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May 5, 2008

Wikipedia: Trinitrotoluene

Filed under: — admin @ 1:39 pm
tossico
nocivo
esplosivo
infiammabile
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Trinitrotoluene
formula di struttura e modello molecolare
Nome IUPAC
2,4,6-trinitrotoluene
Nomi alternativi
trinitrotoluolo
tritolo
TNT
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C7H5N3O6
Massa molecolare (u) 227,14
Aspetto solido cristallino giallo
Numero CAS 118-96-7
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,65
Solubilità in acqua 0,13 g/l a 293 K
Temperatura di fusione (K) 353,5 (80,35°C)
Temperatura di ebollizione (K) ~510 (~240°C) con decomposizione
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol-1) -63,2
C0p,m(J·K-1mol-1) 243,3
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico


frasi R: R 2-23/24/25-33-51/53
frasi S: S 1/2-35-45-61


Le sostanze chimiche vanno manipolate con cautela
Avvertenze
Progetto composti

Il trinitrotoluene (noto anche come tritolo e spesso abbreviato in TNT) è un nitrocomposto aromatico ottenuto per nitrazione del toluene.

A temperatura ambiente si presenta come un solido cristallino color giallo pallido, insolubile in acqua, abbastanza solubile nei più comuni solventi organici (etere etilico, acetone, benzene).

Come la maggior parte dei nitrocomposti è esplosivo e pertanto impiegato nella preparazione di miscele esplosive come ad esempio l’amatol, in miscela con il nitrato d’ammonio.

Caratteristiche

In forma pura è molto stabile; contrariamente alla nitroglicerina è insensibile agli urti ed alle sollecitazioni, esposto ad una fiamma libera non esplode, ma brucia con una fiamma rossastra e fumosa. Esplode solo se viene innescato da un detonatore. Il TNT è poco igroscopico e non reagisce con i metalli; può quindi essere conservato per molti anni. Va però protetto dall’esposizione agli alcali, che formano con esso composti instabili, sensibili al calore e agli urti.

Il TNT è preso a unità di misura empirica dell’energia liberata dalle esplosioni basando il calcolo sulla sua entalpia di combustione, pari a circa 4,184 × 106 J/kg..

Precauzioni

Il TNT è molto tossico. Può essere assorbito nell’organismo attraverso la pelle, su cui causa irritazione e macchie gialle. Durante la Prima guerra mondiale le operaie delle fabbriche inglesi di munizioni esposte al TNT videro la loro pelle colorarsi progressivamente di giallo intenso e ciò valse loro il soprannome di canary girls (canarine). Un’indagine governativa del 1946 sulle lavoratrici del Woolwich Arsenal di Londra dimostrò che il 37% di loro accusava disturbi che andavano dalla perdita di appetito alla nausea, il 25% soffriva di dermatite ed il 34% disfunzioni del ciclo mestruale. Circa 100 di esse morirono prima che venissero adottate precauzioni quali l’uso di respiratori e unguenti protettivi.

Le persone esposte al TNT per un periodo lungo tendono ad ammalarsi di anemia e ad avere le funzioni del fegato alterate in modo anormale ed un annerimento dell’urina. Gli effetti a carico del sangue e del fegato, l’ingrossamento della milza e danni al sistema immunitario sono stati osservati su animali esposti al TNT per ingestione o respirazione.
Il TNT danneggia la fertilità maschile ed è un sospetto cancerogeno.

Storia

Il TNT fu preparato per la prima volta nel 1863 dal chimico tedesco Joseph Wilbrand, ma i suoi effetti passarono inosservati per alcuni anni, principalmente perché più difficile da far detonare e meno potente di altri esplosivi. Tra i suoi decisivi vantaggi vi era però la sua stabilità, che permetteva addirittura di fonderlo tramite acqua calda o vapore per riempirne proiettili o modellarlo. Talmente stabile da venire depennato nel 1910 dalla lista delle sostanze esplosive elencate nel British 1875 Explosives Act.

Le forze armate tedesche lo adottarono come riempitivo dei loro proiettili d’artiglieria nel 1902 e lo stesso fecero i britannici a partire dal 1907 adottandolo come sostituito della liddite. Il vantaggio dei proiettili al TNT era che questi esplodevano dopo aver sfondato la corazza delle navi avversarie e non al primo contatto con esse, come quelli alla liddite.

Con la crescente domanda trainata dalla guerra, il TNT venne spesso tagliato in proporzioni variabili tra il 40% e l’80% con il nitrato d’ammonio a dare un esplosivo chiamato amatolo (o amatol). Potente quasi quanto il TNT, aveva però lo svantaggio di essere igroscopico.


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