Songs for Tibet: il governo cinese blocca anche iTunes

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lunedì 25 agosto 2008
Il governo cinese, nonostante le promesse preolimpiche di maggior democrazia, si conferma tutt’altro che aperto a critiche di qualsiasi tipo.

Ultimo in ordine di tempo a cadere nelle maglie della rigidissima censura telematica operata dal regime di Pechino è il servizio iTunes Store di Apple.

Gli utenti cinesi avevano, fino a pochi giorni fa, libero accesso all’iTunes Store internazionale, non esistendone una versione localizzata, ma improvvisamente alla vigilia della chiusura dei giochi olimpici, chiunque ha tentato di collegarsi all’iTunes Store ha ricevuto il laconico messaggio: «iTunes non può connettersi ad iTunes Store. Si è verificato un errore sconosciuto.».

Apple non ha a tutt’oggi commentato ufficialmente l’accaduto, e pertanto rimane in piedi, seppur flebile, l’ipotesi di un disservizio di natura tecnica.

Il governo cinese non ha perso tempo nel discolparsi, ma i più attenti tra gli analisti hanno fatto notare la contemporanea interruzione del servizio Amazon, e l’inaccessibilità di ulteriori contenuti legati all’album Songs for Tibet, un lavoro collettivo di grandi artisti internazionali per denunciare il dramma dell’occupazione del Tibet da parte della Cina.

La Art of peace foundation, promotrice dell’iniziativa, fa notare come l’interruzione del servizio sia seguita alla dichiarazione, rilasciata dalla stessa fondazione, secondo cui «40 atleti hanno manifestato il proprio supporto alla causa perseguita da Songs For Tibet»

Attualmente, in mancanza di notizie ufficiali, alcuni utenti asseriscono di poter nuovamente raggiungere dall’area di Pechino l’iTunes Store, dopo un restyling che avrebbe reso di fatto impossibile accedere alle canzoni pro-Tibet.


Fonti