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November 3, 2005

Pakistan: terremoto di magnitudo 7.8, oltre 73mila morti

3 novembre 2005

Sisma del Pakistan

Mappa del sisma (Fonte:USGS)
Magnitudo 7.6 Mw
Nazione Pakistan
Profondità 26 km
Epicentro nei pressi di Muzaffarabad
Data e ora 8 ottobre 2005
Città più vicina Muzaffarabad
Feriti 69.000
Morti 63.000

Settantatremila morti, sessantanovemila feriti. Questo è il bilancio attuale delle vittime provocate dal catastrofico sisma che all’inizio d’ottobre ha colpito una regione del Pakistan tristemente famosa negli ultimi tempi perché terra contesa da due potenze asiatiche: il Kashmir.

La mattina dell’8 ottobre, all’ora in cui tutte le scuole cominciavano le lezioni, la terra ha tremato con una intensità mai riscontrata prima in quelle zone: 7,6 gradi della scala Richter, che corrispondono circa al quantitativo di 178 milioni di tonnellate di dinamite.

Con questa potenza distruttiva la maggior parte dei palazzi e delle costruzioni pakistane, comprese numerose scuole sono rovinate al suolo, imprigionando migliaia e migliaia di persone sotto le macerie, per le quali non c’è praticamente più speranza poiché gli aiuti sono lenti e poco efficienti. Nell’area residenziale della capitale pakistana, Islamabad, sono crollate le Megala Towers, un complesso di ottanta appartamenti abitati principalmente dai funzionari delle varie organizzazioni nazionali ed internazionali che hanno sede nella città.

Nel crollo ha perso la vita anche un italiano, funzionario dell’ambasciata in Pakistan e da anni lì residente. Probabilmente gli effetti di questa catastrofe sarebbero stati meno ingenti se gli edifici fossero stati un po’ più solidi, poiché al giorno d’oggi esistono anche tecniche di costruzione che aiutano una palazzina a resistere in caso di terremoto.

Purtroppo il Pakistan è un paese povero e non si può permettere di costruire secondo norme antisismiche come ha invece fatto il Giappone, ormai da molti anni abituato alle frequenti scariche sismiche. Le migliaia di morti che vengono sottratti ai detriti ogni giorno vengono lasciati al sole perché non c’è sufficiente tempo per seppellirle; i pochi feriti, che rischiano la vita per le precarie condizioni igieniche e il pericolo di tetano, sono trattati in modo simile, essendo adagiati nei giardini vicino agli ospedali, ridotti ad un cumulo di rovine, e assistono ad un traffico incessante di famiglie che cercano di riconoscere un parente sperando che non sia morto o ancora disperso.

Macerie delle Margalla Towers

I soccorsi organizzati dal governo sono troppo pochi e troppo lenti, basti pensare che nella città più vicina all’epicentro del sisma, Muzaffarabad, nei primi giorni era a disposizione solo una squadra di sei uomini inviata dalla Turchia. Molti contadini e abitanti delle zone limitrofe che sono state colpite dal terremoto in maniera meno grave hanno protestato contro il generale Musharraf, autoproclamatosi presidente qualche anno fa dopo un colpo di stato, che per questa triste sciagura è stato costretto a chiedere aiuto a tutto il mondo.

Un appello che mai era stato lanciato da questo paese e che verrà accolto solo in parte, essendo già i fondi internazionali limitati a causa dei tagli di sovvenzioni e ai tutti i disastri climatici avvenuti in quest’anno: a cominciare dallo tsunami fino all’uragano Katrina. La Cina fornirà un aiuto sostanzioso con 6,2 milioni di dollari e la Banca Mondiale ne invierà circa 20 insieme ai 4,4 dell’Unione Europea. L’Italia per ora ha mandato qualche aereo con provviste, coperte e medicine.

Occorre tener presente che i soccorsi umanitari vanno ad agire in una zona come il Kashmir, un’area asiatica ad altissima concentrazione di forze militari, contesa fra India e Pakistan, per la quale ci sono state tre guerre (queste solo quelle ufficiali, quelle combattute in realtà sono molte di più), andando anche a rischiare il conflitto atomico che avrebbe prodotto un notevole cambiamento della situazione geopolitica attuale.

Non è da sottovalutare come quelle zone siano state anche interessate dal recente conflitto in Afghanistan, e come siano le stesse nelle quali si muovono i gruppi che compongono la variegata galassia della guerriglia islamica. I seguaci di Al Qaida, che hanno fatto del Kashmir il loro teatro di azione, hanno invitato tutti i gruppi islamici ad agire per far cadere Musharraf ed il suo governo alleato degli USA. L’organizzazione egiziana dei Fratelli Musulmani ha parlato di un castigo di Allah nei confronti del Presidente pakistano, proprio per questa sua condotta filo-americana.

L’origine di questo sisma è principalmente la collisione fra la zolla tettonica indiana e quella eurasiatica. Studi geologici infatti dimostrano come questa piccola parte di terra fosse stata in antichità attaccata al corno d’Africa, si sia staccata e abbia migrato per oltre cinquemila chilometri per l’oceano indiano. Lo scontro tra queste due placche è anche l’origine delle alte montagne che sorgono a ridosso del Nepal: Himalaya, Karakorum e Hindukush. A sostegno di questa tesi c’è il fatto che l’Everest, tetto del mondo con i suoi 8848 m, si sia innalzato di qualche centimetro negli ultimi anni.

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  • «Forte terremoto in Pakistan». Wikinotizie, 8 ottobre 2005

Fonti

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