Economia in caduta, oro e petrolio alle stelle

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lunedì 17 marzo 2008

Oggi le notizie provenienti dall’economia sono particolarmente univoche e pesanti. La crisi economica americana, innescata dalla bolla dei subprime, non accenna a fermarsi e a terminare i suoi effetti sul resto del mondo. Wall Street ha segnato un inizio di seduta con una flessione dell’1.49% del Dow Jones e anche peggio con l’indice Nasdaq. Nondimeno il presidente statunitense George W. Bush ha dichiarato la solidità delle ‘istituzioni finanziarie’. Eppure, questa è vista da molti come la peggiore crisi dagli anni ’30.

Sorpresa per l’acquisto della Bear Stearns da parte della JP Morgan al prezzo stracciato di 240 milioni di dollari. La perdita economica è colossale, con un crollo dell’87% fino a miseri 2 dollari per azione (venerdì ne valeva 30).

La seduta a Piazza Affari ha visto il Mibtel a -2.87%, S&P mib 2,64, Midex 3,89%. A Londra si è registrata una perdita del 2.13%, a Parigi il 2.22, mentre Francoforte cede il 3.12, Zurigo quasi 4 punti e Tokyo il 3.7%. Hong Kong è negativa per il 5.2%. A questo punto, nonostante l’assicurazione di Standard & Poor’s che il peggio fosse passato, gli operatori sono invece in trepidazione: sarà invece ancora da vedersi il picco della crisi?

Londra sta presentando un progetto da 25 miliardi di sterline per comprare e nazionalizzare la Northern Rock, travolta da una crisi finanziaria devastante nei mesi scorsi.

L’Alitalia ha vissuto una giornata di passione: nonostante l’accordo con Air France-KLM, il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso, dopo un crollo del 20% a 0,396 euro. Oggi è atteso il parere del Ministero del Tesoro italiano. Air France valuta le azioni appena 0.10 euro (ovvero 160 azioni Air France ogni azione Alitalia). Negative anche le altre bluechip.

Intanto la Federal Reserve ha tagliato ancora una volta i tassi di 25 punti per arginare la crisi, ma i mercati hanno ritenuto tardiva questa mossa, e le vendite sono proseguite.

Le quotazioni sono da record, in maniera inversa, per l’euro a 1,59 sul dollaro statunitense, e addirittura il petrolio è quotato a 111,42 dollari per barile sul mercato dei ‘future’ di aprile, superando qualunque altro record. La sua corse è poi stata invertita, ‘crollando’ a 105 dollari circa a fine seduta, ma nondimeno resta ampiamente sopra quella barriera che appena pochi mesi fa era solo un’inquietante ipotesi, ovvero quota 100 dollari al barile. Anche l’oro ha superato ad un certo punto i 1000 dollari l’oncia.

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