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June 30, 2008

Wikipedia: Borno

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Borno

[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Borno]]
Borno - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Brescia
Coordinate: 45°56′46″N 10°11′56″E / 45.94611, 10.19889Coordinate: 45°56′46″N 10°11′56″E / 45.94611, 10.19889
Altitudine: 912 m s.l.m.
Superficie: 30 km²
Abitanti:
2.714 2007
Densità: 90 ab./km²
Frazioni: Paline
Comuni contigui: Angolo Terme, Azzone (BG), Ossimo, Piancogno, Schilpario (BG)
CAP: 25042
Pref. tel: 0364
Codice ISTAT: 017022
Codice catasto: B054
Nome abitanti: bornesi
Santo patrono: San Giovanni Battista
Giorno festivo: Domenica più vicina al 24 giugno
Comune

Posizione del comune nell'Italia

Sito istituzionale
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Il territorio di Borno in Valle Camonica

Il territorio di Borno in Valle Camonica

Borno (Búren in dialetto dialetto camuno[1]) è un comune di 2.714 abitanti della Val Camonica, in provincia di Brescia.

Indice

Geografia fisica

Il comune di Borno è situato sul cosiddetto Altopiano del Sole, ovverosia la valle percorsa dal torrente Trobiolo, tributaria della media Valle Camonica e dominata dalle vette più orientali delle Prealpi Orobiche. Il comune comprende però, a occidente, anche un tratto del settore bresciano della Val di Scalve.

Il capoluogo si trova a una quota di 912 m s.l.m. (riferiti alla chiesa parrocchiale, leggermente più elevata rispetto al centro storico), mentre il territorio è compreso tra i 650 metri del letto del fiume Dezzo e i 2492 metri della cima del Pizzo Camino.

Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle Camonica.

Durante delle operazioni di sbancamento nel 1958 viene alla luce un complesso datato al I secolo ev, probabilmente un complesso funerario con tombe ad incenerimento. Pochissimo si è salvato dai lavori. [2]

Nel VII secolo inizia la contesa del monte Negrino con la Val di Scalve.

Nel 1018 vengono nominati per la prima volta dei vicini a Borno.[2]

Nel 1156 scoppiò una lite tra gli abitanti di Borno e Lozio, presso Malegno, durante una processione verso Cividate Camuno. La lite venne chiusa nel 1168 a Verona.[3]

Nel 1234 il comune di Borno è obbligato a fornire un’architrave per la costruzione di un ponte sul fiume Oglio.[3] Il 19 ottobre 1336 il vescovo di Brescia investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Astrio, Monno e Ossimo Girardo del fu Giovanni Ronchi di Breno.[4]

Il 28 gennaio 1350 il vescovo di Brescia investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Pescarzo, Cerveno e Corteno Bertolino e Giacomo Alberzoni di Breno.[4]

Nella contesa con gli Scalvini per il monte Negrino nel 1394 una banda proveniente dalla Val di Scalve fece una strage di tutti i malgari bornesi trovati sul monte cavando occhi, lingua, denti e “coradèle”.[5]

Il 14 agosto 1423 il vescovo di Brescia investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno e Andriolo Ronchi di Breno.[4]

Nel 1428 il Carmagnola conquista Borno.[6]

Nel 1688 vi fu un disastroso incendio con la distruzione di oltre 150 abitazioni.[6]

Nel 1682 termina la contesa del monte Negrino con la Val di Scalve.

Feudatari locali

  • Ronchi (1336 – )
  • Alberzoni (1350-)
  • Ronchi (1423 – )
  • Federici
  • Camozzi

Demografia

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Geografia antropica

Toponimo

Il nome del comune potrebbe derivare dalla radice germanico celtica Bor (sorgente).[7]

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiese

Le chiese di Borno sono:[7]

  • Parrocchiale di San Martino e Giovanni Battista, uno dei più imponenti edifici del XVIII secolo della Valle camonica. La struttura originari è del XI secolo, rimaneggiata nel XV e nel XVIII fu abbattuta e completamente rifatta. L’altare maggiore è in marmo di Carrara.
  • Oratorio di San Antonio, alla destra della parrocchiale, contiene una affresco di callisto Piazza.
  • Oratorio dei disciplini
  • Chiesetta della Madonna Addolorata, con struttura del XVII secolo
  • Chiesetta della Madonna di Lourdes, precedentemente intitolata a San Vito e Modesto, del secolo XVI
  • Chiesetta di San Fiorinio (o Floriano), del secolo IX, con la navata del XVI secolo.
  • Chiesetta di San Fermo al Monte, rimaneggiata nel XVI e XVII secolo, si rifà alla leggenda di San Fermo, Santa Cristina e San Glisente che si comunicavano di essere in vita, dato che abitavano su tre montagne differenti, con dei falò.

Cultura

Folklore

Gli scotöm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Borno è Burnàs, Bigi oppure Làder (ladri).[8]

Personalità legate a Borno

  • Giovanni Battista Re (nato a Borno il 30 gennaio 1934): cardinale, Prefetto della Congregazione per i Vescovi

Sport

  • Impianti sciistici
  • Sede di arrivo della cronoscalata automobilistica Malegno-Borno

Infrastrutture e trasporti

Strade

L’altopiano su cui sorge Borno è servito dalla strada provinciale (SP 5) che si stacca dall’ex SS 345 a Malegno e risale (circa 10 chilometri) i fianchi della valle con percorso agevole ma tortuoso, passando Ossimo Inferiore.

Oltrepassato il centro di Borno la strada sale sino al Passo di Croce di Salven (1109 m) scendendo poi in Val di Scalve ed entrando così in Provincia di Bergamo.

Amministrazione comunale

Sindaco: Antonella Rivadossi (lista civica Progetto Borno) dal 15/04/2008 (1º mandato)
Centralino del comune: 0364 41000
Email del comune: info@comune.borno.bs.it

Il sindaco è stato eletto con il 58,8% dei voti.

Precedenti amministrazioni

Martino Franzoni 30/05/2006, centrodestra

Galleria fotografica

Note

  1. ^ Tratto da: Lino Ertani. Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica. Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 167
  2. ^ a b Gaetano Panazza; Araldo Bertolini. Arte in Val Camonica – vol 1. Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980. 234
  3. ^ a b Gaetano Panazza; Araldo Bertolini. Arte in Val Camonica – vol 1. Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980. 235
  4. ^ a b c Tratto da: Roberto Celli. Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica. Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984. 83 ISBN 88-343-0333-4
  5. ^ Giacomo Goldaniga. Storia del castello di villa e l’eccidio dei Nobili di Lozio. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 1992. 65
  6. ^ a b Gaetano Panazza; Araldo Bertolini. Arte in Val Camonica – vol 1. Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980. 236
  7. ^ a b Tratto da: Eugenio Fontana. Terra di Valle Camonica. Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984. 42
  8. ^ Tratto da: Lino Ertani. Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica. Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 167

Bibliografia

  • Gaetano Panazza; Araldo Bertolini. Arte in Val Camonica – vol 1. Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980.

Voci correlate

  • Malegno-Borno
  • Contesa del monte Negrino
  • Comunità Montana della Valle Camonica

Altri progetti

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