Petrolio a 100 dollari al barile, preoccupa la crescita economica

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giovedì 3 gennaio 2008

Per il secondo giorno consecutivo, le quotazioni del petrolio al Nymex di New York hanno raggiunto e superato i 100 dollari al barile, battendo così il record storico e superando per la seconda volta, dopo che nella nottata vi era stato un piccolo ripiegamento, la soglia psicologica attesa da diversi mesi dai mercati. Mentre negli Stati Uniti d’America le quotazioni hanno raggiunto i 100,09 dollari, al Brent di Londra la distanza dalla quotazione a tre cifre è di appena un dollaro e mezzo.

Sempre sul fronte americano, si registra il parere del presidente George W. Bush che non intende mettere mano alle riserve strategiche dell’oro nero USA; facendo questo, i prezzi subirebbero un eventuale ribasso, ma Bush ha preferito non concedere l’autorizzazione all’intaccamento dei depositi, poiché i prezzi del petrolio, molto volatili, potrebbero non volgere al ribasso anche con l’aumento del petrolio disponibile. Bush, che lascerà il suo incarico una volta eletto il suo successore nelle elezioni del 4 novembre prossimo, illustrerà la situazione nell’ultimo discorso al parlamento sullo Stato dell’Unione.

Per l’Unione Europea, ha parlato Amelia Torres, portavoce di Almunia, che ha detto: «Se i prezzi del greggio restassero agli attuali livelli record ci sarà un impatto sull’economia.»

Quotazioni record si sono registrate inoltre oggi anche per l’oro e il platino, i cosiddetti “beni rifugio”.

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