Il Pakistan in ginocchio per le alluvioni, almeno sette milioni gli sfollati

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venerdì 27 agosto 2010

Un’immagine ripresa da un elicottero dell’esercito statunitense mostra gli effetti delle alluvioni su un ponte in Pakistan (Courtesy of United States Army)

Il Pakistan, duramente colpito dalle alluvioni delle settimane scorse, si trova a fronteggiare una situazione che, già dai numeri forniti dalle numerose agenzie di stampa, appare catastrofica. Milleseicento morti, venti milioni di persone colpite e più di sette milioni di sfollati, questi i dati inquietanti che riassumono gli effetti di inondazioni che ancora continuano ad affliggere il paese.

Il portavoce italiano dell’Organizzazione per le Nazioni Unite, Maurizio Giuliano, ha dichiarato che «la situazione nel Sindh sta volgendo di male in peggio. L’Onu sta consegnando gli aiuti il più velocemente possibile, ma i danni provocati dalle alluvioni superano la nostra capacità di risposta».

Le città più colpite, tra le quali figurano Sujawal, Mirpur Bathoro e Daro, nonché Thatta e Faqir Jogoth, sono state in gran parte evacuate su precisi ordini del governo di Islamabad, il quale ritiene fondamentale mettere al sicuro le centinaia di migliaia di persone che vivono in zone alluvionate o vicine ad argini la cui stabilità è messa a dura prova dalle incessanti precipitazioni.

Nel frattempo, gli Stati Uniti d’America hanno criticato il comportamento dell’esercito pakistano, tacciato di distribuire aiuti umanitari in sovramisura al fine di ottenere altro materiale dalla comunità internazionale, e di ostacolare il lavoro delle numerose ONG presenti sul territorio.


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