Calcio: dramma in campo, muore Piermario Morosini

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Pescara, sabato 14 aprile 2012
Altro dramma in campo nel mondo del calcio: il centrocampista del Livorno Piermario Morosini è stato infatti stroncato da un arresto cardiaco durante la partita di Serie B contro il Pescara. Trasportato subito in ospedale, si è spento senza aver mai ripreso conoscenza. Aveva venticinque anni.

Succede tutto allo Stadio Adriatico di Pescara, nel corso del primo tempo della gara valida per il 35º turno del campionato cadetto. Al 31′ minuto di gioco, Morosini si accascia a terra per un malore, colpito da arresto cardiaco. I soccorritori intervengono subito, prima provando a rianimare il giocatore con il defibrillatore, poi trasferendolo all’ospedale di Pescara, dove lo inducono al coma farmacologico. Ma il cuore non riprende a battere. Il venticinquenne calciatore non si risveglierà più: l’annuncio del decesso viene dato, meno di due ore dopo, dai medici dello stesso nosocomio. Una volta giunta la notizia della morte, la Federcalcio italiana ha sospeso immediatamente lo svolgimento delle partite di tutti i campionati, comprese quelle della 33ª giornata di Serie A.

Il nome di Morosini si aggiunge alla lista dei giocatori morti nel campo di gioco, un tragico elenco che include tra gli altri il camerunese Marc-Vivien Foé, l’ungherese Miklós Fehér, il brasiliano Serginho, lo spagnolo Antonio Puerta. Quella di Morosini non era stata un’esistenza facile, perché condizionata dalla morte di alcuni dei più stretti parenti: aveva infatti perso la madre Camilla nel 2001, e il padre Aldo, causa infarto, nel 2003, rimanendo orfano a soli 17 anni. L’anno dopo il fratello disabile si era suicidato, lasciando Piermario da solo con la sorella, pure lei disabile.

Per la morte del giovane calciatore è stata aperta un’indagine: l’ambulanza avrebbe infatti ritardato i soccorsi a causa di un’auto della polizia municipale, una Fiat Croma, che ostruiva l’ingresso sul terreno di gioco. Un fatto che trova riscontro anche nelle parole del portiere della squadra pescarese, Luca Anania: «All’inizio non avevamo ben capito la gravità della situazione. Io, tra l’altro, mi trovavo dalla parte opposta e sono subito corso verso la metà campo del Livorno, dove era caduto a terra Morosini. Ci sono stati momenti di grande confusione. C’è stato ritardo nei soccorsi, perché ci hanno detto che l’ambulanza non poteva entrare sul terreno di gioco perché l’ingresso era ostruito da un’altra macchina. Alcuni miei compagni hanno portato la barella a mano fino all’ambulanza».


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Fonti[]