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May 5, 2008

Wikipedia: Val Camonica

Filed under: — admin @ 1:42 pm

Coordinate: 45°56′N 10°16′E / 45.933, 10.267

Val Camonica
Monte Concarena, media Val Camonica
Monte Concarena, media Val Camonica
Paese/i: bandiera Italia
Regione/i: Lombardia
Provincia/e: stemma Brescia, stemma Bergamo
Comuni principali: Angolo Terme, Artogne, Berzo Demo, Berzo Inferiore, Bienno, Borno, Braone, Breno, Capo di Ponte, Cedegolo, Cerveno, Ceto, Cevo, Cimbergo, Cividate Camuno, Corteno Golgi,Costa Volpino, Darfo Boario Terme, Edolo, Esine, Gianico, Incudine, Losine, Lovere, Lozio, Malegno, Malonno, Monno, Niardo, Ono San Pietro, Ossimo, Paisco Loveno, Paspardo, Pian Camuno, Piancogno, Pisogne, Ponte di Legno, Prestine, Rogno, Saviore dell’Adamello, Sellero, Sonico, Temù, Vezza d’Oglio, Vione
Fiume: Oglio
Superficie: 1347 km²
Altitudine: Monte Adamello: 3539 m s.l.m.
Nome abitanti: Camuni
Mappa della Valle
Comunità montana: Comunità Montana della Valle Camonica
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« Valcamonica, delle vallate lombarde la più estesa e non men celebre per guerreschi fatti nelle antiche storie, per famiglie nobili e onoratissime, e per uomini che sono stati illustri per lettere, per armi, e per carichi importanti; per fertilità del suo suolo; per industria e per commerci de’ suoi abitanti… »
(Agostino Caggioli – Storia di Valcamonica, 1853[1])

La Val Camonica (o anche Valcamonica e, nei dialetti camuni, Al Camònega) è una delle valli più estesa delle Alpi, lunga circa 90 km. Inizia dalla Corna Trentapassi presso Pisogne, sul lago d’Iseo, e termina al Passo del Tonale, a 1883 mslm.

È attraversata in tutta la sua lunghezza dal fiume Oglio, che nasce a Ponte di Legno ed ha la sua foce nel Sebino tra Pisogne e Costa Volpino.

La Valle Camonica deriva il suo nome dal latino Vallis Camunnorum, ovvero la Valle dei Camuni.

Indice

Geografia

Il territorio della Valle Camonica

Il territorio della Valle Camonica

Territorio

È possibile suddividere il territorio della Valle Camonica in tre macro-settori:[2]

  1. Bassa Val Camonica: è una zona pianeggiante, ricca di prati e campi, che inizia dalla sponde del Lago d’Iseo e giunge fino al comune di Breno;
  2. Media Val Camonica: delimitata a sud dallo sperone roccioso tra Breno e Cividate Camuno giunge fino all’abitato di Edolo. Il centro di questa zona, ricca di terrazzamenti sui costoni, è rappresentato da una stretta gola che contiene il paese di Cedegolo;
  3. Alta Val Camonica: è un territorio ricco di abetaie e pascoli alpini, dove tutti i paesi sorgono sul versante destro del fiume Oglio. Il settore termina con il comune di Ponte di Legno.

È delimitata da questi confini:

Nord Est Sud Ovest
  • Provincia di Sondrio
    • Valtellina
    • Valfurva
  • Trentino-Alto Adige
    • Val di Sole
    • Val Rendena
  • Provincia di Brescia
    • Valtrompia
  • Lago d’Iseo
  • Provincia di Bergamo
    • Val Cavallina
    • Val Seriana
    • Valle di Scalve

Idrografia

La Valle Camonica è attraversata dal fiume Oglio, il quinto fiume più lungo d’Italia, che nasce a Ponte di Legno dalla confluenza dei torrenti Frigidolfo e Narcanello. Esso sfocia nel lago d’Iseo tra i comuni di Pisogne e Costa Volpino.

All’altezza del paese di Rogno la sua sponda occidentale rientra sotto l’amministrazione della provincia di Bergamo.

Copiosi sono i torrenti che scendono dai lati dei monti per congiungersi all’Oglio (Oi in dialetto camuno) di cui alcuni sono stagionali, e durante l’estate si trovano in secca.

Ad alta quota vi sono molteplici laghi alpini, tra cui il Lago d’Arno, il Lago Moro, oltreché numerosi bacini imbriferi costruiti nella prima metà del XX secolo, al fine di canalizzare le acque verso le centraline idroelettriche della zona.

Orografia e geologia

Per approfondire, vedi la voce Gruppo dell’Adamello.

La Valle Camonica è ricca di vallate laterali, tra cui le più importanti sono la valle di Corteno, la val Paisco, la valle di Saviore e la val Grigna.

È racchiusa tra i molti del gruppo dell’Adamello a est e quelli delle Prealpi Orobiche a ovest. Tra le queste montagne vi sono diverse cime sopra i 3000 m; fra queste si segnala ad est tutto il gruppo dell’Adamello (3539 m). Esso è formato da una particolare tipologia di granito detta tonalite, chimata così in onore al passo del Tonale.

Sul versante occidentale dell’Oglio vi sono le prealpi Orobiche, formate soprattutto da calcari come la dolomia: qui vi erano anticamente importanti cave di marmo occhialino. Diffuso è anche il verrucano lombardo, pietra arenaria quivi famosa per essere supporto delle incisioni rupestri della Valcamonica. Inoltre vi sono numerosi giacimenti di ardesia, chiamata piòda, usata un tempo per comprire i tetti delle case.

Presso il lagno d’Iseo nella zona tra Costa Volpino e Pisogne si trovano i gessi silicati chiamati volpinite.

A nord, sulla dorsale che divide la Valcamonica dalla Valtellina vi sono invece le miniere da cui si estraeva il marmo di Vezza d’Oglio.

Clima

Stemma di Valcamonica

Stemma di Valcamonica

Il clima varia molto in base alla zona ed all’altimetria a cui ci si trova: si parte dai 187 mslm di Pisogne fino ai 1257 di Ponte di Legno, oscillando fra le zone di classificazione climatica E ed F [3]. Molto dipende anche dalle zone esposte a venti od ombreggiatura prolungata, così da segnare significativi sbalzi climatici con località vicine, ma soleggiate e riparate.

La neve cade raramente in fondovalle, ma è copiosa, soprattutto durante la stagione invernale, sulle cime delle montagne e nelle stazioni sciistiche.

Climaticamente, tracciando idealmente, dei confini, è possibile suddividere la Valle Camonica in cinque sezioni che sfumano gradatamente all’altezza di Gianico, Cividate Camuno, Forno d’Allione ed Edolo.[4]

  • Lago d’Iseo – Gianico – Questo settore, orientato da Sud-Ovest a Nord-Est è influenzato dalle fredde brezze che risalgono dal vicino lago, in modo da rendere le massime primaverili ed estive più basse che nel tratto superiore, mentre le minime sono conformi a quelle del tratto superiore sino ad appena prima di Pisogne.
  • Gianico – Cividate Camuno – Tratto di valle sempre disposto da Sud-Ovest a Nord-Est, è caratterizzato da massime estive più alte che nei restanti segmenti, grazie alla minore incidenza delle brezze lacustri e dal notevole soleggiamento, dovuto anche alla modesta altezza dei monti, che permettono una alba precoce ed un tramonto tardo, ma anche dalla notevole larghezza della vallata.
  • Cividate Camuno – Forno d’Allione – In questo settore la Valle Camonica subisce un primo restringimento e le temperature sia estive che invernali, sia massime che minime, decrescono. La disposizione da Nord verso Sud, gli alti monti che lo delimitano riducendo il soleggiamento del fondovalle, rendono la zona molto ventosa, spesso interessata dal favonio.
  • Forno d’Allione – Edolo – Anche questo troncone è disposto da Nord verso Sud, eccetto la piana di Malonno che è disposta da Sud-Ovest a Nord-Est. Le temperature massime decrescono gradualmente all’aumentare dell’altimetria, mentre le minime subiscono un brusco calo proprio presso la piana di Malonno, dove si insacca l’aria fredda a causa della strozzatura di Forno d’Allione.
  • Edolo – Passo del Tonale – L’ultimo settore è disposto quasi da Ovest ad Est, possiede le minime sono molto basse d’inverno mentre il sole riesce a scaldare poco anche di giorno. Qui la neve è frequente e resistente per lunghi periodi.

Storia

Per approfondire, vedi le voci Storia della Valle Camonica e Incisioni rupestri della Valcamonica.

L’antichissima storia della Valle Camonica inizia con la fine dell’ultima glaciazione, circa 15.000 anni fa, quando il ghiacciaio, sciogliendosi, crea la vallata.

Gli abitanti, già presenti nell’epipaleolitico erano i Camunni, antico popolo di origine incerta, famoso per le incisioni rupestri.

Verso la fine del primo secolo aev la Valle Camonica è annessa all’Impero Romano e viene fondata la città di Cividate Camuno, dotata di terme, teatro ed anfiteatro e di un santuario di Minerva, tra i più grandi delle Alpi.

Durante il medioevo la zona sono frequenti e numerosi gli scontri tra i guelfi e ghibellini camuni, i primi che si appoggiavano al potere del Vescovo di Brescia e del papato, i secondi dell’imperatore del Sacro Romano Impero e dei Visconti di Milano.

Venezia e Milano si condenderanno a lungo, durante il XV secolo, la Valle Camonica, che infine passerà sotto il controllo della Serenissima fino al 1797.

Nel XIX secolo la zona passerà dal controllo francese a quello dell’impero austroungarico, fino ad entrare nel Regno d’Italia.

Nel 1914 è combattutta la Guerra Bianca sui monti dell’Adamello.

Nel 1955 viene creato dalla Soprintendenza Archeologica della Lombardia il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane a Capo di Ponte.

Natura

In Valle Camonica sono presenti diversi parchi d’interesse naturalistico nazionale o regionale.

Parchi nazionali e regionali

Denominazione Riconoscimento Comuni Ettari
Parco nazionale dello Stelvio Nazionale Ponte di Legno, Temù, Vione, Vezza d’Oglio, Incudine 133.325 ha
Parco regionale dell’Adamello Regionale Ponte di Legno, Temù, Vione, Vezza d’Oglio, Incudine, Edolo, Sonico, Malonno, Berzo Demo, Cevo, Saviore dell’Adamello, Paspardo, Ceto, Cimbergo, Braone, Niardo, Breno, Prestine 50.935 ha

Riserve naturali

Valle Camonica da Gorzone

Valle Camonica da Gorzone

  • Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo[5]: La riserva ha una superficie di 290 ha ed è compresa tra una altitudine che va dai 420 ai 1000 mslm

Parchi locali d’interesse sovracomunale

  • Parco dell’Alto Sebino, gestito dalla Comunità Montana Alto Sebino, è esteso per 4.727 ettari.[6]
  • Parco del lago Moro, gestito dal comune di Angolo Terme, è esteso per 131 ettari.[7]

Flora

La Valle Camonica copre un’altimetria che va dai 187 mslm di Pisogne fino ai 3.539 mslm del monte Adamello.

Si può suddividere in cinque fasce:[8]

  • Submontano – inferiore ai 1.000 metri di quota, sono diffuse piante come il frassino, la quercia, il castagno.
  • Montano – tra i 1.000 ed i 1.800 mslm, si trovano piante di faggio ed acero di monte.
  • Subalpino – tra i 1.800 ed i 2.300 mslm, sono diffusi gli abeti rossi, il pino silvestre e la betulla.
  • Alpino – tra i 2.300 ed i 2.800 mslm, con piante di pino mugo e pino cembro
  • Nivale – oltre i 2.800 mslm, dove sopravvivono solo piante rupicole.

Fauna

Grazie alla presenza, sopratttto nell’alta valle, di ampie zone protette, come il parco regionale dell’Adamello od il parco nazionale dello Stelvio, si possono ammirare molti animali in libertà, che spesso raggiungono anche le zone antropizzate.[9]

  • Mammiferi – In alta quota, anche durante la stagione invernae, sono diffusi i camosci e gli stambecchi. I camosci sono presneti tra i 1800 ed i 3000 mslm, soprattutto nella zona della Val Dois, nella Val Miller e nel gruppo del Baitone. Gli stambecchi, invece, dopo essere scomparsi dopo una caccia spietata attorno alla metà del Settecento, sono stati re-introdotti a partire dal 1995 nel parco regionale dell’Adamello, ed oggi stanno ripopolando le montagne della zona. Il cervo ed il capriolo vivono invece nelle foreste a quote più basse, e durante i periodi più freddi scendono fino alle praterie di fondo valle. I cervi diffusi nelle aree del parco nazionale dello Stelvio, soprattutto in Val Grande, e qualche esemplare tra le alte radure tra Paspardo e Braone. Il capriolo è invece ampiamente presente tra i comuni di Sonico, Saviore dell’Adamello e Ponte di Legno. Da segnalare la ricomparsa dell’orso bruno, reintrodotto nel parco naturale provinciale dell’Adamello-Brenta e diffuso su tutto il gruppo dell’Adamello.[10] Animali più piccoli, e decisamente più diffusi, sono la marmotta, il riccio, lo scoiattolo. Presenti, ma molto più difficili da osservare, sono la volpe, l’ermellino, la martora e la faina.
  • Uccelli – Diffusi sono: il picchio, la civetta, l’allocco, il gufo, l’astore, la coturnice e la pernice. Nelle zone boschive sono presenti il gallo cedrone ed il gallo forcello.
  • Rettili – Tra i rettili si trovano la vipera, il marasso, bisce d’acqua come la natrice, il biacco, l’orbettino e la lucertola muraiola. Durante i periodi caldi nei boschi è visibile il ramarro.
  • Anfibi – Diffusi sono la salamandra, soprattutto in Val Paghera e Val Saviore, il tritone, la rana (diffusissima negli stagni d’alta quota) ed il rospo.
  • Pesci – I numerosi torrenti della Valle Camonica sono l’ambiente ideale per la trota iridea, la trota fario, la trota marmorata, lo scazzone e la sanguinerola

Demografia

La Valle Camonica ha circa 114.000 abitanti, di cui circa 99.000 residenti in provincia di Brescia, ed i rimanenti 15.000 in provincia di Bergamo.[11]

La gran parte della popolazione si distribuisce in un lungo conglomerato urbanizzato dalle sponde del lago d’Iseo fino a Cividate Camuno.

Più si sale verso l’alta valle, meglio si delineano, per la minore densità abitativa, i piccoli paesi.

Il centro più popoloso della valle è Darfo Boario Terme, che si trova nella densamente urbanizzata bassa valle; Breno è invece considerato tradizionalmente la capitale amministrativa.

Tabella riassuntiva dei primi sette comuni più popolosi.[12]

Mappa della Valle Camonica, Musei Vaticani, 1580

Mappa della Valle Camonica, Musei Vaticani, 1580

Stemma Comune Provincia Popolazione
Darfo Boario Terme Provincia di Brescia 14.745
Costa Volpino Provincia di Bergamo 8.748
Pisogne Provincia di Brescia 8.004
Lovere Provincia di Bergamo 5.830
Esine Provincia di Brescia 5.112
Breno Provincia di Brescia 4.991
Edolo Provincia di Brescia 4.384

Economia

Industria

  • Mineraria – L’attività mineraria è stata fondamentale per lo sviluppo della Valcamonica nel corso dei secoli, fino al XX secolo quando, a poco a poco, tutte le miniere presenti sul ricco suolo valligiano sono state chiuse. Nel passato era possibile estrarre:
    • Allume: sui monti di Ceto, Cerveno, Ono San Pietro e Cevo.
    • Calcare: sui monti Concarena e Pizzo Badile Camuno (vedi: calchere)
    • Ferro: presso Pisogne, Fucine, Pescarzo, Loveno, Malonno, Corteno.
    • Marmo: sui monti di Vezza d’Oglio.
    • Rame: sui monti tra Cimbergo e Paspardo.
    • Zolfo: sui monti di Sellero.
  • Siderurgica – La ricchezza di ferro fu uno dei principali fattori di sviluppo dei molteplici forni fusori di Gratacasolo, Corna, Malegno, Bienno, Cemmo, Cedegolo e Malonno. Le fucine di Bienno assumeranno una particolare importanza, tanto che nel 1600 ne erano contate ben 135. Erano specializzate nella costruzione di utensili domestici (vanghe, zappe, falci, forche, ecc.., ma producevano anche armature, elmi, corsaletti indispensabili per gli scontri armati. La Valgrigna assumerà nel corso dei secoli il soprannome di “Valle dei Magli”. All’inizio del XIX secolo venne fondata la Carlo Tassara Stabilimenti Siderurgici a Breno.
Telaio sulle incisioni rupestri

Telaio sulle incisioni rupestri

  • Tessile – Presente già dalla preistoria, con incisioni rupestri raffiguranti telai, il settore tessile ebbe una grande importanza in Valcamonica. Nel periodo della dominazione veneta crebbe il settore laniero, mentre dopo l’annessione al Regno d’Italia vi fu il boom della seta con la coltura del gelso (già presente nel 1600). Dagli anni settanta del Novecento vi fu la crisi del settore con la liberalizzazione dei mercati, mettendo in gravi difficoltà importanti industrie come la Nuova Manifattura Brenese di Nadro e la Franzoni Filati di Esine.

Energia

La Valle Camonica, grazie alle sue risorse idriche, è una importante realtà per quanto riguarda la produzione idroelettrica.

La prima centralina sorse nel 1888 a Breno, ma dal 1907, con la nascita dell’ELVA, vennero poi fondate quelle di Niardo, Darfo Boario Terme, Vezza d’Oglio. Sorsero poi le grandi centrali di Temù, Sonico, Isola, Cedegolo, Cividate Camuno, Gratacasolo e Grevo.

In tempi recenti sono state poi costruite le tre centrali di Edolo, di San Fiorano e di Cedegolo, che producono la maggior parte dell’energia idroelettrica camuna.

Partendo da Cedegolo sino a Cividate Camuno è visibile un canale di convogliamento delle acque dei torrenti orientali della Val Camonica,a fine idroelettrico, costruito nel 1926.[13]

Turismo

Il turismo è una delle attività economicamente più rilevanti per la Valle Camonica.

In primo luogo durante la stagione invernale sono attivi numerosi impianti sciistici a:

  • Ponte di Legno
  • Borno
  • Montecampione
  • Aprica

Durante la stagione estiva invece le maggiori attrattive sono date dalle escursioni su:

  • Sentieri CAI nel Parco dell’Adamello
  • Trincee della Guerra Bianca in Adamello a Vezza d’Oglio

Durante tutto l’anno sono invece possibili visite al grande patrimonio culturale della Valle Camonica dato dalle incisioni rupestri, sito UNESCO dal 1979.

Sono da segnalare inoltre i reperti archeologici romani presso la città di Cividate Camuno e le numerose e preziose chiese romaniche e rinascimentali ampiamente affrescate.

Numerose sono le attrattive culturali della Valle Camonica.

In tutte le stagioni sono frequenti fiere e feste che attirano un gran numero di persone anche dalle località vicine.

Trasporti e vie di comunicazioni

Strade

I due principali accessi alla Val Camonica sono:

  • del Tonale e della Mendola: che la collega con Bergamo attraverso la Val Cavallina
  • Sebina Orientale: che costeggia la sponda orientale del lago d’Iseo e la collega a Brescia

Le due strade si congiungono all’entrata meridionale della valle, poco a nord di Lovere.

Vi sono poi diversi accessi attraverso passi montani:

Valico Altitudine Ubicazione Collegamento Infrastruttura
Passo dell’Aprica 1126 m nord-ovest con la media Valtellina (provincia di Sondrio) Strada Statale 39 dell’Aprica
Passo del Tonale 1828 m nord-est con la Val di Sole (provincia di Trento) Strada Statale 42 del Tonale e della Mendola
Passo del Mortirolo 1850 m nord con la media Valtellina (provincia di Sondrio) Strada provinciale
Passo di Gavia 2621 m nord con laValfurva, Bormio e l’alta Valtellina (provincia di Sondrio) ex Strada Statale 300 del Passo di Gavia
Passo di Crocedomini 1875 m est con Valle del Caffaro, tributaria della Valle Sabbia(provincia di Brescia) e con la Val Trompia ex Strada Statale 345 delle Tre Valli

ex Strada Statale 669 del Passo di Crocedomini

Passo della Presolana 1293 m sud-ovest con l’alta Valle Seriana (provincia di Bergamo) ex Strada Statale 671 della Val Seriana
Passo del Vivione 1826 m est con le sue vallate secondarie (la Valle di Scalve e la Val Paisco) ex Strada Statale 294 della Valle di Scalve

Di tutti questi, i primi due sono di gran lunga i più importanti, mentre molti dei rimanenti sono aperti solo durante la stagione estiva e sono noti soprattutto per ragioni turistiche (ad es. i passi Gavia e Mortirolo sono ormai salite classiche del Giro d’Italia).

Linee ferroviarie

La Valle Camonica è attraversata da Pisogne fino ad Edolo dalla linea Brescia-Iseo-Edolo.

Piste ciclabili

Esiste una pista ciclabile che parte da Pisogne e giunge fino a Cividate Camuno. È in progetto l’apertura del tratto che transita sul territorio del comune di Breno per congiungerla alla pista della media valle, che corre da Losine a Capo di Ponte

Porti

I porti presenti sono prospicienti al lago Sebino, presso i paesi di Lovere e Pisogne.

Aree di sosta

Le aree di sosta camper attrezzate in Valle Camonica sono a:

  • Pisogne: vicino al Lido, di fronte al lago d’Iseo
  • Niardo: area “Mr Sanders” in località Crist, presso l’area sportiva polivalente
  • Capo di Ponte: accanto al lagetto di pesca sportiva, all’ingresso sud del paese
  • Ponte di Legno: sulla strada per Pezzo ed il passo del Gavia

Cultura

Monumenti e luoghi d’interesse

Castello di Cimbergo

Castello di Cimbergo

  • Borghi medievali:
  • Bienno: ha il riconoscimento di essere tra i Borghi più belli d’Italia[14]
  • Lovere: ha il riconoscimento di essere tra i Borghi più belli d’Italia[15]
  • Pescarzo (Capo di Ponte): piccolo paesino caratteristico

  • Castelli:
  • Castello di Breno: il più grande castello della Valle Camonica
  • Castello di Gorzone: dimora dei Federici, sorge su un poggio accanto al torrente Dezzo
  • Castello di Cimbergo: posizionato sulla valle del Re, domina la media Valle
  • Castello di Lozio: la rocca dove si consumò l’eccidio di Lozio
  • Castello di Mù: il bastione dei Federici in alta valle, ne rimangono le fondamenta

  • Città romana:
  • Parco del teatro e dell’anfiteatro a Cividate Camuno
  • Santuario di Minerva a Breno

  • Località termali:
  • Boario: Le Terme di Boario, dove sgorga l’acqua Boario
  • Angolo Terme: area termale all’inizio della Val di Scalve

  • Musei e parchi tematici:
  • Parco tematico Archeopark, Darfo Boario Terme
  • Museo etnografico del ferro, delle arti e tradizioni popolari, Bienno
  • Museo Civico Camuno, Breno
  • Museo didattico di arte e vita preistorica, Capo di Ponte
  • Museo didattico della riserva, Nadro
  • Museo archeologico di Valle Camonica , Cividate Camuno
  • Mostra museo Camillo Golgi, Corteno Golgi
  • Museo etnografico, Ossimo
  • Museo parrocchiale d’arte sacra, Ponte di Legno
  • Museo della Guerra Bianca in Adamello, Temù

  • Santuari cattolici:
  • Chiesa delle sante Faustina e Liberata a Capo di Ponte
  • Santa Maria della neve a Pisogne
  • Chiesa di Sant Antonio a Breno
  • Santa Maria Annunziata a Bienno
  • Santuario del Cristo Re a Bienno
  • Santa Maria Assunta a Esine
  • Monastero di San Salvatore a Capo di Ponte
  • Oratorio dei Disciplini a Montecchio
  • Pieve di San Siro a Cemmo
  • Santuario della Via Crucis a Cerveno

Patrimoni dell’umanità UNESCO

Incisioni rupestri, sito UNESCO n° 94:

  • Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane a Capo di Ponte
  • Parco archeologico comunale di Seradina-Bedolina a Capo di Ponte
  • Parco comunale delle incisioni rupestri di Luine a Darfo Boario Terme
  • Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo a Nadro
  • Parco comunale di Sellero
  • Parco archeologico di Asinino-Anvòia ad Ossimo

Istruzione

  • Scuole secondarie (II° grado):
  • Università:
Sede Istituto Indirizzi di studio Sito internet
Cemmo Università Cattolica del Sacro Cuore corsi di perfezionamento www.doroteedicemmo.it
Darfo Boario Terme Università degli Studi di Brescia *Infermieristica www.unibs.it
Edolo Università degli Studi di Milano *Agraria www.valmont.unimi.it

Enogastronomia

  • Gastronomia:
Primi piatti Secondi piatti Dolci Formaggi Insaccati
Casoncelli Capù (ripieno avvolto in foglie di verza o di erbe coste) Mundìne (caldarroste, castagne cotte in una pentola forata) Mascherpa (ricotta) Luganega (insaccato di suino)
Gnòc dè schelt (gnocchi di farina di castagne) Cuz (carne di castrato cotta nel suo grasso) Spongada (focaccia zuccherata) Casatta di Corteno Golgi Strinù (salsiccia di maiale aperta e cotta alla brace su ardesia)
Gnòc dè la cua (gnocchi di erbe) Tùrta dè hànc (Torta di sangue di maiale fatta con: sangue di maiale, latte intero, burro, porro, pane grattugiato, formaggio grattugiato, noce moscata e un pugno di ciccioli) Casolet
Torta secca (dolce tipico di Villa Dalegno, fatto di mandorle, farina, burro, zucchero e uova)
  • Vini:

Il vino è molto radicato nella storia della Valle Camonica, tanto da assumere più la funzione di “alimento” (ovvero è necessariamente presente, anche per i più giovani), che di “bevanda”, durante i pasti.

Nel passato la viticoltura era ampiamente diffusa lungo i terrazzamenti (ronchi in dialetto camuno), tanto che quasi ogni famiglia aveva una produzione propria.

I vitigni più diffusi in Valle sono:

  • a bacca nera: Merlot e Marzemino
  • a bacca bianca: Muller Thurgau, Incrocio Manzoni, Riesling Renano

Sono inoltre presenti vitigni autoctoni che purtroppo stanno scomparendo quali il Valcamonec, lErbanno ed il Sebina.[16]

La lingua camuna

In un lontano passato, in Val Camonica, si parlava una antica lingua camuna.

Oggi il mezzo di comunicazione più utilizzato è la lingua italiana, a dispetto dei numerosi dialetti camuni che, seppur ampiamente parlati e compresi sono sempre piu’ utilizzati solamente in ambito familiare.

Sport

  • Alpinismo
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  • Calcio – La Val Camonica ha numerose squadre di calcio, che vanno dalla Serie D fino alla Terza Categoria; sono molto numerose anche quelle partecipanti ai campionati del CSI. Le più importanti squadre affiliate alla FIGC e ancora in attività sono:
  1. U.S. Darfo Boario (Serie D): ha già partecipato a undici stagioni di D alternando campionati vicini alla promozione in Serie C2 a stagioni in cui è retrocessa in Eccellenza; attualmente milita nel Girone B di Serie D. Le sue rivalità più accese sono quelle con i “cugini” del Breno e del Sellero. Gioca le sue partite al “Comunale” di Darfo Boario Terme.
  2. A.C. Vallecamonica (Eccellenza): nata dalle ceneri dell’Ortofrutticola è attualmente la seconda squadra camuna; è stata promossa in Eccellenza grazie alla vittoria regionale della Coppa Italia di Promozione. Le sue rivalità più accese sono quelle con i “cugini” del Sellero e con la formazione sebina del Sarnico. Ha la sede a Pianborno. Gioca le sue partite al “Comunale” di Piancogno.
  3. U.S. Sellero-Novelle 2000: nata dalle ceneri dell’U.S. Sellero Novelle, milita attualmente nel Girone F bergamasco di Promozione. In passato è stata in grado di competere per la promozione dall’Eccellenza alla Serie D. Le sue rivalità più accese sono quelle con i “cugini” del Darfo Boario, del Breno e del Vallecamonica. Occupandosi anche di mountain-bike e di pallavolo è una delle polisportive valligiane più attive. Gioca le sue partite al “Guido Rizzi” di Sellero.
  4. U.S.D. Sebinia (Promozione): nata dalle ceneri della Sebinia Lovere prima e della Sebinia Pianico poi è, a livello di storia, la più importante società camuna, poiché ha militato per due anni in Serie C. Attualmente è iscritta nel Girone F bergamasco di Promozione. La rivalità più sentita dai tifosi è quella col Sellero. Gioca le sue partite al “Comunale” di Lovere.
  5. F.C. Pian Camuno (Prima Categoria): nata sul finire degli anni ottanta è riuscita a conquistare a fine anni ’90 la promozione in Prima Categoria, di cui raggiunge i play off nel campionato 2007-2008. Milita nel girone bresciano di Prima Categoria. Essendo giovane non gode di particolari rivalità. Gioca le sue partite al “S. Giulia” di Pian Camuno.
  6. A.S.D. Breno (Seconda Categoria): è l’erede dell’U.S. Breno Vallecamonica che militò due anni in Serie D e riuscì a vincere in un anno campionato e Coppa Italia Dilettanti ottenendo il torneo a Matera. È attualmente iscritta nel Girone F bresciano di Seconda Categoria. Le rivalità più sentite sono quelle con i “cugini” del Sellero e del Darfo Boario. Gioca le sue partite al Franco e Giuseppe Tassara.

Ci sono in Seconda e in Terza Categoria:

  1. U.S. Unica (Esine, seconda categoria);
  2. U.S. Vezza d’Oglio (terza categoria);
  3. A.C. Camunia (Edolo, terza categoria);
  4. San Giovanni Bosco Bienno (terza categoria).

Negli anni cinquanta le società di riferimento erano Breno e Sebinia, negli anni ’80 erano Darfo e Breno, tra il 1999 e il 2003 erano Sellero-Novelle e Darfo. Oggi solo il Darfo mantiene un ruolo di guida.

  • Pallacanestro – La squadra più importante a livello cestistico è l’Iseo Serrature Pisogne, dell’omonimo paese, che milita nel campionato nazionale di Serie C maschile e, nel campionato 2007-2008, ha raggiunto i play off.

  • Canottaggio
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  • Pallavolo – La società pallavolistica più importante è la Foppapedretti Vallecamonica Bergamo (seconda squadra della Foppapedretti Bergamo), che ha militato in Serie B1 FIPAV femminile e gioca le sue partite nel palazzetto dello sport di Piamborno. Nonostante la retrocessione avuta nel campionato 2007-2008 la società è intenzionata a comprare la categoria.

  • Rugby – L’unica società di rugby è il Rugby Vallecamonica. Ha sede a Bienno e milita nel campionato di Serie D.

  • Sci
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  • Tennis tavolo
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Amministrazione

La Valle Camonica è storicamente divisa tra la provincia di Bergamo e la provincia di Brescia, sebbene quest’ultima ne amministri circa il 90%.

Esiste una grande comunità Montana della Valle Camonica che amministra gran parte del territorio, è composta da 125 membri, provenienti da 41 comuni della provincia di Brescia, ed è a più grande assembrea italiana dopo la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica.

Presso il Lago d’Iseo vi è invece la Comunità Montana Alto Sebino, che comprende i comuni della provincia di Bergamo: Lovere, Costa Volpino e Rogno.

Il comune di Pisogne fa invece parte di una terza comunità montana: la comunità Montana del Sebino Bresciano.

Alla fine degli anni ’90 era stata avanzata l’ipotesi di istituire una provincia di Valle Camonica con capoluogo Darfo Boario Terme (oppure, secondo la proposta di Davide Caparini, Breno). Essa avrebbe contenuto tutti i comuni presenti nella Valle più quelli della Val di Scalve e dell’alto Sebino.[17] [18]

Sanità

La sanità in Valle Camonica è gestita dalla ASL Vallecamonica – Sebino, che ha sede a Breno.

Le sedi principali sono [19]

Breno Edolo Esine Malegno Darfo
Via Nissolina, 2

TEL. 0364/329.1

  • Direzione:
    • Direttore Generale – Dr. Angelo Foschini
    • Direttore sanitario – Dr.ssa Romana Coccaglio
    • Direttore amministrativo – Dr. Vigilio Rota
    • Direttore sociale – Dr.ssa Anna Calvi
  • Dipartimento amministrativo
  • Distretto socio sanitario
  • Dipartimento di prevenzione veterinario
  • Distretto veterinario
  • Dipartimento di prevenzione madico
  • Dipartimento Assi
  • Dipartimento cure preimarie
  • Settore di medicina specialistica
  • U.R.P. – Ufficio Relazioni con il Pubblico

P.zza Donatori di Sangue,1
Tel. 0364/772.1

  • Ospedale e Servizi di Medicina Specialistica e ditrettuali

Via Manzoni, 142 Tel. 0364/369.1

  • Ospedale e Servizi di Medicina Specialistica e distrettuali
  • Dipartimento di igiene mentale: SPDC

Via Lanico
Tel. 0364/347.504 – 347.501

  • Dipartimento di salute mentale
  • Comunità riabilitativa ad alta assistenza(CRA)
  • Centro psico sociale (CPS)

Via Quarteroni, 10/A Tel. 0364/540.319 – 540.340 – 540.331

  • Laboratori di sanità pubbica
  • U.O. Impiantistica
  • Prevenzione sicurezza ambienti lavoro (PSAL)
  • Servizio dipendenze (Ser.D.)
  • Centro di assistenza limitata di dialisi(CAL)
  • Servizi di medicina specialistica distrettuali.

Personalità legate alla Valcamonica

I territori comunali della Valle Camonica

I territori comunali della Valle Camonica

Storici

  • San Costanzo di Niardo (Niardo, 1066-?), al secolo Costanzo Rodondesco, santo della Chiesa cattolica;
  • Sant’Obizio, (Niardo, XII sec), santo della Chiesa cattolica;
  • Giovanni Pietro da Cemmo, (Cemmo, XV-XVI sec), pittore;
  • Famiglia Ramus, (Mu, XVII-XVIII sec), intagliatori e maestri del legno;
  • Padre Gregorio Brunelli, (Vione, 1644-1713), lettore universitario, scrittore della Valcamonica;
  • Bernardino Zendrini, (Saviore dell’Adamello, 1679-1747), ingegnere, medico, scienziato per nascita Camuno, per meriti Veneto;
  • Beniamino Simoni, (Fresine, 1712-1787), scultore ligneo;
  • Beato Innocenzo da Berzo (Niardo, 1844-1890), al secolo Giovanni Scalvinoni;
  • Giuseppe Tovini, (Cividate Camuno, 1841-1897), avvocato e banchiere, dichiarato beato nel 1998;
  • Camillo Golgi, (Corteno Golgi, 1843-1926), medico, primo premio nobel per la medicina italiana nel 1906;
  • Romolo Putelli, (Breno, 1880-1939), storico, fondatore del Museo Camuno.

Contemporanei

  • Giuseppe Camadini, (Brescia, n.1931), consigliere ed ex presidente della Cattolica Assicurazioni;
  • Giovanni Battista Re, (Borno, n.1934), cardinale;
  • Giacomo Agostini, (Lovere, n.1942), campione di motociclismo;
  • Barbara Pollastrini, (Darfo Boario Terme, n.1947), politico ex-ministro;
  • Don Franco Bontempi, (Cedegolo, n.1947), scrittore e giornalista;
  • Ausilio Priuli, (Capo di Ponte, n.1951), archeologo;
  • Mimmo Franzinelli, Cedegolo, n.1954, storico;
  • Nini Giacomelli, (Breno, n.1955), compositrice ed artista;
  • Davide Caparini (Brescia 1967), imprenditore e politico
  • Elena Fanchini, (Lovere, n.1985), sciatrice;
  • Nadia Fanchini, (Lovere, n.1986), sciatrice.

Galleria fotografica

Bibliografia

  • Lino Ertani. La Valle Camonica attraverso la storia. Esine, Tipolitografia Valgrigna, 1996.
  • Emmanuel Anati. La cività della Val Camonica. Milano, Saggiatore, 1964.
  • Elena Medeghini; Aldo Avogadri, Omar Fantini, Gio Lodovico Baglioni, Valento Pedrocchi. Guida al Parco dell’Adamello. La Cittadina, 2000.
  • Alberto Marretta; Angelo Fossati, Tiziana Cittadini. La Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo. Breno, Tipografia Camuna, 2007. ISBN 88-86621-48-5

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