Genova: inserviente accusata di omicidio in casa di riposo, per il gip non vi sono gravi indizi

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Genova, sabato 9 gennaio 2011

Aggiornamenti sul caso dell’inserviente ecuadoriana accusata di aver derubato e poi ucciso una degente novantenne della casa di riposo di Genova dove lavorava. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Genova Massimo Cusatti ha affermato che per il reato di omicidio non vi sono i gravi indizi necessari ai sensi dell’art. 273 del codice di procedura penale per disporre la custodia cautelare in carcere. Il gip ha invece disposto gli arresti domiciliari in una casa di cura, dove è ricoverata da due mesi per una grave forma di depressione. Ha ritenuto infatti sussistenti i gravi indizi per il furto degli assegni.

L’inserviente nei mesi di giugno, settembre e ottobre, ha sottratto dal comodino di Vilelma Bozzo quattro assegni che ha poi compilato, firmato e, in due casi, incassato. I primi due ammontavano a 5mila e 8mila e 500 euro, mentre i secondi due alla cifra, ciascuno, di 50mila euro. Ma proprio il 18 ottobre l’anziana ha denunciato il furto alla polizia: la notte stessa è deceduta, per soffocamento sulla base della ricostruzione svolta dal medico legale Marco Salvi. Per il giudice l’impianto accusatorio, secondo il quale sarebbe stata l’ecuadoriana ad uccidere nel sonno la degente, non sarebbe tuttavia basato su solidi e inequivocabili indizi ed ha per questo rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla procura. Ha però disposto gli arresti domiciliari, per quello che riguarda la sottrazione degli assegni, che lei stessa ha ammesso di aver rubato, nella stessa clinica in cui è stata posta subito dopo l’arresto per gravi problemi di depressione.


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