Gardaland: polemiche per il divieto d’accesso sulla monorotaia a una bambina down

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sabato 28 agosto 2010

La Monorotaia di Gardaland è una delle attrazioni del parco, ed è attiva dal 1988

Il parco divertimenti di Gardaland è da qualche giorno al centro di una polemica, dopo che Aldo Aceto, ex procuratore di Pescara e padre di una bambina di otto anni affetta da sindrome di Down, ha denunciato dalle pagine del quotidiano abruzzese Il Centro quella che a prima vista apparirebbe come una sorta di discriminazione perpetrata nei confronti della figlia.

L’episodio è accaduto alcuni giorni addietro: la bambina, insieme con la famiglia, stava per entrare sulla monorotaia, il mezzo di trasporto che fa il giro del parco, ma gli addetti hanno rifiutato alla comitiva l’ingresso, adducendo motivi di sicurezza che, sempre secondo i responsabili di Gardaland, vietano alcune attrazioni a persone particolarmente sensibili a “reazioni incontrollate”.

Il magistrato ha duramente attaccato il parco, scagliandosi contro la decisione di non far salire la bambina (che a quanto pare era già salita sull’attrazione durante la mattinata) ma anche contro gli ingressi preferenziali per disabili, poichè rappresenterebbero una “discriminazione razziale”. «All’ingresso non mi è stato fornito nessun opuscolo – dichiara Aceto -. L’ho preso alla fine della giornata, constatando quanto quella che abbiamo subito sia stata un’ingiustizia fondata soltanto sul pregiudizio».

Da Castelnuovo del Garda spiegano: «Gardaland è da sempre attenta ai diritti dei suoi ospiti disabili; lo testimoniano tutte le iniziative adottate per rendere sempre più agevole la loro visita al Parco: i parcheggi riservati, l’ingresso preferenziale dal Castello che consente di evitare le code, il noleggio di sedie a rotelle e, non ultimo, un opuscolo informativo realizzato in collaborazione con le associazioni che si occupano di disabilità e che viene distribuito ad ogni ospite disabile all’entrata dal Castello, e che può essere facilmente reperito sul sito web». Sull’episodio, in particolare, la direzione aggiunge: «Probabilmente il signor Aceto non ha fatto presente alle casse la disabilità della figlia. Se lo avesse fatto, sarebbe stato indirizzato all’entrata del Castello dove la bambina avrebbe avuto diritto all’ingresso gratuito al Parco e dove avrebbe ricevuto l’opuscolo con le informazioni. Il mancato rispetto di quanto prescritto dalla legge e di quanto indicato dal costruttore rappresenterebbe una grave inadempienza da parte nostra, sanzionabile sia civilmente che penalmente».


Fonti