Un errore di progettazione ritarda l’avvio di LHC

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venerdì 6 aprile 2007

All’interno del tunnel LHC, dove sono stati installati magneti superconduttori.

Il Large Hadron Collider (LHC) è il nuovo acceleratore di particelle in costruzione presso il CERN di Ginevra per collisioni tra adroni (protoni e ioni pesanti) e sarà il più potente acceleratore mai costruito (in stretta competizione col Fermilab di Chicago).

La messa in funzione del gigantesco apparato (il tunnel è lungo 27 km) era prevista per la fine del 2007 ma adesso tutto sembra slittato alla primavera 2008. Infatti il contenitore di uno dei magneti superconduttivi che servono a deviare e focalizzare il fascio di particelle (realizzato proprio al Fermilab) ha fallito il test di pressurizzazione a 25 atmosfere che simulava la possibilità che un magnete perda (per via di un abbassamento temporaneo della tensione elettrica) le sue proprietà superconduttive ed inizi quindi a scaldare facendo bollire l’elio che viene usato per il raffreddamento. In questo tipo di eventi (noti in gergo tecnico come “quench“) l’elio liquido si trasforma in un gas esercitando sulle pareti del contenitore un’altissima pressione e, perché un evento del genere non si trasformi in un disastro, è necessario che gli involucri attorno ai magneti siano in grado di reggere questo tipo di sollecitazioni. Invece, durante il test, la pressione dell’elio ha premuto il magnete contro l’involucro che si è sfasciato.

Il problema nasce da un difetto di progettazione. Infatti, secondo gli ingegneri del Fermilab, gli involucri non sono stati progettati per sostenere pressioni di questo genere per un tempo così lungo.

Tuttavia a LHC sono convinti che sia possibile risolvere questo problema senza dover tirare fuori tutti e 1624 i magneti principali dal tunnel e viene stimato un ritardo di 5 settimane sulla tabella di marcia. Questo ritardo comporterebbe di non riuscire ad effettuare i test a macchina accesa che erano previsti nel periodo prima dell’inverno quando, per via del costo proibitivo dell’energia elettrica, ci sarebbe comunque stato un blocco degli esperimenti.

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