Wikipedia: Trieste

bussola Nota disambigua – Se stai cercando altri significati, vedi Trieste (disambigua).

Trieste

Panorama di Trieste
Trieste - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Friuli-Venezia Giulia
Provincia: stemma Trieste
Coordinate: 45°38′10″N 13°48′15″E / 45.63611, 13.80417
Altitudine: 2 m s.l.m.
Superficie: 84,49 km²
Abitanti:
205.363 31-12-2007
Densità: 2.469 ab./km²
Frazioni: Vedi elenco
Comuni contigui: Duino-Aurisina(Devin Nabrežina), Monrupino(Repentabor), Muggia, San Dorligo della Valle(Dolina), Sesana(Sežana) (SLO), Sgonico(Zgonik)
CAP: 34100
Pref. tel: 040
Codice ISTAT: 032006
Codice catasto: L424
Nome abitanti: triestini
Santo patrono: San Giusto
Giorno festivo: 3 novembre
Comune

Posizione del comune nell'Italia

Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Trieste (Trst in sloveno, Tergeste in latino, Triest in tedesco e tergestino) è un comune di 205.363 abitanti[1], al confine con la Slovenia. È capoluogo dell’omonima provincia nonché della regione autonoma a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia.

Indice

Storia

Per approfondire, vedi le voci Storia di Trieste e Questione triestina.

Dalla Preistoria al dominio degli Asburgo

Sin dal II millennio a.C. il territorio della provincia di Trieste fu sede di importanti insediamenti protostorici come i castellieri, villaggi arroccati sulle alture e protetti da fortificazioni in pietra, i cui abitanti appartenevano ad una popolazione illirica di stirpe indoeuropea (Venetici, Heneti o Eneti). L’agglomerato urbano fu citato già da Strabone[2], geografo attivo in età augustea, che lo definì come frourion (castello di confine) con funzioni di difesa e di snodo commerciale.

Il nome Tergeste è di origine preromana, con base preindoeuropea: terg = mercato, ed il suffisso –este tipico dei toponimi venetici. Con le conquiste militari dell’Illiria da parte dei Romani, di cui episodi furono la guerra contro la pirateria degli Istri del 221 a.C., la fondazione di Aquileia nel 181 a.C. e la guerra istrica del 178-177 a.C., nacque un processo di romanizzazione ed assimilazione delle popolazioni preesistenti, che sfociò in seguito nella fondazione della colonia tergestina. La città romana di Tergeste (Regio X Venetia et Histria) fu fondata alla metà del I sec. a.C. in epoca cesariana, sulle pendici del colle di San Giusto e fu per tutta l’epoca imperiale uno dei porti più importanti dell’alto Adriatico sulla via Popilia-Annia. Il nucleo abitativo nel 33 a.C. venne cinto da alte mura (ancora visibile la porta meridionale, il cosiddetto Arco di Riccardo.) da Ottaviano Augusto (murum turresque fecit) e venne arricchito da importanti costruzioni quali il Foro ed il Teatro.

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la città passò sotto il controllo di Bisanzio fino al 788, quando venne occupata dai franchi. Nel XII secolo divenne un comune libero e dopo secoli di battaglie contro la rivale Venezia, Trieste si pose sotto la protezione (1382) del duca d’Austria conservando però una certa autonomia fino al XVII secolo.

Il Porto Franco

La Cattedrale di San Giusto

La Cattedrale di San Giusto

Nel 1719 divenne porto franco ed in quanto unico sbocco sul mare Adriatico dell’Impero Austriaco, Trieste fu oggetto di investimenti e si sviluppò diventando, nel 1867, capoluogo della regione del Litorale Adriatico dell’impero (l’“Adriatische Küstenland”). Nonostante il suo stato privilegiato di unico porto commerciale della Cisleitana e primo porto dell’Austria-Ungheria, Trieste mantenne sempre in primo piano, nei secoli, i legami culturali con l’Italia; infatti, anche se la lingua ufficiale della burocrazia era il tedesco, l’italiano restò la lingua del commercio e della cultura. Nel XVIII secolo il dialetto triestino (dialetto di tipo veneto) sostituì il tergestino, l’antico dialetto locale di tipo retoromanzo). Il triestino continua ad essere tuttora l’idioma più usato in ambito familiare e in molti contesti sociali di natura informale, affiancandosi, in una situazione di perfetto bilinguismo, all’italiano, lingua dell’insegnamento, amministrativa e principale veicolo di comunicazione nei rapporti di carattere pubblico.

L’Irredentismo e l’annessione all’Italia

Trieste fu, assieme a Trento, il centro dell’irredentismo, movimento che, negli ultimi decenni del XIX secolo e agli inizi del XX aspirava a un congiungimento della città con l’Italia. Ad alimentare l’irredentismo triestino erano soprattutto le classi borghesi in ascesa, le cui possibilità ed aspirazioni politiche non trovavano pieno soddisfacimento all’interno dell’Impero Austro-Ungarico. Quest’ultimo veniva visto da molti come un naturale protettore del gruppo etnico slavo presente sia in città che in quelle zone multietniche che costituivano il suo immediato retroterra (che iniziò ad essere definito in quegli anni con il termine di Venezia Giulia). In realtà agli inizi del Novecento il gruppo etnico sloveno era in piena ascesa demografica, sociale ed economica, e, secondo il censimento del 1910, costituiva circa la quarta parte dell’intera popolazione triestina. Ciò spiega come l’irredentismo assunse spesso, nella città giuliana, dei caratteri marcatamente anti-slavi che vennero perfettamente incarnati dalla figura di Ruggero Timeus. La convivenza fra i vari gruppi etnici che aveva da secoli contraddistinto la realtà umana di Trieste (e di Gorizia, dell’Istria e della Dalmazia) subì pertanto un generale deterioramento negli anni che precedettero la prima guerra mondiale.

Nel 1918 l’esercito italiano entrò a Trieste, acclamato dalla maggior parte dei residenti di nazionalità e sentimenti italiani. La sicura imminente annessione della città e della Venezia Giulia all’Italia, fu però accompagnata da un inasprimento dei rapporti tra il gruppo etnico italiano e quello sloveno, traducendosi talvolta anche in scontri armati. A tale proposito furono emblematici, il giorno 13 aprile 1920, i disordini scoppiati a Trieste in risposta ad alcuni tafferugli tra le forze d’occupazione italiane e la popolazione croata di Spalato, che avevano causato due vittime fra i militari. Durante i disordini, contraddistinti da un marcato carattere anti-slavo, un gruppo di squadristi triestini incendiò il Narodni dom (Casa Nazionale), centro culturale degli sloveni locali.

Con la firma del Trattato di Rapallo del 1920, Trieste passò definitamente all’Italia, mentre il suo territorio provinciale si estese fino a comprendere zone dell’ex Contea di Gorizia e Gradisca, dell’Istria e della Carniola.

Il periodo interbellico

Il periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale fu segnato da numerose difficoltà per Trieste. L’economia della città fu colpita infatti dalla perdita del suo secolare entroterra economico; ne soffrì soprattutto l’attività portuale e commerciale, ma anche il settore finanziario. Trieste perse inoltre la sua tradizionale autonomia comunale. Cambiò anche la sua configurazione linguistica e culturale; quasi la totalità della comunità germanofona lasciò infatti la città dopo l’annessione all’Italia. Con l’avvento del fascismo, moltissimi sloveni emigrarono nella vicina Jugoslavia, mentre l’uso pubblico della lingua slovena fu proibito. Dalla fine degli anni venti, cominciò l’attività sovversiva dell’organizzazione antifascista e irredentista sloveno-croata TIGR, con alcuni attentati dinamitardi anche nel centro cittadino.

Nonostante i problemi economici e il teso clima politico, la popolazione della città crebbe negli anni venti del Novecento, grazie soprattutto all’immigrazione da altre zone dell’Italia. La prima metà degli anni trenta furono invece anni di ristagno demografico, con una leggera flessione della popolazione dell’ordine di circa l’1% su base quinquennale (nel 1936 si contarono infatti quasi duemila abitanti in meno che nel 1931). Nello stesso periodo, e successivamente, fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, furono portate avanti alcune importanti opere urbanistiche; tra gli edifici importanti vanno ricordati il palazzo dell’Università e il Faro della vittoria. Con l’introduzione delle leggi razziali fasciste del 1938, la vita culturale e economica della città fu gravemente danneggiata dall’esclusione della comunità ebrea dalla vita pubblica. Le crescenti attività illegali del Partito comunista e di gruppi irredentisti sloveni preannunciavano il clima di scontro che avrebbe caratterizzato la vita politica della città nei due decenni successivi.

L’occupazione nazista

Nel periodo che va dall’armistizio (8 settembre 1943) all’immediato dopoguerra, Trieste fu al centro di una serie di vicende che hanno segnato profondamente la storia del capoluogo giuliano e della regione circostante e suscitano tuttora accesi dibattiti. Nel settembre del 1943 la Germania nazista occupò la città che venne a costituire, insieme a tutta la Venezia Giulia e la provincia di Udine una zona di operazioni di guerra, l’OZAK (Operationszone Adriatisches Künstenland), alle dirette dipendenze del Gauleiter di Carinzia Friedrich Rainer. Costui tollerò in città la ricostituzione di una sede del PFR, diretta dal federale Bruno Sambo, la presenza di un’esigua forza di militari italiani al comando del generale della GNR Giovanni Esposito e l’insediamento di un reparto della Guardia di Finanza. Si riservò però la nomina del podestà, nella persona di Cesare Pagnini, e del prefetto della provincia di Trieste, Bruno Coceani, entrambi ben accetti ai fascisti locali, alle autorità della RSI e allo stesso Mussolini, che conosceva personalmente Coceani. Durante l’occupazione nazista la Risiera di San Sabba – oggi Monumento Nazionale – venne destinata a campo di prigionia e di smistamento per i deportati in Germania e Polonia e per detenuti politici ed ebrei, partigiani italiani e slavi.

La Risiera fu l’unico campo di concentramento in Italia e nell’Europa Meridionale, munito di forno crematorio, messo in funzione il 4 aprile 1944. In seguito negli anni cinquanta fu usato come campo profughi per gli italiani che fuggivano dalla pulizia etnica comunista-Jugoslavia, ed è oggi un museo.

Mappa austriaca di Trieste (1888)

Mappa austriaca di Trieste (1888)

La fine della guerra e l’occupazione jugoslava

Il 30 aprile 1945 insorse il CLN di Trieste, liberando tutta la città eccetto il Porto Vecchio, il Palazzo di Giustizia e il Castello di San Giusto, che rimasero in mano tedesca fino al 2 maggio successivo. Il 1° maggio i partigiani jugoslavi di Tito giunsero a Trieste. Disconobbero i “Volontari della Libertà” e, costrinsero i partigiani del CLN a rientrare nella clandestinità. Gli jugoslavi imposero subito le bandiere rosse con falce e martello e il Tricolore con la stella rossa al centro, che vennero issati ovunque. Le milizie Jugoslave, giunte a Trieste a marce forzate per precedere gli anglo americani nella “liberazione” della Venezia Giulia, non contenevano nessuna unità partigiana italiana inserita nell’Esercito jugoslavo mandate a operare altrove. Gli Slavi assunsero i pieni poteri. Nominarono un Commissario Politico, Franc Stoka, comunista filo slavo. Emanarono ordinanze sconcertanti per illiberalità. Imposero, a guerra finita, un lungo coprifuoco. Limitarono la circolazione dei veicoli. Disposero il passaggio all’ora legale per uniformare la Città al “resto della Jugoslavia”. Prelevarono dalle case i cittadini italiani, in media un centinaio al giorno, non solo fascisti o collaborazionisti, ma anche molti Combattenti della Guerra di Liberazione. Agli occupatori interessava infatti dimostrare di essere stati i soli ad aver liberato il capoluogo giuliano. L’otto maggio proclamarono Trieste città autonoma in seno alla Settima Repubblica Federativa di Jugoslavia. Sugli edifici pubblici fecero sventolare la bandiera Jugoslava affiancata dal Tricolore con una stella rossa al centro. In città la popolazione viveva nel terrore. Presto si scoprì dove andavano a finire i prelevati: nelle foibe o nei campi di concentramento, come quello di Borovnica. Arresti indiscriminati, confische, requisizioni, ruberie e violenze d’ogni genere, terrorizzarono ed esasperarono i Triestini che invano sollecitarono l’intervento del Comando Alleato. Finalmente gli Angloamericani, desiderosi di poter disporre del porto di Trieste e di poter contare sulla popolazione civile, constatato che Tito si rivelava ogni giorno di più inaffidabile, intimarono alle truppe slave di ritirarsi. Il 9 giugno 1945 a Belgrado, il Leader iugoslavo, verificato che Stalin non era disposto a sostenerlo, fece arretrare le proprie truppe. Gli alleati assunsero allora il controllo della città. Trieste è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione ed è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Il Governo Militare Alleato e gli accordi con la Jugoslavia

Le rivendicazioni jugoslave e italiane nonché l’importanza del porto di Trieste per gli Alleati furono la spinta nel 1947, sotto l’egida dell’ONU, alla istituzione del “Territorio libero di Trieste” (TLT), in pratica uno stato a sé. Per l’impossibilità di nominare un Governatore scelto in accordo tra angloamericani e sovietici, il TLT rimase diviso in due zone d’occupazione militare: la Zona A amministrata dagli Alleati e la Zona B amministrata dagli jugoslavi. Questa situazione continuò fino al 1954 quando il problema venne risolto semplicemente spartendo il territorio libero di Trieste secondo le due zone già assegnate: anzi, furono incorporate alla Jugoslavia alcuni villaggi (Albaro Vescovà, San Servolo, Crevatini, Plavia e Valle Oltra) del comune di Muggia, arrivando fino ai monti che sovrastano la periferia della città. Tale situazione provvisoria fu resa definitiva nel 1975, col Trattato di Osimo intercorso tra Italia e la allora Jugoslavia.

Alcuni movimenti locali rimarcano tuttavia che gli articoli del Trattato di Pace – firmato e ratificato dall’Italia e dalle 21 nazioni ammesse alla Conferenza di Parigi del 1947 – che istituivano il TLT, de jure mai sono stati abrogati. Recentemente, rispondendo a una loro petizione, il Segretariato delle Nazioni Unite ha confermato per iscritto che tuttora qualsiasi Paese membro dell’ONU potrebbe richiedere la messa all’ordine del giorno della designazione del Governatore del Territorio Libero.

Clima

Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Trieste Barcola, Stazione meteorologica di Trieste Porto e Stazione meteorologica di Trieste Basovizza.

Medie mensili elaborate in base alle rilevazioni del trentennio 1961-1990:

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Temperature massime medie (°C) 7 9 12 17 22 25 28 27 24 18 12 8
Temperature minime medie (°C) 3 4 6 10 14 17 20 19 17 13 8 4
Precipitazioni (mm) 57 51 60 83 81 90 72 86 107 107 120 83

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Economia

La Borsa vecchia, oggi sede della Camera di commercio

La Borsa vecchia, oggi sede della Camera di commercio

La sede legale e direzione del gruppo Allianz in Italia, presso l'ex sede del Lloyd Adriatico

La sede legale e direzione del gruppo Allianz in Italia, presso l’ex sede del Lloyd Adriatico

Trieste ha un porto di notevoli dimensioni con diversi terminal, da quello container, alle banchine per i traffici Ro-Ro con la Turchia, principale “porta” europea dei prodotti turchi, fondamentali per lo scalo. Rilevanti anche la movimentazione del caffè (un terzo delle importazioni nazionali) e il terminal petrolifero, da cui parte l’oleodotto Transalpino, che rifornisce Austria, Baviera e Repubblica Ceca. Riguardo al traffico passeggeri è in crescita l’attività croceristica.

Nel settore dell’industria ci sono stabilimenti che trattano la meccanica industriale e navale (cantieri), la metallurgia (ferriera), in funzione dalla fine del ‘800. Uno dei principali insediamenti industriali è la fabbrica della Wärtsilä Italia, ex Grandi Motori Trieste, il più grande stabilimento per la produzione di motori navali in Europa e uno dei più importanti di componenti per centrali elettriche. Lo stabilimento, in continua crescita, ha ricevuto anche delle commesse per le ricostruzioni di centrali in Iraq.

A Trieste si trovano anche i laboratori della Telit, un’importante compagnia operante nel settore delle telecomunicazioni.

Nel settore alimentare possiamo ricordare importanti società come Illy (caffè), Principe e Sfreddo (salumi), Pasta Zara, Stock. Sono di fondazione triestina anche la Hausbrandt (caffè) e la Dreher.

Oltre il 90% di tutte le aziende industriali e buona parte di quelle artigianali trovano la loro sede nella zona industriale sita nelle valli di Zaule e delle Noghere, a cavallo dei Comuni di Trieste, Muggia e San Dorligo della Valle/Dolina, amministrata dall’EZIT.

Importantissimo è per Trieste l’apporto economico della ricerca scientifica e del terziario avanzato.

La città è sede di compagnie assicurative come SASA Assicurazioni (ora gruppo SAI), Generali e Allianz Italia Spa (proprietaria di RAS e Lloyd Adriatico, storiche società giuliane).

Nella zona di Trieste è, in discussione su pressione della Regione, la costruzione di uno o due gassificatori di GNL: uno a terra in zona Zaule ed uno fuori costa nel Golfo di Trieste.

Cultura

Trieste, una città multietnica

Un ufficio del comune di Trieste

Un ufficio del comune di Trieste

Una scuola elementare in lingua slovena

Una scuola elementare in lingua slovena

Trieste è un crocevia di culture e religioni, conseguenza sia della sua posizione geografica di “frontiera” sia delle vicissitudini storiche che ne hanno fatto un punto di incontro di molti popoli; infatti quasi ogni etnia e ogni movimento religioso ha un proprio luogo di culto. Nella città di Trieste attualmente sono presenti accanto agli italiani numerosi gruppi etnici minoritari (tra cui croati, serbi, rumeni, greci, austriaci, tedeschi, sloveni e gruppi di recente insediamento tra i quali arabi, albanesi, cinesi, africani e sudamericani).

Una veduta del centro città

Una veduta del centro città

Nel vasto territorio comunale di Trieste, il cui contado si spinge fino al confine con la Slovenia, si incontrano altresì località dell’altopiano carsico in cui vive una minoranza di lingua e cultura slovena, tutelata da apposite normative, la quale dispone di una propria rete scolastica, di proprie organizzazioni culturali e sportive e di propri movimenti politici.

È altresì da notare che al di là del confine avviene la stessa cosa in senso inverso, cioè è presente la comunità istriana di lingua italiana che mantiene stretti legami culturali con la madrepatria ed in particolare con la città di Trieste, ma che non gode di eguali tutele nella regione litoraneo-montana croata.

Fino alla prima guerra mondiale la comunità di lingua tedesca superava il 5% della popolazione del comune, poi si ridusse drasticamente a causa del trasferimento in Austria di molti impiegati pubblici. La comunità slovena, presente nella città fin dal medioevo, raggiungeva il 25% della popolazione del comune (revisione del censimento 1910[3]). Durante il ventennio fascista fu proibito agli sloveni di usare la propria lingua e in molti casi vennero italianizzati i cognomi. Attualmente, tuttavia, nel centro urbano tedeschi e sloveni sono superati in consistenza da altre comunità, in particolare dalle nutrite comunità cinese (attiva nel commercio) e serba (lavoratori nell’edilizia).

Prima della seconda guerra mondiale e della conseguente occupazione nazista, inoltre, esisteva anche una florida comunità ebraica (nel 1931 i residenti di religione ebraica erano 4.671, di cui 3.234 aventi la cittadinanza italiana[4]). Questa si è progressivamente ridotta e attualmente conta circa 700 membri.

Piazza Unità

Piazza Unità

Letteratura

L’ambiente culturale mitteleuropeo e la particolare storia di Trieste hanno favorito fin dall’ottocento l’affermazione di scrittori triestini e l’arrivo di importanti autori stranieri che nella Città vissero a lungo. L’elenco di sotto comprende i più importanti scrittori nativi di Trieste e altri scrittori celebri che vissero e scrissero le loro maggiori opere nel capoluogo giuliano.

Il monumento all'Imperatrice Elisabetta

Il monumento all’Imperatrice Elisabetta

Il Municipio

Il Municipio

Scrittori di lingua italiana:

  • Carolus Cergoly
  • Mauro Covacich
  • Pier Antonio Quarantotti Gambini
  • Claudio Magris
  • Elody Oblath
  • Umberto Saba
  • Scipio Slataper
  • Giani Stuparich
  • Italo Svevo
  • Susanna Tamaro
  • Fulvio Tomizza
  • Pino Roveredo
  • Marcello Labor
  • Bruno Vasari
  • Pier Antonio Quarantotti Gambini

Scrittori dialettali:

  • Carpinteri & Faraguna (Lino Carpinteri e Mariano Faraguna)
  • Virgilio Giotti (premiato nel 1957 dall’Accademia dei Lincei)

Scrittori di lingua tedesca:

  • Theodor Däubler
  • Robert Hamerling
  • Veit Heinichen

Scrittori di lingua slovena:

  • Vladimir Bartol
  • Dušan Jelinčič
  • Jovan Vesel Koseski
  • Marko Kravos
  • Boris Pahor
  • Alojz Rebula
  • Igor Škamperle

Altri scrittori:

  • Richard Francis Burton
  • James Joyce

Scienza e Università

Per approfondire, vedi la voce Sistema Trieste.

Nella città, sede universitaria dal 1924, trovano luogo numerose organizzazioni scientifiche internazionali e il principale parco scientifico italiano. Trieste infatti è diventata nota come Città della scienza e ospita una comunità scientifica ed universitaria molto conosciuta e rinomata all’estero che richiama ogni anno migliaia di studenti da tutto il mondo e di tutte le culture. Da notare in campo scientifico sono il sincrotrone ELETTRA, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) ed il Centro Internazionale di Fisica Teorica.

Istituzioni internazionali

A Trieste si trova la sede della CEI (Central European Initiative), un ente internazionale con lo scopo di favorire la cooperazione e lo sviluppo nell’Europa centrale; vi fanno parte 17 paesi dall’Italia alla Bielorussia.

Musei

Civici Musei

I musei del comune di Trieste comprendono il “Museo Revoltella – Galleria d’arte moderna”, i “Civici musei di storia ed arte”, una rete (“museo multiplo”) di undici istituzioni museali triestine (Museo di storia ed arte e orto lapidario”, Museo del Castello e Armeria”, Lapidario tergestino, Museo d’arte orientale, Museo teatrale “Carlo Schmidl”, Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” Museo della Risiera di San Sabba, Museo di storia patria, Museo Morpurgo de Nilma, Museo Sartorio, Museo del Risorgimento e Sacrario Oberdan e Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa (in collaborazione con le Poste italiane) e i “Civici musei scientifici”, costituiti da quattro istituzioni (Museo civico di storia naturale, Acquario marino, Museo del mare e Orto botanico). Altri tre musei fanno parte del “Servizio bibliotecario urbano” (Museo Sveviano, Museo petrarchesco piccolomineo e Museo Joyce Museum, a cui si aggiungono due biblioteche (Biblioteca civica “Attilio Hortis”" e Biblioteca comunale del popolo “Pier Antonio Quarantotti Gambini”, l’Archivio diplomatico e l’Archivio storico.

Lo Stadio Nereo Rocco, inaugurato nel 1992, ospita infine una serie di opere d’arte contemporanea, vincitrici di un apposito concorso (Nike, di Paolo Borghi primo classificto, ed opere di Nino Perizi, Marino Cassetti e Franco Chersicola, Livio Schiozzi, Claudio Sivini, Carlo Ciussi, Luciano Del Zotto, Gianni Borta, Enzo Mari e Francesco Scarpabolla. Per il “Polo natatorio” Davide Rivalta ha scolpito l’Ippopotamo in equilibrio sulla sfera.

Musei artistici

Teatro Giuseppe Verdi

Teatro Giuseppe Verdi

Politeama Rossetti

Politeama Rossetti

Il Castello di Miramare

Il Castello di Miramare

  • Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna, fondato nel 1872 con lascito testamentario di Pasquale Revoltella (1795-1869) e ospitato inizialmente nel Palazzo Revoltella (1852-1858, architetto Firedrich Hitzig), fu ampliato nel 1907 con l’acquisto dell’attiguo palazzo Brunner (ristrutturato nel 1968 da Carlo Scarpa, con interventi fino al 1991). Conserva una pinacoteca con ampia raccolta di opere delle principali correnti pittoriche ottocentesche, in seguito ingrandita con opere novecentesche, nella sede di palazzo Brunner, mentre il palazzo Revoltella è stato allestito con gli arredi originali e la collezione raccolta dal donatore.
  • Civico Museo di storia ed arte e orto lapidario, nato nel 1843 come orto lapidario attorno al cenotafio di Johann Joachim Winckelmann, mentre il Museo di antichità presso la Biblioteca civica, conservava i materiali di minori dimensioni. Le due sedi furono riunificate nel 1925 sul colle di San Giusto. Raccoglie oggetti archeologici prevalentemente di origine locale.
  • Civico Museo d’arte orientale, inaugurato nel 2001 nel settecentesco “Palazzetto Leo”, donato alla città dalla famiglia. Raccoglie materiali riguardanti oggetti provenienti dall’Estremo Oriente.
  • Civico Museo teatrale Carlo Schmidl, inaugurato nel 1924 dall’editore musicale Carlo Schmidl (1859-1943), fu inizialmente ospitato nello storico “Teatro Verdi”. Nel 1991 fu spostato a Palazzo Morpurgo e quindi nella sede di Palazzo Gopcevic (1850, architetto Giovanni Berlam). Documenta la vita teatrale e musicale della città a partire dal XVIII secolo.

Musei storici

  • Civico Museo del Castello e Armeria, dedicato alla storia del Castello di San Giusto e ospitato nei locali dello stesso castello, acquisito dal comune nel 1932 e restaurato nel 1936 l’armeria raccoglie armi tra il XII e il XIX secolo.
  • Civico Museo di storia patria, nato come sezione del Museo di storia ed arte, fu ospitato dal 1925 nella palazzina Basevi. Doveva raccogliere i materiali della vita pubblica e privata della città, ma se ne distaccarono nel 1934 i materiali risorgimentali e nel dopoguerra, in seguito ai danni subiti dalla palazzina e lo spostamento alla sede attuale, la collezione di dipinti fu distaccata presso il Museo Sartorio.
  • Civico Museo del Risorgimento e Sacrario Oberdan, raccoglie cimeli rinascimentali cittadini, precedentemente parte della raccolta del Museo di storia patria, ospitati in un edificio costruito nel 1934 dall’architetto Umberto Nordico sul luogo della scomparsa caserma nella quale era stato giustiziato Guglielmo Oberdan.
  • Civico Museo della Risiera di San Sabba, conserva, in alcune sale del monumento, ristrutturato nel 1965 (architetto Romano Boico), una raccolta di cimeli provenienti dai campi di sterminio tedeschi e oggetti sottratti dai nazisti agli ebrei triestini.
  • Civico Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez”, istituito nel 1997, raccoglie cimeli di storia militare riuniti dal collezionista Diego de Henriquez.
  • Lapidario Tergestino, ospitato in uno dei bastioni del Castello, custodisce reperti provenienti dagli edifici della Trieste romana e precedentemente custoditi nell’Orto lapidario.
  • Civico Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa, nato dalla collaborazione del Comune con le Poste italiane e ospitato nl palazzo delle Poste del 1894, raccoglie cimeli postali della regione e delle zone limitrofe.

Musei scientifici

  • Civico Museo di storia naturale, inaugurato nel 1846 da un associazione privata (la “Società di amici della scienza naturale”) come “Gabinetto zoologico-zootomico”, venne donato alla città nel 1852 e si trasferì nella sede attuale con il nome di “Civico museo Ferdinando Massimiliano“. Comprende una sezione botanica, una sezione zoologica, una sezione paleontologica e una mineralogica e svolge attività didattica e di ricerca.
  • Civico Acquario Marino, inaugurato nel 1933 ed ospitato nell’ex “Peschiera Centrale”, edificata nel 1913 in stile liberty dall’architetto Giorgio Polli. Ospita esemplari della fauna marina adriatica in un sistema di vasche con acqua prelevata direttamente dal mare.
  • Civico Museo del mare, inaugurato nel 1904 come “Museo della pesca” dalla “Società di pesca e piscicultura marina”. A questo si aggiunsero materiali provenienti dall’Istituto nautico di Trieste, con la trasformazione in “Esposizione marina permanente”, affidato alla “Società adriatica di scienze naturali”. Nel 1968 divenne il museo attuale con la nuova sede allestita dall’architetto Umberto Nordio. Ospita i materiali sulla storia della marineria triestina.
  • Orto Botanico, fondato nel 1824 dal “Gremio farmaceutico”, a cui seguì nel 1861 un giardino per le specie spontanee dell’ambiente carsico. Nel 1903 ricevette il nome attuale.

Musei letterari

  • Museo Joyce Museum, nato nel 2004 dalla collaborazione tra Comune e Università, come centro di documentazione e studio di James Joyce in Italia.
  • Museo sveviano, ospitato a palazzo Biserini presso la Biblioteca civica, centro di documentazione e di studio su Italo Svevo (pseudonimo dell’industriale triestino Ettore Schmitz).
  • Museo petrarchesco piccolomineo, aperto nel 2003 per l’esposizione delle opere di Francesco Petrarca ed Enea Silvio Piccolomini conservate nella Biblioteca Hortis.

Dimore storiche

  • Civico Museo Sartorio, ospitato in una villa settecentesca, ristrutturata nell’Ottocento e appartenente alla famiglia Sartorio. Conserva alcuni ambienti con arredi originali e diverse collezioni donate alla città, il Trittico di Santa Chiara, opera di Paolo e Marco Veneziano del 1328 e disegni di Giambattista Tiepolo.
  • Civico Museo Morpurgo de Nilma, ospitato nell’appartamento ottocentesco dei banchieri Morpurgo, con gli arredi originali, donato dalla famiglia al Comune nel 1943.
Caffè degli Specchi

Caffè degli Specchi

Altri Musei

  • Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata
  • Museo della Bora
  • Museo della comunità ebraica
  • Galleria Nazionale d’Arte Antica
  • Museo Nazionale dell’Antartide
  • Museo ferroviario
  • Museo etnografico di Servola
  • Museo speleologico
  • Museo della Farmacia “Picciola”
  • Museo Commerciale
  • Science Centre Immaginario Scientifico (Grignano)
  • Antiquarium di Borgo San Sergio
  • Donazione “Sambo”

Luoghi di interesse

Vedi anche Provincia di Trieste

Tempio Serbo-ortodosso della SS.Trinità e di San Spiridione

Tempio Serbo-ortodosso della SS.Trinità e di San Spiridione

Palazzo Aedes (il Grattacielo Rosso)

Palazzo Aedes (il Grattacielo Rosso)

La Sinagoga

La Sinagoga

Il teatro Romano

Il teatro Romano

Il palazzo della Luogotenenza, l'attuale prefettura

Il palazzo della Luogotenenza, l’attuale prefettura

Palazzi

  • Palazzo delle Poste (1890-1894)
  • Palazzo Leo (1745)
  • Palazzo del Municipio (1875)
  • Ospedale militare (1863)
  • Palazzo Modello (1870)
  • Palazzo Carciotti (1798)
  • Palazzo Marenzi (1650)
  • Palazzo Vivante
  • Palazzo del Tergesteo (1840-1842)
  • Palazzo del Lloyd (1880-1883)
  • Palazzo del Governo (1904)
  • Stazione Marittima (1930)
  • Arsenale del Lloyd (1853)
  • Palazzo Aedes

Castelli

  • Castello di Miramare (1856-1860)
  • Castello di San Giusto (dal 1368 al 1630)

Resti Archeologici

  • Basilica Forense (II sec d.C.)
  • Castelliere – Cattinara
  • Acquedotto romano – Val Rosandra
  • Foro romano – S.Giusto
  • Teatro romano (I sec a.C.)
  • Torre difensiva mura romane (adiacenze scalinata S.M.Maggiore)
  • Tor Cucherna
  • Resti abitazioni romane (comprensorio cittavecchia)
  • Arco di Riccardo (33 a.C.)
  • Antiquarium di via Donota[1]
  • Antiquarium di Borgo San Sergio
  • Basilica Paleocristiana[2]

Luoghi di culto

  • Cattedrale di San Giusto (1304)
  • Tempio Serbo-ortodosso della SS.Trinità e di San Spiridione(1869)
  • Chiesa Beata Vergine del Soccorso (1200)
  • Chiesa Beata Vergine del Rosario (1631)
  • Chiesa di San Nicolò dei Greci(1787)
  • Chiesa di Santa Maria Maggiore (1682)
  • Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo (1842)
  • Chiesa di sant’Apollinare (1857), con gli affreschi di Pompeo Randi
  • Chiesa evangelica luterana di Confessione Augustana 1870
  • Basilica di San Silvestro, luogo di culto della comunità valdese (XI secolo)
  • Tempio Ebraico (Sinagoga) – Inaugurata nel 1912 su progetto dell’architetto Berlam

Altri luoghi d’interesse

  • Piazza Unità d’Italia
  • Canal Grande
  • Lanterna (1833)
  • Faro della Vittoria (1927)
  • Risiera di San Sabba (1913; 1943)
  • Foiba di Basovizza
  • Il Caffè San Marco, locale storico ritrovo di molti intellettuali celebri.
  • Gallerie antiaeree Kleine Berlin
  • Tranvia di Opicina (Tram de Opcina) storica tranvia inaugurata nel 1902.

Manifestazioni di rilievo

Canal Grande

Canal Grande

  • Barcolana, la regata velica più affollata del mondo: vi partecipano circa 2000 barche. Si tiene ogni anno la seconda domenica di ottobre.
  • Bavisela manifestazione sportiva di richiamo internazionale (maratona, triathlon, skiroll, ecc.) www.bavisela.it
  • ITS – International talent support concorso internazionale di moda accessori e fotografia si tiene a metá luglio. ITS website
  • ERA – Esposizione di Ricerca Avanzata. Rassegna biennale di scienza e tecnica organizzata da “Globo divulgazione scientifica”, che vede la partecipazione di numerosi istituti di ricerca nazionali ed internazionali.
  • Trieste film festival (www.triestefilmfestival.it)
  • Science Plus Fiction – festival cinematografico dedicato alla fantascienza.

Triestini celebri

Trieste vista da Monte Grisa

Trieste vista da Monte Grisa

Il faro della Vittoria

Il faro della Vittoria

Il Molo Audace

Il Molo Audace

Sono molti i triestini celebri nell’ambito di storia, cultura, scienza, sport.

Oltre agli scrittori già ricordati, Trieste ha avuto tra i suoi cittadini:

Santi

  • San Giusto, martire e patrono della città.
  • San Servolo, martire
  • San Lazzaro, diacono e martire
  • San Sergio, martire
  • Sant’Apollinare
  • Sante Eufemia e Tecla, vergini e martiri
  • Beata Maria Teresa Ledochowska, vergine

Personaggi storici

  • Lucio Fabio Severo senatore romano II-III sec. d.C.
  • Enea Silvio Piccolomini (Corsignano 1405 – Ancona 1464) – papa Pio II, già vescovo di Trieste
  • Pietro Bonomo (1458 – 1546) – diplomatico, umanista e vescovo di Trieste
  • Andrea Rapicio (1533 – 1573) giurista e vescovo triestino,fu ministro di Ferdinando I e consigliere dell’arciduca Carlo
  • Adelaide di Borbone (Versailles 1732 – 1800)
  • Karl Johann Christian Graf von Zinzendorf (Dresda 1739 – Vienna 1813) governatore di Trieste nel decennio 1770 – 1780
  • Vittoria Luisa di Borbone (Versailles 1745 – 1799)
  • Sigmund Zois (1747 – Lubiana 1819) imprenditore, geologo e mecenate
  • Barone Joseph Ressel (Chudrim, Boemia, 1793 – Lubiana 1857) inventore dell’elica come apparato propulsore delle navi
  • Matilde Letizia Guglielmina Bonaparte principessa (1820 – Parigi 1904)
  • Napoleone Giuseppe Carlo Paolo Bonaparte (Napoleone V, soprannominato “Plon-Plon”) politico (1822 – Roma 1891)
  • Massimiliano d’Asburgo Imperatore del Messico, Arciduca d’Austria (Schönbrunn 1832 – Querétaro 1867)
  • Karl Weiprecht esploratore, comandante nella battaglia di Lissa (1838 – 1881)
  • Guglielmo Oberdan personaggio storico irredentista (1858 – 1882)
  • Eugenio Pio Zoller (1881 – Roma 1956) rabbino capo di Roma
  • Edvard Rusjan aviatore (1886 – Belgrado 1911)
  • Goffredo de Banfield pilota (Castelnuovo di Cattaro 1890 – 1986)
  • Ruggero Timeus (Fauro), irredentista (1892 – Pal Piccolo 1915)
  • Antonio Santin (Rovigno 1895 – Trieste 1981) vescovo di Trieste e Capodistria prima della nascita di una diocesi autonoma per il territorio nell’allora Jugoslavia
  • Odilo Globocnik Comandante dell’OZAK, criminale di guerra (1904 – Paternion 1945)
  • Licio Giorgieri (1925 – Roma 1987) generale martire del terrorismo
  • Pasquale Revoltella (Venezia 1795 – 1869) economista e magnate,alla morte donò le sue ricchezze alla città creando il Museo Revoltella

Personalità del cinema, del teatro, della musica e della televisione

  • Vittorio Belleli, cantante (Trieste, 1911 – Milano, 1996)
  • Giuseppe Farinelli, compositore (Este 1769 – Trieste 1836)
  • Ferruccio Busoni, pianista e compositore (Empoli 1866 – Berlino 1924)
  • Antonio Illersberg, compositore (1882 – 1953)
  • Marij Kogoj, compositore modernista ed espressionista (1892 – Lubiana 1956)
  • Victor De Sabata, compositore e direttore d’orchestra (1892 – 1967)
  • Elsa Merlini, attrice (1903-1983)
  • George Dolenz, attore cinematografico (Trieste 1908 – Los Angeles 1963)
  • Paul Henreid, attore (1908 – Santa Monica 1992)
  • Giulio Viozzi, compositore e didatta (1912 – 1984)
  • Ave Ninchi, attrice (Ancona 1914 – 1997)
  • Emil Cossetto, attore (1918)
  • Pietro Garinei, regista teatrale e commediografo (1919 – Roma 2006)
  • Fedora Barbieri, cantante lirica (1920 – 2003)
  • Giorgio Strehler, regista teatrale (1921 – Lugano 1997)
  • Giuseppe Radole, Organista, musicologo e direttore di coro (1921 – 2007)
  • Lelio Luttazzi, musicista, compositore, showman (1923)
  • Ferruccio Merk-Ricordi (in arte Teddy Reno), cantante, attore (1926)
  • Pavle Merkù, compositore di musica contemporanea, linguista e etnomusicologo (1927)
  • Tullio Kezich, critico, giornalista, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e regista (1928)
  • Piero Cappuccilli, cantante d’opera (1929 – 2005)
  • Fulvia Franco, 1931 – 1988 – Miss Italia 1948
  • Carlo Cossutta, cantante d’opera (1932 – 2000)
  • Lorenzo Pilat, cantante (1937)
  • Giampaolo Coral, compositore di musica contemporanea (1944)
  • Orazio Bobbio, attore (1946 – 2006)
  • Daniele Zanettovich, compositore e direttore d’orchestra (1950)
  • Alda Balestra, 1954 – Miss Italia 1970
  • Boris Kobal commediografo e regista, direttore del Teatro civico di Lubiana (1955)
  • Mauro Maur, trombettista e compositore (Trieste 1958)
  • Susanna Huckstep (1969) – Miss Italia 1984
  • Alessandro Staropoli, tastierista metal fondatore dei Rhapsody of Fire (1970)
  • Luca Turilli, chitarrista metal fondatore dei Rhapsody of Fire (1972)
  • Alessandro Lotta, chitarrista metal dei Rhapsody of Fire (1975)
  • Denis Novato, campione mondiale di fisarmonica diatonica (1976)
  • Dennis Fantina, cantante
  • Elvira Kralj, attrice (1900 – Lubiana 1978)

Studiosi

  • Elio Apih, storico (1922 – 2005)
  • Brenno Babudieri microbiologo (1907 – 1973)
  • Franco Basaglia psichiatra (Venezia, 11 marzo 1924 – 29 agosto 1980)
  • Vittorio Benussi psicologo (1878-1927)
  • Marco Besso, bibliofilo, studioso e uomo di cultura (9 settembre 1843 – Milano, 7 ottobre 1920)
  • Giovanni Boaga geodeta (1902 – Tripoli 1961)
  • Paolo Budinich fisico (Lussingrande, isola di Lussino 1916)
  • Luigi Carnera astronomo (1875 – Firenze 1962)
  • Lavo Čermelj fisico (1889 – Lubiana 1980)
  • Fabio Conforto matematico (1909 – Roma 1954)
  • Fabio Cusin, storico (1904-1955)
  • Gillo Dorfles, critico d’arte e filosofo (1910)
  • Steno Ferluga, astrofisico, co-fondatore CICAP (1951)
  • Margherita Hack, astrofisica (Firenze – 1922)
  • Gaetano Kanizsa, psicologo (1913 – 1993)
  • Niko Kuret, etnologo (1906 – Lubiana 1995)
  • Bruno Maier, critico letterario e docente universitario (Capodistria 1922 – 2001)
  • Jože Pirjevec, storico (1940)
  • Demetrio Puhali medico oculista e letterato (1930 – 2005)
  • Abdus Salam fisico (Jhang, Pakistan, 29 gennaio 1926 – Oxford, 21 novembre 1996)
  • Salvatore Satta, giurista, scrittore (Nuoro, 1902 – Roma 1975)
  • Carlo Schiffrer, storico (1902 – 1970)
  • Igor Škamperle, sociologo culturale (1962)
  • Marta Verginella, storica (1960)
  • Ivan Vidav, matematico (Villa Opicina, 1918)
  • Sergij Vilfan, storico e guirista (1919 – Lubiana 1996)
  • Edoardo Weiss psicanalista (1889 – 1971)

Sportivi

  • Nereo Rocco giocatore e grande allenatore di calcio (1912 – 1979)
  • Cesare Maldini giocatore e allenatore di calcio (1932)
  • Piero Pasinati giocatore di calcio, campione del mondo (1910 – 2000)
  • Ferruccio Valcareggi giocatore e allenatore di calcio (1919 – Firenze 2005)
  • Mauro Milanese calciatore(1971)
  • Max Tonetto calciatore(1974)
  • Emmerich Tarabocchia portiere di calcio (1947)
  • Gianmarco Pozzecco cestista (1972)
  • Gianfranco Pieri cestista (1937)
  • Stefano Attruia cestista (1969)
  • Marko Lokar cestista (1969)
  • Graziano Cavazzon cestista (1970)
  • Alessandro de Pol cestista (1972)
  • Andrea Pecile cestista (1980)
  • Jan Budin cestista (1975)
  • Nino Benvenuti pugile (Isola d’Istria 1938)
  • Tiberio Mitri pugile (1926 – Roma 2001)
  • Duilio Loi pugile (1929 – Tarzo 20 gennaio 2008)
  • Fabio Tuiach pugile (1980)
  • Bruno Bianchi nuotatore (1943 – 1965)
  • Nicola Cassio nuotatore della nazionale di nuoto (1985)
  • Vasco Vascotto velista (1969 – Muggia)
  • Giordano Cottur ciclista (24 maggio 1914 – 8 marzo 2006)
  • Andrea de Adamich pilota automobilistico (1941)
  • Irene Camber campionessa olimpionica di fioretto nel 1952 (1926)
  • Margherita Granbassi campionessa di fioretto (1979)
  • Emilio Comici alpinista (1901 – Selva di Val Gardena 1940)
  • Julius Kugy alpinista (Gorizia 1858 – 1944)
  • Dušan Jelinčič alpinista (1953)
  • Uberto de Morpurgo tennista (1896- 1961)
  • Cesare Rubini pallanuotista e cestista(1923)
  • Gabriella Sciolti atleta azzurra della pallanuoto (1974)
  • Tanja Romano pluricampionessa mondiale di pattinaggio artistico (1983)
  • Sandro Guerra pluricampione mondiale di pattinaggio artistico (1969)
  • Claudia Coslovich giavellottista (1972)
  • Sandra Vitez pallavolista (1987)
  • Francesca Benolli ginnasta (1989)
  • Federica Macrì ginnasta (1990)
  • Gilberto Parlotti motociclista 1940-1972

Pittori

  • Giuseppe Aguiari pittore (1840 – 1885)
  • Achille Battistuzzi pittore attivo a Barcellona (? – 1891 Barcellona)
  • Leopoldo Metlicovitz pittore, cartellonista, illustratore e scenografo teatrale (1868 – Ponte Lambro 1944)
  • Marcello Dudovich pittore e cartellonista pubblicitario (1878 – 1962)
  • Pietro Marussig pittore (1879 – 1937)
  • Antonio Fantoni pittore (Almissa 1898 – 1983)
  • Augusto Černigoj pittore (1898 – 1985)
  • Lojze Spacal pittore (1907 – 2000)
  • Ugo Guarino pittore, vignettista (1927)
  • Ramiro Meng pittore (1895 – 1966)

Architetti

  • Giovanni Andrea Berlam (1823-1892)
  • Ruggero Berlam (1854-1920)
  • Arduino Berlam (1880- Tricesimo 1946)
  • Edo Mihevc (Trieste 1911 – Portorose 1985)
  • Matteo Pertsch (1769 – 1834)
  • Boris Podrecca (Belgrado 1940)
  • Marco Pozzetto (Lubiana 1925 – Trieste 2006)
  • Gustavo Pulitzer Finali (1887 – 1967)
  • Ramiro Meng (Trieste 1895 – Trieste 1966)
  • Ernesto Nathan Rogers (1909 – Gardone Riviera 1969)
  • Viktor Sulčič (1895 – Buenos Aires 1973)

Giornalisti

  • Angelo Vivante giornalista e saggista politico (1869 – 1915)
  • Bobi Bazlen critico letterario e traduttore (1902 – Milano 1965)
  • Claudia Cernigoi, giornalista e ricercatrice storica (1959)
  • Massimo Della Pergola giornalista e inventore della schedina del totocalcio (1912 – 2006)
  • Jurij Gustinčič giornalista (1921)
  • Renzo de’Vidovich giornalista e scrittore (1934)
  • Ambrogio Fogar scrittore, esploratore (Milano 1941 – Milano 2005)
  • Andrea de Adamich giornalista sportivo (1941)
  • Miran Hrovatin fotografo e cineoperatore (1949 – Mogadiscio 1994)
  • Marco Lucchetta
  • Sergio Tavčar giornalista sportivo
  • Demetrio Volcic giornalista, già corrispondente da Berlino e da Mosca e, quindi, direttore del Tg Uno (Lubiana 1931)
  • Paolo Rumiz giornalista e scrittore (1948)
  • Almerigo Grilz giornalista e inviato di guerra, morto “in servizio” (Trieste 1953 – Caia, Sofala, Mozambico 1987)
  • Toni Capuozzo giornalista ed inviato di Canale 5
  • Giovanna Botteri conduttrice ed inviata del Tg Tre (1957)
  • Fausto Biloslavo giornalista – co-fondatore, con Grilz e Micalessin, dell’agenzia giornalistica “Albatros” (1961)

Imprenditori

  • Renato Balestra stilista di moda
  • Leo Castelli mercante d’arte (1907 – 1999 New York)
  • Hermann Hausbrandt fondatore della Hausbrandt caffè
  • Ernesto Illy fondatore della Illycaffè (Trieste 1925-2008)
  • Ottavio Missoni fondatore dell’omonima casa di moda
  • Lionello Stock fondatore della Stock

Politici e statisti

  • Roberto Antonione (Novara 1953)
  • Roberto Dipiazza (Aiello del Friuli 1953) attuale sindaco di Trieste
  • Giulio Camber (1953)
  • Maria Teresa Bassa Poropat (1946) attuale presidente della Provincia di Trieste
  • Fabio Scoccimarro (1957)
  • Fausto Pecorari (1902 – 1966)
  • Miloš Budin (1949)
  • Umberto Drossi Fortuna (1955)
  • Cristiano Degano (1954)
  • Roberto De Gioia (1949)
  • Maurizio Bucci (1959)
  • Piero Camber (1957)
  • Sergio Dressi (1948)
  • Alojzij Remec (1886 – Ptuj, 1952), scrittore e politico liberale sloveno, sindaco di Ptuj
  • Fulvio Suvich (1887 – 1980)
  • Josip Vilfan (1887 – 1955), politico sloveno, deputato alla Camera
  • Vittorio Vidali, politico comunista e agente segreto stalinista (1900 – 1983)
  • Anton Ukmar (1900 – Capodistria, 1978)
  • Manlio Cecovini (1914)
  • Mitja Ribičič esponente comunista, presidente del Governo jugoslavo 1969-1971 (1919)
  • Willer Bordon (1949)
  • Riccardo Illy (1955)
  • Roberto Menia (1961)
  • Igor Kocjančič (già Igor Canciani, 1962)
  • Ettore Rosato (1968)
  • Iacopo Venier (1966)
  • Boris Ziherl (1910 – Lubiana 1976), esponente comunista sloveno, ministro della cultura

Sport

Trieste è stata più volte arrivo di tappa del Giro d’Italia:

  • 1998 (31 maggio): 15^ tappa, a cronometro, vinta dallo svizzero Alex Zülle;
  • 2004 (22 maggio): 13^ tappa, a cronometro, vinta dall’ucraino Serhiy Honchar.

Nella città sono presenti numerose società sportive, tra le quali:

Squadre maschili

  • la Triestina, la squadra di calcio che milita in Serie B
  • la Pallacanestro Trieste che dopo il fallimento gioca in B2
  • I Muli Trieste, società di football americano che partecipa alla serie A2
  • I Mustangs Trieste, società di football americano
  • la Rugby Trieste 2004, società di rugby
  • l’Alpina Tergeste che partecipa alla serie A2 di baseball
  • la Pallamano Trieste che milita nella serie A2
  • l’ALABARDA Handball Trieste che milita in serie B
  • il TT Trieste-Sistiana che milita in serie C2 di tennistavolo
  • la Ferro Alluminio Trieste che gioca nella serie B2 di pallavolo
  • la Pallanuoto Trieste che partecipa alla serie B
  • le squadre di hockey in line Kwins Polet Trieste ed Edera Trieste che militano in A1
  • Associazione Pugilistica “porto di Trieste” società dell’ C.R.A.L. autorità portuale pugilato
  • il Gruppo Vulkan Ex grottisti amanti della mountainbike , della Societa’ Alpina delle Giulie – Club Alpino Italiano

Squadre femminili

  • la Ginnastica Triestina che partecipa alla serie A2 di basket

Amministrazione comunale

Sindaco: Roberto Dipiazza (Lista Dipiazza – Forza Italia) dal 25/04/2006 (2° mandato)
Centralino del comune: 040 6751
Email del comune: urp@comune.trieste.it

  • Fax: 040 6756060
  • Municipio: piazza dell’Unità d’Italia, 4

Gemellaggi

  • Bandiera dell'Italia Como, Lombardia
  • Bandiera dell'Austria Graz, Austria
  • Bandiera dell'Ucraina Mykolaiv, Ucraina

Accordi di collaborazione

  • Bandiera dell'Italia Venezia, Veneto – Firmato a Trieste il 10 gennaio 2008
  • Bandiera della Slovenia Lubiana, Slovenia – Firmato il 18 febbraio 2008

Circoscrizioni e rioni tradizionali

Circoscrizioni

  1. Altopiano Ovest
  2. Altopiano Est
  3. Roiano – Gretta – Barcola – Cologna – Scorcola
  4. Città Nuova – Barriera Nuova – San Vito – Città Vecchia
  5. Barriera vecchia – San Giacomo
  6. San Giovanni – Chiadino – Rozzol
  7. Servola – Chiarbola – Valmaura – Borgo San Sergio – Altura

Rioni tradizionali e/o frazioni (corrispondenti alle circoscrizioni)

  1. Santa Croce (Križ), Prosecco (Prosek), Contovello (Kontovel)
  2. Opicina (Opčine), Banne (Bani), Trebiciano (Trebče), Padriciano (Padriče), Gropada (Gropada), Basovizza (Bazovica)
  3. Miramare, Grignano, Barcola, Gretta, Roiano, Scorcola, Cologna, Guardiella
  4. Città Nuova (Borgo Teresiano), Città Vecchia, Barriera Nuova, Borgo Giuseppino, San Vito
  5. Barriera Vecchia, San Giacomo, Santa Maria Maddalena Superiore
  6. Rozzol, Chiadino, Guardiella, Longera
  7. Santa Maria Maddalena Superiore, Santa Maria Maddalena Inferiore – Raute (Rovte), Chiarbola, Servola

Frazioni

Barcola, Opicina (Opčine), Miramare, Grignano, Basovizza (Bazovica), Banne (Bani), Borgo San Nazario, Cattinara, Conconello, Contovello (Kontovel), Gropada, Longera, Padriciano (Padriče), Prosecco (Prosek), Santa Croce (Križ), Trebiciano (Trebče), Servola.

Onorificenze

Il 9 novembre 1956, la città è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:[3]

« Protesa da secoli a additare nel nome d’Italia le vie dell’unione tra popoli di stirpe diversa, fieramente partecipava coi figli migliori alla lotta per l’indipendenza e per l’unità della Patria; nella lunga vigilia confermava col sacrificio dei martiri la volontà d’essere italiana; questa volontà suggellava col sangue e con l’eroismo dei volontari della guerra 1915 – 18. In condizioni particolarmente difficili, sotto l’artiglio nazista, dimostrava nella lotta partigiana quale fosse il suo anelito alla giustizia e alla libertà che conquistava cacciando a viva forza l’oppressore. Sottoposta a durissima occupazione straniera, subiva con fierezza il martirio delle stragi e delle foibe, non rinunciando a manifestare attivamente il suo attaccamento alla Patria. Contro i trattati che la volevano staccata dalla Madrepatria, nelle drammatiche vicende di un lungo periodo d’incertezze e di coercizioni, con tenacia, con passione e con nuovi sacrifici di sangue ribadiva dinanzi al mondo, il suo incrollabile diritto d’essere italiana. Esempio d’inestinguibile fede patriottica, di costanza contro ogni avversità e d’eroismo. »
(1915 – 18, 1943 – 47, 1948- 54)

Voci correlate

  • Bora
  • Cucina triestina
  • Dialetto tergestino
  • Dialetto triestino
  • Diocesi di Trieste
  • Diffusione dello sloveno in Italia
  • Memorandum di Londra (1954)
  • Stazione di Trieste Centrale
  • Stazione meteorologica di Trieste Barcola
  • Stazione meteorologica di Trieste Porto
  • Territorio Libero di Trieste
  • Trieste Trasporti

Altri progetti

  • Collabora a Commons Wikimedia Commons contiene file multimediali su Trieste
  • Collabora a Wikiquote Wikiquote contiene citazioni su Trieste

Scienza e cultura

Per un elenco più esauriente vedi Sistema Trieste
  • Trieste città della scienza
  • AREA Science Park
  • Sito organizzazione ERA
  • Science Centre Immaginario Scientifico
  • Museo Nazionale Antartide
  • Centro UNESCO Trieste
  • Trieste cultura
  • FEST Fiera internazionale dell’Editoria Scientifica di Trieste
  • Il Portale culturale della città di Trieste

Turismo

  • Agenzia di Informazione e Accoglienza Turistica di Trieste

Quotidiani

  • Il Piccolo – quotidiano di Trieste
  • Primorski dnevnik – quotidiano sloveno di Trieste
  • trieste.rvnet.eu – quotidiano online di Trieste

Siti istituzionali

  • Camera di commercio
  • Central European Initiative
  • Friuli-Venezia Giulia Portale Friuli-Venezia Giulia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di Friuli-Venezia Giulia
This text comes from Wikipedia. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikipedia.

No Comments »

No comments yet.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL

Leave a comment