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May 5, 2008

Wikipedia: Umbria

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Coordinate: 42°57′40″N 12°30′2″E / 42.96111, 12.50056

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Regione Umbria

Umbria - Bandiera
Umbria - Stemma
Stato: bandiera Italia
Zona: Italia centrale
Capoluogo: Perugia
Superficie: 8.456 km²
Abitanti: 872.967 (31-12-2006)
Densità: 103 ab./km²
Province: stemma Perugia, stemma Terni
Comuni: Elenco dei 92 comuni
Politica
Presidente: Maria Rita Lorenzetti (PD)
(dal 2000)
Giunta: L’Unione
Consiglio
({{{seggi}}} seggi):
Ultime elezioni: 4 aprile 2005
Prossime: 2010
Note:

Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale:Umbria

L’Umbria, posta nel cuore d’Italia, con i suoi 8.456 km² di superficie (6.334 la provincia di Perugia e i restanti 2.122 quella di Terni) è una tra le più piccole regioni italiane e l’unica, dell’Italia peninsulare, a non essere bagnata dal mare. Confina ad est ed a nord-est con le Marche, ad ovest e nord-ovest con la Toscana ed a sud e sud-ovest con il Lazio.

Indice

Stemma

« La Regione ha un proprio gonfalone, una bandiera ed uno stemma, raffiguranti in sintesi grafica i tre Ceri di Gubbio. »
(Art.3, c.3 dello Statuto regionale)

Costituito con legge regionale del 30 ottobre 1973, lo stemma della Regione dell’Umbria si riferisce alla manifestazione della Festa dei Ceri, tra le più antiche della regione. Il simbolo è stato scelto a rappresentare l’intera regione in quanto comprende in sé vari valori caratteristici della sua storia e cultura, come quelli religioso e civile, pre cristiano e cristiano, antico e moderno, agrario e urbano. Nello stemma i tre ceri sono di colore rosso, delimitati da strisce bianche, in campo argento di forma rettangolare[1].

Geografia

Per approfondire, vedi la voce Geografia dell’Umbria.
Piana di Castelluccio

Piana di Castelluccio

Il territorio è prevalentemente montuoso (per il 53%) e collinare (41%) e presenta un’esigua porzione di territorio pianeggiante (6%)[2]. La regione offre una grande varietà di caratteri morfologici e paesaggistici attraverso il susseguirsi di vallate, catene montuose, altipiani e pianure, che costituiscono la caratteristica geografica dominante.

Clima

Il clima della regione è di tipo mediterraneo sublitoraneo, con inverni freddi, ma non rigidi, ed estati calde. Le temperature medie annue sono generalmente comprese fra gli 11,5° di Norcia ed i 15° di Terni passando per i 13,5° di Perugia e Spoleto ed i 14° di Orvieto. L’altitudine gioca un ruolo importante: Norcia, a 604 m.s.m. ha una temperatura media del mese più freddo (Gennaio) di circa 2° mentre Perugia (493 m.s.m.) e Spoleto (396 m.s.m.) presentano valori di quasi 3° superiori (Perugia 4,9°). Terni è sicuramente la città umbra che vanta il clima invernale più mite (6° circa). Le temperature medie del mese più caldo (Luglio) variano fra i 21° circa di Norcia e i 25° circa di Terni (Perugia: 23,2°), ma con picchi che superano i 40° nella Valle Umbra. Le precipitazioni sono per lo più comprese fra gli 800 ed i 1.200 mm (Perugia: 893 mm.), ma sono ripartite in un numero di giorni piuttosto limitato: fra gli 80 ed i 100.

Geografia antropica

Comprensori

L'Umbria fino al 1927

L’Umbria fino al 1927

Il territorio umbro è tradizionalmente, dagli anni ’70, suddiviso in 12 comprensori, all’interno di ciascuno dei quali si osserva un certo grado di omogeneità a livello geografico-orografico, linguistico-dialettale e turistico. Essi sono[3]:

  • Comprensorio perugino
  • Comprensorio ternano
  • Comprensorio Alta Valle del Tevere
  • Comprensorio amerino
  • Comprensorio assisano (o Valle Umbra Nord)
  • Comprensorio folignate – Nocera Umbra (o Valle Umbra Sud)
  • Comprensorio eugubino-Alto Chiascio
  • Comprensorio orvietano
  • Comprensorio spoletino
  • Comprensorio Trasimeno
  • Comprensorio tuderte
  • Comprensorio Valnerina

Circondari

Questi furono poi ridotti a 3 o 5 grandi comprensori o circondari. I 3 circondari sono:

  • Perugino
  • Foligno-Spoleto-Valnerina
  • Ternano
I parchi dell'Umbria

I parchi dell’Umbria

Il “Perugino” può a volte essere separato dall'”Alta valle del Tevere”, mentre il “Ternano” può essere separato dall'”Orvietano”.

Parchi naturali

Per approfondire, vedi la voce Parchi dell’Umbria.

I parchi naturali regionali in Umbria sono sei, dei quali cinque in provincia di Perugia ed uno in provincia di Terni. Nella fattispecie sono il Parco del monte Cucco, il Parco del monte Subasio, il Parco del Lago Trasimeno, il Parco di Colfiorito, il Parco fluviale del Tevere ed il Parco fluviale del Nera. A questi va aggiunto il Parco nazionale dei Monti Sibillini che è condiviso con la regione delle Marche, dove ha sede l’ente parco.

Demografia

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Nel 2006[4] i nati sono stati 7.822 (9,0‰), i morti 9.518 (10,9‰) con un incremento naturale di -1.696 unità rispetto al 2005 (-1,9‰). Le famiglie contano in media 2,5 componenti. Il 31 dicembre 2006 su una popolazione di 872.967 abitanti si contavano 63.861 stranieri (7,3%).

Comuni con più di 20.000 abitanti

Le province dell'Umbria

Le province dell’Umbria

Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km2)
Perugia (PG) 162.565 449 km2
Terni (TR) 109.816 211 km2
Foligno (PG) 55.645 263,7 km2
Città di Castello (PG) 39.492 387 km2
Spoleto (PG) 38.563 349 km2
Gubbio (PG) 32.542 525 km2
Assisi (PG) 26.196 186 km2
Bastia Umbra (PG) 21.050 27,6 km2
Orvieto (TR) 20.841 281 km2
Narni (TR) 20.212 197 km2

Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia dell’Umbria.

La regione venne abitata in epoca protostorica dagli Umbri e dagli Etruschi. Nel 672 a.C. viene fissata la leggendaria fondazione di Terni. Nel 295 a.C. dopo la battaglia di Sentino fu conquistata dai Romani, che vi stanziarono alcune colonie e ne attraversarono il territorio con la via Flaminia (220 a.C.). Vi ebbe luogo la battaglia del Trasimeno durante l’invasione di Annibale nel corso della seconda guerra punica e Perugia venne espugnata e data alle fiamme nel Bellum Perusinum, durante la guerra civile tra Marco Antonio e Ottaviano nel 40 a.C..

Il territorio della regione, dopo la fine dell’impero romano vide le lotte tra Ostrogoti e Bizantini e la fondazione nella parte orientale della regione del longobardo ducato di Spoleto (indipendente tra il 571 e la metà del XIII secolo). Ai Bizantini rimase comunque il cosiddetto corridoio bizantino, striscia di territorio estesa lungo il corso del Tevere e facente capo all’Esarcato di Ravenna. Carlo Magno conquistò la maggior parte dei domini longobardi e li cedette al Papa. Le città conquistarono una certa autonomia e furono spesso in guerra tra loro, inserendosi nel più generale conflitto tra papato e impero e tra Guelfi e Ghibellini.

Nel XIV secolo nacquero diverse signorie locali che furono quindi assorbite dallo Stato Pontificio, sotto cui la regione rimase fino alla fine del XVIII secolo. Con le vicende successive alla Rivoluzione francese fece parte della Repubblica romana (1789-1799) e dell’Impero napoleonico (1809-1814). Nel 1860 a seguito dei moti risorgimentali la regione entrò a far parte del Regno d’Italia.

Principali resti archeologici della preistoria e protostoria umbra

Museo archeologico dell'Umbria

Museo archeologico dell’Umbria

Nel Museo archeologico nazionale dell’Umbria e al Museo “Claudio Faina” di Orvieto sono conservati numerosi reperti preistorici che attestano come l’Umbria cominciò ad essere abitata già dal paleolitico. In particolare la statuetta, nota come “Venere del Trasimeno“, rinvenuta nei pressi del lago Trasimeno è risalente al paleolitico superiore. A Poggio Aquilone di San Venanzo (TR) è stata rinvenuta una tomba appartenente al neolitico superiore. Le “Tane del Diavolo” di Parrano (TR), complesso carsico alle pendici del Monte Peglia, costituiscono uno dei più interessanti siti archeologici della preistoria umbra. Abitate sin Paleolitico Superiore, i reperti archeologici rinvenuti al loro interno a partire dai primi scavi del Calzoni (attorno agli anni Trenta), testimoniano la presenza di una notevole industria litica. Al periodo di transizione dall’età del bronzo a quella del ferro è riferibile il sepolcreto di Monteleone di Spoleto, famoso soprattutto per aver riportato alla luce lo splendido carro bronzeo laminato d’oro, oggi conservato al Metropolitan Museum di New York.

Spiritualità e santuari

Altare nella Basilica inferiore di Assisi.

Altare nella Basilica inferiore di Assisi.

L’Umbria mistica nasce con quello che sarà il fondatore del monachesimo: san Benedetto da Norcia (480-547). I monasteri da lui creati hanno fatto la storia e la cultura della religiosità. In Umbria i monasteri più importanti sono San Pietro, a Perugia, Sassovivo, nei pressi di Foligno, Santa Maria di Valdiponte, a Montelabbate vicino a Perugia, San Benedetto del monte Subasio, nei pressi di Assisi, San Salvatore di Monte Corona e l’abbazia di Petroia, nei pressi di Città di Castello.

Nel XIII secolo fu fondata la città di Assisi con san Francesco (1182-1226) e santa Chiara. Gli splendidi affreschi di Giotto, Cimabue, Lorenzetti e Simone Martini, presenti nella basilica assisana, fanno ben comprendere la potenza della religiosità medioevale e il fervore mistico del tempo. A Todi, nella cripta della chiesa di San Fortunato, riposa Jacopone da Todi, seguace di san Francesco.

Ai monasteri benedettini e francescani si aggiunge la basilica e il monastero di santa Rita a Cascia, mentre a Terni troviamo la basilica dedicata a san Valentino, vescovo ternano decapitato a Roma nel 273. Vanno infine citati san Rinaldo di Nocera Umbra, sant’Ubaldo di Gubbio, san Feliciano di Foligno, e ancora la beata Angela da Foligno, santa Chiara da Montefalco, e san Rufino di Assisi. Meritano una citazione anche Madre Speranza, fondatrice dell’ordine dei “Figli e ancelle dell’Amore Misericordioso”, sepolta a Collevalenza di Todi, e la beata Vanna da Orvieto, protettrice delle sarte e delle lavoranti dell’ago.

Produzione artistica

Per approfondire, vedi la voce Pittori in Umbria.

Chiese romaniche, cattedrali gotiche, basiliche ed antichi palazzi stanno ancor oggi a testimoniare la grande produzione artistica che, dal XII al XVI secolo, diede all’Umbria capolavori immortali. Sull’onda del grande fervore religioso, impresso soprattutto dagli ordini mendicanti, gli artisti da tutte le parti d’Italia vennero nella regione a lavorare, facendo scuola con le loro opere straordinarie. Ma una disciplina, in particolar modo, segnò il trionfo artistico dell’Umbria: la pittura.

Economia

Per approfondire, vedi la voce Economia dell’Umbria.

Lo sviluppo economico-industriale che, nelle altre regioni d’Italia, ha dato luogo a fenomeni come l’esodo dalle campagne, in Umbria ha avuto un’effetto meno evidente a causa dell’attaccamento degli umbri alla propria terra. Oggi l’economia della regione basa la sua forza su quattro comparti specifici: industria, artigianato, agricoltura e turismo.

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite[5] prodotto nell’Umbria dal 2000 al 2006:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
16.537,0 17.520,0 17.824,3 18.316,9 19.257,9 19.765,7 20.631,1
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
20.105,8 21.231,2 21.469,9 21.777,3 22.563,4 22.892,9 23.703,0

Di seguito la tabella che riporta il PIL[5], prodotto in Umbria ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 403,0 1,95% 1,84%
Industria in senso stretto € 3.671,8 17,80% 18,30%
Costruzioni € 1.404,8 6,81% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 4.094,4 19,85% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 4.545,1 22,03% 24,17%
Altre attività di servizi € 4.202,4 20,37% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 2.309,7 11,2% 10,76%
PIL Italia ai prezzi di mercato € 20.631,1

Manifestazioni folkloristiche

Per approfondire, vedi la voce Folklore in Umbria.
La celebre corsa dei ceri a Gubbio.

La celebre corsa dei ceri a Gubbio.

Numerosissime sono le manifestazioni che si svolgono, soprattutto in estate, in molti centri dell’Umbria. Questi appuntamenti, alcuni noti anche a livello internazionale, fanno convergere nella regione turisti da tutto il mondo. Il folklore fornisce le chiavi per decifrare i frammenti del retaggio storico tramandato dalla memoria popolare e questo passato si esprime, oggi, anche con manifestazioni, mostre, rappresentazioni teatrali, festival e spettacoli musicali.

Manifestazioni culturali

Per approfondire, vedi la voce Manifestazioni culturali in Umbria.

Come in ogni altra regione, anche i vari Comuni dell’Umbria, nel corso dell’anno, propongono piccole o grandi manifestazioni culturali che spaziano dalla musica al teatro. Alcune sono riferibili a livello locale ma altre assumono valenza nazionale ed internazionale.

Sport

Per approfondire, vedi la voce Sport in Umbria.

L’Umbria, pur essendo una regione piccola ha, in proporzione ad altre regioni, un grande numero di persone che praticano – in maniera agonistica o amatoriale – un’attività sportiva. In particolare i giovani sono dediti, durante il loro tempo libero, a frequentare palestre o palazzetti, svolgendo gli allenamenti che li prepareranno ad affrontare le gare proposte dalle varie Federazioni sportive, a seconda dello sport scelto. Da un’indagine condotta nel 2002 tra gli studenti delle scuole medie superiori dell’Umbria, è risultato che l’89,1% dei giovani pratica almeno 2 volte alla settimana un’attività sportiva, e quasi il 60% almeno 3 volte la settimana (i ragazzi praticano sport in proporzione maggiore alle ragazze, che, all’opposto, risultano essere più sedentarie). L’attività sportiva più diffusa fra la popolazione giovanile è il calcio (38,7%); percentuali di gran lunga inferiori, ma comunque di una certa rilevanza, sono raggiunte dal nuoto (16,8%) e dalla pallavolo (13,3%). Agli ultimi posti della classifica si trovano l’atletica leggera (2,2%) e gli sport di combattimento, come la boxe, il kickboxing (2,5%) e le arti marziali (4,8%).

Ma l’Umbria non è solo terra di sport “classici”. Sono presenti numerose attività motorie e ricreative in difesa dell’ambiente e per la promozione turistica, ovvero le attività motorie “ecologiche” come, ad esempio, i percorsi botanici, la pesca, l’escursionismo, i percorsi archeologici, il birdwatching, l’orienteering o corsa di orientamento, il cicloturismo, il trekking o escursionismo, l’alpinismo, la speleologia, il windsurf, la canoa, l’equitazione e lo sci.

Mass media

Per approfondire, vedi la voce Mass media in Umbria.

Come evidenziato dal Quinto Rapporto Censis-UCSI sulla comunicazione in Italia 2005[6] /ref , nonostante quello che si ritenga, cresce il consumo dei media, un consumo molto vario a seconda del genere e delle generazioni. Anche l’Umbria, pur essendo una piccola regione, non è esente da questo trend positivo, tanto è vero che, solo nel 2007, sono apparsi sulla piazza due nuovi quotidiani, che hanno subito preso piede tra i lettori umbri. Cresce anche l’uso (e l’utilizzo) di Internet quale mezzo di informazione, mentre la radio ha notevolmente aumentato il successo di pubblico. Unico lato negativo sono le televisioni che fanno fatica a reggere allo strapotere dei network nazionali e all’aumento di pubblico che preferisce la tv satellitare.

Galleria immagini

Amministrazioni

Per approfondire, vedi le voci Provincia di Perugia e Provincia di Terni.
  • Comuni della provincia di Perugia (59)
  • Comuni della provincia di Terni (33)

Voci correlate

  • dialetti umbri
  • Galleria nazionale dell’Umbria
  • Museo archeologico nazionale dell’Umbria
  • Basilica di San Francesco d’Assisi
  • Ducato di Spoleto
  • Presidenti dell’Umbria
  • Nativi dell’Umbria

Altri progetti

  • Collabora a Wikisource Wikisource contiene alcuni canti dell’ Umbria

Bibliografia

  • Touring Club Italiano, Umbria, Milano 2004.
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