Wiki Actu it

May 5, 2008

Wikipedia: Equus caballus

Filed under: — admin @ 3:42 pm
bussola Nota disambigua – Se stai cercando altri significati di cavallo, vedi Cavallo (disambigua).
« I miei tesori non luccicano né tintinnano ma brillano nel sole e nitriscono nella notte »
(Proverbio gitano)

Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassobox

Come leggere il tassobox

Cavallo domestico


Cavallo
Classificazione scientifica
Dominio: Eukaryota
Regno: Animalia
Sottoregno: Eumetazoa
Superphylum: Deuterostomia
Phylum: Chordata
Subphylum: Vertebrata
Infraphylum: Gnathostomata
Superclasse: Tetrapoda
Classe: Mammalia
Sottoclasse: Theria
Infraclasse: Placentalia
Ordine: Perissodactyla
Sottordine: Hyppomorpha
Famiglia: Equidae
Genere: Equus
Specie: E. caballus
Nomenclatura binomiale
Equus caballus
Linnaeus, 1758
Partecipa al Progetto:Forme di vita

L’Equus caballus (Linneo 1758), o più semplicemente cavallo, è un mammifero ungulato di grossa taglia. Appartiene al genere Equus, unico della famiglia Equidae. Di antica domesticazione da una sottospecie estinta delle steppe asiatiche, il Tarpan, viene utilizzato come animale da sella, da tiro e da soma. È in grado di rinselvatichirsi e di sopravvivere autonomamente allo stato brado.

Frutto di una lunga e ben conosciuta evoluzione, il cavallo presenta un’elevata specializzazione morfologica e funzionale all’ambiente degli spazi aperti come le praterie, in particolare ha sviluppato una efficace apparato locomotore e un apparato digerente adatto all’alimentazione con erbe dure integrate con modeste quantità di foglie, ramoscelli, cortecce e radici.

I cavalli si dividono in dolicomorfi, mesomorfi e brachimorfi. Il tipo dolicomorfo comprende le “razze leggere da sella” (purosangue inglese, arabo, trottatori, ecc.); il tipo mesomorfo comprende le “razze da sella” (inglese e americana, Quarter Horse, trottatori, ecc.); il tipo brachimorfo comprende le “razze pesanti” (cavalli da tiro, Avelignese, ecc.).

Indice

Origini e storia

Per approfondire, vedi la voce Evoluzione del cavallo.

I presunti progenitori del cavallo sono apparsi sulla Terra circa 55 milioni di anni fa. Gli evoluzionisti hanno una buona conoscenza del processo evolutivo che ha portato alla specie attuale. Gli studi sui fossili dimostrano che il probabile progenitore dell’odierno cavallo era l’Hyracotherium, d’altezza non superiore a 30-40 cm al garrese e con arti di almeno 4 dita; il suo habitat naturale era la foresta ed aveva una dentatura tipica degli onnivori. Durante il processo evolutivo, i suoi discendenti si adattarono progressivamente alla condizione di erbivori stretti e alla vita nelle praterie; la statura aumentava, gli arti diventavano più lunghi, diminuiva il numero delle dita e i denti si modificavano progressivamente aumentando in lunghezza e nei caratteri della superficie masticatoria. Il cavallo odierno, Equus caballus, e gli altri appartenenti del genere Equus poggiano sull’unico dito rimastogli: il medio.

In America, il cavallo si estinse in epoca preistorica, contemporaneamente ad altri grandi mammiferi; fra le ipotesi per tali estinzioni, il disturbo antropico costituito dalla caccia da parte dell’uomo.

Sopravvissuto in Europa e Asia, la prima evidenza storica dell’addomesticamento del cavallo si ha in Asia Centrale verso il 3000 a.C.

Un progenitore dei cavalli attuali è considerato il tarpan, un cavallo selvatico europeo ufficialmente estinto nel 1876.

Le razze

Per approfondire, vedi la voce Lista di razze equine.
Cavallo islandese

Cavallo islandese

Una popolazione animale si può definire razza quando essa presenta nella sua discendenza caratteristiche omogenee. Tra le razze di tutto il mondo la più conosciuta e la più prestigiosa è quella del cavallo arabo. Da oltre duemila anni gli arabi, sia per credenze religiose che per necessità pratiche di sopravvivenza, selezionano quasi con fanatismo questa razza.

Esso è ricercato per le sue forme perfette ed armoniche, per la sua grande intelligenza e per la sua resistenza fuori dal comune. Questo animale si è inoltre distinto per essere un ottimo miglioratore di tutte le altre razze contribuendo alla formazione di nuove linee. Infatti non a caso è il progenitore di un altrettanto famoso e diffuso cavallo: il Purosangue inglese. Quest’ultimo è in assoluto il cavallo che riesce ad esprimere le più alte velocità in corsa ed è anch’esso usato come miglioratore.

Altra razza molto importante è l’Andaluso, chiamato anche Pura Raza Española; direttamente derivato dall’arabo è stato un grande colonizzatore giacché fu portato in ogni parte del mondo dai conquistadores Spagnoli, in particolare nelle Americhe dove ha come discendenti il criollo, il Paso Peruviano, i mustang e via via dopo incroci vari il Quarter Horse, l’Appaloosa, il Paint horse.

Rapporti estetico-funzionali

Frisone

Frisone

Un cavallo lo si definisce “bello” quando ogni parte del corpo è in armonia con l’insieme. Da ciò si deduce che un cavallo bello è anche proporzionato e quindi funzionale. Vediamo per esempio come un difetto estetico vada quasi sempre ad incidere sulla struttura e nella dinamica di un cavallo.

  • Testa grossa: già normalmente il peso del cavallo grava in maggior misura sul treno anteriore, quindi un aumento di peso non fa altro che provocare un ulteriore squilibrio in avanti con logorio degli anteriori.
  • Narici piccole: il cavallo respira solo attraverso il naso, quindi maggior apertura significa respirazione migliore.
  • Collo corto: ad esclusione del trotto in tutte le altre andature il cavallo fa un grande uso del suo bilanciere naturale che è il collo. In particolare nel galoppo e nel salto esso usa questo bilanciere per riequilibrare i rapidi spostamenti di peso. Quindi una buona incollatura è molto indicata nei cavalli da sella.
  • Reni lunghe: è questo un difetto che diminuisce la capacità di sopportare carichi e non permette al cavallo di portare bene sotto di se i posteriori limitandone la capacità propulsiva.
  • Petto stretto: anch’esso limita la capacità polmonare e normalmente data la vicinanza degli arti, provoca attinture.

La testa

La testa del cavallo può essere di colore uniforme o con chiazze bianche che possono essere classificabili in:

  • La stella è una piccola macchia bianca a forma di rombo e ben definita.
  • Il fiore è una piccola macchia bianca non ben definita.
  • La lista è una lunga striscia bianca e stretta che, solitamente, parte dal ciuffo e arriva al naso ma può essere anche interrotta e, in questo caso, prende il nome di lista interrotta, oppure larga che prende il nome di Stella prolungata
  • Taglio, liscio o bevente è una macchia bianca sul naso chiamata anche infarinatura se comprende tutto il naso. Essa è tipica dei cavalli islandesi.
  • La mascherina o bella faccia è una macchia bianca che comprende tutto il muso e, spesso, uno o entrambi gli occhi che diventano azzurri.

La testa e il corpo del cavallo possono presentare anche dei remolini ovvero dei punti in cui il pelo cambia direzione e possono essere classificabili in:

  • Remolino semplice che si dirama intorno ad un punto centrale e sembra un piccolo vortice;
  • Remolino spigato è una linea centrale che separa un tratto di peli indirizzato verso l’alto e un tratto verso il basso;
  • Remolino sinuoso è un remolino la cui linea di separazione non è dritta ma a S mandando un ciuffo verso l’alto.

L’occhio, talvolta, può essere circondato da una sclera bianca e viene chiamato, in questo caso, “occhio umano”. È tipico della razza americana appaloosa.

I mantelli

Per approfondire, vedi la voce Mantello (cavallo).
Un cavallo domestico

Un cavallo domestico

Per mantello si intende il complesso dei peli che rivestono il corpo del cavallo, proteggendolo dagli agenti atmosferici. Esso è l’elemento tra i più significativi nella distinzione tra i soggetti.

Possiamo suddividere i mantelli in:

  • Semplici
  • Composti: a due colori separati; a due colori mescolati; a tre colori mescolati
  • A due pelami

In generale un mantello viene definito zaino quando si presenta di colore uniforme senza macchie di alcun genere e senza peli bianchi.

Le macchie bianche sulla fronte[1] sono chiamate marcature, secondo la posizione e l’estensione che possono avere, prendono vari nomi: stella, lista, fiore, taglio, mascherina, ecc…

Le balzane sono macchie bianche più o meno estese alle regioni inferiori degli arti.

Difetti di appiombo

I difetti di appiombo si stabiliscono tramite delle linee immaginarie dette appunto linee di appiombo, queste vengono tracciate con l’animale tenuto in stazione quadrupedale forzata e successivamente con l’animale a riposo. In base a queste linee è possibile stabilire eventuali difetti di appiombo.

I difetti di appiombo possono essere più o meno gravi ma tutti predispongono a malattie degli arti ed interferiscono nella dinamica del cavallo. Mediamente il peso di un cavallo si aggira sui 450 kg che vengono scaricati a terra tramite arti relativamente piccoli. Ecco quindi che ogni variazione delle linee di appiombo viene a procurare un sovraccarico di alcune parti rispetto ad altre con conseguente affaticamento e deterioramento.

Inoltre bisogna tenere presente che durante il movimento oltre all’aumento dei carichi dovuto alla velocità, si avranno problemi di traiettoria e difficoltà di passaggio con possibilità di attinture agli arti. Da quanto detto si deduce che tutta la morfologia esterna del cavallo è importante ma sono ancor più importanti gli arti e gli appiombi, specie per un cavallo da sella.

La ferratura

Per approfondire, vedi la voce pareggio e ferratura.

In natura il cavallo compensa la crescita continua della parete esterna dello zoccolo il naturale consumo dell’unghia (semplicemente camminando); questo ciclo di rinnovo dura circa 9 mesi. Per i cavalli domestici l’attività deambulatoria è molto maggiore poiché vengono utilizzati per attività sportive e/o lavorative ed è ulteriormente aggravata dal tipo di terreno (selciato, asfalto, sentieri ghiaiosi…). Per ovviare a ciò si mette un ferro sotto lo zoccolo in modo da prevenirne il consumo. Questo però impone che a cadenza regolare (40 giorni circa) lo zoccolo venga pareggiato, cioè accorciato manualmente da un maniscalco. Se ciò non avvenisse il cavallo si troverebbe con gli zoccoli troppo lunghi che causerebbero problemi alla deambulazione stessa. Ferrare un cavallo è un’operazione seria e delicata che se svolta da mani inesperte potrebbe causare danni irreversibili.

Il Movimento per il cavallo scalzo (noto anche come Barefoot movement) sostiene che la ferratura non sia indispensabile e sottolinea i vantaggi dell’uso del cavallo scalzo.

L’alimentazione

Il cavallo è un mammifero erbivoro e migratore. Ciò ha influito nella sua evoluzione con un aspetto esteriore ed una conformazione interiore capace di sfruttare al meglio l’ambiente. Notiamo perciò che l’apparato digerente è strutturato per ricevere piccole ma continue quantità di cibo. Prendiamo in esame, brevemente, questi apparati:

I denti

Il cavallo maschio adulto ne ha 40 mentre la femmina 36 (perché mancante degli scaglioni) così distribuiti: 12 molari, 12 premolari, 4 scaglioni, 12 incisivi che a loro volta si distinguono in: 2 picozzi, 2 mediani e 2 cantoni (o laterali). Gli spazi tra gli incisivi e i premolari sono detti barre. Dopo la nascita si ha l’eruzione dei denti da latte che verranno via via sostituiti dai permanenti, ed al quinto anno di età si dice che il cavallo ha la “bocca fatta”. Con la masticazione si ha un continuo consumo della tavola dentaria, che però viene compensato da una costante crescita del dente. Quindi è possibile stabilire con discreta esattezza l’età del cavallo in base alla forma della tavola dentaria degli incisivi inferiori.

L’apparato digerente

Osservando una tavola di anatomia del cavallo ci salterà subito all’occhio la sproporzione tra lo stomaco e l’intestino. Lo stomaco ha una capacità relativamente piccola (15/18 litri) mentre l’intestino è enormemente più grosso. Tutto ciò porta ad una conclusione e cioè che il cavallo potrà assumere poco cibo per volta, ma in continuazione in modo da tenere sempre rifornito il grosso intestino. Quindi non potendo far pascolare liberamente il nostro cavallo, faremo in modo che la sua razione giornaliera venga suddivisa in più pasti con un minimo di tre.

Gli alimenti

L’alimentazione di un cavallo viene stabilita in relazione al peso, all’età, alla razza, al sesso ed la lavoro svolto. Quindi distinguiamo principalmente tre tipi di razione:

  • di mantenimento (cavallo a riposo);
  • di lavoro semi leggero (mezz’ora al giorno o saltuariamente)
  • di lavoro pesante (una o più ore al giorno)

Gli alimenti che concorrono alla nutrizione del cavallo sono:

  • Fieno: il migliore è quello maggengo o di primo taglio da prato polifita. Deve avere un colore giallo-verdognolo ed essere privo di muffe e polveri.
  • Avena: fra le granaglie è la più appetitosa con maggior potere energetico, pur risultante alquanto eccitante. Anch’essa deve essere asciutta e priva di muffe, polvere e semi estranei.
  • Orzo: è più nutriente dell’avena ma meno eccitante. È preferibile somministrarlo schiacciato.
  • Crusca: ha scarso potere nutritivo, ma in piccole quantità nei pastoni risulta rinfrescante.
  • Erba: per erba si intende quella fresca o al massimo quella appena appassita. Contiene un’elevata percentuale di acqua e quindi per raggiungere il corrispondente del fieno ne va somministrata una quantità maggiore, anche se con molta attenzione dato che può provocare fenomeni di fermentazione.

Regole di alimentazione

  • Abbeverare sempre prima dei pasti;
  • Somministrare sempre nell’ordine: fieno-concentrati;
  • Non effettuare repentini cambiamenti di dieta;
  • Non somministrare farine o crusche senza averle preventivamente bagnate;
  • Affettare sempre carote, barbabietole, mele onde evitare ostruzioni
  • Il cavallo non consumi la razione di fieno per terra se scuderizzato in quanto si può abituare al sapore delle profende con conseguenze all’apparato digerente, ma comunque in basso in modo da rispettare la posizione naturale del pascolo e permettergli di non ingerire e respirare la polvere;
  • I semi di lino vanno dati sempre ben cotti a causa della loro tossicità;
  • Nella stalla si può spargere un po’ di sale oppure attaccare sul muro un blocco sempre di sale

Le cause del dimagrimento

  • Mancanza di cibo totale o parziale dovuta a problemi ai denti, alle zampe, cattiva qualità di cibo
  • Stress
  • Diminuzioni stagionali di elementi nutritivi nei foraggi
  • Convalescenze
  • Cattivo assorbimento, diarrea cronica
  • Carenze proteiche
  • Parassitosi intestinali ed ectoparassiti (Pidocchi, zecche)
  • Malattie croniche (enfisema)
  • Malattie al fegato, pancreas, rene, cuore
  • Gravidanza, allattamento
  • Tumori
  • Vecchiaia

Riproduzione

  • Durata gestazione: circa 11 mesi
====

Punteggio alla condizione fisica

  1. Estremamente emaciato: totale assenza di grasso, colonna vertebrale visibile, pochissima muscolatura presente sulle ossa, anch’esse visibili.
  2. Emaciato: poco grasso, poca muscolatura, ossa prominenti
  3. Magro: costole visibili chiaramente, l’inizio della coda si vede, ma non si vedono le vertebre, il grasso copre i processi trasversi e parte di quelli spinosi delle vertebre.
  4. Moderatamente magro: costole appena visibili, linea dorsale visibile come una leggera cresta
  5. Moderato: le costole si sentono ma non si vedono, linea dorsale dritta
  6. Moderatamente carnoso: grasso presente sulle costole e attorno all’origine della coda, la linea dorsale è dritta o incavata
  7. Carnoso: piega dorsale definita, costole ricoperte da grasso ma ognuna può essere palpata, grasso su collo e groppa.
  8. Grasso: linea dorsale incavata, collo spesso, grasso lungo il garrese, dietro le spalle e all’interno delle cosce.
  9. Troppo grasso: linea dorsale molto incavata, grasso sporgente su collo, groppa, cosce, spalle, intorno alla coda.

Il punteggio ideale, in riferimento alle razze da sella, è:

4: per un cavallo sportivo;
5: per un puledro in crescita;
6: per un soggetto in riproduzione.
7: per un pony da scuola.

Scuderizzazione

I locali nei quali vengono ricoverati i cavalli devono essere ampi, non umidi, arieggiati. La temperatura ambiente non deve superare i 20 gradi d’estate e non scendere sotto i 5 gradi in inverno. Il cavallo può essere tenuto in scuderia nei seguenti modi:

  • In posta:

Il cavallo viene tenuto sempre legato alla mangiatoia con una corda munita di contrappeso in modo da tenere la stessa sempre tesa onde evitare incidenti. I lati della “posta” sono delimitati dai “battifianchi” che possono essere in legno o in muratura o mobili. Le dimensioni di una posta fissa sono: largh. min.120 cm lungh.300 cm. In alcuni casi le poste sono utilizzate come semplice ricovero momentaneo.

  • In box:

È di gran lunga la sistemazione migliore. Esso è costituito da un locale a pareti lisce, di dimensioni variabili da un minimo di cm 250 X 300 ad un massimo di cm 400 X 400 con ai due angoli opposti la mangiatoia per i concentrati ed il beverino dell’acqua. Nel box il cavallo viene tenuto libero in modo da permettergli di coricarsi e muoversi con un certo agio.

Sia nel “box” che nella “posta”, il pavimento deve essere di materiale poco assorbente e facilmente lavabile, con una leggera inclinazione verso il tombino di raccolta delle urine. Esso inoltre và ricoperto con un buon strato di paglia di frumento asciutta e non polverosa (che il cavallo userà anche come alimento complementare), oppure può essere utilizzata una “lettiera” di trucioli ben puliti da corpi estranei.

Per quanto riguarda l’alloggiamento del cavallo, il box è necessario: d’inverno e d’estate garantisce una temperatura moderata, anche se è responsabilità umana fare in modo che questa non crei problemi all’animale. Non è necessario però tenere il cavallo rinchiuso tutto il giorno: esiste infatti una terza sistemazione, e cioè lasciarlo libero al pascolo, o paddok. Questa è un’alternativa comoda anche per quanto riguarda l’alimentazione, perché il cavallo sa perfettamente regolarsi sulle quantità e preferisce consumare più pasti al giorno, piccoli e continui. Inoltre ha la possibilità di fare più movimento e di stare con i suoi simili. Per contro, però, il cavallo è anche più soggetto a parassiti e malattie che in un box certamente non contrarrebbe. Va semplicemente seguito di più. Un altro svantaggio è che, spesso, ci si dimentica di farlo muovere proprio perché si pensa che da solo il cavallo si sfoghi abbastanza. In realtà non è propriamente così, e per quanto possa galoppare il lavoro con l’uomo è indispensabile e contribuisce alla formazione dell’esemplare. Inoltre bisognerebbe somministrargli l’acqua a mano, perché se dovesse ammalarsi con un abbeveratoio automatico non si capirebbe mai se il cavallo beve o meno, problema frequente anche nei box. Invece l’ideale sarebbe poter controllare, per assicurarsi che il cavallo non rischi la disidratazione (possibile anche in inverno)

Finimenti

Per approfondire, vedi la voce Finimenti.

Nel corso del rapporto millenario fra uomo e cavallo, si è assistito ad una contemporanea evoluzione della bardatura del cavallo. L’ideazione dell’imboccatura, favorita dalla particolare anatomia della dentatura del cavallo, sembra essere contemporanea alla domesticazione. Molto posteriore l’invenzione della sella, ulteriormente migliorata dalla scoperta della staffa; altrettanto importante, per l’uso del cavallo da traino, l’invenzione del collare rigido. Ancora posteriore l’uso della ferratura, attribuita a popolazioni nordeuropee in epoca medioevale.

Addestramento

Per approfondire, vedi la voce doma gentile.

Anche i temi dell’addestramento e della tecnica di monta hanno subito un’evoluzione storica e una differenziazione locale. In funzione delle necessità di utilizzo, si sono sviluppati stili e tecniche di addestramento differenziate; alcune tecniche tradizionali sono rimaste confinate a specifiche aree geografiche (“monte da lavoro” maremmana, Camargue, sudamericana ecc). Una particolare monta da lavoro, la “monta western”, ha assunto un grande rilievo e viene largamente praticata anche a scopi di svago e sportivi. La cosiddetta “equitazione classica” europea, sviluppata particolarmente per scopi militari, ha avuto origine dalle Scuole di Equitazione dei famosi cavallerizzi italiani, primo fra tutti Giovan Battista Pignatelli. In ambito sportivo la vera e moderna rivoluzione è stato il “Sistema di Equitazione naturale” ideato dal capitano di cavalleria italiano Federigo Caprilli. Venne così chiamato dallo stesso Caprilli, che per metterlo a punto studiò e capì il modo in cui assecondare sia i movimenti del cavallo che rispettarne la sua indole generosa e collaborativa; il metodo ha tanto successo che ancora oggi i risultati migliori nell’equitazione sportiva (salto ostacoli e completo) li ottengono i cavalieri che si attengono a questi dettami.

Le diverse tecniche di addestramento condividono comunque molti punti importanti, ed è sorprendente la modernità e la profondità delle considerazioni di Senofonte, generale greco del IV a.C. e autore del celeberrimo trattato sull’equitazione.

Le tecniche di addestramento attuali, come la cosiddetta doma gentile, hanno dimostrato una maggiore efficacia rispetto ai metodi tradizionali e meno rispettosi nei confronti del cavallo. Per questa ragione stanno venendo apprezzate con sempre maggiore interesse.

Spettacolo

Un uso marginale, ma ancora attuale, del cavallo è quello spettacolare, in particolare in ambito circense; la Spagna, patria dell’Alta Scuola, ospita inaspettatamente un uso spettacolare del cavallo estremamente cruento, in una delle fasi della corrida.

Altre nazioni come la Francia con il CADRE NOIR di Saumur e l’Austria con la Scuola Spagnola di Vienna hanno una grande tradizione di “Alta Scuola”.

Ippoterapia

Per approfondire, vedi la voce ippoterapia.

Un uso molto recente del cavallo, basato sia sulla fortissima carica emotiva connessa al rapporto uomo-cavallo che a peculiari aspetti psicomotori connessi all’equitazione, è la cosiddetta ippoterapia o riabilitazione equestre, consistente nell’uso del cavallo come strumento di riabilitazione umana.

Voci correlate

  • Equitazione
  • Ippica
  • Tarpan
  • Maniscalco
  • Lista di razze equine

Altri progetti

  • Collabora a Wikiquote Wikiquote contiene citazioni sul cavallo
  • Collabora a Commons Wikimedia Commons contiene file multimediali sulla specie Equus caballus
  • Collabora a Wikispecies Wikispecies contiene informazioni sulla specie Equus caballus
  • Collabora al Wikizionario Wikizionario contiene la voce di dizionario «cavallo»
This text comes from Wikipedia. Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document under the terms of the GNU Free Documentation License, Version 1.2 or any later version published by the Free Software Foundation; with no Invariant Sections, no Front-Cover Texts, and no Back-Cover Texts. For a complete list of contributors for this article, visit the corresponding history entry on Wikipedia.

No Comments

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

Powered by WordPress