Guerra tra Russia e Georgia

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venerdì 8 agosto 2008

Mappa della Georgia, l’Ossezia del sud è segnata in grigio

È scoppiato proprio oggi, nel giorno dell’inizio delle Olimpiadi, un conflitto bellico su vasta scala nell’ex URSS. Le motivazioni sono di vecchia data e riguardano l’Ossezia, la cui parte meridionale che si trova in Georgia, per l’appunto l’Ossezia del Sud, è intenzionata a ricongiungersi con la parte settentrionale che si trova in Russia. L’Ossezia del Sud si autoproclamò indipendente dopo un referendum nel 1992, da allora la situazione tra Mosca e Tblisi è rimasta tesa, ma apparentemente sotto controllo. Ieri l’artiglieria Georgiana ha aperto il fuoco contro le postazioni russe della forza di Interposizione Russa. Pare che i morti siano già oltre mille, tra cui 30 soldati georgiani. Attualmente sia le truppe Georgiane, sia quelle Russe, sia le milizie rivoluzionarie asseriscono di avere il controllo della capitale.

Il presidente dell’Ossezia del Sud, Eduard Kokoity, non ha usato mezze misure per descrivere quello che sta accadendo: un genocidio, con centinaia di vittime civili. Migliaia e migliaia i profughi, che sono entrati nell’Ossezia settentrionale in fuga dalla guerra oramai aperta. I cacciabombardieri russi sono entrati in azione e in giro si vedono file di carri armati (entrambe le parti hanno T-72 e i Russi anche i T-80). Nel frattempo i civili stanno esaurendo viveri e acqua, dice l’UNHCR, problema quest’ultimo già in tempo di pace cronico.

Carri T-80 in un foto di alcuni anni fa

Tutto è iniziato, almeno nella fase più ‘calda’ della crisi, nella notte del 7 agosto, con il bombardamento delle postazioni russe da parte dell’artiglieria Georgiana. La città capitale Tskhinvali è praticamente rasa al suolo, stando alle dichiarazioni di varie fonti. Le divisioni russe della 58ima Armata sono ora entrate nella repubblica secessionista. Durante la mattina i cacciabombardieri russi – non è chiaro se si tratti di Su-25 o i Su-24, già protagonisti di altre azioni nei giorni precedenti, hanno bombardato vicino a Tblisi, anche se senza causare vittime. I Georgiani hanno rivendicato almeno un aereo russo abbattuto.

Ora lo scontro minaccia di farsi durissimo: Dmitry Medvedev ha preso l’impegno di proteggere i cittadini russi dell’Ossezia del Sud, e di perseguire i responsabili del massacro. L’UE e gli USA parlano di dialogo e di tregua, mentre il consiglio di sicurezza ONU ha subito tenuto una seduta notturna straordinaria su richiesta dei Russi. Inutilmente, dato che alla dichiarazione di tregua congiunta, nella forma stipulata, USA e GB hanno detto no.

Il problema qui è che la Georgia è alleata con gli USA, nonostante il suo governo sia stato tacciato più volte come non democratico, tanto da avere raffreddato gli entusiasmi della stessa Casa bianca. Il fatto che la NATO si sta espandendo a Est rende la Russia manifestamente ostile nei confronti della situazione che si crea, nella quale percepisce accerchiamento. La Georgia, terra di Stalin e di Shevardnaze, è adesso in attesa per entrare nella NATO.

Bush oggi era a Pechino assieme a Vladimir Putin, attualmente premier della Russia. E lui ha detto a Bush, che subito si era preoccupato di far rispettare l’integrità territoriale Georgiana, che «ci sono numerosi volontari in Russia pronti a combattere in Ossezia del Sud: sarebbe difficile trattenerli». Un conflitto regionale che ha già fatto in passato centinaia di vittime e che minaccia di destabilizzare il fianco Sud della Russia, con risultati per il futuro assolutamente imprevedibili ma, se le esperienze pregresse valgono (Cecenia, Armenia ecc.) il rischio che la situazione sfugga dal controllo per molto tempo è estremamente elevato, mentre è già una tragica certezza la portata del massacro che stanno subendo i civili della zona di guerra.


Fonti