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August 9, 2008

Wikipedia: Cevo

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Cevo

Panorama di Cevo
Cevo - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Brescia
Coordinate: 46°4′56″N 10°22′10″E / 46.08222, 10.36944Coordinate: 46°4′56″N 10°22′10″E / 46.08222, 10.36944
Altitudine: 1100 m s.l.m.
Superficie: 35 km²
Abitanti:
969 31/12/2007 – ISTAT
Densità: 28 ab./km²
Frazioni: Andrista, Fresine, Isola
Comuni contigui: Berzo Demo, Cedegolo, Ceto, Cimbergo, Daone (TN), Saviore dell’Adamello, Sonico
CAP: 25040
Pref. telefonico: 0364
Codice ISTAT: 017051
Codice catasto: C591
Nome abitanti: cevesi
Santo patrono: San Vigilio
Giorno festivo: 26 giugno
Comune

Posizione del comune nell'Italia

Sito istituzionale
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Il territorio di Cevo in Valle Camonica.

Il territorio di Cevo in Valle Camonica.

Cevo (Séf in dialetto camuno[1]) è un comune di 969 abitanti della Valle Camonica, in provincia di Brescia.

Indice

Geografia fisica

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Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle Camonica.

Il 5 febbraio 1350 il vescovo di Brescia investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Cevo il Comune (vicinia) e gli uomini di Cevo.[2]

Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno, Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .[2]

Gregorio Brunelli dice che nel XVII secolo gli abitanti di Cevo erano talmente poveri da emigrare d’inverno presso Soncino o nel Cremonese[3]

Il 22 aprile 1644 Il paese di Cevo fu quasi completamente incendiato per la caduta di un fulmine.[4]

Dopo l’armistizio dell’8 settembre il nord Italia venne aggregato alla repubblica di Salò.

Ai giovani delle classi 1923-1925 vennero chiamati alla leva obbligatoria, ma nessuno si presentò. Molti si nascondevano nelle montagne dell’Adamello, nei fienili ad alta quota. Altri aderivano ai gruppi partigiani dell’alta valle. Sopra Cevo Antonino Parisi (Nino) e altri ribelli cominciano ad organizzare la 54° Garibaldi, che inizia ad operare attivamente dal gennaio 1944.

A primavera iniziano i primi rastrellamenti al fine di leva da parte della banda fascista Marta, formata da militi della Guardia Nazionale Repubblicana di Milano. Le azioni di questo reparto oltrepassano il compito di repressione antipartigiana sconfinando in realtà nel saccheggio ai danni delle popolazioni, ruberie ai contadini e uccisioni. Il 19 maggio consolida la prassi del terrore sterminando la famiglia Monella (Giovanni, sua moglie Maria Scolari e la figlia Maddalena) e assassinando lo scalpellino Francesco Belotti.

Durante il mese di giugno viene catturato Pozuolo Giuseppe Pezzati, comandante repubblichino di Isola; pochi giorni dopo viene attaccata dai partigiani una pattuglia tedesca presso Isola, con il ferimento di un sottufficiale.

Il 1 luglio i garibaldini attaccano la centrale di Isola: lo scontro dura mezz’ora. Due fascisti vengono uccisi e due feriti: il comandante fu fucilato. Tra i partigiani vi furono un morto e due feriti.

In seguito a questi fatti venne stabilito l’assalto dei fascisti del paese.

Il 3 luglio 1944, viene bruciato il paese di Cevo per rappresaglia contro i partigiani. 151 case vengono totalmente distrutte, altre 48 rovinate e 12 saccheggiate; furono uccise 6 persone: Cesare Monella, Francesco Biondi, Giacomo Monella, Giovanni Scolari, Rodella Domenico, Biondi Giacomina. Su una popolazione di circa 1200 abitanti rimasero ben 800 senza tetto.

I tedeschi si arrenderanno, infine, il 18 aprile 1945 a Forno d’Allione.

Cevo è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondialela cui motivazione è visionabile all’url http://www.istitutonastroazzurro.it/comunedicevo.html

Demografia

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiese

Le chiese di Cevo sono:[5]

  • Chiesa di San Sistodel secolo XVI da precedente costruzione romanica, circondata da piccolo cimitero.
  • Parrocchiale di San Vigilio del secolo XVI

Cultura

Folklore

Gli scotöm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Cevo è Barlócc.[6]

Amministrazione

Sindaco: Mauro Giovanni Bazzana (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0364 634104
Email del comune: info@comune.cevo.bs.it

Unione di comuni

Cevo fa parte dell’ Unione Comuni della Valsaviore, assieme ai comuni di Cedegolo, Berzo Demo, Saviore dell’Adamello, Malonno, Paisco Loveno e, dal 2003, Sellero.
L’unione di comuni, che ha sede a Cedegolo, è stata creata il 20 agosto 1999, ed ha una superficie di circa 225 kmq.[7]

Galleria fotografica


Note

  1. ^ Tratto da: Lino Ertani. Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica. Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 161
  2. ^ a b Tratto da: Roberto Celli. Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica. Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984. 106 ISBN 88-343-0333-4
  3. ^ Tratto da: Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli. Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve. Cividate Camuno, Toroselle, 1992. 309
  4. ^ Tratto da: Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli. Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve. Cividate Camuno, Toroselle, 1992. 310
  5. ^ Tratto da: Eugenio Fontana. Terra di Valle Camonica. Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984. 116
  6. ^ Tratto da: Lino Ertani. Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica. Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 161
  7. ^ Ministero dell Interno – Unione Comuni della Valsaviore. URL consultato il 26-07-2008.

Bibliografia

  • Franco Bontempi, Storia della Valsaviore, Tipografia Camuna, Breno, 2005

Voci correlate

  • Valle di Saviore
  • Comunità Montana della Valle Camonica
  • Sito dell’Istituto Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare

Altri progetti

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