi
16 luglio
  • Volley, World League: orgoglio Italia, Serbia battuta al tie-break 3-2
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Già da fine giugno il caldo si faceva persistente, arrivando a picchi di 40°C in Nord e Centro prima di una tregua nelle temperature, ma dai prossimi giorni le temperature ricominceranno ad aumentare, con punte di 39°C in tutta Italia.

Complice del caldo afoso è l’anticiclone africano che imperversa sull’Italia portando alte temperature che, unite all’umidità ambientale, causano un caldo afoso.

Per monitorare la temperatura dei prossimi giorni si può fare riferimento al servizio meteo dell’Aeronautica Militare.[1]


Fonti[]

Note[]

  1. www.meteoam.it : servizio meteo dell’Aeronautica Militare.

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July 10, 2015

Un maestro dell\’incisione. Intervista a Pietro Diana

Un maestro dell’incisione. Intervista a Pietro Diana

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Wikimedia Italia in cerca di segnali dal mondo
intervista a cura di Alexmar983

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venerdì 10 luglio 2015

Il 28 dicembre di quest’anno Pietro Diana compirà 84 anni. Anni che ha trascorso un po’ defilato dal grande pubblico sopratutto per scelta personale, ma che lo hanno visto vivere una carriera artistica indubbiamente intensa e sfaccettata. Pietro Diana è stato un maestro nel vero senso del termine, essendosi dedicato con passione anche all’insegnamento per oltre quarant’anni, titolare della prima cattedra di tecniche dell’incisione della Accademia di belle arti di Brera dal 1976 al 1997. È un artista poliedrico, e non solo nelle tematiche affrontate, caratterizzandosi per grande laboriosità e perfezionismo. Approfittiamo della sua esperienza per riflettere sul mondo dell’arte incisoria degli ultimi decenni.

Wikipedia

Wikipedia ha una voce su Pietro Diana.

[]

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgLei si è dedicato all’insegnamento con convinzione, prima come assistente e poi come docente. Ritiene che questa esperienza abbia influito in qualche modo sulla sua produzione, ponendola in contatto con il cambiamento o con le novità in un modo diverso da altri suoi colleghi? Ci sono ad esempio sperimentazioni che non avrebbe intrapreso se non avesse insegnato all’Accademia?

Diana : Con gli allievi si stabilisce un dialogo, talvolta un’osmosi. Degli scambi avvengono, ma non è detto che nel campo dell’arte la sperimentazione conduca a risultati concreti apprezzabili, come in un laboratorio di chimica o di biologia. Ci possono essere delle conquiste, condivisibili, che possono suggerire nuove aperture, nuove strade verso cui avviarsi. Non è molto frequente, tuttavia, imbattersi in suggerimenti significativi. Nel mondo dell’arte ricerca e sperimentazione incidono meno che in altri campi.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgCome insegnante ha aiutato i giovani ad esprimere la propria creatività trasferendo loro adeguate competenze tecniche. Secondo lei è possibile che nelle società postindustriali l’impoverimento di queste ultime riduca drasticamente la voglia di sperimentare, a livello pratico, del singolo individuo? Nella ricerca accademica e tecnico-scientifica la sperimentazione è inoltre divenuta difficile senza grandi investimenti, possibili solo con il supporto di grandi complessi industriali o iniziative transnazionali. C’è, anche nel mondo dell’arte, il rischio che l’originalità a livello di tecnica sia sempre meno nelle mani del singolo e che la sperimentazione perda di profondità?

Diana : Dipende molto dal tipo di ricerca, dal campo. In certi settori la ricerca richiede investimenti significativi e gioco di squadra, una sinergia, una collaborazione tra specialisti diversi. L’intuizione però raramente deriva da un lavoro di squadra: costituisce l’aspetto propriamente creativo, presente anche nella ricerca scientifica, e l’intuizione di gruppo non è fenomeno frequente. Anche in campo artistico ci sono stati e ci sono tuttora dei gruppi: i risultati variano, come anche la loro persistenza. Ma non si può escludere d’incappare nel rischio di voler “semplificare” un po’ troppo. Per il resto, ai giovani si forniscono solo degli strumenti, lasciandoli il più possibile liberi nelle loro scelte.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgSempre parlando di sperimentazione tecnica, lungo il suo percorso artistico lei si è dedicato anche alla creazione di automates, congegni meccanici animati, a metà fra la scultura e l’oggetto fantastico. Questo interesse si è protratto per decine di anni, e può essere considerato almeno inizialmente simile a un hobby. Secondo lei queste lunghe sperimentazioni sono oggi alla portata di chi fa arte per vivere e si deve confrontare con un mercato molto dinamico?

Diana : Secondo un noto aforisma, la differenza tra bambini e adulti sta nel prezzo dei loro giocattoli. Gli automates sono per me dei giocattoli di un certo lusso: per me il giuoco consiste appunto nell’idearli e costruirli, e non risponde a logiche economiche. Naturalmente è un discorso personale, non generalizzabile. Anche se per amore di verità devo precisare che quando ne esposi per la prima volta, a Torino, città legata a una tradizione esoterica, magica e misterica, mi capitò di venderne cinque. Avevo incontrato altri cui piacevano gli stessi giocattoli.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Pensa che la diffusione dell’arte concettuale nei mezzi di comunicazione di massa abbia contributo a svilire la percezione del pubblico del ruolo che la preparazione (l’abilità tecnica e le competenze storico-artistiche) gioca nella formazione di un artista?

Diana : Se accettiamo, almeno come ipotesi di lavoro, l’asserto di Klee secondo il quale “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”, lo sforzo maggiore dell’artista dovrebbe essere teso a tentare di “esprimere l’inesprimibile”. Non è un problema di tecnica, o di sperimentazione. Alle competenze tecniche è stata attribuita un’importanza sempre minore, il più delle volte puntando alla ricerca di soluzioni “nuove”, in realtà sempre più semplici: “Fare con meno”. Ma non sempre le scorciatoie pagano appieno. Si è poi finito per privilegiare l’idea in sé, senza badare alla sua (eventuale) realizzazione. Ma è ancora lo stesso “fare arte”?

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgIl copyright è un aspetto interessante che si affronta pochissimo nella scuola dell’obbligo, anche se per chi svolge un lavoro creativo è indubbiamente un aspetto centrale. Nell’arte dell’incisione ci sono voluti ad esempio decenni per produrre una definizione operativa di originalità; un dibattito che ha portato alla “Dichiarazione di Incisione Originale” del 1994 e a cui all’epoca lei ha partecipato, ricordando l’importanza di distinguere fra tecniche di espressione e tecniche di riproduzione. I mezzi offerti dal progresso tecnico, favorendo la riproducibilità, pongono da più di un secolo la tutela della creatività del singolo di fronte a sempre nuove sfide. Com’è possibile a suo avviso portare, se non i cittadini, almeno i giovani artisti a inquadrare correttamente il fenomeno?

Diana : L’argomento è complesso, e piuttosto spinoso. Le incisioni di Pieter Bruegel sono tuttora apprezzate e richieste, ma lui non ha mai toccato una lastra, ha solo eseguito i disegni. Sono opere “da” e non “di” Bruegel. E non è stato certo il solo, in questo. In tempi più recenti artisti famosi si sono affidati a litografi per la realizzazione delle matrici, con o senza supervisione: erano anche lavori ben fatti, ma non “di mano” di chi poi li ha firmati. Senza parlare poi delle falsificazioni vere e proprie. La “Dichiarazione” ha voluto regolamentare la materia, per quel settore specifico. Poi c’è sempre chi non rispetta le regole del giuoco. Il problema della tutela della paternità di un’opera d’arte è però molto più vasto e complicato e non ritengo sia il caso di addentrarsi nel ginepraio, in questa sede. Irrinunciabile è il “diritto morale” dell’autore, ma i casi di plagio non sono rari, anche illustri, nella storia dell’arte. Lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello, in fondo, non è un plagio dal Perugino, pur restando un capolavoro?

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgNello specifico qual è stato, a suo avviso, l’impatto della rete sul mondo dell’arte e del copyright? Con la capillare diffusione delle immagini sulle piattaforme sociali e lo sviluppo di motori di ricerca sofisticati, secondo lei anche la percezione di un artista in merito alla tutela del diritto d’autore potrebbe evolvere?

Diana : Certo, la riproducibilità tecnica e l’avvento della rete hanno ampliato il fenomeno. Ma il limite, a mio parere, consiste nello sfruttamento economico dell’immagine. E non penso a poster realizzati senza autorizzazione, ma all’utilizzo delle immagini a scopo pubblicitario. Anche solo nel campo della fotografia, non può essere consentito che chiunque voglia si serva liberamente dell’immagine di Marilyn Monroe con la gonna alzata per reclamizzare indumenti intimi, di Che Guevara con il sigaro per la pubblicità del tabacco, o di Hemingway con una bottiglia in mano … Ricordo ancora bene la Gioconda leonardesca utilizzata come etichetta, per dei biscotti, una robiola, e altro. Può sembrare scortese da parte mia, ma mi permetto di aggiungere che non mi sembra ottimale neppure che Wikipedia, per pubblicare la riproduzione un’opera d’arte a scopo esemplificativo, a scanso di possibili complicazioni future chieda all’autore l’accettazione preventiva di qualsiasi eventuale abuso in merito (”Dichiaro di essere a conoscenza del fatto che concedo a chiunque il diritto di usare l’opera in un prodotto commerciale e di poterla modificare a seconda delle proprie esigenze”). Mi sembra un punto debole in un’organizzazione per altro ammirevole e più che meritoria, un punto da rivedere.

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgLa rete è anche uno dei fattori che ha reso il mondo sempre più globale negli ultimi venti anni. L’altro è stato la nascita di un mercato mondiale progressivamente unificato. In un’intervista del 1994 lei, parlando del mercato, diceva che “quello europeo è una cosa, quello americano un’altra”. In un’epoca successiva alla nascita del WTO e all’esplosione economica dell’Asia una frase del genere ha ancora senso nella stessa misura?

Diana : Certo, il mondo è diventato sempre più globale, e la sfera delle conoscenze è sempre più condivisa. Il mercato dell’arte tuttavia è rimasto disomogeneo, con scale diverse. Gli artisti italiani sono poco presenti, e quotati, sul mercato internazionale, salvo poche note eccezioni, mentre artisti “internazionali” sono stati imposti sul mercato mondiale, e accettati. A monte ci sono state operazioni di marketing che hanno avuto origine strategiche di natura estranea alle logiche dell’arte in sé e del suo commercio. Sul finire degli anni Quaranta la potenza egemone ha voluto acquisire anche quella supremazia, e c’è riuscita: New York ha soppiantato Parigi come principale piazza mondiale del mercato dell’arte e correnti artistiche che in qualche modo potevano essere dichiarate “made in USA”, come l’espressionismo astratto, hanno conquistato mercati e primati. Sono stati fenomeni indotti, ormai ben conosciuti e studiati a fondo: alla Bocconi, almeno, se non a Brera. Ora si profilano scenari nuovi: tutto è in evoluzione, e non mi sento in grado di tentare di fare il profeta.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgIn un mondo “globalizzato” spesso l’immagine mediata dai mass media dell’artista è anche quella di un cittadino del mondo, di un globetrotter in cerca di sperimentazione nelle grandi aree urbane postmoderne. Potrebbe stupire quindi leggendo la sua biografia apprendere che lei abbia insegnato a Brera per molti anni, abbia conosciuto a Milano sua moglie e lavori da una vita sempre nel capoluogo lombardo in uno studio in via Panzini. Ha sicuramente viaggiato come molti, ma come artista i suoi viaggi maggiori rimangono tuttavia quelli della mente. Alla luce del suo percorso, crede che si possa ancora, al giorno d’oggi, restare legati in quanto artisti a una città?

Diana : Che io mi trovi fisicamente in California o sul Fiume Giallo influisce poco sulle mie tematiche: me le porto dentro, dovunque vada. Gli spunti dall’esterno incidono poco anche sul mio linguaggio. Non sono tenuto a seguire le mode locali. Semmai colgo degli spunti, che vengono poi assimilati ed elaborati, riemergendo a distanza di tempo. Per il resto … sì, a Milano mi sento a casa, tuttora.

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W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svgLei ha partecipato alla Seconda Biennale d’Arte Sacra nel 1955, mentre al 1975 risalgono le Sei incisioni per la Pace in occasione dell’anno santo. Anche considerando la sua esperienza personale, come pensa che si evolverà il rapporto fra arte e religione, soprattutto in un paese come l’Italia dove è stato profondo (e fecondo) per secoli?

Diana : Il senso del Sacro è una delle tante componenti dell’animo umano, anche se nel tempo si è molto ridimensionato. Il nostro contesto culturale è rimasto quello della tradizione cristiana e cattolica. Ma è difficile possano ripetersi i fasti del passato, che erano stati resi possibili dalla concomitante presenza di geni dell’arte, di esponenti della Chiesa illuminati e competenti, e di disponibilità economiche grandiose. In tempi recenti, Papa Roncalli conosceva personalmente Manzù e gli concesse carta bianca: non è da tutti. Papa Montini aveva come segretario Monsignor Pasquale Macchi, persona notevole per competenza e buon gusto. Oggi il Cardinal Ravasi è un esponente di vastissima cultura e di sicure competenze, ma non credo sia in grado di commissionare grandi opere. Oltre alla preparazione e all’ampiezza di orizzonti (che non è detto coincidano sempre) occorrono anche mezzi finanziari e volontà d’impiegarli per la cultura e l’arte. Temo ci si debba accontentare di lavori minori e di qualità più modesta. C’è molta mediocrità, ovunque, attualmente. E ci si accontenta.


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