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August 21, 2008

Wikipedia: Lovere

Filed under: — admin @ 4:32 pm

Lovere

Panorama di Lovere
Lovere - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Bergamo
Coordinate: 45°48′45″N 10°4′12″E / 45.8125, 10.07Coordinate: 45°48′45″N 10°4′12″E / 45.8125, 10.07
Altitudine: 208 m s.l.m.
Superficie: 7 km²
Abitanti:
5.407 31/12/2007 – ISTAT
Densità: 768 ab./km²
Comuni contigui: Bossico, Castro, Costa Volpino, Pianico, Pisogne (BS), Sovere
CAP: 24065
Pref. telefonico: 035
Codice ISTAT: 016128
Codice catasto: E704
Nome abitanti: loveresi
Santo patrono: Santa Bartolomea Capitanio e Santa Vincenza Gerosa
Giorno festivo: 18 maggio
Comune

Posizione del comune nell'Italia

Sito istituzionale
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Il territorio di Lovere in Valle Camonica

Il territorio di Lovere in Valle Camonica

Lóvere (Lùer in dialetto camuno) è un comune di 5.407 abitanti della Valle Camonica, sulla sponda nord-occidentale del lago d’Iseo, in provincia di Bergamo.

Indice

Geografia fisica

Situato sulla sponda occidentale del Lago d’Iseo, dista circa 43 chilometri dal capoluogo orobico.

Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle Camonica.

La storia di Lovere è ricchissima di avvenimenti, vista la sua posizione strategica che lo colloca tra il termine della valle Camonica e l’imbocco della val Cavallina per i collegamenti via terra, ed all’estremità nord del lago d’Iseo per i trasporti via acqua.

I primi insediamenti accertati risalgono ad un periodo compreso tra il V ed il III secolo a.C., come testimoniato dalla presenza di un nucleo abitativo di origine celtica posto in una posizione strategica, tutt’ora chiamato Castelliere.

I secoli successivi videro l’arrivo della dominazione romana, che costruirono’ un’importante via di comunicazione, denominata poi strada di San Maurizio, e la costruzione di un consistente centro abitato sull rive del lago. A tal riguardo numerosi sono i reperti rinvenuti, tra cui numerose sepolture con relative lapidi, risalenti ad un periodo compreso tra il primo ed il quarto secolo. Inoltre sul territorio venne scoperto un ingente quantitativo di monete e gioielli che, denominato il tesoretto di Lovere, è ora custodito presso il museo archeologico di Milano.

In seguito al termine dell’impero romano il territorio fu soggetto alle orde barbariche, terminate con l’insediamento dei Longobardi. A questi subentrarono i Franchi che, istituendo il Sacro Romano Impero, diedero il via al feudalesimo ed all’età medievale.

Inizialmente il territorio venne dato in gestione ai monaci di Tours, i quali lo permutarono a favore del vescovo di Bergamo, al quale poi subentrò la famiglia Celeri. Erano gli anni in cui infuriavano le lotte di fazione tra guelfi e ghibellini, ed anche Lovere si trovò al centro di numerosi scontri: a tal riguardo il paese si dotò di parecchie fortificazioni, tra cui torri e cinte murarie, in posizione dominante rispetto al lago. Restano ancora di quell’epoca, le case torri, come Torre Soca, Torre degli Alghisi e la Torricella rotonda dell’antica cinta muraria.

Nel 1263 moriva qui Cavalcano Sala, vescovo di Brescia, cacciato da Ezzelino da Romano.[1]

Gli scontri si protrassero fino alla prima metà del XV secolo, quando il territorio passò nella Repubblica di Venezia. La Serenissima varò numerose leggi volte a risollevare la situazione sociale ed economica, facendo rivivere il centro abitato e migliorando le condizioni di vita degli abitanti. Il dominio della città lagunare durò fino al 1797, quando vi subentrò la Repubblica Cisalpina.

Già in quel periodo cominciarono a svilupparsi numerose attività industriali in ambito siderurgico, che portarono benessere e sviluppo di tutta la zona fino al XX secolo, quando il paese ha cominciato a puntare decisamente anche sull’industria turistica, al fine di valorizzare le ricchezze paesaggistiche e culturali di cui è ricco.

Demografia

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Relgione

Sebbene in provincia di Bergamo, la parrocchia di Lovere fa riferimento alla diocesi di Brescia.

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiese

  • Basilica di S. Maria in Valvendra. Situato in località Val Vendra, dove scorre l’omonimo torrente, venne edificata nella seconda metà del XV secolo. Inizialmente presentava uno stile gotico, che con le successive ristrutturazioni dei secoli seguenti è stato modificato in un genere rinascimentale. La struttura prevede tre navate, con la principale sormontata da una volte a botte e divisa dalle altre due laterali con una serie di colonne. All’interno si possono ammirare opere pittoriche di dipinti di Gian Paolo Cavagna, Domenico Carpinoni e Piero Marone.
  • Chiesa di S. Giorgio. La chiesa di San Giorgio è uno degli edifici religiosi più antichi della zona, essendo stata costruita nel 1263. Tuttavia della struttura è rimasto ben poco, viste le numerose modifiche apportate nel corso dei secoli. La principale di queste risale alla seconda metà del XV secolo, quando la chiesa venne rialzata ed ampliata, andando ad inglobare nella propria struttura la casa-torre denominata Torre Soca, risalente al XIII secolo e di proprietà della famiglia Celeri. Una successiva ristrutturazione ha portato a tre il numero delle navate, demolendo però il campanile presente. All’interno si possono ammirare opere di grande spessore artistico: il Mosè che fa scaturire l’acqua dalla rupe di Jan de Herdt, l’Ultima cena di Gian Paolo Cavagna e la Trinità con la vergine e S. Giorgio di Palma il Giovane.
  • Monastero di Santa Chiara. Edificato nella prima parte del XVI secolo ed ampliato più volte, ospita ancor’oggi le monache clarisse. Soppresso in età napoleonica e ripristinato al termine del XIX secolo, custodisce numerose opere pittoriche, tra cui una via crucis ed il ritratto di Santa Chiara, eseguito da Sebastiano Conca di Gaeta. Inoltre presenta al proprio interno la chiesetta di Santa Chiara, piccolo edificio di culto molto caratteristico.
  • Oratorio di San Martino. Di origine antichissima, risalirebbe addirittura al IX secolo, epoca in cui i territori erano posti sotto la giurisdizione dei monaci di Tours. Con il passare del tempo venne sempre meno utilizzato, date le sue ridotte dimensioni, fino ad arrivare al suo abbandono, avvenuto nel XVII secolo. Soltanto un recente restauro ha permesso di recuperare parte del patrimonio artistico in esso custodito, tra cui numerosi affreschi nell’abside.
  • Santuario delle Sante B. Capitanio e V. Gerosa. Edificato nel terzo decennio del XX secolo e dedicato alle religiose Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa che fondarono nel 1832 la congregazione delle Suore di Maria Bambina, presenta una struttura in stile gotico-lombardo. All’interno si possono ammirare affreschi e mosaici eseguiti da Pasquale Arzuffi raffiguranti le due sante, delle quali sono conservate le spoglie ed altre piccole reliquie, che formano un piccolo museo a loro intitolato.
  • Santuario di San Giovanni. Posto in una zona suggestiva, sul culmine del monte Cala, offre un’ottima visuale su gran parte del lago e le zone circostanti. Edificato nel XV secolo ed inizialmente intitolato a San Zenone, è tutt’ora meta di pellegrinaggio per numerosi abitanti di Lovere.

Castelli e fortificazioni

  • Il Castelliere. Questa costruzione è forse la più antica presente sul territorio loverese e può essere databile tra il quinto ed il terzo secolo a.C. Situato in posizione panoramica e strategica, fu utilizzato già ai tempi dei Galli, ed ancor’oggi possiede resti di muratura e forti difensivi risalenti alla loro colonizzazione, ma anche alle epoche successive.

Piazze e Palazzi

  • Accademia e galleria Tadini. Istituita dal conte Tadini che, dopo la sua morte, avvenuta il 4 marzo 1828, decise di devolvere parte dei suoi averi ad una fondazione che avesse il compito di fondare una scuola d’arte e musica con tanto di galleria dove esporre i dipinti. Attualmente ubicata in un edificio di stampo neoclassico, situato nei pressi di piazza Garibaldi, conserva una grande quantità di tele ed affreschi, che la rendono una delle gallerie d’arte più rinomate dell’intera regione. La pinacoteca comprende dipinti di numerosi artisti lombardi e veneti quali Lorenzo Veneziano, Jacopo Bellini, Domenico Tintoretto, il Parmigianino, Giacomo Ceruti, di Giandomenico Tiepolo e Francesco Hayez. Vi sono contenute anche opere manifatturiere provenienti da Sèvres, Meissen, Höchst e Capodimonte.
  • Palazzo Bazzini. Edificato nel 1616 dal condottiero Adorno Bazzini di fronte alla basilica di S. Maria in Valvendra, presenta una struttura ad U, ornata da pilastri ed archi ed arricchita da un giardino al termine del quale si trova una piccola torre. Attualmente è in fase di ristrutturazione, e non sono permesse le visite.
  • Piazza Vittorio Emanuele II. Da sempre considerata il cuore pulsante del borgo, originariamente era chiamata piazza degli uffizi, a causa della presenza della sede di gran parte delle istituzioni. Tra i palazzi che la circondano merita menzione il palazzo podestarile, antica sede del podestà, e la torre civica, che porta ancora i segni della dominazione veneta. Attiguo ad essa si trova la torre Alghisi, risalente anch’essa al periodo medievale ed appartenuta ad un’importante famiglia loverese

Personalità legate a Lovere

A Lovere è nato il celebre campione di motociclismo Giacomo Agostini.

Sport

Nel paese è attiva la Unione Sportiva Dilettantistica Sebinia Alto Sebino che partecipa al campionato di Promozione.

Negli anni 50 la squadra di Lovere riuscì tuttavia a partecipare a 2 campionati di Serie C.

Amministrazione

Sindaco: Vasco Vasconi (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 035 983623
Email del comune: info@comune.lovere.bg.it

Note

  1. ^ Tratto da: Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli. Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve. Cividate Camuno, Toroselle, 1992. 653

Altri progetti

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