Renato Schifani (PdL) è il nuovo Presidente del Senato della Repubblica Italiana

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martedì 29 aprile 2008

Il nuovo Presidente del Senato della Repubblica, Renato Giuseppe Schifani

Renato Giuseppe Schifani, esponente del Partito del Popolo della Libertà, che fa capo al premier in pectore Silvio Berlusconi, è stato eletto questa mattina alla presidenza del Senato della Repubblica. Il XVIII presidente è risultato eletto alla prima votazione, anche grazie alla votazione svolta a maggioranza assoluta.

L’elezione, che di fatto costituisce il primo atto ufficiale della XVI legislatura, è stata presieduta da Giulio Andreotti, in qualità di senatore più anziano, dopo che Oscar Luigi Scalfaro e Rita Levi Montalcini avevano entrambi rifiutato di presiedere i lavori per problemi di salute.

Al termine della chiama, ovvero la votazione che vede presenti tutti i senatori, compresi quelli a vita, è cominciato lo scrutinio. Da subito è emersa la larga maggioranza del candidato del PdL e la decisione delle opposizioni del PD e dell’UDC di votare scheda bianca. Emma Bonino, leader radicale – protagonista di un botta e risposta con il presidente provvisorio Andreotti dopo la comunicazione di questa di voler presentare la sua candidatura alla presidenza, candidatura di fatto rifiutata dal senatore a vita in applicazione del regolamento del Senato – ha ottenuto 13 voti.

Il nuovo presidente, Schifani, ha ottenuto 178 voti, 4 in più di quelli a disposizione dei partiti costitutivi della maggioranza parlamentare. Centodiciassette le schede bianche.

Alla fine dello scrutinio, Andreotti ha sospeso momentaneamente la seduta per permettere al neo-eletto presidente di prendere posto sullo scranno presidenziale. In un lungo discorso introduttivo, spesso interrotto da applausi bipartisan, Renato Schifani ha parlato della sicurezza, delle cosiddette questioni settentrionali e meridionali, ma ha anche ricordato tutti gli eroi della patria, da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sino ai militari morti nella strage di Nassiriya. Ha poi garantito il suo impegno nel rispetto dei diritti di tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione, per poi spronare l’aula sulla necessità di riforme condivise e necessarie.

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