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August 28, 2010

Torino versus Belzebù – Draghi e Tori alla conquista della città

Filed under: Uncategorized — admin @ 5:00 am

sabato 28 agosto 2010
Torino città dei misteri? Per definirla tale basterebbe considerarne l’orientamento geografico ed astronomico. Nell’antichità – in alcuni casi anche in tempi più recenti, vedi Washington – il luogo di un insediamento non era scelto a caso. La magia e la religione sono stati fattori importanti per la nascita della capitale subalpina. Le leggende riguardanti la sua fondazione sono innumerevoli, la più antica la farebbe risalire al 1550 a.C, ad opera di un re egiziano. E a ben vedere, i rapporti della città con i faraoni sono sempre stati intensi, non per niente ospita il Museo Egizio di Torino, il più importante d’Europa, il secondo al mondo dopo quello del Cairo.

Se dei culti druidici dei celti non restano evidenti tracce, la stessa cosa non si può dire della pianta romana, con le porte d’accesso disposte sui quattro punti cardinali, mentre la via principale seguiva la linea ascendente del sole. Non dimentichiamo che Torino è costruita sul 45° parallelo, segnalato dall’obelisco con in cima l’astrolabio situato in Piazza Statuto (uno uguale si trova ad undici chilometri di distanza alla fine di corso Francia). Torino sorge anche alla confluenza di due corsi d’acqua, il fiume Po e il torrente Dora, che formano un anello elementale attorno alla città. Il Po rappresenta il Sole, e quindi la parte maschile, la Dora è la Luna, quella femminile. La tradizione esoterica indica Torino come uno dei tre vertici del triangolo della magia bianca, insieme con Praga e Lione, ma anche come punta di un altro triangolo, quello della magia nera, che tocca Londra e San Francisco. Punto di contatto fra linee energetiche positive e negative, nel corso dei secoli Torino ha chiamato a se importanti personaggi di varie scuole: massoni, astrologi, fratellanza bianca, esoteristi, filosofi, quali Nostradamus, Cagliostro, il Conte di Saint-Germain, Fulcanelli, Paracelso, Napoleone, Friedrich Nietzsche, Giuseppe Garibaldi e non per ultimi gli emissari di Adolf Hitler intenzionati a trafugare il sudario della Santa Sindone. Fin dal 1500, dunque, la città fu luogo d’incontro per gli alchimisti d’Europa, a causa della presunta presenza sotto il Palazzo Reale delle Grotte Alchemiche, luogo propizio per gli esperimenti di trasmutazione. Tempo fa, durante i lavori della metropolitana, sorsero vari problemi e i progettisti, per ignote ragioni, dovettero cambiare i loro piani, deviando la traiettoria originale della linea uno. Non si sa perché, ma i treni sotterranei non passano in Piazza Castello, la piazza più centrale di Torino, e forse mai ci passeranno. Che cosa sarebbe Piazza del Duomo a Milano senza la metro?

Ben si inserisce in questo clima di caccia a segni magici ed eco misteriose, il nuovo tour Torino versus Belzebù – Torino contro Belzebù, realizzato da Raffaele Palma, direttore creativo del C.A.U.S. Centro Arti Umoristiche e Satiriche, che ne ha curato ricerca e fotografia. La proposta turistica, che completa ben 12 tours alternativi, relativi a Torino ed al Piemonte, si ispira a due antiche leggende. La prima tratta di un drago maligno e pericoloso, intenzionato ad assediare con ferocia la città: abbattuto da un impavido toro. La seconda ci presenta un drago benevolo ed altruista, capace di sacrificarsi per salvare la città, aiutato da un amico toro. Ed è forse per questo mito, che toro e drago sono divenuti i simboli zoomorfi più presenti sul territorio. I draghi che fanno mostra di se nelle architetture esterne di Torino, compresi gli edifici inseriti nelle manifestazioni del 150° Anniversario dell’ Unità d’Italia, sono elementi di decoro e arredo urbano: portabandiera, fregi, banderuole segnavento, emblemi araldici, forgiati in metallo, terracotta, pietra, ceramica, legno e vetro, Ne sono stati fotografati oltre 130, ma il loro numero è destinato ad aumentare grazie alle segnalazioni dei cittadini.

I draghi sono raffigurati anche in opere d’arte, pittoriche e scultoree, esposte in alcuni musei, nell’area del Cimitero Monumentale, comprese le formelle devozionali di San Giorgio e dell’Arcangelo Michele. Dragone malvagio o dragone mansueto? Anche su questo punto Torino è divisa! Il primo è il simbolo del male, amico degli inferi, allegoria di Belzebù; il secondo è la raffigurazione della giustizia, della spiritualità, ed alleato dell’umanità. Buon divertimento e che la Forza sia con voi!

L’itinerario web è visibile sul sito del C.A.U.S. Centro Arti Umoristiche e Satiriche. Si presenta corredato di due mappe cittadine. L’una d’insieme, evidenzia la collocazione dei più bei draghi; l’altra, interattiva, permette di digitare e visualizzare esattamente la via o piazza con il relativo numero civico, per dare un’occhiata ai draghi segnalati.

Fonti

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