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October 10, 2008

Wikipedia: Mauro Pili

Filed under: — admin @ 8:43 am
Stemma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Mauro Pili
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Luogo nascita Carbonia (CI)
Data nascita 16 ottobre 1966
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio Diploma di istituto tecnico
Professione Giornalista professionista.
Partito FI – Il Popolo della libertà
Legislatura XV, XVI
Gruppo Il Popolo della Libertà
Coalizione PdL-LN-MpA
Circoscrizione XXVI Sardegna
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
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Mauro Pili (Carbonia, 16 ottobre 1966) è un politico italiano eletto alla Camera dei deputati nelle file del Popolo della Libertà.

È stato presidente della regione Sardegna. Ha ricoperto per due legislature l’incarico di sindaco della città di Iglesias ed è stato giornalista di profesisone scrivendo per La Nuova Sardegna e collaborando con l’emittente regionale Sardegna Uno.

Indice

Primo periodo politico

Attivo sin dalla gioventù si avvicina in un primo momento alla politica grazie ai socialisti mostrandosi come un combattivo e muovendosi per il referendum contro le basi nato in Sardegna. Nel 1990 però crea una lista civica Nuova Via, non vicino al centro-destra ma all’opposizione rispetto alla giunta di centro-sinistra per presentarsi alle elezioni comunali. Diventa consigliere e il più votato del suo partito.

Nell’agosto di 1993 il sindaco di Iglesias annuncia le dimissioni e Mauro Pili con l’appoggio di un’ altra lista civica si candida sindaco della città mineraria. Il 23 novembre 1993 Mauro Pili è sicuro con la sua lista civica di aver raggiunto il ballottaggio, il 5 dicembre dello stesso anno vince il ballottaggio mandando tutti i partiti storici all’opposizione, Pili a soli 27 anni è il sindaco di Iglesias. Nel 2000 Pili viene accusato dall’Unione Sarda di aver copiato, quand’era sindaco di Iglesias, il “Puc” del comune ferrarese di Comacchio, famoso per le sue anguille. E proprio una confezione di anguille regala sarcastico a Pili il capogruppo regionale Ds, tra le risate generali. Tra le sue preoccupazioni maggiori ci son state la riconversione delle miniere e il riportare l’ acqua corrente nelle case della martoriata Iglesias. Allo scadere del suo mandato, Pili viene riconfermato sindaco: lo resterà fino al 1999 quando, durante il periodi pre-elettorale per la nascita del nuovo consiglio regionale sardo, La Nuova Sardegna mette Pili nei piani di Silvio Berlusconi e della sua Forza Italia.

Elezioni regionali del 1999

1° incarico

Effettivamente nel 1999 Mauro Pili si dimette da sindaco per cercare di conquistare la regione Sardegna insieme al Polo per la Sardegna Che comprendeva Forza Italia, Alleanza Nazionale, CCD e i Riformatori Sardi. Al primo turno Mauro Pili non raggiunge di un soffio la vittoria ma prende il 49,6% dei voti ed è dunque necessario il ballottaggio che vince con il 54% dei voti ma è una vittoria di Pirro. La legge regionale di quell’epoca infatti consegna la maggioranza relativa al centro-sinistra che ha potuto così portare 37 rappresentanti al Palazzo di Viale Trento (sede della Regione) contro i 35 di Pili mentre i non appartenenti ai due poli saranno 8.

La strada è in salita per Pili e lo diviene ancora di più quando gli viene mossa l’accusa di aver copiato il discorso di insediamento di Roberto Formigoni alla regione Lombardia annunciando nel suo discorso di programmazione l’aumento delle province della Sardegna dalle quattro di allora a 11. Pili si giustificherà nel suo libro [1] scrivendo che si era ispirato a diverse linee programmatiche e che quella parte di discorso era in un file che era stato corretto ma che è finito ugualmente in stampa nella sua forma originale. Pili per questo motivo chiede la fiducia al consiglio regionale 39 i favorevoli, 40 i contrari: Pili non ottiene la fiducia ed è costretto a dimettersi dalla presidenza della Regione. All’elezione di un nuovo capo del governo regionale da parte della giunta, Mauro Pili ottiene per la seeconda volta la fiducia salvo perderla poco tempo dopo e rimanere per un po’ nell’ombra.

2° Incarico

Il 16 ottobre 2001 un nuovo colpo di scena irrompe su Pili e sulla giunta. Il presidente che gli è subentrato, Mario Floris si dimette e con l’astensione dell’opposizione e 43 voti favorevoli, Pili siede nuovamente sullo scranno più importante del palazzo di Viale Trento. Il clima però non è di certo sereno Pili riesce a tenersi a galla fino al 2003, quando i franchi tiratori si faranno sentire nella votazione a scrutinio segreto della finanziaria che poi sfocerà nell’ennesima mozione di sfiducia nei suoi confronti, 20 mesi dopo il suo terzo insediamento a Villa Devoto. Pili riesce a superare questa prima burrasca e ne supera anche una quarta, il 22 luglio 2003 rimanendo presidente della regione Sardegna con 38 voti, la crisi del centro-destra è però ormai palese e nell’Agosto di quello stesso anno rassegna ancora una volta, questa volta l’ ultima, le dimissioni da presidente.

Elezioni regionali del 2004

Al termine della tormentata legislatura 1999-2004, è tempo per i sardi di tornare alle urne il polo della libertà nel frattempo diventato casa delle libertà è coalizione di governo da ormai 3 anni e il suo leader, l’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi dichiara di volere solo il suo delfino sardo come candidato governatore. Nel frattempo è cambiata la legge regionale e sono cambiati anche gli avversari, principale antagonista di Pili si rivelerà sin da subito il candidato della coalizione di centro-sinistra, il padrone di Tiscali Renato Soru.

La coalizione di centro-destra prende il nome di “Sardegna Unita – Mauro Pili Presidente” e al Fianco del candidato presidente, tra gli altri, come candidato si schiera anche il proprietario del Cagliari Massimo Cellino. Ma in Sardegna è grande la sfiducia visti i 5 anni precedenti e in più nel 2004 serpeggiava anche un certo disappunto nei confronti del governo nazionale. Alle elezioni regionali del 4 aprile 2004 infatti esce sconfitto al primo turno prendendo il 40,5% dei voti contro il 50,1 % di Soru. Pili resterà all’opposizione per 2 anni prima di affrontare una nuova fase politica della sua vita.

Elezioni politiche del 2006

Nel 2001 Silvio Berlusconi da l’incarico a Pili di guidare Forza Italia in Sardegna. Pili accetta ma decide di non candidarsi per un posto di deputato rimanendo in Sardegna. Nel 2006 però Pili è inserito nella lista di Forza Italia per gli eleggibili in parlamento (come è noto non si esprimono preferenze) e, nonostante la sconfitta sia nazionale sia a livello regionale, riesce comunque a garantirsi uno scranno a Montecitorio divenendo inoltre capogruppo di Forza Italia alla camera. I problemi che Pili vuole portare all’attenzione della camera riguardano principalmente la Sardegna e il ruolo a livello nazionale, ma il suo periodo all’opposizione dura appena 20 mesi vista la caduta del Governo Prodi II.

Elezioni politiche del 2008

Il 13 e 14 aprile 2008 gli italiani sono chiamati di nuovo alle urne per eleggere il loro parlamento visto lo scioglimento delle camere della XV Legislatura. Al contrario del 2006 quando fu estenuante, la campagna elettorale questa volta è breve e in Sardegna, Pili si impegna a girare le piazze insieme agli altri candidati del neonato Popolo della Libertà nella circoscrizione Sardegna tra cui Salvatore Cicu, Luca Barbareschi, e Settimo Nizzi. Il PdL, in coalizione con il Movimento per l’Autonomia al sud e con la Lega Nord al nord, vincerà poi con larga maggiorana le elezioni e Pili, terzo candidato in lista dopo Berlusconi e Gianfranco Fini, viene confermato alla camera. In realtà verrà poi eletto come capolista in quanto i due leader di FI e AN sceglieranno un’altra circoscrizione.

Note

  1. ^ http://www.mauropili.org/unidos.pdf Unidos (pag. 121)

Collegamenti

  • sito ufficiale
  • scheda sul sito della camera
  • scheda su open polis
  • articolo su Pili, sito della regione Sardegna
  • Pili contro il PPR della regione Sardegna

Predecessore: Presidente della Regione Sardegna Successore:
Federico Palomba 28 giugno 1999 – 8 ottobre 1999 Gian Mario Selis I
Mario Floris 16 ottobre 2001 – 25 agosto 2003 Italo Masala II
III
IV
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VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Federico Palomba {{{data}}} Gian Mario Selis
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