Italia: il governo approva il pacchetto sicurezza

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martedì 30 ottobre 2007
Oggi il Governo italiano ha dato il via libera al pacchetto sicurezza, che consiste in cinque disegni di legge. Questi progetti introducono nuove misure per la sicurezza urbana, come la banca dati del DNA, e altri provvedimenti che volgono a contrastare la criminalità organizzata e il falso in bilancio, che vede inasprirsi le pene; viene migliorato inoltre il principio della certezza della pena. I ministri Paolo Ferrero, Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro Scanio si sono astenuti su alcuni testi.

Inoltre, nel pacchetto è stato inserito un emendamento atto a promuovere l’incremento della videosorveglianza e l’incentivazione dei pagamenti elettronici presso i tabaccai.

I provvedimenti in dettaglio[]

Sono molte le misure previste dai DDL approvati oggi dal Consiglio dei Ministri italiano. Per quanto riguarda il falso in bilancio, vengono inasprite le pene: chi falsifica i bilanci, rischia quattro anni e non più due, mentre cade l’impunibilità nel caso in cui le falsità siano di poco conto. Se poi le società sono quotate, le pene vanno dai tre ai sei anni di reclusione.

Sarà inoltre reato costringere (e comunque, non impedire) l’accattonaggio minorile, introducendo una nuova fattispecie di reato ad hoc. Il nuovo reato prevede una reclusione fino a tre anni, che possono associarsi alla perdita della potestà del genitore.

Vengono inoltre aumentati i poteri dei sindaci, che potranno adottare provvedimenti urgenti anche in caso di pericoli per la sicurezza e non solo in caso di grave pericolo all’incolumità pubblica. I Prefetti, invece, avranno il potere di allontanare dal Paese anche i cittadini appartenenti all’Unione Europea per motivi legati alla sicurezza. Rimane di competenza del ministro l’allontanamento di cittadini comunitari residenti in Italia da più di dieci anni o minorenni, mentre il reingresso in Italia dopo l’espulsione comporterà la reclusione fino a tre anni.

Ancora un giro di vite, inoltre, a favore della sicurezza degli stadi: chi verrà trovato, nei pressi di luoghi ove si svolgono partite, in possesso di razzi, petardi e bastoni potrà subire un provvedimento di reclusione da sei mesi a tre anni, oltre ad una multa dai 1 00 a 5 000 euro.

Inasprite inoltre le pene per chi commette un omicidio con colpa sotto effetto di alcol o droghe: passano a tre a dieci anni (oggi è la metà) gli anni di restrizione della libertà personale cui si può andare incontro. Inoltre è previsto che la confisca del veicolo che ha causato gli omicidi o le lesioni personali, «salvo che appartenga a persona estranea al reato». «Nel caso di condanna per omicidio colposo o lesioni colpose a più persone, poi, è sempre disposta la confisca del veicolo salvo che appartenga a persona estranea al reato».

Chi adescherà minori di sedici anni su Internet potrà subire una condanna da uno a tre anni di reclusione, se i suoi comportamenti sono volti a carpire la fiducia del minore.

Chi commetterà reati che provocano allarme sociale (come omicidio, rapina, estorsione, incendio boschivo, violenza sessuale, ecc.) non potrà beneficiare della sospensione. Inoltre, vengono allargati i casi in cui vengono previste misure cautelari.

Il pacchetto sicurezza, inoltre, inasprisce le pene per chi pratica la contraffazione, specialmente se si falsificano merci made in Italy, che diventa un’aggravante.

Inasprite anche le misure contro la mafia: il patrimonio del mafioso deceduto potranno essere aggrediti dallo Stato, mentre imprenditori e imprese che denunciano la mafia potranno godere di una tutela reale.

Viene istituita la banca dati del DNA, che conterrà i profili genetici di persone coinvolte in reati, e che verranno conservati «per quarant’anni dall’ultima circostanza che ne ha determinato l’inserimento», presso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza.

Sul piano della famiglia, si interviene anche nei riguardi di donne extracomunitare, che potranno godere di un permesso di soggiorno per motivi di protezione umanitaria. Inoltre vengono inasprite le pene per i maltrattamenti perpetrati in famiglia, in particolare nei riguardi di danno a minori di 14 anni.

Infine si prevede una riscrittura della legge Cirielli sulla prescrizione. Essa verrà calcolata in base alla pena massima prevista dal codice, aumentata della metà, e comunque non sarà inferiore ai sei anni per i delitti, mentre per i delitti più gravi non può superare i trent’anni. Nessuna prescrizione, infine, per reati punibili con l’ergastolo.

Fonti[]