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May 5, 2008

Wikipedia: Toscana

Filed under: — admin @ 1:16 pm

Coordinate: 43°24′36″N 11°00′00″E / 43.41, 11

Regione Toscana

Toscana - Bandiera
Toscana - Stemma
Stato: bandiera Italia
Zona: Italia centrale
Capoluogo: Firenze
Superficie: 22.990 km²
Abitanti: 3.638.211 (2007)
Densità: 158,2 ab./km²
Province: stemma Arezzo
stemma Firenze
stemma Grosseto
stemma Livorno
stemmaLucca
stemma Massa-Carrara
stemmaPisa
stemma Pistoia
stemma Prato
stemmaSiena
Comuni: Elenco dei 287 comuni
Politica
Presidente: Claudio Martini (PD)
(dal 2000)
Giunta: L’Unione
Consiglio
({{{seggi}}} seggi):
Ultime elezioni: 4 aprile 2005
Prossime: 2010
Note:

Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il [[Portale:{{{portale}}}]]
« Dolce paese, onde portai conforme
l’abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov’odio e amor mai non s’addorme,
pur ti rivedo, e il cuor mi balza in tanto.
Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra il sorriso e il pianto,
e in quelle seguo dei miei sogni l’orme
erranti dietro il giovanile incanto. »
(Giosuè Carducci, Traversando la maremma toscana)
La Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze

La Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze

Il Monte Pisanino sulle Alpi Apuane

Il Monte Pisanino sulle Alpi Apuane

Panorama del Golfo di Baratti

Panorama del Golfo di Baratti

Veduta del Porto Romano dell'Isola di Giannutri con l'Isola del Giglio sullo sfondo

Veduta del Porto Romano dell’Isola di Giannutri con l’Isola del Giglio sullo sfondo

Veduta panoramica di Pitigliano

Veduta panoramica di Pitigliano

L'Isola di Pianosa nel cuore dell'Arcipelago

L’Isola di Pianosa nel cuore dell’Arcipelago

Colle Val d'Elsa - Panorama del centro storico sotto la neve

Colle Val d’Elsa – Panorama del centro storico sotto la neve

La Toscana è una delle maggiori ed importanti Regioni italiane per patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico.

Posta nell’Italia centrale, confina a nord-ovest con la Liguria, a nord con l’Emilia-Romagna, a est con le Marche e l’Umbria, a sud con il Lazio.
Ad ovest, i suoi 397 km di coste continentali sono bagnati dal Mar Ligure nel tratto centro-settentrionale tra Marina di Carrara (confine con la Liguria) e il Golfo di Baratti; il Mar Tirreno bagna invece il tratto costiero meridionale tra il promontorio di Piombino e la foce del Fiume Chiarone, che segna il confine con il Lazio.[1]

La Toscana amministra anche le isole dell’Arcipelago Toscano.

Il capoluogo regionale è Firenze; le altre città capoluogo di Provincia sono Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.

Indice

Geografia

Per approfondire, vedi la voce Zone Altimetriche d’Italia.
Zone altimetriche della Regione Toscana

Zone altimetriche della Regione Toscana

Il territorio toscano è per la maggior parte collinare (66,5%); comprende alcune pianure (circa l’8,4% del territorio ) e importanti massicci montuosi (il 25,1% della regione).

  • Monti principali: Monte Prado 2054 m, Monte Giovo 1991 m, Monte Rondinaio 1964 m Monte Pisanino 1946 m, Alpe delle Tre Potenze 1940 m
    • Vulcani: Monte Amiata 1738 m Monte Castello 445 m (Isola di Capraia)
  • Deserti: Deserto di Accona ca. 150 km²
  • Fiumi principali: Arno 241 km, Ombrone 161 km, Serchio 111 km
  • Laghi principali: Lago di Chiusi 3,9 km², Lago di San Casciano ca. 2,0 km², Lago di Montepulciano 1,9 km²
    • Lagune e laghi costieri principali: Laguna di Orbetello 26,2 km², Padule della Diaccia Botrona 12,78 km², Lago di Massaciuccoli 6,9 km², Lago di Burano 1,4 km²
    • Paludi interne: Padule di Fucecchio ca. 18 km²
    • Piccole zone umide: Laghetto Traversari di Camaldoli,Metaleto, Asqua, La Lama, Pozza del Cervo, Fonte del Porcareccio, Prato al Fiume
  • Coste: 633 km totali (397 km continentali e 230 km insulari)
    • Mari: Mar Ligure, Canale di Piombino, Canale di Corsica, Mar Tirreno
    • Isole principali: Isola d’Elba 223,5 km², Isola del Giglio 21,2 km², Isola di Capraia 19,3 km², Isola di Montecristo 10,4 km², Isola di Pianosa 10,3 km²

Rilievi montuosi

Alpi Apuane, la vetta del Monte Altissimo

Alpi Apuane, la vetta del Monte Altissimo

Sia a nord che a est la Toscana è circondata dagli Appennini ma il territorio è prevalentemente collinare. Tuttavia, nella regione si trovano altri rilievi montuosi degni di nota al di fuori della dorsale appenninica.

Nella parte centro-settentrionale della regione ritroviamo, a nord-ovest, le Alpi Apuane (separano -tra le province di Lucca e Massa-Carrara- la Versilia dalla Garfagnana) e il Monte Pisano che svetta tra Pisa e Lucca; a nord tra Garfagnana, Emilia Romagna ed i Monti Pratesi, la verdissima Montagna Pistoiese, con rilievi che sfiorano i 2000 metri s.l.m.; nella parte centrale i Monti del Chianti si innalzano tra le dolci colline segnando il confine tra le province di Siena e Arezzo; a est il Pratomagno, quasi completamente circondato dall’Arno, divide la parte appenninica dell’aretino (il Casentino) dal Valdarno superiore fiorentino e aretino.

La parte meridionale della regione si caratterizza, ad ovest, per le Colline Metallifere che separano la Maremma dall’entroterra meridionale pisano e dalla parte sud-occidentale della Provincia di Siena; a est svettano invece il massiccio del Monte Amiata (antico vulcano ormai spento tra le Province di Siena e Grosseto dalle cui sorgenti attinge l’Acquedotto del Fiora) e, più ad oriente, il Monte Cetona che si innalza all’estremità sud-orientale della Provincia di Siena separando la Val d’Orcia dalla Val di Chiana.

Gruppi collinari

Paesaggio tra le Crete senesi e la Val d'Orcia

Paesaggio tra le Crete senesi e la Val d’Orcia

Il territorio della Toscana risulta prevalentemente collinare, soprattutto nella parte centro-meridionale. I vari sistemi collinari sono separati dalle vallate dei vari corsi d’acqua e digradano ad ovest verso le aree pianeggianti costiere.

Nella parte centrale della regione ritroviamo, da ovest a est, le Colline livornesi a sud della città labronica, le Balze di Volterra che caratterizzano i territori circostanti l’omonimo centro della Provincia di Pisa, il Montalbano tra le Province di Pistoia e Prato , i Monti della Calvana che circondano l’area nord di quest’ultima città, i rilievi collinari della Valdelsa tra le Province di Siena e Firenze, le colline del Chianti che occupano una vasta area a cavallo tra le Province di Firenze, Arezzo e Siena e i rilievi collinari della Valtiberina all’estremità orientale della Provincia di Arezzo.

L’area meridionale della Regione si caratterizza ad ovest per le Colline Metallifere (a cavallo tra le Province di Grosseto, Livorno, Pisa e Siena dove svettano anche alcuni rilievi montuosi; la parte centrale della Toscana meridionale comprende i rilievi collinari della Valle dell’Ombrone e le Colline dell’Albegna e del Fiora in provincia di Grosseto, le colline della Val di Merse e le Crete senesi con il Deserto di Accona (caratterizzato da calanchi e biancane) in Provincia di Siena; la parte orientale include le colline dell’Area del Tufo in Provincia di Grosseto, dai rilievi collinari della Val d’Orcia in Provincia di Siena (tra essi svettano ad sud-ovest il Monte Amiata e a sud-est il Monte Cetona) e dalle colline della Val di Chiana che caratterizzano il paesaggio a cavallo delle estremità meridionali delle Province di Siena ed Arezzo.

Pianure

Paesaggio tipico della Val di Chiana aretina

Paesaggio tipico della Val di Chiana aretina

In Toscana si trovano aree pianeggianti sia lungo la fascia costiera che nell’entroterra.

Il litorale settentrionale comprende la Versilia (chiusa a est dalle Alpi Apuane); l’area pianeggiante che interessa la costa tra Pisa e Livorno comprende invece l’ultimo tratto del Valdarno inferiore. La Maremma si apre lungo l’intero tratto costiero centro-meridionale della regione, inoltrandosi anche in territorio laziale, ed è suddivisa a sua volta in Maremma livornese e pisana a nord e in Maremma grossetana a sud.

Tra le aree pianeggianti interne, la pianura principale è il Valdarno che si sviluppa da est ad ovest lungo il corso dell’omonimo fiume tra le Province di Arezzo, Firenze e Pisa, includendo anche l’estremità settentrionale della provincia di Livorno a sud della foce. Questa area pianeggiante è suddivisa a sua volta in Valdarno superiore a monte di Firenze, medio Valdarno attorno alla città di Firenze e Valdarno inferiore a valle di Firenze.

Tra la dorsale appenninica e il Montalbano, nella parte centrale della regione, si trova una conca intermontana che si sviluppa da sud-est a nord-ovest ed include le città di Firenze, Prato e Pistoia con le relative aree metropolitane prive di soluzioni di continuità; la piana può essere considerata come una continuazione del medio Valdarno.

Tra la dorsale appenninica, i Monti Pisani e il Montalbano, nella parte nord-occidentale della regione, si apre un’area pianeggiante tra le Province di Pisa, Lucca e Pistoia che include ad ovest la Piana di Lucca, a est la bassa Valdinievole, mentre a sud si inoltra nel Valdarno inferiore attraverso il Padule di Fucecchio.

Altre aree pianeggianti minori, spesso circondate da sistemi collinari, si ritrovano lungo le valli di alcuni corsi d’acqua minori. Tra queste sono da segnalare la Valdera in Provincia Pisa, la Valdelsa tra le Province di Siena e Firenze e la Val di Chiana tra le Province di Siena e Arezzo.

Coste

Panorama di Castiglioncello (Costa degli Etruschi)

Panorama di Castiglioncello (Costa degli Etruschi)

La Toscana, bagnata dal Mar Ligure nella parte centro-settentrionale e dal Mar Tirreno in quella meridionale, si caratterizza per un litorale continentale molto diversificato nelle sue caratteristiche.

Un ininterrotto tratto costiero basso e sabbioso interessa, nella parte più settentrionale della regione, gli interi tratti litoranei delle province di Massa-Carrara, Lucca e Pisa, tra il confine con la Liguria e il Canale dei Navicelli presso Livorno, nell’area che include le spiagge della Versilia e del litorale pisano e le foci dei fiumi Serchio e Arno.

Maggiormente variegati risultano invece il litorale della Maremma livornese e quello della Maremma grossetana.

La città di Livorno si affaccia sul mare con coste basse e scogliose che tendono ad innalzarsi a sud fino alle porte di Rosignano Solvay, dove inizia il lunghissimo tratto di litorale sabbioso della Costa degli Etruschi che prosegue ininterrotto fino al Golfo di Baratti, chiuso a sud dal promontorio di Piombino nel punto di passaggio dal Mar Ligure al Mar Tirreno.

A est della città di Piombino ha inizio il Golfo di Follonica che segna il passaggio dalla Provincia di Livorno a quella di Grosseto ed è caratterizzato da una costa bassa e sabbiosa che termina a sud di Follonica, in località “Puntone di Scarlino” dove si elevano le prime propaggini del promontorio delle Bandite di Scarlino; questo tratto costiero si presenta alto e frastagliato, fatta eccezione per la suggestiva Cala Violina. Un ulteriore tratto sabbioso collega il promontorio delle Bandite di Scarlino a Punta Ala, dove ha inizio un altro tratto di costa alta e rocciosa fino alla località di “Rocchette” a nord di Castiglione della Pescaia.

Il successivo tratto costiero sabbioso include anche la foce del Fiume Ombrone e raggiunge i Monti dell’Uccellina, insieme di promontori che digradano a Talamone, dove inizia un altro tratto sabbioso fino al promontorio dell’Argentario, comprendente anche il Tombolo della Giannella a sud della foce del fiume Albegna.

L’Argentario presenta coste alte e rocciose, fatta eccezione per alcune isolate e suggestive calette; il Tombolo della Feniglia è l’altro cordone sabbioso che lo collega alla terraferma dove raggiunge il promontorio di Ansedonia, oltre il quale inizia il tratto delle Spiagge ferrifere che costeggiano il Lago di Burano e si inoltrano in territorio laziale oltre la foce del Chiarone.

Isole

Curiosità
Una leggenda narra che le isole dell’Arcipelago sarebbero originate dalle perle di una preziosa corona indossata da Venere e caduta accidentalmente in mare alla dea.

L’Arcipelago Toscano è costituito da 7 isole principali e da alcuni isolotti minori, molti dei quali sono semplici secche o scogli affioranti, per un totale di circa 167, tutelate dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

L’isola principale è l’Isola d’Elba, bagnata a nord dal Mar Ligure, a est dal Canale di Piombino, a sud dal Mar Tirreno e a ovest dal Canale di Corsica. L’isola presenta un’alternanza di coste basse e sabbiose e coste più alte e frastagliate dove si aprono suggestive calette; le isole minori di Cerboli e Palmaiola si trovano tra l’Elba e la costa toscana.

A nord dell’Isola d’Elba si trovano l’Isola di Capraia, nel Canale di Corsica, e l’Isola di Gorgona, la più settentrionale dell’Arcipelago; entrambe le isole presentano coste frastagliate, fatta eccezione per i rispettivi approdi. Nello specchio di mare tra l’Isola di Gorgona e il Porto di Livorno affiorano le Secche della Meloria, caratterizzate da una serie di scogli affioranti, sul maggiore dei quali sorge anche una suggestiva torre medievale (Torre della Meloria); un’altra serie di secche, le Secche di Vada si trovano al largo dell’omonima località della Costa degli Etruschi.

A sud dell’Isola d’Elba si trovano 4 isole principali ed altre minori, bagnate dalle acque del Mar Tirreno. L’Isola di Pianosa, completamente pianeggiante e con leggere ondulazioni, presenta sia coste sabbiose che scogliose; l’Isola di Montecristo presenta coste alte e frastagliate, fatta eccezione per la zona dell’approdo, ed include al largo della sua sponda occidentale un isolotto minore chiamato Scoglio d’Affrica o Formica di Montecristo; l’Isola del Giglio presenta coste prevalentemente alte e rocciose, fatta eccezione per alcune suggestive cale e per la Spiaggia del Campese, chiusa a sud da una serie di faraglioni; l’Isola di Giannutri presenta coste scogliose anche se presenta un territorio caratterizzato soltanto da ondulazioni e dislivelli leggerissimi. Tra le isole minori, sono da segnalare le Formiche di Grosseto al largo della costa grossetana.

Clima

Per approfondire, vedi la voce Clima della Toscana.
Tipica giornata con cielo sereno sulla spiaggia di Marina di Alberese (sullo sfondo i Monti dell'Uccellina)

Tipica giornata con cielo sereno sulla spiaggia di Marina di Alberese (sullo sfondo i Monti dell’Uccellina)

La primavera del Botticelli. Firenze, Galleria degli Uffizi

La primavera del Botticelli. Firenze, Galleria degli Uffizi

Dal punto di vista climatico, la Toscana presenta caratteristiche diverse da zona a zona.

Le temperature medie annue, che registrano i valori più elevati attorno ai 16°C lungo la costa maremmana, tendono a diminuire man mano che si procede verso l’interno e verso nord; nelle pianure e nelle vallate interne (medio Valdarno e Val di Chiana) si raggiungono i valori massimi estivi, che spesso si avvicinano e toccano i 40°C e si contrappongono a minime invernali piuttosto rigide, talvolta anche di alcuni gradi sotto zero.

Le precipitazioni risultano molto abbondanti a ridosso dei rilievi appenninici lungo l’asse ovest-est tra la Versilia e il Casentino, con valori massimi oltre i 2000 mm annui sulle vette più alte delle Alpi Apuane e dell’Appennino Tosco-Emiliano; al contrario, lungo la fascia costiera della Maremma grossetana, soprattutto nella zona dell’Argentario, si raggiungono faticosamente i 500 mm annui di media. Molto penalizzate dal punto di vista pluviometrico risultano anche le Crete Senesi e alcune zone della Val d’Orcia e della Val di Chiana dove i valori medi annui si aggirano tra i 600 e i 700 mm.

Le nevicate, frequenti nella stagione invernale su tutti i rilievi appenninici e sulla parte sommitale del Monte Amiata, possono raggiungere anche le zone collinari limitrofe; i fenomeni nevosi sono più rari lungo la costa settentrionale e nelle pianure interne, mentre risultano essere episodi davvero unici lungo la costa della Maremma grossetana.

Da segnalare, inoltre, l’eliofania (durata del soleggiamento), che risulta essere molto rilevante lungo la fascia costiera della provincia di Grosseto, dove raggiunge valori prossimi ai massimi assoluti dell’intero territorio nazionale italiano, con una media annuale di oltre 7 ore giornaliere (valore minimo in dicembre con una media di circa 4 ore al giorno e valori massimi superiori alle 11 ore giornaliere in giugno e luglio).

Stazioni meteorologiche

Di seguito, è riportato l’elenco da nord a sud di alcune stazioni meteorologiche ufficiali presenti sul territorio regionale, di riferimento per il servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare, ovvero per il Lamma, l’Arsia e le varie sezioni provinciali della Protezione Civile.

  • Passo della Cisa
  • Prato Galceti
  • Firenze Peretola
  • Firenze Ximeniano
  • Pisa San Giusto
  • Livorno
  • Arezzo Molin Bianco
  • Volterra Saline
  • Radicofani
  • Grosseto Aeroporto
  • Elba Monte Calamita
  • Monte Argentario

Geologia

La regione è attraversata sul lato settentrionale e su quello orientale dalla catena appenninica che si è formata per l’avvicinamento e la collisione della placca euro-asiatica a nord con la placca africano-adriatica a sud.

Le unità strutturali derivanti, appartenenti in origine al margine continentale africano-adriatico, sono incluse in due gruppi principali, il Dominio Umbro-Marchigiano (flysch arenaceo-marnoso) e il Dominio Toscano, quest’ultimo suddiviso in una successione metamorfica sottostante (metarenarie, metacalcari, dolomie, gruppi triassici e tardo-paleozoici, basamento ercinico) e in una successione non metamorfica soprastante (flysch arenacei esterni ed interni, argilliti, marne, calcari e dolomie). La successione non metamorfica soprastante è caratterizzata a sua volta da due unità strutturali minori, la Falda Toscana e l’Unità Cervarola Falterona, con le cui estensioni rocciose costituiscono l’ossatura della dorsale appenninica toscana.

Sopra il Domino Toscano si trova il Dominio Subligure di transizione (arenarie e argilliti) dove vi è stato il sovrascorrimento di rocce del Dominio Ligure-Piemontese, suddiviso a sua volta nelle complesse unità strutturali del Dominio Ligure esterno (flysch a elmintoidi, arenarie, argilliti, brecce poligeniche), Dominio Ligure interno con successione oceanica non metamorfica (flysch arenacei, argilliti, radiolariti, ofioliti) e successione oceanica metamorfica (calescisti, ofioliti).

Con la diminuzione e la cessazione dei sovrascorrimenti durante l’orogenesi appenninica, si formarono bacini di sedimentazione con Depositi Epiliguri (marne e calcareniti).

Nelle fasi più recenti si verificarono invasioni marine dei margini meno elevati della catena, denominate successioni dei bacini neoautoctoni e mai coinvolte nei fenomeni di sovrascorrimento tra domini e unità strutturali; in seguito si formarono bacini subsidenti all’interno della catena favorevoli ai futuri ambienti fluvio-lacustri.

Contemporaneamente si verificarono anche intrusioni magmatiche subvulcaniche acide (Isola d’Elba, Isola del Giglio e Isola di Montecristo) e manifestazioni vulcaniche piroclastiche effusive (Isola di Capraia, Monte Amiata e Area del Tufo).

Le oscillazioni eustatiche e le ulteriori fasi di assestamento della catena hanno portato i livelli di fiumi e laghi ai valori attuali; i depositi alluvionali completano e chiudono la storia geologica della regione. [2]

Classificazione sismica

Veduta di Monteriggioni

Veduta di Monteriggioni

In base all’Ordinanza PCM n.3274 del 20/03/2003, il territorio regionale toscano è stato suddiviso in tre distinte zone in base al rischio sismico, zona 2, zona 3 e zona 4; nessun comune della Toscana rientra nella zona 1 a sismicità elevata.

Di seguito è riportata in modo schematico la classificazione sismica. [3].

  • Zona 2 (sismicità medio-alta)
    • 186 Comuni totali che interessano le intere province di Firenze, Massa Carrara e Prato, le aree settentrionali e orientali della provincia di Arezzo che comprendono il Valdarno superiore, il Pratomagno, il Casentino e la Valtiberina, l’estremità orientale e un’area ristretta nella parte settentrionale della provincia di Grosseto, la quasi totalità della provincia di Livorno compresa l’Isola di Gorgona, la parte nord-occidentale della provincia di Lucca corrispondente alla Garfagnana, la parte centro-settentrionale della provincia di Pisa, la parte orientale della provincia di Pistoia, la parte occidentale e l’estremità sud-orientale (Monte Amiata e Monte Cetona) della provincia di Siena.
  • Zona 3 (sismicità bassa)
    • 77 Comuni totali che interessano l’area sud-occidentale della provincia di Arezzo corrispondente alla Val di Chiana aretina, l’estremità settentrionale e la parte orientale della provincia di Grosseto, gran parte della provincia di Lucca, l’estremità meridionale della provincia di Pisa, la parte occidentale della provincia di Pistoia, l’area della provincia di Siena comprendente le Crete, la Val d’Orcia e la Val di Chiana senese.
  • Zona 4 (sismicità irrilevante)
    • 24 Comuni totali che interessano tutte le isole dell’Arcipelago esclusa la Gorgona, l’estremità meridionale della provincia di Livorno e la parte occidentale della provincia di Grosseto che comprende l’intera fascia costiera, la pianura maremmana e l’immediato entroterra collinare.

Inoltre, va segnalato anche il rischio di maremoto, seppur piuttosto moderato, lungo l’intero tratto centro-settentrionale della costa livornese.

Territori

Provincia di Arezzo Provincia di Firenze Provincia di Grosseto Provincia di Livorno Provincia di Lucca
Appennino Tosco-Emiliano
Casentino
Chianti aretino
Pratomagno
Val di Chiana
Valdarno
Valtiberina
Appennino Tosco-Emiliano
Chianti fiorentino
Montalbano
Monti della Calvana
Mugello
Pratomagno
Val di Bisenzio
Valdarno
Valdelsa
Valdisieve
Arcipelago Toscano
Area del Tufo
Bandite di Scarlino
Colline dell’Albegna e del Fiora
Colline Metallifere
Colline Metallifere grossetane
Costa d’Argento
Maremma
Maremma grossetana

Monte Amiata
Monti dell’Uccellina

Valle dell’Ombrone
Arcipelago Toscano
Colline livornesi

Colline Metallifere
Colline Metallifere livornesi

Costa degli Etruschi
Maremma

Maremma livornese
Val di Cecina

Val di Cornia
Viale dei Cipressi
Alpi Apuane
Appennino Tosco-Emiliano

Garfagnana
Media Valle del Serchio

Piana di Lucca
Versilia
Provincia di Massa-Carrara Provincia di Pisa Provincia di Pistoia Provincia di Prato Provincia di Siena
Alpi Apuane
Appennino Tosco-Emiliano
Riviera Apuana
Lunigiana
Balze di Volterra
Colline Metallifere
Colline Metallifere pisane
Colline pisane
Litorale pisano
Maremma
Maremma pisana
Piana di Pisa
Val di Cecina
Val di Cornia
Valdarno
Valdera
Appennino Tosco-Emiliano
Montagna pistoiese
Montalbano
Svizzera pesciatina
Valdinievole
Appennino Tosco-Emiliano
Montalbano
Monti della Calvana
Val di Bisenzio
Alta Val d’Elsa
Chianti senese
Colline Metallifere
Colline Metallifere senesi
Crete senesi
Deserto di Accona
Monte Amiata
Val d’Orcia
Val di Chiana
Val di Merse
Valdelsa

SIC – Siti di Interesse Comunitario

Questi sono, per quanto concerne la Regione Toscana, i siti di rilevante importanza in ambito CEE riferiti alla regione biogeografica mediterranea.
Le località – definite Siti di Interesse Comunitario, e spesso indicate con l’acronimo SIC – sono state proposte sulla base del Decreto 25/3/2005 – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 157 dell’8 luglio 2005 – predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi della direttiva 92/43/CEE.

Storia

Sito archeologico della necropoli di Populonia

Sito archeologico della necropoli di Populonia

Antica mappa del centro storico di Pisa

Antica mappa del centro storico di Pisa

La Pieve di San Donato a Porrona presso l'omonimo castello medievale

La Pieve di San Donato a Porrona presso l’omonimo castello medievale

Cosimo I de' Medici, Granduca di Toscana

Cosimo I de’ Medici, Granduca di Toscana

Origini

Non sappiamo quali siano stati i primi uomini che abitarono la Toscana. Le prime tracce certe della loro presenza nella regione si hanno nel secondo millennio a.C.: quello dell’età del bronzo e del ferro. Di quel periodo sono stati ritrovati, in varie zone della Toscana, resti di villaggi, costruiti principalmente su palafitte, con alcuni oggetti e suppellettili che testimoniano l’esistenza di una vita sociale già abbastanza organizzata.

Fra il decimo e l’ottavo secolo a.C., l’età del ferro trova la sua massima espressione nella civiltà villanoviana, che ha preso il nome da Villanova (una frazione di Castenaso), un insediamento di grande interesse archeologico, dove sono state trovate lance, spade, pettini e gioielli di ogni tipo. Questa è una dimostrazione dei progressi che erano stati fatti nell’estrazione e nella Iavorazione dei metalli, di cui era particolarmente ricco il sottosuolo della regione.

Etruschi

Per approfondire, vedi la voce Etruschi.

Verso l’ottavo secolo prima di Cristo appaiono le prime testimonianze della presenza, in tutto il territorio dell’Italia Centrale, di un popolo misterioso e straordinario: gli Etruschi. Da essi la Regione prese il nome di Etruria, Tuscia per i Romani e successivamente Tuscania e Toscana.

La loro provenienza è ancora un mistero per gli storici, soprattutto perché ancora non è stata tradotta e decifrata la loro lingua e la loro scrittura; si ipotizza possano essere originari della Lidia, in Asia Minore. Altri autori invece li ritengono popolazioni autoctone che hanno subito influenze esterne. Non è un mistero che all’interno delle più antiche tombe etrusche siano state rinvenute suppellettili, armi e oggetti di fattura sarda. È archeologicamente provato che questo popolo, più avanzato di quello etrusco, abbia colonizzato le coste della Toscana e creato importanti insediamenti nel primo millennio, sino a spingersi in Campania. Attorno al sesto secolo a.C., gli Etruschi raggiunsero il culmine della loro potenza, con possedimenti che andavano dalla Pianura Padana alla Campania. Costruirono strade, bonificarono paludi ed edificarono grandi città, come Arezzo, Tarquinia, Chiusi, Vulci, Roselle, Vetulonia, Veio, Volsini e Volterra.

II livello di civiltà raggiunto da questo grande popolo è testimoniato dagli eccezionali reperti archeologici, sparsi in un territorio vastissimo e ritrovati nelle tombe – di ogni tipo e dimensione – delle necropoli, straordinarie ed incredibili città dei morti. Inoltre si osservano interessantissime similitudini -inconsuete per il mediterraneo del tempo- tra i diritti degli uomini e quelli delle donne; interessante per esempio che la moglie potesse godere dell’eredità del marito o che potesse partecipare ai banchetti sullo stesso letto del suo uomo, o assistere agli spettacoli accompagnandosi al marito. La cosa era talmente diversa dall’usuale che per i romani il termine etrusca poteva facilmente essere usato come un sinonimo di prostituta.

Romani

Nel terzo secolo a.C., gli Etruschi furono sconfitti dalla potenza militare di Roma e, dopo un primo periodo di prosperità, dovuto allo sviluppo dell’artigianato, dell’estrazione e della lavorazione del ferro, dei commerci, tutta la regione decadde economicamente, culturalmente e socialmente. Nel 180 a.C. i Romani, per disporre della Liguria nella loro conquista della Gallia, dovettero deportare 47.000 Liguri Apuani, irriducibili ribelli, confinandoli nell’area sannitica compresa tra Benevento e Campobasso.

Medioevo

Dopo la caduta dell’Impero Romano la regione passò attraverso le dominazioni ostrogota e bizantina, prima di divenire oggetto di conquista da parte dei Longobardi (569), che la eressero a ducato con sede a Lucca.

Per approfondire, vedi la voce Ducato di Tuscia.

Dopo la caduta dei Longobardi per opera di Carlo Magno, il ducato divenne contea e successivamente marchesato di Lucca. Nel secolo XI il Marchesato passò agli Attoni, grandi feudatari Canossiani, che possedevano anche Modena, Reggio Emilia e Mantova. A quella famiglia apparteneva la famosa Contessa Mathilde di Canossa, nel cui castello avvenne l’incontro fra il Papa Gregorio VII e l’Imperatore di Germania, Enrico IV.

Nel XI secolo Pisa è la città più potente e importante della Toscana, forte delle vittorie contro i Saraceni, tra cui la liberazione di Palermo e Reggio Calabria e la conquista delle Baleari. Il dominio della Repubblica Marinara si estende su tutta la Toscana tirrenica, le isole dell’Arcipelago Toscano e le isole di Sardegna e Corsica.

Attorno al XII secolo inizia il periodo dei Liberi Comuni e Lucca diventa il primo comune in Italia. Nascono le prime forme di democrazia partecipativa e le associazioni di arti e mestieri, che fecero della Toscana un irripetibile esempio di autonomia culturale, sociale ed economica. Fra le città della regione inizia l’ascesa di Firenze.

Rinascimento e dinastia medicea

Prima con Dante Alighieri e con Giotto nel Trecento, poi, nel Quattrocento con altri grandi artisti, la Toscana, ed in particolare Firenze, diede un determinante contributo al Rinascimento Italiano. Divenuta etntità politicamente autonoma a partire dal XII secolo la Toscana si frammentò anche essa in una miriade di stati tra i quali la repubblica di Firenze, la repubblica di Siena erano le piu importanti. In particolare la fioritura dei commerci a Firenze portò la città a divenire centro finanziario di importanza europea, con dinastie di banchieri quali i Bardi, i Peruzzi e i Medici stessi, che per tutto il periodo medievale prestavano soldi ai grandi sovrani nazionali europei per finanziare le loro guerre. L’unificazione toscana sotto un’unica città iniziò con la politica espansionistica fiorentina già del secolo XIV quando la repubblica iniziò a fagocitare i territori toscani in successione, frenata solamente dalla repubblica di Siena. Con il secolo XV abbiamo l’avvento al potere della famiglia Medici, che come le maggiori famiglie fiorentine si era arricchita con le banche. Essa cominciò ad ottenere rilevanza politica dentro le istituzioni repubblicane a partire dalla metà del 1400, con Cosimo il Vecchio, che nonostante opposizioni di altre famiglie (che lo fecero imprigionare in Palazzo Vecchio) riuscì ad assicurarsi il quasi totale controllo degli organi repubblicani, consolidando il potere della famiglia al punto che alla sua morte le redini del potere passarono nelle mani del figlio Piero. Questo periodo , compreso tra la morte di Cosimo e la morte del nipote Lorenzo il Magnifico è considerato il periodo di maggiore splendore artistico, culturale e politico della signoria fiorentina, che con la sapiente opera di Lorenzo seppe diventare l’ago della bilancia nella frammentata e litigiosa Italia del XV secolo. A partire da Lorenzo il potere mediceo , apparte due interruzioni repubblicane (dal 1498 al 1502 e dal 1512 al 1530) si consolidò e Cosimo, discendente di un ramo cadetto della famiglia ottenne il titolo prima di Duca di Toscana , poi nel 1569 il titolo di Granduca di Toscana. In questo momento tutta l’area toscana, eccetto Lucca che rimase una repubblica autonoma, Piombino che costituiva un principato a se’ stante, e l’area di Orbetello e Monte Argentario collocata nello Stato dei Presidi erano sotto la signoria fiorentina essendo caduta la repubblica di Siena nel 1555 nelle mani degli ispano-fiorentini che dal 1557 ne ebbero la sovranità. La famiglia Medici continuò a regnare sopra la Toscana ininterrottamente fino al 1737, sopravvivendo come famiglia stentatamente essendo divenuta cronica la mancanza di eredi maschi già a partire da Francesco I (1574-1587). L’ultimo granduca della famiglia fu Gian Gastone, che di tendenze probabilmente omosessuali non ebbe eredi. L’ultima della famiglia Anna Maria Luisa elettrice Palatina, che si occupò del Granducato dalla morte del fratello, riuscì grazie alla sua lungimiranza a fare si che l’immenso patrimonio artistico che era nei secoli divenuto patrimonio della famiglia non potesse essere portato via da Firenze nemmeno dai futuri regnanti che il Granducato avrebbe avuto.

Le innovazioni dei Lorena

Il Granducato di Toscana alla morte di Gian Gastone e in seguito agli sconvolgimenti a livello europeo dovuti alla guerra di successione polacca fu inserito in un gioco di equilibri tipicamente settecentesco, percui il governo della regione passò alla famiglia dei Lorena, in particolare a Francesco Stefano, già marito di Maria Teresa d’Absburgo , Imperatrice d’Austria. Egli non mise mai piedi in Toscana nè a Firenze, ne lasciò l’amministrazione al figlio Pietro Leopoldo I. La più importante innovazione voluta dai Lorena, proprio grazie a Pietro Leopoldo, fu l’abolizione (per 4 anni, fino al 1790 quando fu ripristinata) della pena di morte nel Granducato di Toscana, per l’epoca una innovazione di non poco rielievo. Il provvedimento entrò in vigore il 30 novembre 1786 e, prendendo spunto da questo è stata istituita in tempi recenti la Festa della Toscana, che si tiene ogni anno nel giorno di tale anniversario. L’unica interruzione alla sovranità lorenense fu la parentesi napoleonica che durò fino al 1814, quando sul serenissimo trono granducale fu restaurato Ferdinando III figlio di Pietro Leopoldo. L’ultimo Granduca della Toscana fu il figlio di Ferdinando , Leopoldo II che regnò fino all’ingresso del territorio toscano nel nascente stato unitario italiano. Il periodo lorenense fu per la Toscana un periodo illuminato , a partire dal Governo di Pietro Leopoldo che riformò l’ordinamento giudiziario, fino all’ultimo granduca che con la costruzione delle prime ferrovie toscane, la razionalizzazione del territorio con la creazione del catasto, e la bonifica della maremma , ottenne risultati molto positivi. Inoltre nonostante il periodo storico inducesse i sovrani a un controllo repressivo sullo stato, non ebbe atteggiamenti reazionari in particolar modo. Dopo però le rivoluzioni del 1848-1849 il ritorno di Leopoldo supportato da una guarnigione austriaca gli alienò le simpatie popolari. Nel 1859 quando la Toscana stava per entrare nel regno dell’Italia del Nord, non si oppose in maniera tenace alla sua destituzione, ma partì da Firenze lasciandola pacificamente nelle mani dei rivoluzionari. La curiosa espressione usata nell’occasione dato che era iniziata la rivolta alle cinque del mattino, fu che alle sei sempre del mattino, quando il granduca partì da Firenze, la rivoluzione se ne andò a fare colazione.

Risorgimento e unità d’Italia

Durante il periodo napoleonico e nel primo periodo del Risorgimento Italiano, in Toscana trovarono asilo politico patrioti e scrittori.

Il passaggio tra Granducato e Stato unitario italiano fu frutto di una incruenta rivoluzione e di un plebiscito promosso il 15 marzo 1860 dal Governo Provvisorio Toscano che decretò l’annessione al Regno di Sardegna e quindi al nascente Regno d’Italia.

In attesa del trasferimento della capitale a Roma, cosa che avvenne nel 1870, Firenze ospitò il governo della nazione per cinque anni, divenendo il centro, oltre che della cultura, della politica italiana.

La storia della Toscana si identifica, da questo momento, con quella dello Stato Italiano, di cui fa parte, pur conservando una sua specificità che la distingue dalle altre regioni.

Cultura

Arte

Il castello di San Giovanni d'Asso

Il castello di San Giovanni d’Asso

La Maestà di Duccio (1308-1311). Siena, Museo dell'Opera Metropolitana del Duomo

La Maestà di Duccio (1308-1311). Siena, Museo dell’Opera Metropolitana del Duomo

Il David di Michelangelo. Firenze, Galleria dell'Accademia

Il David di Michelangelo. Firenze, Galleria dell’Accademia

Michelangelo, la Pietà. Firenze, Museo dell'Opera del Duomo

Michelangelo, la Pietà. Firenze, Museo dell’Opera del Duomo

Il centro storico di Sovana

Il centro storico di Sovana

L'Abbazia di Sant'Antimo presso Montalcino

L’Abbazia di Sant’Antimo presso Montalcino

L'imponente facciata di Palazzo Pitti a Firenze

L’imponente facciata di Palazzo Pitti a Firenze

Giovanni Fattori, Bestiame al pascolo

Giovanni Fattori, Bestiame al pascolo

La Toscana è universalmente nota per la sua grandissima ricchezza di monumenti e opere d’arte: celebri in tutto il mondo sono le città di Firenze, Lucca, Pisa e Siena; meno note ma non per questo “seconde” ai centri sopra citati quanto a ricchezza monumentale sono le città di Arezzo, Carrara, Pistoia e Prato; infine, del tutto sconosciute al turismo seppur caratterizzate da qualche monumento di pregio sono le città di Grosseto, Livorno e Massa.

Non da meno sono i moltissimi centri minori, alcuni dei quali vere e proprie città storiche perfettamente conservate, custodi di opere d’arte di inestimabile valore come:

Cortona (testimonianze di epoca preistorica ed etrusca, monumenti medievali, rinascimentali e barocchi) e Sansepolcro (monumenti di epoca medievale e rinascimentale) in Provincia di Arezzo;

Fiesole (testimonianze etrusco-romane, monumenti di epoca medievale e barocca) e Certaldo (centro storico di origine medievale) in Provincia di Firenze;

Massa Marittima (monumenti di epoca medievale e rinascimentale), Orbetello (testimonianze etrusco-romane e monumenti di epoca medievale, tardorinascimentale e barocca), Pitigliano (testimonianze preistoriche ed etrusche, monumenti medievali, rinscimentali e barocchi), Sorano (testimonianze preistoriche ed etrusche, monumenti medievali e rinascimentali) e Sovana (testimonianze preistorche ed etrusche, monumenti medievali e rinascimentali) in Provincia di Grosseto;

Piombino (monumenti medievali e tardorinascimentali), Populonia (testimonianze etrusche, monumenti medievali), Campiglia Marittima (testimonianze etrusche, centro storico medievale) e Suvereto (borgo medievale) in Provincia di Livorno;

Castiglione di Garfagnana (centro storico di origini medievali), Castelnuovo di Garfagnana (centro storico di origini medievali), Barga (testimonianze preistoriche, monumenti medievali e barocchi) e Villa Basilica (monumenti medievali) in Provincia di Lucca;

Pontremoli (centro preistorico, romano con impianto medievale e pregevoli monumenti barocchi) e Fivizzano (pregevole centro medievale e barocco) in Provincia di Massa-Carrara.

Volterra (testimonianze preistoriche ed etrusco-romane, monumenti medievali e rinascimentali) e San Miniato (monumenti medievali) in Provincia di Pisa;

Pescia (monumenti medievali, rinascimentali e barocchi) in Provincia di Pistoia;

San Gimignano (centro storico medievale e monumenti rinascimentali), Pienza (centro storico e città ideale del Rinascimento, con preesistenti testimonianze medievali), Colle di Val d’Elsa (centro storico medievale molto ben conservato, monumenti rinascimentali e testimonianze paleocristiane ed etrusco-romane), Montepulciano (monumenti medievali, rinascimentali e barocchi), Montalcino (centro storico medievale), Chiusi (testimonianze etrusco-romane, monumenti paleocristiani e medievali) e Monteriggioni (borgo medievale) in Provincia di Siena.

Epoca etrusco-romana

Numerose sono le necropoli etrusche degne di nota, come Sovana, Vetulonia e Populonia e le testimonianze di epoca romana, molte delle quali sorte presso preesistenti città etrusche, come Pisa, Arezzo, Volterra, Fiesole e Roselle.

Medioevo

Nel Medioevo in molti comuni toscani vennero realizzate grandiose piazze con cattedrali, basiliche ed imponenti palazzi pubblici e vie con pregevoli edifici privati. Nelle aree rurali si svilupparono caratteristici borghi, castelli e fortificazioni e vennero costruite pievi e abbazie. Da segnalare, infine, l’insediamento rupestre di Vitozza nell’Area del Tufo, sicuramente il più rilevante dell’Italia centale.

Arte paleocristiana

Nel periodo altomedievale si diffuse anche in Toscana lo stile paleocristiano, il cui maggior esempio è sicuramente il Duomo di Chiusi.

Arte romanica

Numerosi sono le testimonianze artistiche in stile romanico presenti in Toscana. Tra questi spiccano i monumenti di Piazza dei Miracoli a Pisa, il Battistero e la Basilica di San Miniato al Monte a Firenze, il Duomo di Lucca, la Cattedrale di Pistoia, il Duomo di Sovana, la Cattedrale di Massa Marittima e numerose pievi e abbazie isolate nella campagna come la celebre Abbazia di Sant’Antimo.

Periodo romanico-gotico

Nel periodo di transizione romanico-gotico vennero realizzati e/o ristrutturati molti edifici, soprattutto religiosi, come la Cattedrale di Siena, il Duomo di Prato, la Cattedrale di Grosseto e il Duomo di Carrara.

Arte gotica

Tra i capolavori dell’arte gotica toscana spiccano la Palazzo Vecchio, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, la Basilica di Santa Croce e quella di Santa Maria Novella a Firenze, la facciata del Duomo di Siena e il Duomo di Arezzo. In particolare, le chiese fiorentine delineano i nuovi dettami del gotico italiano e, con la loro linearità e purezza formale, costituiscono le premesse ai successivi sviluppi dell’architettura rinascimentale. A Pisa invece le influenze gotiche si fondono con la locale tradizione romanica: le opere principali sono il Camposanto monumentale, le decorazioni esterne del Battistero di San Giovanni ed infine la piccola chiesa di Santa Maria della Spina, che però è stata ampliamente rimaneggiata nell’Ottocento.

Frattanto Giotto definisce anche in Toscana i nuovi canoni della pittura trecentesca, mentre nella scultura dalla metà del XIII secolo domina la scuola pisana di Nicola Pisano, Giovanni Pisano, che realizza il meraviglioso pulpito del Duomo di Pisa, Andrea Pisano e suo figlio Nino.

Rinascimento

Il Rinascimento si sviluppò a partire da Firenze e dalla Toscana, diffondendosi successivamente anche nel resto d’Italia e d’Europa; in quest’epoca vennero realizzate grandi opere caratterizzate da elementi stilistici completamente innovativi, come la cupola del Brunelleschi, Palazzo Pitti, le basiliche di San Lorenzo e di Santo Spirito a Firenze, la Cattedrale e Palazzo Piccolomini a Pienza, la chiesa di san Biagio a Montepulciano; più tarde invece le sistemazioni di Giorgio Vasari per gli Uffizi e la piazza dei Cavalieri a Pisa. L’architettura militare fornisce importanti esempi nelle possenti Mura di Lucca e nelle fortificazioni volute dai Medici per la città di Livorno; tra le opere meno conosciute, ma altrettanto pregevoli sono da ricordare le Mura di Grosseto, le Mura di Magliano in Toscana e quelle di Capalbio.

La scultura può essere semplicemente sintetizzata con la Porta del Paradiso, il David di Michelangelo, il Perseo di Cellini; altrettanto notevoli sono i dipinti di Leonardo da Vinci, del Botticelli, di Masaccio e di Piero della Francesca.

Barocco

Il periodo barocco ha visto un ulteriore arricchimento del patrimonio artistico toscano, anche se non si sono ripetute le straordinarie innovazioni artistiche delle epoche precedenti. Tra i principali monumenti sono da ricordare il Duomo di Pontremoli e il Duomo di Pitigliano, ristrutturato in questo periodo. Inoltre, all’inizio del Seicento viene iniziato il grande mausoleo mediceo presso la Basilica di San Lorenzo, noto come Cappella dei Principi, e che, seppur incompleto, presenta uno sfarzoso apparato decorativo.

Settecento e Ottocento

Nel Settecento, in architettura prosegue la costruzione di impianti sobri ed equilibrati di gusto barocco, anche se numerose sono le ristrutturazioni di edifici già esistenti, come la facciata della chiesa di San Marco a Firenze. La seconda metà del secolo volge verso temi più marcatamente neoclassici: Gaspare Paoletti sarà capostipite di una serie di architetti attivi nel granducato fino agli anni quaranta dell’Ottocento, quali Luigi de Cambray Digny e Pasquale Poccianti. Accanto agli imponenti restauri per Palazzo Pitti e la Villa di Poggio Imperiale si registra la costruzione di edifici monumentali come il Cisternone di Livorno. Nel neogotico emerge il nome di Alessandro Gherardesca. Nella scultura, la prima metà del Settecento è caratterizzata ad esempio dall’opera di Giovanni Battista Foggini; successivamente, col neoclassicismo, si affermano soprattutto i nomi di Lorenzo Bartolini e del senese Giovanni Duprè. La pittura offre i suoi spunti più interessanti nell’Ottocento, con le opere di scuola macchiaiola di Giovanni Fattori e altri.

Novecento

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L’architettura toscana del Novecento è caratterizzata, per quasi l’intera durata del secolo, dall’opera di Giovanni Michelucci, autore ad esempio della Stazione di Firenze Santa Maria Novella.

Nella pittura occorre citare il nome di Amedeo Modigliani.

Patrimoni dell’umanità UNESCO

Il Palazzo Comunale di Pienza

Il Palazzo Comunale di Pienza

Monumenti di Piazza dei Miracoli

Monumenti di Piazza dei Miracoli

  • Centro storico di Firenze, 1982
  • Piazza del Duomo, Pisa, 1987
  • Centro storico di San Gimignano, 1990
  • Centro storico di Siena, 1995
  • Centro storico della città di Pienza, 1996
  • Val d’Orcia, 2004

Case rurali

Per approfondire, vedi la voce Case rurali toscane.
La Fattoria granducale di Alberese

La Fattoria granducale di Alberese

La campagna toscana è nota nel mondo per i caratteristici insediamenti rurali sparsi, legati a poderi mezzadrili che in passato assicuravano lavoro per tutto l’anno agricolo a tutti coloro che vi abitavano. Le case coloniche, molto spesso isolate, costituiscono pertanto uno degli elementi che contraddistinguono il paesaggio toscano, come ad esempio quello della val d’Orcia, reso dolce e suggestivo dai famosi filari di cipresso. La casa rurale presenta generalmente costruzioni in muratura, molto spesso su due piani, con il tetto rivestito dai tipici laterizi toscani. In base alle funzioni svolte, le case rurali possono presentarsi con un unico fabbricato che in passato comprendeva sia l’abitazione al piano superiore che il rustico al pian terreno (tipologia residenziale) o con un edificio principale adibito ad abitazione e una o più strutture distaccate adibite a rustici ed annessi vari (tipologia aziendale). Ogni zona della Toscana si caratterizza per le proprie varianti tipiche, come l’aretina, senese, fiorentina, lucchese, pistoiese, pisana e maremmana. Le diverse varianti residenziali presentano comunque il fabbricato di pianta rettangolare, talvolta con scala esterna che conduceva all’abitazione del piano superiore.

Ville e dimore medicee

Per approfondire, vedi la voce Ville medicee.
La Villa Medicea di Lappeggi nella lunetta di Giusto Utens (1599), Firenze, Museo di Firenze com'era

La Villa Medicea di Lappeggi nella lunetta di Giusto Utens (1599), Firenze, Museo di Firenze com’era

Le ville medicee sono dei complessi architettonici rurali venuti in possesso in vari modi alla famiglia Medici tra il XV ed il XVII secolo nei dintorni di Firenze e in Toscana. Oltre che luoghi di piacere e svago, le ville rappresentavano la reggia periferica sul territorio amministrato dai Medici, oltre al centro delle attività economiche agricole dell’area in cui si trovavano. Per ville medicee si intendono convenzionalmente quelle edificate dai Medici.

Le prime ville medicee sono quelle di aspetto fortificato nel Mugello, zona della quale erano originari i Medici; nei secoli successivi vennero costruite molte altre dimore sparse un po’ su tutto il territorio del Granducato. Il sistema delle ville medicee costituisce un vero e proprio microcosmo attorno al quale si sono svolgevano i rituali della corte; le dimore esprimono al massimo l’alto livello di architettura rinascimentale e barocca raggiunto in Toscana, permettendo confronti sull’evoluzione degli stili, differenziandole notevolmente dalle più “semplici” case rurali toscane.

Con l’estinzione della casata medicea, tutte le proprietà passarono ai Lorena nel corso del Settecento.

Dialetto

Per approfondire, vedi la voce Dialetto toscano.

Il dialetto toscano è quello che si è discostato di meno dalla lingua latina e si è evoluto in maniera lineare ed omogenea. È alla base della lingua italiana, grazie agli scritti di Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio, Niccolò Machiavelli e Francesco Guicciardini, che gli conferirono la dignità di “lingua letteraria” della penisola. Con l’Unità d’Italia venne adottato come lingua ufficiale, grazie anche alla prestigiosa teoria di Alessandro Manzoni relativa alla scelta della lingua per la stesura de I promessi sposi con “i panni lavati in Arno“.

I locutori sono superiori ai 3 milioni, sottraendo dal numero totale degli abitanti della regione quelli della provincia di Massa-Carrara, dove si parla il dialetto carrarese, classificato tra i dialetti settentrionali. I dialetti della Versilia (fino a Camaiore e alla parte Nord del comune di Massarosa)e della Garfagnana (fino a Pescaglia e Borgo a Mozzano) erano in origine direttamente imparentati con quelli della provincia di Massa-Carrara, anche se nel corso dei secoli sono stati molto influenzati dal limitrofo dialetto lucchese

Il dialetto toscano è un insieme di dialetti minori locali che presentano alcune differenze che li contraddistinguono gli uni dagli altri. Di seguito è riportata la suddivisione in dialetti toscani settentrionali, orientali, meridionali e occidentali (in altre classificazioni i dialetti toscani occidentali vengono inclusi tra i toscani settentrionali, mentre i dialetti toscani orientali vengono trattati a parte). Tuttavia, tra i subdialetti toscani, va incluso anche il dialetto cismontano parlato nella Corsica settentrionale.

Dialetti toscani settentrionali Dialetti toscani orientali Dialetti toscani meridionali Dialetti toscani occidentali
Dialetto fiorentino
Dialetto pratese
Dialetto pistoiese
Dialetto pesciatino
Dialetto lucchese
Dialetto casentinese
Dialetto altotiberino
Dialetto aretino-chianaiolo
Dialetto senese
Dialetto amiatino
Dialetto grossetano
Dialetto viareggino
Dialetto pisano
Dialetto livornese
Dialetto corso cismontano

Società

Personalità di origine toscana (in ordine alfabetico)

Per approfondire, vedi la voce Personalità della Toscana.

Religioni

Santuario della Madonna di Montenero patrona della Toscana

Santuario della Madonna di Montenero patrona della Toscana

Facciata romanica della Cattedrale di San Zeno a Pistoia

Facciata romanica della Cattedrale di San Zeno a Pistoia

Diocesi cattoliche

Per approfondire, vedi la voce Regione ecclesiastica Toscana.

La Toscana, oltre a contare dieci province, presenta un’ulteriore suddivisione territoriale in varie diocesi, ognuna delle quali fa capo alla propria cattedrale e sede vescovile di riferimento. Nelle varie epoche storiche c’è sempre stata una distinzione netta tra le due suddivisioni, i cui confini non sono mai risultati coincidenti tra loro. Il numero di diocesi risulta maggiore rispetto a quello delle province, poiché alcune località sono state da sempre sedi vescovili, nonostante non siano divenute in seguito capoluoghi di provincia. Attualmente la Toscana comprende un’abbazia territoriale, quattro arcidiocesi e tredici diocesi, alcune delle quali sono il frutto di accorpamenti avvenuti in epoche piuttosto recenti di due o più diocesi vicine.

Ecco di seguito l’elenco di tutte le diocesi della Toscana.

  • Abbazia territoriale di Monte Oliveto Maggiore
  • Arcidiocesi di Firenze
  • Arcidiocesi di Lucca
  • Arcidiocesi di Pisa
  • Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino
  • Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro
  • Diocesi di Fiesole
  • Diocesi di Grosseto (già Vescovato di Roselle)
  • Diocesi di Livorno
  • Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli
  • Diocesi di Massa Marittima-Piombino (già Vescovato di Populonia)
  • Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza
  • Diocesi di Pescia
  • Diocesi di Pistoia
  • Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello (già Vescovato di Statonia)
  • Diocesi di Prato
  • Diocesi di San Miniato
  • Diocesi di Volterra

Sinagoghe e comunità ebraiche

La Sinagoga di Firenze

La Sinagoga di Firenze

In vari centri della Toscana (città e paesi) sono sempre state presenti numerose comunità ebraiche che, nella maggior parte dei casi, si stabilivano e risiedevano nelle strade limitrofe alla sinagoga.

Di seguito sono elencate le principali sinagoghe della regione dal punto di vista storico.

  • Sinagoga di Firenze
  • Sinagoga di Livorno
  • Sinagoga di Monte San Savino
  • Sinagoga di Pisa
  • Sinagoga di Pitigliano
  • Sinagoga di Siena
  • Sinagoga di Sorano

Cucina

Per approfondire, vedi la voce Cucina toscana.
  • Acqua cotta
  • Amor di Pontremoli
  • Anatra all’Arancia
  • Baccalà alla livornese
  • Berlingozzo
  • Biroldo
  • Cantuccini o Biscotti di Prato
  • Bistecca alla fiorentina
  • Bottarga di Muggine di Orbetello
  • Brigidini
  • Brutti ma buoni
  • Buglione
  • Cacciucco
  • Cenci
  • Cecina
  • Cialde di Montecatini
  • Ciambellino
  • Cibreo
  • Cioncia
  • Confetti di Pistoia
  • Fagioli all’Uccelletto
  • Fettunta
  • Ficattola
  • Finocchiona o Sbriciolona
  • Frittelle di San Giuseppe
  • Lampredotto
  • Lardo di Colonnata
  • Mallegato
  • Marroni del Monte Amiata
  • Migliacci
  • Mortadella di Prato
  • Pandiramerino
  • Panficato
  • Panforte
  • Pan pepato
  • Panigacci
  • Panzanella o Panmolle
  • Pappa al pomodoro o Pancotto
  • Pappa maritata
  • Pappardelle al cinghiale
  • Pasimata
  • Prosciutto di Cinta senese
  • Ribollita
  • Ricciarelli
  • Roventino
  • Schiacciata alla fiorentina
  • Schiacciata con l’uva
  • Spongata della Lunigiana
  • Testaroli
  • Tordelli alla lucchese
  • Tordelli alla versiliese
  • Tordelli massesi
  • Torta cò becchi
  • Torta cò bischeri
  • Torta d’erbe
  • Torta di riso
  • Tortelli maremmani
  • Tortelli di patate
  • Trippa alla fiorentina
  • Zuccherini di Vernio
  • Zuccotto
  • Zuppa arcidossina

Vini

Per approfondire, vedi la voce Vini della Toscana.
Una bottiglia di Chianti

Una bottiglia di Chianti

La Toscana è stata da sempre una regione famosa per i vini prodotti, che attualmente sono suddivisi in 6 DOCG e 34 DOC, oltre a numerose IGT, tra le quali spiccano anche alcune produzioni di altissimo livello, note nel mondo enologico con l’appellativo di supertuscans.

Mentre le zone della Toscana centrale (province di Firenze e Siena) sono note in tutto il mondo da diversi decenni per la produzione del Chianti Classico e del Brunello di Montalcino, negli ultimi anni vanno sempre più affermandosi sul palcoscenico internazionale i vini prodotti nelle aree costiere ([[province di Livorno e Grosseto), favorite maggiormente dal clima più mite, secco e soleggiamento, tra i quali spicca l’eccellenza del Bolgheri Sassicaia, la struttura e l’equilibrio dei vini rossi maremmani (Morellino di Scansano, Montecucco e Monteregio di Massa Marittima) e l’armonia dei bianchi (Ansonica).

Parallelamente al grande successo delle produzioni enologiche delle zone costiere, sono da segnalare anche i sempre più quotati vini rossi e bianchi della provincia di Arezzo.

Demografia

La Toscana conta più di 3 milioni e mezzo di abitanti che rappresentano circa il 6% della popolazione italiana, con una densità di circa 155 abitanti per km² che risulta inferiore rispetto alla media nazionale.

Poco più del 10% della popolazione toscana risiede nel capoluogo regionale e circa un terzo del totale regionale nell’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia che si sviluppa senza soluzioni di continuità nella corrispondente conca intermontana. Altre zone densamente popolate sono, in ordine decrescente, l’area livornese, la fascia costiera della provincia di Massa-Carrara e della Versilia, la Valdinievole e la Piana di Lucca, l’area pisana e il Valdarno inferiore ed infine la zona del Valdarno superiore tra Arezzo e Firenze.

Al contrario, l’intera area appenninica (dalla Lunigiana e Garfagnana fino al Casentino), la Maremma grossetana, le Colline Metallifere, il Monte Amiata e la zona a sud di Siena comprendente la Val d’Orcia e le Crete senesi con il Deserto di Accona risultano essere i territori con la minore densità abitativa.

Evoluzione demografica

Dagli anni ’70 in poi la Toscana ha visto una continua diminuzione dei tassi di natalità. Tuttavia, la popolazione totale regionale si è mantenuta piuttosto stabile fino alla fine degli anni ’90, quando è iniziato a verificarsi un aumento piuttosto deciso. Tutto ciò è stato possibile grazie all’immigrazione da altre regioni italiane (soprattutto quelle meridionali) e da paesi stranieri (fenomeno che si è molto accentuato negli ultimi due decenni).

Tra gli stranieri residenti, a livello regionale prevalgono i cittadini dei Paesi dell’Europa orientale, seguiti da quelli di vari Stati del continente africano; minore è la percentuale di cittadini asiatici ed americani.

Tuttavia, nell’area fiorentina e pratese le percentuali si discostano dalla media regionale, essendo presente una foltissima comunità cinese che costituisce nella zona la maggioranza dei cittadini stranieri.

Nel 2006[4] i nati sono stati 31.595 (8,7‰), i morti 39.815 (11,0‰) con un incremento naturale di -8.220 unità rispetto al 2005 (-2,3‰). Le famiglie contano in media 2,4 componenti. Il 31 dicembre 2006 su una popolazione di 3.638.211 abitanti si contavano 234.398 stranieri (6,4‰).

Città (popolazione in ordine decrescente)

Il Palazzo Comunale di Siena

Il Palazzo Comunale di Siena

La Fortezza Nuova di Livorno

La Fortezza Nuova di Livorno

Il Duomo di Lucca

Il Duomo di Lucca

Palazzo Vecchio a Firenze

Palazzo Vecchio a Firenze

Stemma Comuni oltre 30.000 abitanti [5] Provincia Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
FIRENZE Provincia di Firenze 364.052 102
PRATO Provincia di Prato 185.603 97,45
LIVORNO Provincia di Livorno 160.774 104
AREZZO Provincia di Arezzo 97.047 386,26
PISTOIA Provincia di Pistoia 89.224 236
PISA Provincia di Pisa 87.506 185
LUCCA Provincia di Lucca 82.960 185
GROSSETO Provincia di Grosseto 78.247 474,46
MASSA Provincia di Massa-Carrara 70.144 94
CARRARA Provincia di Massa-Carrara 65.406 71
VIAREGGIO Provincia di Lucca 63.612 31,88
SIENA Provincia di Siena 53.893 118
SCANDICCI Provincia di Firenze 49.596 59,59
SESTO FIORENTINO Provincia di Firenze 47.188 49
EMPOLI Provincia di Firenze 46.674 62
CAPANNORI Provincia di Lucca 45.021 156,59
CASCINA Provincia di Pisa 42.060 79,23
CAMPI BISENZIO Provincia di Firenze 41.478 28
PIOMBINO Provincia di Livorno 34.435 129
ROSIGNANO MARITTIMO Provincia di Livorno 31.930 120
CAMAIORE Provincia di Lucca 31.409 84
SAN GIULIANO TERME Provincia di Pisa 31.157 91,71

Economia

Dati economici

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite [6] prodotto nella Toscana dal 2000 al 2006:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
79.513,8 84.087,4 87.294,0 90.476,1 93.771,5 95.682,8 99.114,5
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
22.763,1 24.052,5 24.893,5 25.549,6 26.177,1 26.511,5 27.311,8

Di seguito la tabella che riporta il PIL[6], prodotto in Toscana ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 1.681,0 1,70%% 1,84%
Industria in senso stretto € 18.360,5 18,52% 18,30%
Costruzioni € 4.972,3 5,02% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 21.632,5 21,83% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 24.460,0 24,68% 24,17%
Altre attività di servizi € 17.041,4 17,19% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 10.966,8 11,06% 10,76%
PIL Italia ai prezzi di mercato € 99.114,5

Il dato regionale suddiviso per macro settori di attività risulta in linea con lo stesso dato espresso su base nazionale. L’economia della regione si basa prevalentemente sul settore terziario, alimentato principalmente dal turismo. Tuttavia, in Toscana vi sono numerosi distretti industriali sparsi nel territorio, che incidono profondamente sull’economia a scala locale. Anche l’agricoltura e l’allevamento, grazie ai prodotti di qualità, rivestono notevole importanza, pur creando un numero marginale di posti di lavoro rispetto agli altri settori.

Uso del suolo

Il Deserto di Accona nei pressi di Asciano

Il Deserto di Accona nei pressi di Asciano

Il territorio toscano, occupato da aree urbanizzate per poco più del 4% della sua estensione, è ricoperto per quasi il 44% da boschi, che interessano prevalentemente le aree montane appenniniche e dell’Amiata , le zone collinari più elevate come le Colline Metallifere e i Monti del Chianti e le aree in prossimità della fascia costiera. Le latifoglie sono le essenze predominanti, mentre le conifere dominano lungo la fascia costiera (pinete marittime) e in alta montagna (abeti); nella Maremma grossetana e nelle aree collinari limitrofe è molto diffusa anche la quercia da sughero (Quercus suber). Le aree coltivate rappresentano circa il 39% del territorio regionale e occupano prevalentemente le pianure (seminativi), le valli interne e le zone di medio-bassa collina (vigneti e oliveti). La vegetazione arbustiva interessa quasi il 7% del territorio e si caratterizza per la macchia mediterranea bassa e per la gariga nelle aree a ridosso della fascia costiera maremmana, e per i cespugli dei rilievi interni. Pascoli e praterie naturali occupano circa il 5% del territorio, soprattutto a carattere sparso nelle aree collinare interne e in modo più definito nella Maremma grossetana, specialmente nel cuore del Parco naturale della Maremma. Lo 0,6% del territorio è caratterizzato da aree con assenza o scarsità di vegetazione (calanchi e biancane del Deserto di Accona e delle Crete senesi e zone rocciose collinari e montane), mentre lo 0,4% circa è occupato da zone umide (lagune, paludi, laghi e stagni).

Agricoltura e allevamento

L’agricoltura l’allevamento rivestono ancora oggi una notevole importanza, vista la qualità dei prodotti forniti. La Toscana, inoltre, è stata la prima regione in Europa ad aver approvato una legge specifica che vieta la coltivazione e la produzione di organismi geneticamente modificati e il loro consumo nelle mense pubbliche (L.R. 53 del 6 aprile 2000); di fatto il territorio regionale può definirsi OGM-free.

Agricoltura

Vigneti presso San Gimignano

Vigneti presso San Gimignano

Nelle aree montane, l’agricoltura si contraddistingue per marginalità produttiva caratterizzata dalla raccolta di funghi, castagne e tartufi.

La collina si caratterizza essenzialmente per oliveti e vigneti.

Riguardo all’Olio Extra Vergine d’Oliva è da segnalare la presenza di una IGP regionale (Toscano) e di 5 DOP (Chianti Classico, Colli Fiorentini, Lucca, Terre di Siena e Tuscia).

Per i vini si segnala l’importanza mondiale dei vini toscani che annoverano ben 6 DOCG – Brunello di Montalcino, Carmignano, Chianti (con le sue 8 sottozone), Morellino di Scansano (dall’annata 2007), Vernaccia di San Gimignano e Vino Nobile di Montepulciano – e 34 DOC.

La bassa collina e anche la pianura si caratterizzano per vivaismo (provincia di Pistoia), orticoltura, colture cerealicolo-foraggere, girasoli, mais, barbabietole e zafferano (province di Siena, Grosseto e Firenze).

Famosissimo in tutto il mondo è il sigaro toscano, prodotto con foglie di tabacco di tipo kentucky coltivate nella Val di Chiana.

Allevamento e zootecnia

Cavalli maremmani allo stato brado nella prateria maremmana

Cavalli maremmani allo stato brado nella prateria maremmana

Buoi maremmani allo stato brado tra le dune del Parco naturale della Maremma

Buoi maremmani allo stato brado tra le dune del Parco naturale della Maremma

L’allevamento e la zootecnia si fondano principalmente sulle razze autoctone bovine e suine che forniscono carni molto pregiate.

Tra i bovini spiccano le razze chianina, maremmana, calvanina e garfagnina, tutte allevate allo stato brado, caratteristica che ha fatto sì che le loro carni fossero molto ricercate anche durante gli anni della crisi del settore dovuta alla BSE (patologia mai riscontrata nelle razze autoctone toscane). Tra i suini spicca su tutti la pregiatissima razza di Cinta senese allevata allo stato brado e semibrado in varie zone delle province di Siena e Firenze e nell’area delle Colline Metallifere.

Tra le razze autoctone ovine sono in fase di recupero la pomarancina e la zerasca in un periodo contrastato da sporadici casi del morbo della “blue tongue”.

I cavalli autoctoni più diffusi a livello regionale sono il maremmano e il bardigiano che vengono allevati per manifestazioni turistiche e sportive (il cavallo monterufolino è in fase di recupero dopo aver rischiato l’estinzione).

Distretti industriali

Nella regione vi sono distretti industriali che si differenziano tra loro per la tipologia di attività. Di seguito sono riportati i principali.

  • Arezzo: orafo
  • Casentino e Valtiberina: alimentare
  • Carrara: estrattivo (cave di marmo delle Alpi Apuane)
  • Colle di Val d’Elsa: misto, con prevalenza di vetro e cristallo
  • Grosseto: manifatturiero e alimentare
  • Empoli e Castelfiorentino: manifatturiero
  • Livorno: chimico, petrolchimico e cantieristico
  • Lucca e Capannori: cartario e calzaturiero
  • Orbetello: alimentare (itticoltura)
  • Piombino e Follonica: siderurgico
  • Pistoia e Pescia: florovivaistico
  • Poggibonsi: misto
  • Pontedera: metalmeccanico
  • Prato: tessile
  • Rosignano Marittimo: chimico
  • Santa Croce sull’Arno: conciario
  • Scarlino: chimico
  • Sinalunga e Valdichiana: manifatturiero
  • Valdarno superiore: misto

Commercio e settore terziario

La vasca termale nella piazza di Bagno Vignoni in Val d'Orcia

La vasca termale nella piazza di Bagno Vignoni in Val d’Orcia

Il commercio e il settore terziario rappresentano per la regione una delle principali fonti dell’economia, essendo fonte di occupazione per circa 2/3 dei residenti. Oltre al modello di commercio tradizionale toscano (basato sulla piccola o media impresa spesso a conduzione familiare e su fiere e mercati locali), rivestono notevole importanza sia il turismo che i servizi (banche e assicurazioni).

Turismo

Il turismo rappresenta una delle principali risorse economiche della Toscana. Oltre il 40% del flusso si riversa verso le località balneari ed emblematico è l’esempio della Maremma grossetana che nei mesi estivi decuplica il numero dei residenti. Un’altra rilevante percentuale è data dai visitatori alle città d’arte e ai centri artistici minori, con Firenze che supera i 7 milioni di presenze all’anno. Negli ultimi anni si è molto sviluppato anche il turismo rurale che si affianca a quello termale (Chianciano Terme, Montecatini Terme, Saturnia) e a quello montano sia estivo che invernale (piste da sci all’Abetone e sul Monte Amiata).

Distribuzione del reddito per provincia

In Toscana, la media regionale di reddito medio per abitante è tra i 25 e i 26 mila euro. Di seguito è riportato il valore aggiunto per abitante in ogni provincia.

più di 27.000 euro 25.000-27.000 euro 23.000-25.000 euro meno di 23.000 euro
Provincia di Prato Provincia di Firenze Provincia di Arezzo
Provincia di Livorno
Provincia di Pisa
Provincia di Pistoia
Provincia di Siena
Provincia di Grosseto
Provincia di Lucca
Provincia di Massa Carrara

Occupazione

A livello regionale, il tasso di occupazione della popolazione di età compresa tra i 15 e i 65 anni sfiora il 63% ed è sensibilmente superiore rispetto al corrispondente dato nazionale (56%). Di seguito sono riportati i valori dei tassi di occupazione che si registrano nelle singole province.

più del 66% 64-66% 61-64% 58-61% meno del 58%
Provincia di Prato
Provincia di Siena
Provincia di Arezzo
Provincia di Firenze
Provincia di Pisa
Provincia di Pistoia
Provincia di Grosseto
Provincia di Livorno
Provincia di Lucca
Provincia di Massa-Carrara

Per quanto riguarda invece il tasso di disoccupazione, questo si aggira a livello regionale attorno al 4% ed è un valore inferiore rispetto al corrispondente dato nazionale. I valori minimi sotto il 3% si registrano nelle province di Arezzo e di Siena, mentre i valori massimi oltre il 6% si toccano nelle province di Massa-Carrara e di Livorno. In tutte le altre province il tasso di disoccupazione oscilla mediamente tra il 3,5 e il 4,5%.

Amministrazione

Giunta regionale

Consigliere Carica istituzionale
  • Claudio Martini
  • Federico Gelli
  • Eugenio Baronti
  • Giuseppe Bertolucci
  • Marco Betti
  • Anna Rita Bramerini
  • Ambrogio Brenna
  • Susanna Cenni
  • Paolo Cocchi
  • Riccardo Conti
  • Agostino Fragai
  • Enrico Rossi
  • Gianni Salvadori
  • Gianfranco Simoncini
  • Massimo Toschi
  • Presidente
  • Vicepresidente
  • Assessore alla ricerca, all’Università e alla casa
  • Assessore al bilancio e alle politiche per il mare
  • Assessore alla difesa del suolo e al servizio idrico
  • Assessore alla tutela ambientale e all’energia
  • Assessore alle attività produttive
  • Assessore all’agricoltura
  • Assessore alla cultura, al turismo e al commercio
  • Assessore al territorio e alle infrastrutture
  • Assessore alle riforme istituzionali e al rapporto con gli Enti locali
  • Assessore al diritto alla salute
  • Assessore alle politiche sociali e allo sport
  • Assessore all’istruzione, alla formazione e al lavoro
  • Assessore alla cooperazione internazionale

Storia amministrativa

Palazzo Aldobrandeschi, sede della Provincia di Grosseto

Palazzo Aldobrandeschi, sede della Provincia di Grosseto

L’ex Granducato di Toscana era stato suddiviso nei “compartimenti” di Firenze, Lucca, Arezzo, Siena, Pisa, Grosseto e Livorno. Ne faceva parte anche la cosiddetta Romagna Toscana, mentre ne erano escluse la Lunigiana e l’Alta Garfagnana.

Dal censimento del 1871 la provincia di Massa-Carrara viene considerata come provincia toscana e non più emiliana. Nel 1923 vengono distaccati dalla provincia di Massa-Carrara i comuni di Bolano, Calice al Cornoviglio, Castelnuovo Magra, Ortonovo, Rocchetta di Vara, Santo Stefano di Magra e Sarzana (ceduti alla provincia della Spezia in Liguria)

Nello stesso anno viene distaccato dalla provincia di Firenze il circondario di Rocca San Casciano, la cosiddetta Romagna Toscana, che passa alla provincia di Forlì in Emilia Romagna (comuni di Bagno di Romagna, Dovadola, Galeata, Modigliana, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Sorbano, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Tredozio e Verghereto)

  • Nel 1925 viene aggregato alla Toscana il comune di Capraia Isola, staccato dalla provincia di Genova.
  • Nel 1927 vengono distaccati e assegnati alla provincia di Perugia, in Umbria, i comuni di Monterchi e Monte Santa Maria Tiberina.
  • Nel 1936, in occasione della costituzione del comune di Abetone, viene assegnata alla Toscana una zona oltre il passo già parte del comune emiliano di Fiumalbo.
  • Nel 1939, in seguito alle proteste della popolazione, il comune di Monterchi viene restituito alla provincia di Arezzo.

Elenco dei Presidenti della Giunta regionale e della Regione

Presidenti della Giunta regionale (1970-2000) Presidenti della Regione (dal 2000 in poi)
  • Lelio Lagorio (1970-1978)
  • Mario Leone (1978-1983)
  • Gianfranco Bartolini (1983-1990)
  • Marco Marcucci (1990-1992)
  • Vannino Chiti (1992-2000)
  • Claudio Martini (2000-2005)
  • Claudio Martini (2005- )

Enti locali

Provincia Superficie
(km²)
Abitanti
(ab.)
Densità
(ab./km²)
Comuni
(n°)
  • Arezzo
  • Firenze
  • Grosseto
  • Livorno
  • Lucca
  • Massa-Carrara
  • Pisa
  • Pistoia
  • Prato
  • Siena
  • 3.235
  • 3.514
  • 4.504
  • 1.211
  • 1.773
  • 1.156
  • 2.444
  • 965
  • 365
  • 3.821
  • 333.385
  • 965.388
  • 220.742
  • 330.739
  • 379.117
  • 200.825
  • 394.101
  • 277.028
  • 238.826
  • 260.882
  • 103,1
  • 274,7
  • 49
  • 273
  • 213,9
  • 173,7
  • 160
  • 287,1
  • 653,9
  • 68,3
  • Comuni della provincia di Arezzo (39)
  • Comuni della provincia di Firenze (44)
  • Comuni della provincia di Grosseto (28)
  • Comuni della provincia di Livorno (20)
  • Comuni della provincia di Lucca (35)
  • Comuni della provincia di Massa-Carrara (17)
  • Comuni della provincia di Pisa (39)
  • Comuni della provincia di Pistoia (22)
  • Comuni della provincia di Prato (7)
  • Comuni della provincia di Siena (36)
  • Totale
  • 22.980
  • 3.601.033
  • 155
  • 287

Parlamento degli studenti

Per approfondire, vedi la voce Parlamento regionale degli studenti (Toscana).

Il Parlamento regionale degli studenti è un organo creato nel 2001 dalla Regione Toscana in collaborazione con la IRRE Toscana e il Ministero dell’Istruzione. È formato da 60 studenti provenienti da tutte le province toscane ed ha come compito quello di garantire i diritti agli studenti avendo come interfaccia il Consiglio regionale toscano.

Trasporti, mobilità e infrastrutture

Arrivare in Toscana è molto facile grazie agli ottimi collegamenti nazionali ed internazionali di cui gode la regione, centrati principalmente sulla città di Firenze.

Aeroporti

Il primo aeroporto della Toscana è il Galileo Galilei di Pisa con collegamenti a livello nazionale, europeo ed intercontinentale.

Scali minori, molto sfruttati dai turisti, si trovano anche a Firenze, Grosseto (Corrado Baccarini), all’Isola d’Elba (Marina di Campo), nei pressi di Siena, Arezzo, Lucca e Massa. Da segnalare anche lo storico campo di volo di Pontedera, attualmente chiuso, e l’idroscalo di Orbetello, trasformato in parco. Ecco in sintesi gli scali toscani.

  • Aeroporto di Pisa-San Giusto: voli nazionali, internazionali e intercontinentali, aeroporto militare
  • Aeroporto di Firenze-Peretola: voli nazionali e internazionali
  • Aeroporto di Grosseto: aeroporto militare, voli charter e privati
  • Aeroporto di Marina di Campo (Isola d’Elba): voli charter e privati
  • Aeroporto di Siena-Ampugnano: voli privati
  • Aeroporto di Arezzo-Molin Bianco: voli privati
  • Aeroporto di Lucca-Tassignano: voli privati
  • Aeroporto di Massa-Cinquale: voli privati
  • Aeroporto di Pontedera: attualmente chiuso
  • Idroscalo di Orbetello: trasformato in parco cittadino

Autostrade e principali vie di comunicazione

L'antica Via Clodia presso Saturnia

L’antica Via Clodia presso Saturnia

La Toscana è attraversata in direzione nord-sud dall’Autostrada A1 che collega Firenze ed Arezzo alle principali città italiane (Milano e Bologna verso nord, Roma e Napoli verso sud). Firenze è ben collegata con la costa toscana grazie all’Autostrada A11, che tocca anche Prato, Pistoia, Montecatini Terme e Lucca prima di terminare presso il casello di Pisa nord. Questo casello si trova anche lungo l’Autostrada A12, che collega la città di Pisa a Viareggio (da questa uscita raccordo per Lucca), Massa-Carrara, La Spezia e Genova verso nord e Livorno e Rosignano Marittimo verso sud (in attesa del futuro completamento del tratto fino a Civitavecchia per la totale realizzazione dell’autostrada Genova-Roma). L’estremità nord-occidentale della Toscana (Lunigiana) è attraversata anche dall’Autostrada A15, che collega Parma e La Spezia attraverso Pontremoli e Aulla.

Oltre alle autostrade, ritroviamo strade di grande comunicazione (S.G.C.) a carreggiate separate e a due corsie per ogni senso di marcia (strade extraurbane principali). Tra queste vi è quella che collega Firenze a Siena, quella che collega Firenze a Pisa e Livorno attraverso il Valdarno inferiore (Empoli, Pontedera) e quella che collega Rosignano Marittimo a Grosseto, denominata “Variante Aurelia” ed infine la superstrada SS 3bis/E45 che collega l’Umbria alla Romagna, attraversando la Valtiberina a Sansepolcro e Pieve Santo Stefano in provincia di Arezzo. Attualmente è in fase di realizzazione la strada di grande comunicazione denominata “Due Mari”, che collegherà Grosseto a Siena e ad Arezzo, da dove poi proseguirà fino a Fano.

Tra gli assi viari più noti, che oggi rappresentano strade extraurbane secondarie, sono da ricordare la Via Aurelia, la Via Cassia e la Via Clodia, che vennero costruite in epoca romana; l’ultima di queste fu realizzata sulle preesistenti Vie Cave nel tratto compreso tra Pitigliano, Sorano e Sovana, nel cuore dell’Area del Tufo. Inoltre la Toscana è tagliata anche dalla Via Francigena, in parte coincidente con la Via Cassia.

Tra le strade statali, è da segnalare su tutte la Strada Statale dell’Abetone e del Brennero che ha inizio a Pisa, attraversa Lucca, il Passo dell’Abetone, l’Emilia-Romagna, la Lombardia, il Veneto e il Trentino-Alto Adige fino ad arrivare al confine con l’Austria presso il Passo del Brennero.

Di seguito sono rappresentate in modo schematico le principali autostrade e vie di comunicazione della regione.

  • Autostrada A1
  • Autostrada A11
  • Autostrada A12 (Genova-Rosignano Marittimo)
  • Autostrada A15
  • Raccordo Firenze-Siena
  • S.G.C. Firenze-Pisa-Livorno
  • Variante Aurelia Grosseto-Livorno
  • Via Aurelia
  • Via Cassia
  • Via Clodia
  • Via Francigena
  • Strada Statale dell’Abetone e del Brennero
  • Strada Statale Grosseto-Siena

Sono invece in fase di realizzazione o di progettazione le seguenti arterie stradali.

  • Autostrada A12 (Rosignano Marittimo-Grosseto-Civitavecchia) in fase di progettazione
  • E78 Strada dei Due Mari Grosseto-Fano in fase di realizzazione
  • Raccordo Prato-Lastra a Signa tra Autostrada A11 e S.G.C. Firenze-Pisa-Livorno in fase di progettazione

Ferrovie

Per approfondire, vedi la voce Ferrovie toscane.

Le principali direttrici ferroviari che attraversano la Toscana sono la linea tra Milano e Roma che, seguendo quasi parallelamente l’Autostrada A1, tocca da nord a sud le città toscane di Prato, Firenze e Arezzo. Tra Firenze e Roma è già presente anche la linea Direttissima senza stazioni intermedie; il tratto a nord di Firenze è in fase di realizzazione e prevede la costruzione nel capoluogo toscano della stazione sotterranea Firenze Belfiore, riservata esclusivamente ai treni ad Alta Velocità. Un’altra direttrice principale è la ferrovia tirrenica che, seguendo parallelamente la Via Aurelia, collega Genova a Roma toccando Carrara, Massa, Viareggio, Pisa, Livorno e Grosseto. La terza linea principale della Toscana è quella che collega Firenze a Pisa via Empoli, dove un tronco secondario si dirama per Siena da dove prosegue sia per Chiusi (intersezione Firenze-Roma) che per Grosseto (intersezione con la [linea Tirrenica).

Tra i tratti secondari, molto spettacolare dal punto di vista paesaggistico è quello tra Siena e Grosseto via Monte Antico, con un tronco che passa da Buonconvento ed uno da San Giovanni d’Asso: spesso sono organizzati viaggi in “littorine” d’epoca su entrambe le diramazioni della Siena-Grosseto.

Altri tratti secondari, molto affollati da pendolari, sono la Firenze-Prato-Pistoia-Montecatini Terme-Pescia-Lucca-Viareggio, la Lucca-Pisa, la Lucca-Aulla, la ferrovia Porrettana (che collega Pistoia a Bologna) e la ferrovia che unisce Firenze al Mugello (Faentina).

Parzialmente attiva, ma molto interessante sotto il profilo paesaggistico, è la ferrovia Cecina-Saline di Volterra, un’antenna non elettrificata che diparte dalla linea Maremmana e che originariamente raggiungeva il nucleo storico di Volterra mediante un ultimo tratto a cremagliera.

Di seguito sono riportate le varie linee ferroviarie (attive o in costruzione) della regione.

  • Direttissima Firenze-Bologna
  • Direttissima Firenze-Roma (attualmente in adeguamento ai nuovi standard Alta Velocità-Alta Capacità da parte di RFI S.p.A.)
  • Ferrovia Firenze-Roma (linea lenta)
  • Linea ad alta velocità Firenze-Bologna (in costruzione)
  • Ferrovia Maria Antonia Firenze-Prato-Pistoia-Lucca-Viareggio
  • Ferrovia Faentina Firenze-Borgo San Lorenzo-Faenza
  • Ferrovia Leopolda Firenze-Pisa-Livorno
  • Ferrovia Tirrenica Pisa-Livorno-Roma (include parte della Maremmana)
  • Ferrovia Maremmana Pisa-Collesalvetti-Cecina
  • Ferrovia Pisa-La Spezia-Genova
  • Ferrovia Lucca-Pisa
  • Ferrovia Lucca-Aulla
  • Ferrovia Porrettana Pistoia-Bologna
  • Ferrovia Potremolese La Spezia-Aulla-Parma
  • Ferrovia Cecina-Saline di Volterra
  • Ferrovia Campiglia Marittima-Piombino Marittima
  • Ferrovia Siena-Monte Antico-Grosseto
  • Ferrovia Casentinese Arezzo-Stia

Trasporti pubblici locali

Tutte le principali città della Toscana si caratterizzano per un proprio sistema di trasporto locale di tipo urbano ed extraurbano.

  • Firenze: il trasporto pubblico locale nell’area fiorentina è gestito dall’ATAF, mentre Lazzi e Sita operano a livello extraurbano, collegando il capoluogo toscano ad altre aree della provincia e della regione. Attualmente in città sono aperti i cantieri per la costruzione delle tranvie di superficie.
  • Grosseto: la città, l’intera Maremma e il Monte Amiata sono serviti dalla Rama, azienda che si occupa sia di trasporto locale che di trasporto extraurbano in tutta la provincia e che collega il capoluogo a Siena, Firenze e all’Alto Lazio.
  • Livorno: l’azienda ATL gestisce il trasporto pubblico nel capoluogo, a Cecina, a Rosignano Marittimo e all’Isola d’Elba. Dispone di una flotta complessiva di 250 autobus.
  • Lucca: la città, la piana e la Versilia sono servite dall’azienda CLAP sia a livello urbano che extraurbano.
  • Massa: il capoluogo apuano, la città di Carrara e la Lunigiana sono servite dagli auobus dell’azienda CAT sia a livello urbano sia a livello extraurbano.
  • Piombino: i trasporti urbani ed extraurbani sono gestiti dall’azienda ATM, che si occupa dei collegamenti nell’area centro-meridionale della provincia di Livorno e in tutta la Val di Cornia, fino alla parte meridionale della provincia di Pisa e alla parte nord-occidentale di quella di Grosseto.
  • Pisa: i trasporti urbani ed extraurbani sono serviti dall’azienda CPT, mentre l’azienda Lazzi si occupa del collegamento con Lucca e Viareggio.
  • Pistoia: in città, nei dintorni e sulla Montagna Pistoiese il trasporto pubblico locale ed extraurbano è gestito dall’azienda COPIT, con collegamenti fino alla località termale emiliana di Porretta Terme.
  • Prato: la società che gestisce il trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano è la CAP, con collegamenti anche fuori provincia verso l’area metropolitana fiorentina e fuori regione (Castiglione dei Pepoli). In città molte zone sono servite dalla LAM (“linea ad alta mobilità”), con tempi di attesa tra una corsa e l’altra di pochissimi minuti e parcheggi scambiatori presso ogni capolinea.

Porti e navigazione

Per approfondire, vedi la voce Porti della Toscana.

La navigazione costituisce una delle fondamentali modalità di trasporto, grazie ai numerosi porti presenti in Toscana. Da Porto Santo Stefano partono i traghetti per l’Isola del Giglio e Giannutri; da Piombino sono assicurati i collegamenti con l’Isola d’Elba, la Corsica e la Sardegna, mentre da Livorno numerose rotte di navigazione collegano la Toscana alla Corsica, alla Sardegna, all’Isola di Capraia e alla Gorgona.

Di seguito sono elencati i porti della costa toscana e dell’Arcipelago Toscano.

Porti toscani sul Mar Ligure Porti dell’Arcipelago sul Mar Ligure Porti dell’Arcipelago sul Mar Tirreno Porti toscani sul Mar Tirreno
Porto di Marina di Carrara
Porto del Cinquale
Porto di Viareggio
Porto di Bocca d’Arno
Porto di Livorno
Porto Nazario Sauro
Porto di Ardenza
Porto di Antignano
Porto di Quercianella
Porto del Chioma
Porto nord di Castiglioncello
Porto sud di Castiglioncello
Porto di Cala de’ Medici
Porto del Circolo Canottieri Solvay
Porto di Marina di Cecina
Porto di San Vincenzo
Porto di Baratti
Porto di Gorgona
Porto di Capraia
Porto di Portoferraio
Porto di Marciana Marina
Porto di Cavo
Porto di Rio Marina
Porto di Porto Azzurro
Porto di Marina di Campo
Porto di Pianosa
Porto di Montecristo
Porto di Giglio Campese
Porto di Giglio Porto
Porto di Giannutri
Porto di Marina di Salivoli
Porto Antico di Piombino
Porto di Piombino
Porto di Carbonifera
Porto del Puntone di Scarlino
Porto di Punta Ala
Porto di Castiglione della Pescaia
Porto di Marina di Grosseto
Porto di Talamone
Porto di Santa Liberata
Porto del Valle di Porto Santo Stefano
Porto Vecchio di Porto Santo Stefano
Porto Vecchio di Porto Ercole
Porto di Cala Galera

Salute

Per approfondire, vedi la voce Servizio sanitario della Toscana.

La regione sta sperimentando un nuovo modello organizzativo che richiama il concetto di salute dell’OMS. Tale sperimentazione prevede la costituzione di consorzi pubblici che riuniscono le amministrazioni comunali di una zona socio-sanitaria e l’Azienda USL della zona. La Società della Salute (è questo il nome prescelto che tanto si avvicina alla “Casa della Salute”, ipotesi di nuovo modello di gestione delle problematiche della salute introdotto nei programmi del Ministero della Salute del 2° governo Prodi) è attiva nelle varie zone socio-sanitarie della Toscana. Pisa e Firenze sono in fase avanzata di sperimentazione.

Sport

Per approfondire, vedi la voce Sport in Toscana.

Lo sport in Toscana riveste notevole importanza in varie discipline, sia individuali che di squadra.

Il calcio è certamente lo sport più seguito, con ben quattro squadre toscane presenti in serie A (Empoli, Fiorentina, Livorno e Siena); in serie B militano altre due squadre toscane, il Grosseto e il Pisa. Nelle serie inferiori ritroviamo l’Arezzo, Lucchese, Massese, Pistoiese e Sangiovannese (C1); Carrarese, Castelnuovo, Cuoiopelli Cappiano Romaiano, Poggibonsi, Prato, Sansovino e Viareggio in C2.

Il basket è un altro sport di squadra molto seguito, grazie alle squadre di Siena (Serie A-1), Livorno, Pistoia e Montecatini (Serie A-2).

Notevoli sono stati anche i risultati sportivi ottenuti nel baseball e nel cricket dalle rispettive squadre di Grosseto, nel calcio a 5 dal Prato c/5, nella pallanuoto dalla Rari Nantes Florentia, nell’hockey su pista dal Follonica, dal Prato e dal Viareggio, nel rugby dal Livorno e dal Prato, nell’hockey su prato dal Hockey Club Pistoia e Cus Pisa, nella pallamano dall’Al.pi. Prato.

Tra gli sport individuali, il ciclismo ha lanciato nella storia moltissimi campioni toscani, a partire da Gino Bartali fino ai tempi più recenti con Mario Cipollini e Paolo Bettini; nella ginnastica hanno avuto molto risalto le imprese di Jury Chechi nella specialità degli anelli.

A Scarperia, presso l’Autodromo Internazionale del Mugello, ha sede il Gran Premio d’Italia di Motociclismo delle classi 125 cc, 250 cc e Moto Gp; lo stesso circuito è utilizzato anche dalla Ferrari per provare e collaudare le auto di Formula 1.

Galleria immagini

Bibliografia

  • Storia d’Italia. Le regioni dall’Unità ad oggi. Vol. 4: La Toscana, a cura di G. Mori, Einaudi, 1986
  • Giardini di Toscana, Ethne Clarke e Raffaello Bencini, RCS Rizzoli Libri 1991
  • Atlante dei siti archeologici della Toscana, a cura di M. Torelli, Regione Toscana, 1992
  • Imago et descriptio Tusciae. La Toscana nella geocartografia dal XV al XIX secolo, a cura di L. Rombai, Regione Toscana, 1993
  • La Toscana degli Etruschi, Gabriele Cateni, Editoriale Il Tirreno, 1993
  • Toscana country (In Viaggio n. 36), AA.VV.,Editoriale Giorgio Mondadori, 2000
  • Toscana style (In Viaggio n. 84), AA.VV.,Editoriale Giorgio Mondadori, 2004
  • Tesori segreti della campagna toscana, Alessandro Naldi, Editori dell’Acero, 2004; ISBN 8886975449
  • Dizionario geografico fisico storico della Toscana, Emanuele Repetti, Firenzelibri, 2005; ISBN 887622002X
  • Firenze e il Granducato di Toscana, Marcello Verga, Touring, 2005; ISBN 8836533833
  • Atlante GeoAmbientale della Toscana,a cura di Margherita Azzari, Geonext, 2006; ISBN 8841828323
  • Appennino Tosco-emiliano, Touring, 2007; ISBN 8836541127

Periodici

  • NBT, Notiziario Bibliografico Toscano: periodico trimestrale di informazione bibliografica regionale, Pontedera (Pisa) : Bibliografia e Informazione, 2001-

Voci correlate

  • Presidenti della Toscana
  • Ducato di Tuscia
  • Contea degli Orsini
  • Contea degli Ottieri
  • Elenco dei Signori di Toscana
  • Granducato di Toscana
  • Stato dei Presidi
  • Tuscia
  • Comuni limitrofi della Toscana
  • Variazioni dei comuni della Toscana
  • Nativi della Toscana

Altri progetti

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