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May 5, 2008

Wikipedia: Juventus Football Club

Filed under: — admin @ 1:43 pm
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Juventus F.C.
Calcio
Badge of Honour FIFA
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Supercoppa Detentore della Supercoppa Italiana
Attuale campione d’Europa Campione d’Europa in carica
Attuale campione del Sudamerica Campione del Sud America in carica
Campione d’Inghilterra in carica Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Detentore della Supercoppa Europea Detentore della Supercoppa d’Europa
Detentore della Coppa UEFA Detentore della Coppa UEFA
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
La Vecchia Signora; Madama; La Fidanzata d’Italia;
Le Zebre; I Bianconeri; La Goeba
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali: Bianco e nero a strisce
Simboli: Zebra
Inno: Juve, storia di un grande amore
Paolo Belli
Dati societari
Città: Torino
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Campionato: Serie A
Fondazione: 1897
Presidente: Bandiera dell'Italia Giovanni Cobolli Gigli
Allenatore: Bandiera dell'Italia Claudio Ranieri
Palmarès
Scudetti: 27
Trofei nazionali: 9 Coppe Italia
4 Supercoppe d’Italia
Trofei internazionali: 2 Coppe dei Campioni
1 Coppe delle Coppe
3 Coppe UEFA
2 Supercoppe d’Europa
1 Coppe Intertoto
2 Coppe Intercontinentali
Stadio
Stadio Olimpico di Torino
(25.370 posti)
Contatti
Juventus Football Club S.p.A.
Corso Galileo Ferraris 32
10128 Torino
Tel 011-65631
Fax 011-5119214
www.juventus.com
« È sempre un’emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.

Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio. La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, Torino, i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.

Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto “il meglio” del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite “storiche” per rivivere, così, l’emozione di quegli attimi. »

(Umberto Agnelli, 1934-2004, imprenditore e politico italiano. Presidente della Juventus F.C. dal 1955 al 1962 [1].)

La Juventus Football Club, meglio noto come Juventus e informalmente come Juve, è una società calcistica di Torino. Fondata nel 1897 come Sport Club Juventus da giovani studenti liceali torinesi [2], milita nella massima categoria del campionato di calcio italiano (dal 1929 la Lega Calcio Serie A) dalla sua fondazione, eccezion fatta per la stagione 2006/07. La squadra rappresenta il capoluogo piemontese nel calcio insieme al Torino Football Club 1906, nato in tale anno da soci dissidenti della formazione bianconera. La squadra si allena nei campi del centro sportivo Juventus Center a Vinovo, nei dintorni della città.

Il nome del club è una licenza letterale del sostantivo latino iuventus (gioventù in lingua italiana) e fu scelto dai fondatori della società [2].

L’origine della società bianconera, secondo il punto di vista giornalistico, è avvolta nel mistero, tenuto conto che alla fine del XIX secolo lo sport non aveva stato sufficientemente diffuso in Italia per catturare l’interesse della stampa. L’unico scritto considerato “ufficiale” che attestino con certezza la nascita della Juventus fu redatto da uno dei suoi fondatori, Enrico Canfari, e pubblicato dalla rivista istituzionale del club torinese alla fine del 1915 [2].

Terza società di calcio italiana per ordine di antichità tra quelle in attività ad oggi [3], la Juventus è la formazione più blasonata del paese [4] ed una delle più vittoriose e prestigiose d’Europa e del mondo [5] con un totale di 51 trofei ufficiali vinti: 40 trofei di livello nazionale [4] e 11 trofei di livello internazionale [6]. In quest’ultimo ambito la compagine bianconera è la seconda squadra italiana, la terza squadra europea e la sesta a livello mondiale [5] per numero di titoli vinti e ufficialmente riconosciuti da ciascuna delle sei confederazioni regionali affiliate alla FIFA, in questo caso l’Unione delle Federazioni Calcistiche Europee.

Prima squadra italiana e latina ad avere vinto la Coppa UEFA (edizione 1976/77) [7], la Vecchia Signora – come è nota in patria ed all’estero – è l’unica società calcistica al mondo [6] ad avere vinto tutti i tornei e coppe ufficiali a livello internazionale [8]. Inoltre, nel 1985 fu la prima società calcistica a vincere le tre maggiori competizioni europee [9], un traguardo che in seguito sarebbe stato raggiunto unicamente da altre due squadre: l’Ajax nel 1992 e il Bayern Monaco nel 1996.

Secondo una ricerca pubblicata nel giornale La Repubblica nell’agosto 2007, la Juventus, una delle squadre più conosciute [10] e sostenute al mondo [11], è anche la prima squadra d’Italia per numero di sostenitori con il 28% delle preferenze, in leggero calo rispetto agli ultimi anni [12]. Al pari dell’Inter, la tifoseria juventina ha una diffusione geografica eterogenea sul territorio nazionale [13].

La compagine torinese, legata dagli anni Venti alla famiglia Agnelli, è anche uno dei membri fondatori dell’Associazione di Club Europee (ECA), un’organizzazione internazionale, nata al posto del G-14, composta dai principali club calcistici consorziatisi per ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.

Indice

Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia della Juventus Football Club.

Le Origini

L'officina dei fratelli Enrico ed Eugenio Canfari, prima sede sociale.

L’officina dei fratelli Enrico ed Eugenio Canfari, prima sede sociale.

« L’anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. »
(Frammento del documento autografo di Enrico Francesco Canfari, 1879-1915, uno dei fondatori e secondo presidente della Juventus F.C., incontrato nel 1914 alla Città di Torino e pubblicato dalla rivista istituzionale della società torinese Hurrà Juventus il 26 dicembre 1915 [14].)

Il 1° novembre 1897 nasce a Torino lo Sport Club Juventus grazie all’idea di alcuni studenti del Liceo Classico “Massimo D’Azeglio”, tra i quali Eugenio ed Enrico Canfari, che erano soliti ritrovarsi su una panchina (oggi gelosamente custodita nella attuale sede della società [15]). La prima maglia era rosa, con cravatta o papillon, e nel 1903 divenne bianconera. Il primo presidente della storia bianconera fu Eugenio Canfari per volere di suo fratello Enrico (che morirà al fronte durante la Prima Guerra Mondiale) [2].

Il primo quarto di secolo

I primi bianconeri Campioni d'Italia nel 1905.

I primi bianconeri Campioni d’Italia nel 1905.

Nel 1900, con il nome di Foot-Ball Club Juventus [16], la società si iscrive al suo primo campionato nazionale, ma viene subito eliminata, dovendo affrontare avversari molto più preparati di lei. Ma già dopo soli 5 anni arriva il primo scudetto, in seguito a un palpitante finale (terza finale consecutiva in campionato) a tre contro US Milanese e Genoa. Il presidente era a quel tempo lo svizzero Alfred Dick, che però, dopo alcune accese discussioni di spogliatoio, decise di lasciare la società, e quasi per ripicca fondò il Foot-Ball Club Torino. In quegli anni e fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la Juventus dovette però accontentarsi di un posto di secondo piano rispetto alle altre potenze calcistiche, in particolar modo il Casale e il Pro Vercelli. Nel 1913 la squadra, insieme ad altre cinque, si classifica ultima nel suo girone ed evita la Seconda Categoria grazie a una riforma del torneo [17].

Con la fine della Grande Guerra una Juventus rinata grazie ai suoi presidenti Giovanni Hess e Corrado Corradini, tra 1914 e 1920, compì grandi passi in avanti nel campionato nazionale fornendo anche alcuni giocatori alla Nazionale maggiore.

Il sodalizio con gli Agnelli e il Quinquennio d’Oro

Formazione durante il Quinquennio d'Oro (1931-1935).

Formazione durante il Quinquennio d’Oro (1931-1935).

Dal 24 luglio 1923 il nome della Juventus è saldamente legato a quello della famiglia Agnelli con Edoardo, figlio del fondatore della FIAT, presidente della società. In quella Juventus esordisce in prima squadra il portiere Gianpiero Combi. Poi, con l’arrivo di giocatori come Federico Munerati, Virginio Rosetta, Carlo Bigatto I, tra gli altri, i bianconeri vincono il loro secondo tricolore nella stagione 1925/26. In quegli anni la società bianconera comincia a dimostrare di essere una nuova potenza calcistica e, con allenatore Carlo Carcano e i nuovi arrivi Umberto Caligaris, Giovanni Ferrari, Felice Placido Borel II, Mario Varglien I, Giovanni Varglien II e i calciatori d’origine argentina Raimundo Orsi e Luis Monti, entra nella storia del calcio italiano vincendo cinque scudetti consecutivi (dalla stagione 1930/31 alla stagione 1934/35), record storico del calcio italiano ancora oggi.

Ben nove giocatori di quella squadra fanno parte della Nazionale di Vittorio Pozzo, campione del mondo nel 1934. In campo internazionale la Juventus approda alla Coppa dell’Europa Centrale (o Mitropa Cup) ma, per ben quattro anni consecutivi si ferma alle semifinali. Durante il cosiddetto Quinquennio d’Oro [18], precisamente nel 1933, la Juventus fa il suo ingresso allo Stadio Comunale (l’attuale Stadio Olimpico di Torino), nel quale verranno scritte pagine indimenticabili della storia bianconera. Il 14 luglio 1935, in un incidente aereo davanti al porto di Genova, perde la vita il presidente bianconero Edoardo Agnelli: bisognerà aspettare ben 12 anni prima di rivedere un membro della famiglia Agnelli alla guida della Juventus.

Archiviato il Quinquennio d’Oro (la prima epoca di grandi vittorie della società bianconera) [18] ci si avvia ad un periodo meno ricco di vittorie, che si concluderà con il secondo conflitto mondiale e con la conseguente sospensione del campionato nel 1944 e nel 1945. Al posto dei vecchi campioni della terza decade del XX secolo – che, ad eccezione di Monti e di Borel II, lasciano la squadra o per un’altra società o per fine carriera – arrivano nuovi campioni del calibro di Alfredo Foni, di Pietro Rava, dell’albanese Riza Lushta e di Teobaldo Depetrini.

In questo periodo non si registrano vittorie in campionato, ma solo un secondo posto nella stagione 1937/38 e due vittorie in Coppa Italia: nel 1938 (per la prima volta, in concomitanza con il secondo titolo mondiale degli azzurri), e nel 1941/42, rispettivamente contro il Torino e il Milan.

Il dopoguerra e la prima stella

La formazione della prima Stella d'Oro nel 1958.

La formazione della prima Stella d’Oro nel 1958.

Nel 1947 l’avvocato Gianni Agnelli diventa presidente della Juventus Football Club [19], in sostituzione di Pietro Dusio, e resterà alla guida della squadra fino al 1953. Inizia un nuovo periodo di vittorie: soltanto quindici anni dopo la Juventus vincerà un altro scudetto (stagione 1949/50, il primo scudetto post-guerra della società), grazie anche al supporto di nuovi campioni, come Carlo Parola, i danesi Karl Aage Præst e John Hansen e, in particolar modo, Giampiero Boniperti. Nel frattempo (1959) la squadra vince la sua terza Coppa Italia.

Nel 1956, su consiglio di Gianni Agnelli, che lo affiancherà, diviene presidente suo fratello Umberto. Con lui si aprì un nuovo ciclo di vittorie, grazie anche a nuovi campioni come il gallese John Charles e l’argentino di origine italiana Omar Sivori (primo calciatore juventino a conquistare il Pallone d’oro nel 1961). La Juventus conquista altri tre scudetti nelle stagioni 1957/58 (il decimo, che le dà diritto di fregiarsi della Stella d’Oro al Merito Sportivo), 1959/60 e 1960/61 e due Coppe Italia nelle stagioni 1958/59 e 1959/60.

Il Ciclo Leggendario (1972-1986)

Celebrazioni per il quindicesimo scudetto nella stagione 1972/73.

Celebrazioni per il quindicesimo scudetto nella stagione 1972/73.

Nel 1960 Umberto Agnelli lascia la presidenza. Dopo la breve e non troppo felice esperienza del ginnasiarca Paulo Amaral alla conduzione tecnica della squadra (1962-1964, rilevato da Eraldo Monzeglio), nel 1966/67, con Vittore Catella presidente e Heriberto Herrera, d’origine paraguayana, allenatore (uno dei precursori del calcio totale in Italia), la Juventus conquista il suo tredicesimo scudetto: la società juventina si appresta così a trascorrere uno dei periodi più gloriosi della sua storia: Il Ciclo Leggendario (la seconda età d’oro della società bianconera).

Il 13 luglio 1971 Giampiero Boniperti, ex simbolo della squadra, diventa presidente. Chiamò ad allenare la squadra prima il ceco Čestmír Vycpálek, poi l’ex calciatore juventino Carlo Parola ed infine l’ex giocatore milanista Giovanni Trapattoni, quasi al debutto come allenatore. In quegli anni la Juventus si avvale di grandi campioni, tra i quali Dino Zoff, Roberto Bettega (proveniente dalle giovanili), Franco Causio, Claudio Gentile, Pietro Anastasi, Josè Altafini, Antonello Cuccureddu, Romeo Benetti, Roberto Boninsegna, Giuseppe Furino, Marco Tardelli, Antonio Cabrini e, soprattutto, il capitano di tante battaglie Gaetano Scirea, e successivamente il francese Michel Platini, Liam Brady, Zbigniew Boniek, Paolo Rossi, il portiere Stefano Tacconi e Massimo Bonini; vinsero nove scudetti in quindici anni (1971/72, 1972/73, 1974/75, 1976/77, 1977/78, 1980/81, 1981/82 (in concomitanza con il terzo titolo mondiale della nazionale italiana), 1983/84 e 1985/86), conquistando la seconda Stella d’Oro al Merito Sportivo, e ponendosi alla ribalta europea e mondiale vincendo tutte le coppe internazionali ufficiali [8], (la Coppa UEFA, senza calciatori stranieri – un fatto inedito nel calcio italiano -, il 18 maggio 1977 a Bilbao contro l’Athletic Club, la Coppa delle Coppe il 16 maggio 1984 a Basilea, sconfiggendo il Porto per 2-1, la Supercoppa Europea il 16 gennaio 1985 a Torino contro il Liverpool, superato 2-0, la Coppa dei Campioni, nella sua terza finale, il 29 maggio 1985, battendo ancora il Liverpool per 1-0 nella tragica notte dell’Heysel, e la Coppa Intercontinentale conquistata a Tokyo l’8 dicembre 1985 contro l’Argentinos Juniors, 2-2 il risultato dopo i tempi supplementari e 6-4 dopo i rigori). La Juventus entra nella storia del calcio europeo come la prima società a centrare il Grande Slam (ossia ad aver vinto le 3 principali competizioni europee), ricevendo dall’Unione delle Federazioni Calcistiche Europee la Targa UEFA (The UEFA Plaque) nel 1987 [9].

I primi anni novanta

Dopo quattro anni senza trofei, con Vittorio Caissotti di Chiusano presidente, nel 1990, anno dell’inaugurazione dello Stadio delle Alpi, la Juventus allenata da Dino Zoff conquista la Coppa Italia per l’ottava volta e la Coppa UEFA della stessa stagione. Nella stagione successiva Zoff lasciò il posto all’emergente allenatore Gigi Maifredi, il quale, nonostante l’arrivo di nuovi campioni del calibro di Roberto Baggio (futuro Pallone d’oro nel 1993), Júlio César, Paolo Di Canio e Jürgen Kohler, portò la squadra al settimo posto in campionato.

Con il ritorno di Trapattoni, la Juventus vinse la Coppa UEFA nel 1993 con una squadra che comprendeva, tra gli altri, Roberto Baggio, Andreas Möller, Gianluca Vialli – diventato il nuovo idolo della tifoseria – ed Antonio Conte.

Francobollo commemorativo della vittoria juventina in Champions League (1996).

Francobollo commemorativo della vittoria juventina in Champions League (1996).

Gli anni della Triade (1994-2006)

Nell’estate del 1994 si volta pagina con l’arrivo ai vertici della Triade Bettega-Giraudo-Moggi e dell’allenatore Marcello Lippi. Grazie a giocatori del calibro di Alessandro Del Piero, Gianluca Pessotto, Fabrizio Ravanelli, Angelo Peruzzi, Didier Deschamps, Ciro Ferrara e Paulo Sousa; e ulteriormente con Zinédine Zidane, Edgar Davids e Paolo Montero, iniziò un nuovo ciclo dove la compagine bianconera riesce a conquistare tre scudetti (stagioni 1994/95, il primo dopo nove anni; 1996/97 e 1997/98), una Coppa Italia (1994/95), due Supercoppe Italiane (1995 e 1997), una Champions League (1995/96), una Supercoppa Europea (1996) ed una Coppa Intercontinentale (1996). Nelle successive due stagioni la squadra raggiunge per la seconda e poi per la terza volta consecutiva la finale di UEFA Champions League, perdendo in entrambi i casi, rispettivamente contro Borussia Dortmund e Real Madrid.

Carlo Ancelotti prende il suo posto di Lippi a metà stagione 1998/99, ma non riesce a portare la squadra al vertice, arrivando nonostante alla semifinale di Champions League di tale anno (perdendo lo spareggio per la Coppa UEFA e qualificandosi per la Coppa Intertoto, competizione internazionale che vincerà la stagione successiva [8]) ed al secondo posto in campionato nelle stagioni 1999/2000 e 2000/01.

Lippi tornò alla guida dei bianconeri nel campionato 2001/02 e può contare su una squadra rafforzata dagli innesti di campioni del calibro di Gianluigi Buffon, Lilian Thuram e Pavel Nedvěd. Il tecnico toscano conduce la formazione torinese alla conquista di altri due tricolori (stagioni 2001/02 e 2002/03) e due Supercoppe Italiane (2002 e 2003). Nella stagione successiva la Juventus arrivò per la settima volta alla finale della Champions League, che perde 2-3 ai calci di rigore contro il Milan, nella prima edizione della Champions League con due finaliste italiane.

Dopo un’avara stagione 2003/04, il 28 maggio 2004 arriva sulla panchina bianconera Fabio Capello, ex centrocampista degli anni Settanta al posto di Marcello Lippi, chi invece fu chiamato ad allenare la Nazionale. Con lui arrivano a Torino calciatori del calibro di Emerson, Fabio Cannavaro, Patrick Vieira e Zlatan Ibrahimović. Con lui in panchina la Juventus ottiene altri due primi posti al termine dei campionati 2004/05 (in seguito revocato) e 2005/06 (in seguito assegnato d’ufficio all’Inter).

Quell’ultima stagione è stato segnata dalla retrocessione in Serie B della compagine bianconera con 9 punti di penalizzazione come conseguenza del comportamento antisportivo (art. 1 del regolamento) accertato nel terzo grado di giudizio dalle sentenze nell’ambito dello scandalo definito Calciopoli. Per effetto di tale sentenza, avviene una vera e propria diaspora di campioni che non vogliono proprio saperne di giocare nella serie cadetta: oltre all’allenatore Capello, fanno le valigie Cannavaro ed Emerson (i tre primi al Real Madrid), Thuram e Zambrotta (Barcellona), Ibrahimović e Vieira (Inter), e Mutu (Fiorentina).

La serie B e il ritorno in A

Partita con una penalizzazione di 17 punti – ridotta ulteriormente a 9 dall’arbitrato del CONI – e dopo aver a lungo condotto la classifica della serie cadetta, il 19 maggio 2007 la Juventus, sotto la guida tecnica dell’ex calciatore bianconero Didier Deschamps, nella partita vinta allo stadio Comunale di Arezzo contro l’omonima squadra per 1-5, raggiunse la matematica promozione in Serie A con tre giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato. Nella partita successiva, il 26 maggio all’Olimpico di Torino, i bianconeri ottennero anche matematicamente il primo posto finale in seguito alla vittoria per 2-0 sul Mantova. Quella stessa sera l’allenatore francese Didier Deschamps risolse consensualmente il contratto con la società. La guida tecnica passò, fino al termine del campionato, all’allenatore in seconda Giancarlo Corradini, sotto la cui guida la squadra perse entrambe le partite rimanenti.

Il 4 giugno 2007 venne ufficializzato il nome del nuovo allenatore, Claudio Ranieri, divenuto tale dal 1° luglio 2007. Sotto la sua guida la Juventus ambisce a ritornare in tempi brevi una squadra di vertice, anche con acquisti di notevole spessore (Vincenzo Iaquinta, Hasan Salihamidžić, Zdeněk Grygera, Tiago Mendes, Sergio Bernardo Almirón, Jorge Andrade), e grazie soprattutto al prolungamento dei contratti dei suoi giocatori più rappresentativi (Alessandro Del Piero, Gianluigi Buffon, Mauro Camoranesi, David Trézéguet e Pavel Nedvěd). Il 27 aprile 2008, sconfiggendo la Lazio per 5-2 allo stadio olimpico di Torino, la Juventus conquista aritmeticamente l’accesso ai preliminari di Champions’ league, da disputarsi in agosto. Dopo la discesa in B, la Juventus torna a riaffacciarsi alla finestra del calcio europeo.

Cronistoria

Cronistoria della Juventus Football Club
  • 1897 Fondazione dello Sport Club Juventus il 1° novembre a Torino [16]. Adotta come divisa una maglia rosa con cravatta nera e calzoncini neri.
  • 1898 Non prende parte al campionato nazionale.
  • 1899 Cambia denominazione in Foot-Ball Club Juventus [16]. Non prende parte al campionato nazionale.
  • 1900 Partecipa al III Campionato Federale di Prima Categoria (il suo primo campionato a gironi). Non supera il Girone Eliminatorio Piemontese. Vince la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione.
  • 1901 Arriva fino alla Semifinale del Campionato Federale. Vince la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione, ricevendo il Gonfalone e la Medaglia del Municipio dalla Città di Torino.
  • 1902 2ª nel Girone Eliminatorio Piemontese dopo spareggio. Vince la Coppa del Ministero della Pubblica Istruzione e la Coppa Città di Torino.
  • 1903 Adotta la attuale divisa composta di una maglia a strisce bianconere e calzoncini bianche. Finalista del Campionato Federale. Vince la Coppa Città di Torino.
  • 1904 Finalista del Campionato Federale. Vince la Palla d’Argento Henry Dapples, il Torneo di Trino Vercellese e la Coppa Universitaria.
  • 1905 Campione d’Italia. Vince il Torneo di Seconda Categoria (o Campionato di Squadre Riserve) e la Coppa Luigi Bozino.
  • 1906 Dimissione societaria e fondazione del Foot-Ball Club Torino. 2ª nel Girone Finale del Campionato Federale per delibera della FIF avendo rinunciato a disputare la finale di spareggio a Milano col Milan Foot-Ball Club. Vince la Coppa Luigi Bozino.
  • 1907 2ª nel Girone Eliminatorio Piemontese.
  • 1908 2ª nel Girone Eliminatorio Piemontese del Campionato Italiano, Coppa Romolo Buni. Vince il Campionato Federale di calcio, Coppa James Spensley.
  • 1909 3ª nel Girone Eliminatorio Piemontese del Campionato Italiano, Coppa Romolo Buni. Vince il Campionato Federale di calcio, Coppa James Spensley.
  • 1909/10 3ª nel Campionato a Girone Unico.
  • 1910/11 9ª [20] nel Campionato Ligure-Lombardo-Piemontese [17].
  • 1911/12 8ª nel Campionato Ligure-Lombardo-Piemontese.
  • 1912/13 6ª nel Girone Eliminatorio Piemontese. Ripescata per ammissione nel Girone Lombardo [17].
  • 1913/14 4ª nel Girone Finale del Campionato del Nord Italia.
  • 1914/15 2ª nel Gruppo A del Girone Semifinale Interregionale.
  • 1915/16 1ª nel Girone Piemontese Occidentale e 2ª nel Girone Finale della Coppa Federale di calcio [21].
  • Attività calcistiche sospesa dal 1916 al 1919 per cause belliche.
  • 1919/20 2ª nel Girone Finale del Campionato del Nord Italia.
  • 1920/21 4ª nel Gruppo A del Girone Eliminatorio Piemontese.
  • 1921/22 6ª [22] nel Girone A di Prima Divisione C.C.I. (Confederazione Calcistica Italiana).
  • 1922/23 Sodalizio del Foot-Ball Club Juventus con la famiglia Agnelli il 24 luglio 1923. 5ª nel Girone B di Prima Divisione.
  • 1923/24 6ª [23] nel Girone A di Prima Divisione.
  • 1924/25 3ª [24] nel Girone B di Prima Divisione.
  • 1925/26 Campione d’Italia.
  • 1926/27 3ª nel Girone Finale di Divisione Nazionale. Arriva fino al quarto turno eliminatorio [25] di Coppa Italia.
  • 1927/28 4ª [26]nel Girone Finale di Divisione Nazionale.
  • 1928/29 2ª nel Girone B di Divisione Nazionale.[27] Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dell’Europa Centrale (o Mitropa Cup).
  • 1929/30 3ª in Serie A.
  • 1930/31 Campione d’Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dell’Europa Centrale.
  • 1931/32 Campione d’Italia. Arriva fino alla semifinale [28] della Coppa dell’Europa Centrale.
  • 1932/33 Campione d’Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell’Europa Centrale.
  • 1933/34 Campione d’Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell’Europa Centrale.
  • 1934/35 Campione d’Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell’Europa Centrale.
  • 1935/36 5ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1936/37 5ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1937/38 2ª in Serie A. Vince la Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dell’Europa Centrale.
  • 1938/39 8ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1939/40 3ª in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia.
  • 1940/41 5ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1941/42 6ª in Serie A. Vince la Coppa Italia.
  • 1942/43 Prende il nome di Juve Cisitalia [19] 3ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia.
  • Campionato sospeso dal 1943 al 1945 per la Seconda Guerra Mondiale.
  • 1944 2ª nel Girone Eliminatorio Ligure-Piemontese e 2ª nel Girone Ligure-Lombardo-Piemontese delle semifinali del Campionato di Guerra.
  • 1945/46 Cambia denominazione e assume l’attuale nome di Juventus Football Club. 2ª nel Girone Finale della Divisione Nazionale.
  • 1946/47 2ª in Serie A.
  • 1947/48 3ª [24] in Serie A.
  • 1948/49 4ª in Serie A.
  • 1949/50 Campione d’Italia.
  • 1950/51 3ª in Serie A. Finalista di Coppa Rio (prima edizione ufficiale del Campionato Mondiale di Clubs della FIFA [29]).
  • 1951/52 Campione d’Italia. 3ª in Coppa Latina.
  • 1952/53 2ª in Serie A.
  • 1953/54 2ª in Serie A.
  • 1954/55 7ª in Serie A.
  • 1955/56 12ª [30] in Serie A.
  • 1956/57 9ª in Serie A.
  • 1957/58 Scudetto della stella (10°) Campione d’Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia.
    È la prima società italiana di calcio in centrare in bacheta dieci vittorie di campionati di lega, ricevendo per la prima volta la Stella d’Oro al Merito Sportivo della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
  • 1958/59 3ª in Serie A. Vince la Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni.
  • 1959/60 Campione d’Italia. Vince la Coppa Italia. Vince il Campionato di Martino.
  • 1960/61 Campione d’Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia (3° posto). Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni.
  • 1961/62 12ª [31] in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia (4° posto). Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dei Campioni.
  • 1962/63 2ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Vince la Coppa Delle Alpi.
  • 1963/64 5ª [22] in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa delle Fiere. Vince la Coppa Città di Torino.
  • 1964/65 4ª in Serie A. Vince la Coppa Italia. Finalista della Coppa delle Fiere. Vince la Coppa della Amicizia Italo-Spagnola.
  • 1965/66 5ª in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa delle Coppe.
  • 1966/67 Adotta il rango di società per azioni (S.p.A) il 27 giugno 1967 [32]. Campione d’Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa delle Fiere.
  • 1967/68 3ª in Serie A. Eliminata nel 1° turno di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dei Campioni.
  • 1968/69 5ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa delle Fiere.
  • 1969/70 3ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa delle Fiere.
  • 1970/71 4ª in Serie A. Eliminata nel 1° turno di Coppa Italia. Finalista della Coppa delle Fiere.
  • 1971/72 Campione d’Italia. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa UEFA.
  • 1972/73 Campione d’Italia. Finalista di Coppa Italia. Finalista della Coppa dei Campioni.
  • 1973/74 2ª in Serie A. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni. Finalista [33] della Coppa Intercontinentale.
  • 1974/75 Campione d’Italia. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa UEFA.
  • 1975/76 2ª in Serie A. Non supera le eliminatorie di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.
  • 1976/77 Campione d’Italia. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Vince la Coppa UEFA.
  • 1977/78 Campione d’Italia. Raggiunge il Girone Semifinale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa dei Campioni.
  • 1978/79 3ª in Serie A. Vince la Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale della Coppa dei Campioni.
  • 1979/80 2ª in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa delle Coppe.
  • 1980/81 Campione d’Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di Finale di Coppa UEFA.
  • 1981/82 Scudetto della stella (10°) Scudetto della stella (20°) Campione d’Italia. Non supera le eliminatorie di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.
    Riceve per la seconda volta la Stella d’Oro al Merito Sportivo della Federazione Italiana Giuoco Calcio al centrare in bacheca venti vittorie di campionati di lega.
  • 1982/83 2ª in Serie A. Vince la Coppa Italia. Finalista della Coppa dei Campioni. Vince la Coppa Super Clubs [34].
  • 1983/84 Campione d’Italia. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Vince la Coppa delle Coppe.
  • 1984/85 Strage dell’Heysel il 29 maggio 1985 a Bruxelles (Belgio), dove morirono trentanove tifosi bianconeri. 6ª [23] in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Campione d’Europa. Vince la Supercoppa Europea [35].
    È la prima società europea di calcio a centrare le tre principali coppe europee per clubs [9], ricevendo in riconoscimento la Targa UEFA (The UEFA Plaque) dall’Unione delle Federazioni Calcistiche Europee nel 1987.
  • 1985/86 [36] Campione d’Italia. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale della Coppa dei Campioni. Campione del Mondo.
    È la prima – ed unica tutt’oggi – società calcistica al mondo ad aver vinto tutte le coppe e campionati ufficiali per club a livello internazionale [8].
  • 1986/87 2ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni.
  • 1987/88 6ª in Serie A [37]. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
  • 1988/89 4ª in Serie A. Eliminata nel 2° turno di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA.
  • 1989/90 4ª [26] in Serie A. Vince la Coppa Italia e la Coppa UEFA.
  • 1990/91 7ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale della Coppa delle Coppe. Finalista della Supercoppa Italiana.
  • 1991/92 2ª in Serie A. Finalista di Coppa Italia. Vince il Memorial Pierre Cesare Baretti.
  • 1992/93 4ª in Serie A. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Vince la Coppa UEFA. Vince il Memorial Pierre Cesare Baretti.
  • 1993/94 2ª in Serie A. Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA.
  • 1994/95 Campione d’Italia. Vince la Coppa Italia. Finalista di Coppa UEFA.
  • 1995/96 2ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Campione d’Europa. Vince la Supercoppa Italiana.
  • 1996/97 I Centenario di fondazione istituzionale della Juventus Football Club (Il Juvecentus). Campione d’Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Finalista di Champions’ League [38]. Vince la Supercoppa Europea. Campione del Mondo.
  • 1997/98 Campione d’Italia. Arriva fino alla semifinale di Coppa Italia. Finalista di Champions’ League. Vince la Supercoppa Italiana.
  • 1998/99 7ª [39] in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino alla semifinale di Champions’ League. Finalista della Supercoppa Italiana.
  • 1999/2000 2ª in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA. Vince la Coppa Intertoto [6].
  • 2000/01 È quotata sul listino della borsa italiana il 3 dicembre 2001 [40]. 2ª in Serie A. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Eliminata nella prima fase a gironi della Champions’ League.
  • 2001/02 Campione d’Italia. Finalista di Coppa Italia. Eliminata nella seconda fase a gironi della Champions’ League.
  • 2002/03 Campione d’Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Finalista di Champions’ League. Vince la Supercoppa Italiana.
  • 2003/04 3ª in Serie A. Finalista di Coppa Italia. Eliminata negli ottavi di finale di Champions’ League. Vince la Supercoppa Italiana.
  • 2004/05 1ª in Serie A ma il titolo viene revocato al club per comportamento antisportivo [41]. Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Champions’ League.
  • 2005/06 20ª in Serie A su delibera della Commissione di Appello Federale nel luglio 2006 declassandola dal 1° posto ottenuto sul campo [41], e retrocessa in Serie B per illecito sportivo dopo la mancata assegnazione dello scudetto [41]. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Champions’ League. Finalista della Supercoppa Italiana.
  • 2006/07 1ª in Serie B (9 punti di penalizzazione), promossa in Serie A. Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 2007/08 3ª nel Campionato di Serie A (Stagione in corso). Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.

Colori e simboli

Per approfondire, vedi la voce Colori e simboli della Juventus Football Club.

La maglia bianconera a strisce verticali che diventò la divisa ufficiale juventina fu introdotta nel 1903 grazie a un imprenditore inglese che le diede in regalo alla società. La divisa è ispirata nei colori societari del Notts County inglese.

Lo stadio

Per approfondire, vedi le voci Stadio “Olimpico” di Torino e Stadio delle Alpi.
Lo stadio Comunale

Lo stadio Comunale “Vittorio Pozzo”, campo juventino dal 1933 al 1990.

Dopo i primi due anni (1897 e 1898) in cui la Juventus giocò al Parco del Valentino e al Parco Cittadella, le partite interne si svolsero allo Stadio Piazza d’Armi fino al 1908, a parte nel 1905, anno del primo scudetto, e nel 1906, anni in cui si giocò al Velodromo Umberto I.

Successivamente, dal 1909 al 1922, la Juventus giocò le sue gare interne al Campo di Corso Sebastopoli, per poi spostarsi dall’anno successivo e fino al 1933 al Campo di Corso Marsiglia, dove vinse 4 scudetti. Alla fine del 1933 iniziò a giocare al nuovo stadio “Benito Mussolini” (poi Stadio Comunale “Vittorio Pozzo” e infine Stadio “Olimpico” di Torino), inaugurato in vista dei Campionati Mondiali del 1934. In tale stadio giocò 890 partite di campionato per 57 anni fino al 1990 [42]. Anche successivamente continuò ad allenarsi in questo stadio, fino a quando il Comune di Torino, nel 2003, lo cedette a titolo gratuito al Torino, affidando contemporaneamente il “Delle Alpi” alla società bianconera [43].

Lo Stadio

Lo Stadio “Delle Alpi”, scenario juventino dal 1990 al 2006.

A partire dal 1990 e fino alla stagione 2005/06, la compagine torinese ha disputato tutte le gare interne allo Stadio Delle Alpi, costruito in occasione dei Mondiali di Calcio Italia 1990 (anche se in rarissime circostanze, ha preferito disputare alcuni incontri in altri stadi, quali il Dino Manuzzi di Cesena, il Giuseppe Meazza di Milano e il Renzo Barbera di Palermo [43]).

Nell’agosto 2006, i bianconeri sono tornati a giocare nel glorioso “Comunale”, ora con l’appellativo di stadio “Olimpico”, dopo la ristrutturazione in occasione dei Giochi Olimpici Invernali, impianto capace di ospitare 27.168 spettatori.


Rosa 2007/08

Portieri
1 Bandiera dell'Italia Gianluigi Buffon
12 Bandiera dell'Italia Emanuele Belardi
13 Bandiera dell'Australia Jess Kedwell Vanstrattan
31 Bandiera dell'Italia Cristiano Novembre
Difensori
2 Bandiera dell'Italia Alessandro Birindelli
3 Bandiera dell'Italia Giorgio Chiellini
5 Bandiera della Francia Jonathan Zebina
14 Bandiera del Portogallo Jorge Andrade
21 Bandiera della Repubblica Ceca Zdeněk Grygera
25 Bandiera dell'Italia Guglielmo Stendardo
28 Bandiera dell'Italia Cristian Molinaro
33 Bandiera dell'Italia Nicola Legrottaglie
Centrocampisti
6 Bandiera dell'Italia Cristiano Zanetti
7 Bandiera della Bosnia-Erzegovina Hasan Salihamidžić
8 Bandiera dell'Italia Bandiera dell'Argentina Mauro Camoranesi
11 Bandiera della Repubblica Ceca Pavel Nedvěd
22 Bandiera del Mali Bandiera della Francia Mohamed Sissoko
23 Bandiera dell'Italia Antonio Nocerino
30 Bandiera del Portogallo Tiago
32 Bandiera dell'Italia Marco Marchionni
Attaccanti
9 Bandiera dell'Italia Vincenzo Iaquinta
10 Bandiera dell'Italia Alessandro Del Piero (C)
17 Bandiera della Francia Bandiera dell'Argentina David Trézéguet
20 Bandiera dell'Italia Raffaele Palladino
Allenatore
Bandiera dell'Italia Claudio Ranieri


Giovani aggregati dalla Primavera
34 Bandiera dell'Italia Christian Pasquato (C)
35 Bandiera dell'Italia Simone Esposito (C)
36 Bandiera dell'Italia Luca Castiglia (C)
37 Bandiera dell'Italia Marco Duravia (D)
38 Bandiera dell'Italia Salvatore D’Elia (C)
41 Bandiera dell'Italia Nicola Cosentini (C)
43 Bandiera dell'Italia Lorenzo Ariaudo (D)
44 Bandiera dell'Italia Donato Bottone (A)
45 Bandiera del Marocco Oussama Essabr (A)


Stagioni passate

Juventus F.C. – Archivio delle stagioni

1897/98 – 1898/99 – 1899/00 – 1900/01 – 1901/02 – 1902/03 – 1903/04 – 1904/05 – 1905/06 – 1906/07 – 1907/08 – 1908/09 – 1909/10 – 1910/11 – 1911/12 – 1912/13 – 1913/14 – 1914/15 – 1915/16 – 1916/17 – 1917/18 – 1918/19 – 1919/20 – 1920/21 – 1921/22 – 1922/23 – 1923/24 – 1924/25 – 1925/26 – 1926/27 – 1927/28 – 1928/29 – 1929/30 – 1930/31 – 1931/32 – 1932/33 – 1933/34 – 1934/35 – 1935/36 – 1936/37 – 1937/38 – 1938/39 – 1939/40 – 1940/41 – 1941/42 – 1942/43 – 1943/44 – 1944/45 – 1945/46 – 1946/47 – 1947/48 – 1948/49 – 1949/50 – 1950/51 – 1951/52 – 1952/53 – 1953/54 – 1954/55 – 1955/56 – 1956/57 – 1957/58 – 1958/59 – 1959/60 – 1960/61 – 1961/62 – 1962/63 – 1963/64 – 1964/65 – 1965/66 – 1966/67 – 1967/68 – 1968/69 – 1969/70 – 1970/71 – 1971/72 – 1972/73 – 1973/74 – 1974/75 – 1975/76 – 1976/77 – 1977/78 – 1978/79 – 1979/80 – 1980/81 – 1981/82 – 1982/83 – 1983/84 – 1984/85 – 1985/86 – 1986/87 – 1987/88 – 1988/89 – 1989/90 – 1990/91 – 1991/92 – 1992/93 – 1993/94 – 1994/95 – 1995/96 – 1996/97 – 1997/98 – 1998/99 – 1999/00 – 2000/01 – 2001/02 – 2002/03 – 2003/04 – 2004/05 – 2005/06 – 2006/07 – 2007/08


Formazione tipo: 4-4-1-1

Giocatori celebri

Per l’intero listato di calciatori juventini campioni mondiali, europei ed olimpici con la Nazionale A, vedi la voce La Juventus e la Nazionale italiana.
« Ho giocato nel Nancy perché è la squadra della mia città, nel Saint-Étienne perché è la squadra più forte di Francia, e nella Juventus perché è la squadra più forte del mondo. »
(Michel Platini, ex calciatore francese, in risposta a un giornalista rispetto alla sua carriera nel AS Nancy-Lorraine, nel AS Saint Étienne e nella Juventus F.C. e alla sua fedeltà alle squadre in cui ha giocato. Stadio Comunale Vittorio Pozzo di Torino, 17 maggio 1987 [49].)

Quello che segue è un sintetico elenco, suddiviso per epoche storiche, di alcuni dei più grandi giocatori che hanno vestito la maglia della Juventus F.C.


N.B.
(CM) Campioni del mondo stranieri al tempo di militanza nella Juventus F.C.
(CE) Campioni d’Europa stranieri al tempo di militanza nella Juventus F.C.
(GP) Calciatori d’Oro (UEFA Golden Players) dall’Unione delle Federazioni Calcistiche Europee.

Presidenti ed allenatori

I Presidenti della Juventus F.C.
I Presidenti della Juventus F.C.
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  • 1897-1898 – Eugenio Canfari
  • 1898-1901 – Enrico Canfari
  • 1901-1902 – Carlo Favale
  • 1903-1904 – Giacomo Parvopassu
  • 1905-1906 – Alfred Dick
  • 1907-1910 – Carlo Vittorio Varetti
  • 1911-1912 – Attilio Ubertalli
  • 1913-1915 – Giuseppe Hess
  • 1915-1918 – Gioacchino Armano, Fernando Nizza e Sandro Zambelli (Comitato Presidenziale di Guerra)
  • 1919-1920 – Corrado Corradini
  • 1920-1923 – Gino Olivetti
  • 1923-1935 – Edoardo Agnelli
  • 1935-1936 – Enrico Craveri e Giovanni Mazzonis
  • 1936-1941 – Emilio de la Forest de Divonne
  • 1941-1947 – Pietro Dusio
  • 1947-1954 – Giovanni Agnelli
  • 1954-1955 – Enrico Craveri, Nino Cravetto e Marcello Giustiniani (facenti funzioni)
  • 1955-1962 – Umberto Agnelli
  • 1962-1971 – Vittore Catella
  • 1971-1990 – Giampiero Boniperti
  • 1990-2003 – Vittorio Caissotti di Chiusano
  • 2003-2006 – Franzo Grande Stevens
  • 2006-oggi – Giovanni Cobolli Gigli
[[|Leggi…]]
Gli Allenatori della Juventus F.C.
Gli Allenatori della Juventus F.C.
[{{fullurl:{{{link}}}|action=edit}} modifica]
  • 1923-1926 Jenő Károly
  • 1927-1929 József Viola
  • 1929-1930 George Ajtken
  • 1930-1935 Carlo Carcano
  • 1935 (int.) Carlo Bigatto I e Benè Gola
  • 1935-1938 Virginio Rosetta
  • 1938-1940 Umberto Caligaris
  • 1940-1942 Federico Munerati
  • 1942-1946 Felice Placido Borel II
  • 1946-1947 Renato Cesarini
  • 1948-1949 William Chalmers
  • 1949-1951 Jesse Carver
  • 1951 (int.) Luigi Bertolini
  • 1951-1953 György Sárosi
  • 1953-1955 Aldo Olivieri
  • 1955-1957 Sandro Puppo
  • 1957-1959 Ljubiša Broćić
  • 1959 (int.) Teobaldo Depetrini
  • 1959-1961 Renato Cesarini
  • 1961 (int.) Carlo Parola
  • 1961 (int.) Gunnar Gren e Július Korostelev
  • 1961-1962 Carlo Parola
  • 1962-1964 Paulo Amaral Lima
  • 1964 (int.) Eraldo Monzeglio
  • 1964-1969 Heriberto Herrera
  • 1969-1970 Lùis Carniglia
  • 1970 (int.) Ercole Rabitti
  • 1970-1971 Armando Picchi
  • 1971-1974 Čestmír Vycpálek
  • 1974-1976 Carlo Parola
  • 1976-1986 Giovanni Trapattoni
  • 1986-1988 Rino Marchesi
  • 1988-1990 Dino Zoff
  • 1990-1991 Luigi Maifredi
  • 1991-1994 Giovanni Trapattoni
  • 1994-1999 Marcello Lippi
  • 1999-2001 Carlo Ancelotti
  • 2001-2004 Marcello Lippi
  • 2004-2006 Fabio Capello
  • 2006-2007 Didier Deschamps
  • 2007 (int.) Giancarlo Corradini
  • 2007- Claudio Ranieri
[[|Leggi…]]


Palmarès

Per approfondire, vedi la voce Palmarès della Juventus Football Club.
« Vinca la Juve o vinca il migliore?»: «Sono fortunato, spesso le due cose coincidono. »
(Giovanni Agnelli, 1921-2003, imprenditore e industriale italiano. Presidente della Juventus F.C. dal 1947 al 1954 [50].)

La Juventus Football Club, la squadra di calcio più blasonata d’Italia [4], vanta uno dei palmarès più prestigiosi d’Europa e del mondo [5]. Il club torinese si è laureato Campione d’Italia per 27 volte [41] – tra cinque titoli nazionali consecutivi [18] – e ha vinto la Coppa Italia per 9 volte – due di esse vinti di fila -, record in entrambi i casi.
Le due stelle dorate indossate sulla maglia bianconera – Stelle d’Oro al Merito Sportivo – rappresentano venti scudetti vinti dalla società, il decimo raggiunto nella stagione 1957/58 e il ventesimo nella stagione 1981/82.
La Vecchia Signora è stato la prima squadra europea ad avere vinto le tre classiche competizioni UEFA per clubs [9], ricevendo in riconoscimento la Targa UEFA (The UEFA Plaque) dall’Unione delle Federazioni Calcistiche Europee nel 1987. La compagine bianconera è anche l’unica squadra al mondo [8] vincitrice di tutte le manifestazioni calcistiche per clubs [8].
La Juventus, terza squadra europea [5] e sesta al mondo [5] più titolata a livello di titoli conquistati a livello internazionale [5], occupò il settimo posto – e primo fra tutte le squadre italiane – nella classifica dei migliori club del XX Secolo stilata dalla FIFA il 31 dicembre 2000 [51].
Secondo l’Istituto di Storia e Statistica del Calcio la squadra torinese è il quinto club migliore del mondo dal 1991 al 2007 [52].

Competizioni nazionali (40)

Titolo Anno/i Seconda classificata
Campionati italiani [41]: 27 (record) 1905; 1925/26; 1930/31; 1931/32; 1932/33; 1933/34; 1934/35; 1949/50; 1951/52; 1957/58 Scudetto della stella (10°); 1959/60; 1960/61; 1966/67; 1971/72; 1972/73; 1974/75; 1976/77; 1977/78; 1980/81; 1981/82 Scudetto della stella (10°) Scudetto della stella (20°); 1983/84; 1985/86; 1994/95; 1996/97; 1997/98; 2001/02; 2002/03 1903; 1904; 1906; 1937/38; 1945/46; 1946/47; 1952/53; 1953/54; 1962/63; 1973/74; 1975/76; 1979/80; 1982/83; 1986/87; 1991/92; 1993/94; 1995/96; 1999/2000; 2000/01
Coppe Italia: 9 (record) 1937/38; 1941/42; 1958/59; 1959/60; 1964/65; 1978/79; 1982/83; 1989/90; 1994/95 1972/73; 1991/92; 2001/02; 2003/04
Supercoppe Italiane: 4 1995; 1997; 2002; 2003 1990; 1998; 2005

Competizioni internazionali (11) [6]

Titolo Anno/i Seconda classificata
Coppe Intercontinentali: 2 1985; 1996 1973
Coppe dei Campioni-UEFA Champions League: 2 1984/85; 1995/96 1972/73; 1982/83; 1996/97; 1997/98; 2002/03
Coppa delle Coppe: 1 1983/84
Coppe UEFA: 3 (record) 1976/77; 1989/90; 1992/93 1994/95 [53]
Supercoppe Europee: 2 [36] 1984; 1996
Coppa Intertoto: 1 [6] 1999

Record e statistiche

Per approfondire, vedi la voce Record e statistiche della Juventus Football Club.
Michel Platini, vincitore del Pallone d'Oro nel 1983, 1984 e 1985 con la Juventus.

Michel Platini, vincitore del Pallone d’Oro nel 1983, 1984 e 1985 con la Juventus.

Il Pallone d’Oro, trofeo individuale messo in palio dal periodico francese France Football è stato assegnato per otto volte a giocatori che all’epoca del riconoscimento militavano nella Juventus. I vincitori di tale trofeo sono stati Omar Sivori (1961), Paolo Rossi (1982), Michel Platini (1983, 1984 e 1985), Roberto Baggio (1993), Zinédine Zidane (1998) e Pavel Nedvěd (2003). Questo rappresenta un record, dato che nessun’altra squadra in Europa ha avuto tra le sue file un maggior numero di vincitori di questo trofeo. Fabio Cannavaro, vincitore del trofeo nel 2006 per le sue prestazioni nella squadra torinese e nella nazionale italiana durante la stagione 2005/06, fu acquisito dal Real Madrid nella stagione successiva. Da notare che tutti i calciatori d’origine italiana – con la sola eccezione del milanista Gianni Rivera – hanno vinto il trofeo durante la loro militanza nella Vecchia Signora.

Alessandro Del Piero detiene il record di presenze con la maglia bianconera in partite ufficiali (554 partite dal 1993 al 12 aprile 2008). È inoltre il capocannoniere storico del club con 234 reti – al 12 aprile 2008 – in gare ufficiali.

Giampiero Boniperti è il recordman di presenze con la Juventus in Serie A con 444 gare dal 1946 a 1961. Boniperti – capocannoniere della Signora fino al 2006 – è il secondo giocatore bianconero per numero di reti (182 in 460 gare).

Le 31 reti di Felice Placido Borel II in 34 gare del campionato nazionale 1933/34 sono il record della società in uno stesso campionato di calcio di Serie A. L’ungherese Ferenc Hirzer, insieme a Gunnar Nordahl, è il giocatore ad aver segnato più reti in una stessa stagione della massima serie con le sue 35 reti in 26 gare nel Campionato Federale 1925/26. Il calciatore argentino Omar Sivori è, insieme a Silvio Piola, l’unico calciatore nella storia del campionato a girone unico che segnò 6 reti in una stessa partita (Juventus Inter 9-1, nella ventottesima giornata del campionato di Serie A 1960/61).

La vittoria con la maggior differenza reti in una gara ufficiale nella storia bianconera è stata per 15-0, fuori casa, contro il Cento nel secondo turno della Coppa Italia 1926/27. La vittoria con la maggior differenza reti della Vecchia Signora in un campionato di calcio italiano, dalla sua prima partecipazione nel 1900, è stato un doppio 11-0: contro la Fiorentina e contro il Fiumana, rispettivamente nella seconda e nella sesta giornata del Campionato Federale 1928/29.

Le sconfitte con la maggior differenza reti nella storia della Juventus sono state contro il Milan, 1-8 nella tredicesima giornata del Campionato Federale 1911/12, e contro il Torino FC 1906, 0-8 nella terza giornata del Campionato Federale 1912/13.

La Juventus e la nazionale italiana

Per approfondire, vedi le voci Nazionale di calcio dell’Italia e La Juventus F.C. e la Nazionale italiana di calcio.
« E con la maglia bianconera realizzai finalmente i miei sogni, una soddisfazione che non è possibile esprimere a parole. D’altronde, degli scudetti vinti con la Juve e della mia stupenda esperienza in azzurro saprai già tutto, spero solo che tutto questo possa continuare a lungo. Perché Tardelli, che qualche anno fa giocava a fianco di Palla nel Pisa e non era nessuno, oggi gioca con Antognoni in Nazionale e, stando almeno a Bearzot, è uno dei migliori undici atleti d’Italia. Se torno indietro col pensiero, quasi non ci credo. »
(Marco Tardelli, ex calciatore ed allenatore italiano, campione del mondo nel 1982. Frammenti di un’intervista concessa prima dell’Eurocoppa 1980 [54].)
Sandro Pertini con Zoff, Causio e Bearzot, di rientro dal campionato del mondo 1982, giocano una partita di Scopone scientifico in aereo.

Sandro Pertini con Zoff, Causio e Bearzot, di rientro dal campionato del mondo 1982, giocano una partita di Scopone scientifico in aereo.

In assoluto la Juventus è il club che ha fornito il maggior numero di giocatori alla Nazionale italiana [55] e, in particolare, in occasione delle quattro vittorie nel campionato del mondo del 1934, 1938, 1982 e 2006 (che avvennero in coincidenza con grandi epoche vincenti della società, soprattutto i mondiali del 1934 e del 1982) [55].

Il primo giocatore della Juventus che indossò la maglia della nazionale fu il portiere Giovanni Giacone, il 28 marzo 1920, a Berna contro la Svizzera. La partita finì 3-0 per la squadra casalinga.

I nove giocatori della compagine torinese divenuti campioni del mondo nel 1934 furono il portiere (e capitano) Combi, G. Ferrari, Monti, Orsi e Bertolini tra i titolari, Rosetta, Borel II, Caligaris e Varglien I tra le riserve.

Due giovanili juventini, Foni e Rava, vinsero anche il torneo olimpico di calcio a Berlino nel 1936 e il campionato del mondo 1938.

I giocatori della Vecchia Signora impiegati da Enzo Bearzot in Spagna per il campionato del mondo 1982 furono il portiere (e capitano) Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli e Rossi (che vinse la classifica marcatori del torneo).

Nel 2006, agli ordini di Marcello Lippi, gli juventini che sono diventati campioni del mondo in Germania sono stati Buffon, Zambrotta, F. Cannavaro (capitano), Camoranesi e Del Piero [56]. In totale, otto calciatori titolari del club – i primi nominati insieme ai francesi Lilian Thuram, Patrick Vieira e David Trézéguet – hanno giocato la finale della principale manifestazione calcistica del pianeta [56], un record.

Franco Causio, pur avendo giocato per lungo tempo nella Juventus, divenne campione del mondo 1982 durante la sua militanza nell’Udinese.

Non mancano, ovviamente, i giocatori di indiscusso valore tecnico che hanno militato in Nazionale pur non avendo mai vinto il campionato del mondo, come ad esempio Roberto Baggio, Pietro Anastasi (vincitore di un Campionato d’Europa nel 1968), Romeo Benetti, Salvatore Schillaci (che vinse la classifica marcatori del campionato del mondo 1990) o Roberto Bettega (che non poté partecipare al campionato del mondo 1982 a causa di un infortunio riportato nel novembre 1981 in uno scontro con il portiere dell’Anderlecht, Jacky Munaron, in Coppa dei Campioni).

Tra gli stranieri campioni del mondo al momento della loro militanza nella Juventus, il più famoso è certamente il francese Zinédine Zidane (1998); ma sono da ricordare anche Platini (1984) e Deschamps (2000) (quest’ultimo anche campione del mondo insieme a Zidane nel 1998), divenuti campioni d’Europa con la nazionale francese mentre militavano nella Juventus.

La Signora è, in assoluto, la squadra che vanta il maggior numero di giocatori che abbiano vinto almeno un’edizione del campionato del mondo con 24 giocatori (di cui 22 sono italiani [57]). Limitatamente alla sola nazionale italiana, i giocatori della Juventus convocati furono 9 nell’edizione 1934, 2 nel 1938, 6 nel 1982 e 5 nel 2006.

Per il listado di giocatori della Juventus che sono stati convocati nell’Italia, vedi il capitolo Calciatori juventini che sono stati convocati nella nazionale italiana assoluta.

Partite storiche

Per approfondire, vedi la voce Partite storiche della Juventus Football Club.

Dalla sua prima partecipazione al Terzo campionato italiano a gironi, nel lontano 1900, ci sono alcuni incontri della Juventus F.C. che sono rimasti negli annali, sia per il risultato, sia per il livello calcistico osservato, sia per il rendimento della squadra e/o di un calciatore in particolare, sia per il prestigio dei tornei a livello nazionale e/o internazionale e la fase raggiunta dalla squadra.

La prima gara ufficiale:

« Il F.C. Torinese ci invitò a giocare contro di lui, ed a noi non parve vero di poterci cimentare con dei veri giocatori benché di costituzione e statura poco rassicuranti. Furono batoste come squadra, ma individualmente, per il grande esercizio nel palleggio, non sfigurammo affatto. Messi in questa via, formato l’undici, cominciammo ad accettare sfide e a lanciarne, finché per affermarci al cospetto del pubblico torinese bandimmo un torneo. Per l’occasione ci voleva una divisa, ma come? Di cottone, di flanella, di maglia? Alla fine, la scelta: un parcalle sottile e roseo che portammo poi, sbiadito all’inverosimile, sino all’anno 1902… »
(Enrico Francesco Canfari, 1879-1915, uno dei fondatori e secondo presidente della Juventus F.C., sulla prima gara del Foot-Ball Club Juventus in campionato l’11 marzo 1900. Dal documento pubblicato dalla rivista istituzionale bianconera nel 1915 [2].)

III Campionato Federale di Calcio, primo turno, prima giornata
Domenica 11 marzo 1900
Bandiera dell'Italia F.C. Torinese 1 – 0 Bandiera dell'Italia F.C. Juventus Campo Piazza d’Armi, Torino
Ore 15:30
Arbitro: Jourdain
Marcello Colongo

Struttura societaria

Gianni Agnelli, presidente della Juventus FC dal 1947 al 1954.

Gianni Agnelli, presidente della Juventus FC dal 1947 al 1954.

Dal 27 giugno 1967 la Juventus è una società per azioni (S.p.A) [32]. Posseduta da soli privati, attualmente il sessanta per cento del totale del suo pacchetto azionario è detenuto dalla finanziaria IFIL Investment S.p.A, la holding proprietà della famiglia Agnelli [58] di cui fa parte la società torinese dal 2003 dopo una riorganizzazione [59]. Tale pacchetto azionario è controlato atraverso della società Giovanni Agnelli e C. S.a.p.a [60]. Il resto del pacchetto azionario è detenuto dalla società Libyan Arab Foreign Investment Company (LAFICO) per il 7,5% [58] e da altri azionisti per il 32,5% [58].

L’organigramma attuale della Juventus Football Club S.p.A si compone attualmente di sette settori: Amministrazione e Finanza, Risorse Umane, Informazione Tecnologica, Area Commerciale, Pianificazione, Controllo e Progetti Speciali, Area Comunicazione e Area Sportiva [61]. La società bianconera è amministrata da un Consiglio di Amministrazione (C.d.A), un organo sociale composto da otto membri elletti dalla proprietà (il presidente del club, l’Amministratore Delegato (AD), il Direttore Generale, i sei amministratori) per tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, con la sola eccesione di quelli riservati all’assemblea degli azionisti [62].

A partire dal 3 dicembre 2001 la società torinese è quotata sul listino della borsa italiana [40] e attualmente è una delle tre società italiane di calcio quotate in Borsa – insieme alla Lazio e la Roma – e, tra esse, l’unica che fa parte del Segmento STAR, uno dei gruppi azionari di maggior successo in Europa e nel mondo [63].

La Vecchia Signora è anche membro fondatore dell’Associazione di Club Europee (ECA), organizzazione successora del G-14, composto dai club calcistici europei più importanti, influenti e prestigiosi consorziatisi per ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte all’UEFA e alla FIFA.

Organigramma della società


Sponsor tecnici ed ufficiali


Curiosità

Per approfondire, vedi la voce Curiosità sulla Juventus Football Club.

Tifosi

Per approfondire, vedi la voce Tifoserie della Juventus Football Club.
« La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi. »
(Mario Sconcerti, giornalista italiano di La Stampa e opinionista di SKY Sport, 8 gennaio 2007 [64].)
Bandiera in omaggio ai 109 anni di fondazione della Juventus F.C. Stadio Olimpico di Torino, 1º novembre 2006.

Bandiera in omaggio ai 109 anni di fondazione della Juventus F.C. Stadio Olimpico di Torino, 1º novembre 2006.

I tifosi della Juventus Football Club sono più di dieci milioni in Italia, cifra record (28% delle preferenze) secondo un sondaggio nel Agosto 2007 dell’istituto giudato di Demos scatta pubblicato dal giornale La Repubblica [12]. La squadra torinese, inoltre, è una delle squadre col maggior numero di sostenitori al mondo con più di 170 millioni [11] – più di quarantatre milioni solo in Europa [11] – con associazioni di tifosi nel Canada, Stati Uniti, Malta, San Marino, Francia, Svizzera, Germania, Regno Unito, Iran, Israele, Grecia, Malaysia, Australia e Vietnam per citare solo alcuni paesi [65] con un importante numero di emigranti italiani [66].
Nell’ambito nazionale, la squadra bianconera – tradizionalmente, la più trasversale del paese dal punto di vista territoriale e demografico [12] – è anche molto popolare nelle regioni meridionale e insulare [13], risultando così una delle compagini col maggior seguito di sostenitori nelle partite in trasferta.
Politicamente, il tifo organizzato è schierato su posizioni di destra al pari di quasi tutta la tifoseria calcistica nel paese.
La tifoseria juventina è gemellata con quelle dell’Avellino, l’ADO Den Haag olandese e il Legia Varsavia polacco, mentre le rivalità più accese sopravvivono con l’Inter (vedi Derby d’Italia), il Torino (vedi Derby della Mole), il Milan, la Fiorentina e la Roma. Curiosamente le presenze casalinghe del tifo juventino allo stadio arrivano all’apice, intorno all’esaurimento dei posti, quando ci sono le sfide con le rivali storiche prima indicati.

All’inizio del secolo scorso, secondo il pensiero popolare all’epoca, il tifo della Juventus rappresentava la borghesia mentre i tifosi della sua squadra concittadina rivale, il Torino, appartenevano alla classe popolare e proletaria. Alcuni anni dopo, con il sodalizio della Vecchia Signora con la famiglia Agnelli nel 1923, la Juventus venne “adottata” anche dagli operai della Fabbrica Italiana Automobili Torino (FIAT) – impresa di proprietà degli Agnelli – maggioranza dei quali erano principalmente immigranti della regione meridionale del paese, in modo particolare dalla Sicilia (Palermo e Catania), e da Napoli [67]. Tale fenomeno migratorio fu maggiore durante le decadi del 1960 e del 1970, dove la Juventus sembrò rappresentare, attraverso i suoi tifosi, lo spirito del nuovo lavoratore piemontese, quello degli immigrati nel ricco Nord-Ovest d’Italia [67], mentre la società granata rimase legata a quello di origine prettamente torinese [67]. Nacque così uno dei motivi alla base della grande rivalità tra le due squadre, simboleggiata dal Derby della Mole, l’incontro cittadino più antico ed uno dei più prestigiosi del calcio italiano.
Attualmente, come conseguenza del fatto sopra indicato, quelle differenze tra le origini sociali dei tifosi delle società juventina e granata sono desuete, ma fu quello stereotipo e il grande numero di tifosi juventini presenti nelle gare in trasferta della squadra, che diventò altra rivalità, presente soprattutto dalla decade del 1980 fino ad oggi, tra Madama e il Napoli, la squadra col maggior numero di tifosi nell’Italia Meridionale [12].


L’impegno in campo sociale

La Juventus Football Club partecipa attivamente nel campo sociale e degli aiuti umanitari. Con il programma “Fatti e Progetti per i Giovani”, la società torinese aiuta a migliorare le condizioni di vita e di studio dei giovani in patria [68] attraverso della creazione di un ‘Centro di Accoglienza’ per extracomunitari minorenni ed ospitare mamme in difficoltà, l’assegnazione – in collaborazione con la Facoltà di Economia dell’Università di Torino – di 10 borse di studio alla memoria di Giovanni Alberto Agnelli e l’appoggio ed il sostegno alle attività della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro [68]. Inoltre, la società bianconera partecipa, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Regina Margherita-Sant’Anna di Torino, nel progetto “Crescere insieme al Sant’Anna” [69], il programma di ristrutturazione del reparto di Neonatologia Ospedaliera dell’Ospedale Sant’Anna [69].

Bibliografia

  • AA.VV. La Storia della Juventus. L’airone, 2003. ISBN 88-79447-21-1
  • Giampiero Boniperti. La mia Juventus. G.P. Ormezzano editore, 1958.
  • Giampiero Boniperti, Enrica Speroni. Una vita a testa alta. Cinquant’anni sempre e solo per la Juventus. Rizzoli editore, 2003. ISBN 88-17106-85-2

Voci correlate

  • Campionato di calcio italiano
  • Derby d’Italia
  • Derby della Mole
  • Squadre del XX secolo FIFA
  • Statistiche dei trofei internazionali di calcio
  • Statistiche delle competizioni UEFA per club
  • La Juventus e la Nazionale italiana
  • Settore Giovanile della Juventus Football Club
  • Hurrà Juventus
  • Juventus Center
  • Juventus Channel
  • G-14 e Associazione di Club Europee

Altri progetti

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Siti ufficiali

  • (IT, EN, ZH) Sito ufficiale
  • (IT, EN) Centro di Coordinamento Juventus Club DOC

Siti di documentazione storico-statistica

  • (IT) Pubblicazioni sulla Juventus
  • (EN) Classifica storica della serie A dal campionato 1929/30 a oggi
  • (ES) Squadre da leggenda a livello mondiale


  • calcio Portale Calcio
  • sport Portale Sport
  • Torino Portale Torino
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