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May 5, 2008

Wikipedia: Leoluca Orlando

Filed under: — admin @ 4:08 pm
Stemma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Leoluca Orlando


Luogo di nascita Palermo
Data di nascita 1 agosto 1947
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Data di morte {{{data_morte}}}
Titolo di studio laureato in giurisprudenza
Professione docente universitario
Partito Italia dei valori
Legislatura XI legislatura
XV legislatura
Gruppo Italia dei valori
Coalizione L’Unione
Circoscrizione Sicilia-1
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari

Presidente – Commissione parlamentare per gli affari regionali; Componente – III Commissione (Affari esteri e comunitari).

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Leoluca Orlando (Palermo, 1 agosto 1947) è un politico italiano.

Indice

Biografia

Laureato in giurisprudenza, avvocato, è stato docente di diritto pubblico regionale all’Università di Palermo. Ha compiuto studi ad Heidelberg (in Germania) ed in Inghilterra. Figlio del noto avvocato Salvatore Orlando Cascio, politicamente vicino a Bernardo Mattarella.

Consigliere giuridico del Presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella dal 1978 al 1980, è stato consigliere comunale di Palermo dal 1980 al 1993, nelle fila della Democrazia Cristiana, con i cui vertici entrerà poi in scontro. Sarà sindaco di Palermo dal 1985 al 1990, a capo di una giunta di coalizione (c.d. “esacolore”). Rieletto consigliere comunale nel 1990 con oltre 70 mila voti di preferenza, non fu ricandidato a sindaco dal suo partito, e lascerà la DC l’anno successivo promuovendo la nascita de La Rete-Movimento per la Democrazia. Si ricordano in quegli anni gli accesi scontri con Giovanni Falcone, accusato da Orlando di tenere nascoste nei cassetti le carte sugli omicidi eccellenti di mafia e le prove delle collusioni di politici con Cosa nostra. L’accusa culminò in un esposto presentato al CSM dallo stesso Orlando, che costrinse Falcone a doversi difendere davanti all’organo supremo della magistratura italiana.

Eletto all’Assemblea Regionale Siciliana nel 1991(da cui si dimette l’11 dicembre dello stesso anno), sia nel collegio di Palermo che di Catania. Eletto anche deputato alla Camera dei Deputati nel 1992 nel collegio di Roma, col movimento da lui guidato (si dimetterà nel dicembre 1993).

Nel 1993, nelle prime elezioni dirette, ritorna sindaco di Palermo con oltre il 75% dei voti superando Elda Pucci. Viene confermato alla carica di primo cittadino nel 1997, battendo Gianfranco Miccichè. Il periodo della sua sindacatura, pur fra scelte molto controverse, viene da molti ricordato come “la primavera” di Palermo, anche per la notevole attività di promozione e recupero dell’immagine della città in Italia e nel mondo, che era uscita assai danneggiata dalla lunga sequela di omicidi e crimini mafiosi culminati con le stragi del 1992.

Dal 1994 al 1999 è deputato al Parlamento Europeo. Porterà La Rete a sciogliersi e a confluire ne i Democratici di Romano Prodi e quindi nella Margherita. Si dimette da sindaco nel dicembre 2000 per concorrere, come candidato del centro-sinistra alla presidenza della Regione Siciliana, alle elezioni regionali del giugno 2001, dove viene sconfitto (col 36,6% contro il 59,1%) da Salvatore Cuffaro. Diviene, per il meccanismo elettorale, ancora deputato all’Assemblea Regionale Siciliana dal 2001 al 2006.

In occasione delle elezioni primarie de l’Unione, nel 2005, per designare il candidato presidente della Regione per le regionali del 2006 si schiera a sostegno di Rita Borsellino, scontrandosi con le posizioni ufficiali della Margherita a sostegno di Ferdinando Latteri. Espulso da Rutelli dal partito si avvicina all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, con la quale, capolista in diverse circoscrizioni, ritorna deputato alla Camera. Diviene presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Nel maggio del 2006 ha annunciato l’intenzione di portare la sua candidatura alle primarie dell’Unione, per la scelta del candidato sindaco di Palermo, nelle quali (svoltesi 4 febbraio del 2007) è risultato il primo degli eletti con il 71,95 dei voti, distanziando di molto i diretti rivali Alessandra Siragusa (20,13%) e Giusto Catania (7,92%). Nel maggio del 2007 stato in corsa per la carica di sindaco di Palermo per la coalizione di centro-sinistra, sconfitto dal primo cittadino già in carica Diego Cammarata con circa 20 mila voti di scarto: Orlando ha commentato la notizia denunciando la presenza di gravi brogli elettorali[1].

È noto per il suo impegno contro la mafia, assieme ad altre battaglie civili (come quella contro la pena di morte). Da sempre sostenitore dell’idea del Partito Democratico, al momento della sua formazione ha invece deciso di non entrarvi, anzi ha criticato il segretario siciliano dell’IdV, Salvatore Raiti, favorevole ad un ingresso di tutto il gruppo dirigente nella nuova formazione.

Dal 2006 è portavoce nazionale di IDV, partito che si presenta alle elezioni politiche del 2008 in coalizione con il Partito Democratico, con cui costituirà gruppi parlamentari comuni.

Vicende giudiziarie

Nel 1995 la Procura di Palermo gli inviò un avviso di garanzia come anche a Domenico Lo Vasco, ex sindaco e assessore alle Finanze in una precedente giunta Orlando, per l’appalto concesso alla Sispi, una società mista tra il Comune, l’Iri e la Finsiel, finanziaria del gruppo Iri, per l’informatizzazione dei servizi comunali. L’inchiesta fu poi archiviata.

Fu invece inquisito dal Pm della Procura di Palermo, Lorenzo Matassa, per i restauri del teatro Massimo, accuse da cui Orlando, processato, fu assolto con sentenza definitiva[2].

Nel 1996 viene indagato per corruzione aggravata durante l’esercizio delle sue funzioni di Sindaco di Palermo. Il pentito Tullio Cannella fornisce uno scenario inquietante affermando che nel 1986 il Comune di Palermo, dopo una tangente di 200 milioni di lire, acquistò degli appartamenti di un certo Giuseppe Bonanno, un prestanome di Gaspare Finocchio (imprenditore) che era invece in odore di mafia. Destinatari della tangente, secondo il pentito erano il Sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Vincenzo Inzerillo, che all’epoca dei fatti era in carcere da 16 mesi per mafia[3].

Nel 2005 è stato condannato, con sentenza definitiva, per diffamazione aggravata nei confronti dei consiglieri comunali di Sciacca in carica nel 1999, che durante un comizio, accusò fossero collusi con la mafia (Ansa del 27/01/2005). [4] [5].

Onorificenze

Ha ricevuto una serie lunghissima di onorificenze e riconoscimenti, dalla laurea honoris causa in filosofia tedesca conferita dall’Università di Trier, alle cittadinanze onorarie di Chend Du, nella Repubblica Popolare Cinese e quella della Contea di Los Angeles, negli Stati Uniti. È professore onorario della Solkan-Saba Orbeliani University di Tbilisi, nella Repubblica della Georgia.

Ha ricevuto tra gli altri, da sindaco, a Palermo, il re di Spagna Juan Carlos, nel 1998, che gli attribuisce, la Gran Croce al Merito Civile, e il leader cubano Fidel Castro.
Non mancano anche i suoi critici, il primo dei quali fu lo scrittore Leonardo Sciascia, che spesso lo hanno accusato di essere un professionista del’antimafia.

È presidente dell’Istituto per il Rinascimento Siciliano da lui fondato.

Voci correlate

  • Palermo
  • Sindaci di Palermo

Altri progetti

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