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May 5, 2008

Wikipedia: Ascoli Piceno

Filed under: — admin @ 1:18 pm

Ascoli Piceno

Panorama di Ascoli Piceno
Ascoli Piceno - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Marche
Provincia: stemma Ascoli Piceno
Coordinate: 42°51′17″N 13°34′31″E / 42.85472, 13.57528
Altitudine: 154 m s.l.m.
Superficie: 160,51 km²
Abitanti:
51.630 2008
Densità: 321,66 ab./km²
Frazioni: vedi elenco
Comuni contigui: Acquasanta Terme, Ancarano (TE), Appignano del Tronto, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Civitella del Tronto (TE), Colli del Tronto, Folignano, Maltignano, Roccafluvione, Rotella, Sant’Egidio alla Vibrata (TE), Valle Castellana (TE), Venarotta
CAP: 63100
Pref. tel: 0736
Codice ISTAT: 044007
Codice catasto: A462
Nome abitanti: ascolani
Santo patrono: Sant’Emidio
Giorno festivo: 5 agosto
Comune

Posizione del comune nell'Italia

Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Una passeggiata per le strade della città vecchia ascolana è come lo sfogliare a caso un volume di storia dell’arte e avere la fortuna di incontrare le illustrazioni più rappresentative e espressive dei vari periodi dell’arte italiana. »
(Jean-Paul Sartre)
« Sicuramente Ascoli, non se ne dolga Urbino, è la più bella città delle Marche, una delle più belle d’Italia. Urbino è splendida, ma è un palazzo, non una città. Ascoli non ha un palazzo, ma cento palazzi d’un livello, d’una qualità, d’una signorilità indubitabile; però non ha un palazzo come quello di Urbino. A ognuno il suo, e ad Ascoli la sua stupenda piazza del Popolo. »
(Cesare Brandi)

Ascoli Piceno è una città delle Marche con 51.630 abitanti (fonte ISTAT, gennaio 2008), capoluogo dell’omonima provincia e sede vescovile.

Indice

Geografia

Mappa del territorio ascolano

Mappa del territorio ascolano

La città si trova a 25 km dal Mar Adriatico, alla confluenza tra il fiume Tronto ed il torrente Castellano, ed è circondata per tre lati da colline, tra cui vi è la montagna dell’Ascensione, il Colle San Marco e la Montagna dei Fiori.

È collegata per via ferroviaria con San Benedetto del Tronto, per via stradale con Roma (attraverso la Via Salaria) e San Benedetto del Tronto (attraverso il raccordo autostradale), sulla costa adriatica, dove si trova il casello autostradale della A14.
Due parchi naturali la circondano, quello dei Monti Sibillini a nordovest e quello dei Monti della Laga a sud.

Fiume e torrenti

  • Torrente Castellano,
  • Torrente Chiaro,
  • Fiume Tronto,

Monti

  • Colle San Marco,
  • Monte Ascensione,

Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Ascoli Piceno.

Storia

Piazza Arringo

Piazza Arringo

Le origini della città sono avvolte nel mistero ma è abbastanza sicuro che la zona fosse popolata già nell’epoca neo-eneolitica da popolazioni italiche. Secondo una tradizione italica citata nella letteratura antica (Strabone, Plinio, Festo) la città venne fondata da un gruppo di Sabini, che vennero guidati da un picchio, uccello sacro a Marte durante una delle loro migrazioni detta ver sacrum. I Sabini si sarebbero fusi con altre popolazioni autoctone dando origine ai Piceni, di cui Ascoli divenne il centro principale anche grazie alla sua posizione sulla Via Salaria, che collegava il Lazio con le saline della costa adriatica.

Nel 299 a.C. si alleò con i Romani contro gli Etruschi, Galli e Sanniti e nel 269 a.C. divenne Civitas Foederata a Roma.

Nel 91 a.C. si ribellò a Roma insieme ad altre genti italiche (i Marsi in particolare ed altre popolazioni del sud Italia) e dette vita alla Guerra Sociale. Nell’89 a.C., dopo un lungo assedio, il generale romano Gneo Pompeo Strabone conquistò la città, trucidando i capi della rivolta e mandando in esilio parte dei suoi abitanti. Nell’88 a.C. Ascoli fu iscritta alla Tribù Fabia, e solo nell’80 a.C. venne finalmente riconosciuta la cittadinanza romana a tutte le popolazioni italiche. Giulio Cesare nel 49 a.C. la designò capitale della regione dandole l’appellativo di Picenum. Ai tempi di Augusto, divenne la capitale della quinta regione italica, più tardi nel III secolo d.C. fu eretta a provincia autonoma con il nome di Picenum Suburcarium. Successivamente segue il destino, come altre città, con la caduta dell’impero romano.

Nell’alto medioevo subì la decadenza economica e le razzie dei barbari, tra cui quella dei Goti di Totila e dei Longobardi di Faroaldo (578).

Per due secoli fu sotto il dominio longobardo del Ducato di Spoleto, (593-789), finché non passò sotto il controllo dei Franchi scesi in Italia al seguito di Carlo Magno. In questi secoli si accentuò il potere dei vescovi (i cosiddetti vescovi-conti), tra cui Corrado II che con apposito diploma concede al feudatario vescovo Bernardo I nel 1037, il diritto di Zecca.

Nel periodo la città viene trascinata in più occasioni nella più vasta lotta per il predominio in Europa tra guelfi e ghibellini.

Nel 1183 si costituisce in libero comune, conoscendo però il saccheggio e la distruzione ad opera delle armate imperiali di Federico II. Le libertà municipali sono minate dalle lotte di fazione tra le famiglie più in vista, tra cui il Signore Andrea D’Acquaviva e più tardi Ladislao I – re di Napoli, Conte Carrara, che finiscono per aprire la strada a personaggi ambiziosi come Galeotto Malatesta (XIV secolo) che viene cacciato da una rivolta e in seguito a Francesco Sforza che instaura una crudele dittatura (XV secolo) che viene abbattuta nel 1482, anche se Ascoli è costretta a riconoscere la sovranità della Chiesa.

Non cessano i disordini interni tra opposte fazioni che conduce a decadi di ribellioni, massacri, razzie, alla crescita del banditismo e alla decadenza delle virtù civili.

Venne annessa alla prima Repubblica Romana e nel 1860 viene annessa al Regno d’Italia di cui seguirà d’ora in avanti tutte le vicende. Degne di nota sono le vicende della resistenza ascolana nel settembre 1943 contro l’occupazione tedesca, che sono valse alla città la Medaglia d’Oro al Valor Militare per attività partigiana (2001).

Una parte del territorio della provincia ascolana è stato per oltre un secolo rivendicato dalla vicina e rivale Fermo, la quale ha perso il capoluogo a seguito dell’Unità d’Italia. Nel 2004, però, la provincia di Fermo è stata di nuovo istituita.

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Secondo l’ultimo censimento la popolazione è di circa 52.000 abitanti ma bisogna considerare la presenza di un numero consistente di persone abitanti all’interno del comune ma non residenti o difficilmente censibili. Si tratta per esempio dei numerosissimi studenti fuori sede che alloggiano nella città. Va poi considerato che, alcune zone periferiche della città si trovano ormai a lambire i comuni confinanti (soprattutto Folignano e Castel di Lama) e che l’elevato costo della abitazioni ha spinto molti ascolani ad acquistare nuove case in zone relativamente distanti dal centro cittadino. Tutto questo induce ragionevolmente a ritenere che la città di Ascoli Piceno sia a tutti gli effetti molto più cospicua, in termini di numero di residenti. A causa dello spopolamento del centro storico, la popolazione di Ascoli negli ultimi trenta anni si è spostata nei comuni limitrofi (Castel di Lama, Folignano, Maltignano, Colli del Tronto, Castorano, Venarotta) che segnano aumenti significativi di popolazione e indici di vecchiaia molto più bassi. Le giovani coppie sono infatti costrette, soprattutto dai prezzi degli immobili, a stabilire la loro residenza nei dintorni della città, dove i prezzi sono più bassi. Le nuove nascite avvengono in misura crescente in questi comuni.

Arte e cultura

Palazzo dei Capitani del Popolo

Palazzo dei Capitani del Popolo

Ascoli Piceno è una delle città più belle e monumentali d’Italia: il suo centro storico è interamente costruito in travertino (un tipo di marmo ricavato dalle cave vicine), e ha come fulcro la suggestiva Piazza del Popolo in stile rinascimentale. La piazza accoglie i monumenti più importanti della città come il Palazzo dei Capitani con accanto lo storico Caffè Meletti, la chiesa di San Francesco con l’edicola di Lazzaro Morelli, la loggia dei Mercanti e nelle sue immediate vicinanze il Teatro Ventidio Basso. Altro fulcro cittadino è il suggestivo spazio urbano di Piazza Arringo, la più antica piazza di Ascoli, dove si eleva la Cattedrale di Sant’Emidio che ha sul fianco destro la Porta della Musa e al di sotto della navata principale la Cripta dedicata anch’essa al patrono della città, il medievale Battistero San Giovanni, il Palazzo dell’Arengo, sede dell’importante Pinacoteca Civica ed il Palazzo Vescovile. Nelle immediate vicinanze si trova anche Palazzo Bonaparte e seguendo, dalla piazza, il percorso che risale verso il Colle dell’Annunziata la Chiesa di San Gregorio Magno. Non solo piazze, ma anche suggestive strade e vicoli di impronta schiettamente medievale caratterizzano il suggestivo centro storico di Ascoli Piceno come via Pretoriana, via di Solestà, via delle Stelle, via Soderini e Corso Mazzini, la principale arteria cittadina. Tra gli altri monumenti degni di nota sono da citare: la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, in Piazza Ventidio Basso, dalla bella facciata suddivisa in riquadri, poi il Ponte Romano (o ponte di Solestà), uno dei pochi, in Italia, visitabili anche al suo interno, presso l’omonima Porta Solestà, Porta Gemina, le vicine rovine del teatro romano e la chiesa di San Tommaso Apostolo, Porta Tufilla, la Fortezza Pia e Forte Malatesta, la chiesa di Sant’Agostino, il Palazzetto Longobardo, la Torre degli Ercolani, una delle poche torri superstiti tra le decine che compaiono nelle cronache medioevali, in ricordo delle quali, come per San Gimignano, Ascoli ha il soprannome di città delle Cento Torri. Meritevoli di essere visti sono anche i templi dedicati al Santo Patrono quali: Sant’Emidio alle Grotte e Sant’Emidio Rosso. Nelle vicinanze della città, percorrendo la Salaria in direzione Roma, c’è anche il monumentale Albero del Piccioni e nella zona di Porta Cartara il complesso, restaurato di recente, della Cartiera Papale. Suggestive e da menzionare sono le Grotte dell’Annunziata, ciclopica costruzione del periodo romano.

il Duomo dedicato a Sant'Emidio

il Duomo dedicato a Sant’Emidio

Il Battesimo di Polisia” di Lazzaro Giosafatti, Cripta del Duomo

il Battistero di San Giovanni

il Battistero di San Giovanni

Affresco della deposizione nella Chiesa di San Vittore

Affresco della deposizione nella Chiesa di San Vittore

Chiostro interno del Palazzo dei Capitani del Popolo

Chiostro interno del Palazzo dei Capitani del Popolo

Forte Malatesta e Ponte di Cecco

Forte Malatesta e Ponte di Cecco

Edicola di Lazzaro Morelli

Edicola di Lazzaro Morelli

Porta Tufilla

Porta Tufilla

Fonte di Sant'Emidio

Fonte di Sant’Emidio

Teatro romano

Teatro romano

Caffè Meletti

Caffè Meletti

Monumenti

Per approfondire, vedi la voce Monumenti di Ascoli Piceno.

Chiese

  • Battistero di San Giovanni – Semplice ed austero nella sua forma di architettura sacra di gusto romanico è costruito interamente in travertino ed annoverato tra i monumenti nazionali italiani. Si trova a Piazza Arringo a fianco del prospetto principale della cattedrale di Sant’Emidio, al suo interno ospita una vasca circolare, del V secolo, per il battesimo ad immersione ed un fonte battesimale su colonna tortile.
  • Chiesa del Cuore Immacolato di Maria – Realizzata negli anni 50, è stata istituita come parrocchia dal vescovo Mons. Marcello Morgante nell’anno 1955. Al suo interno custodisce un prezioso crocifisso ligneo, del 1636, intagliato dal francescano Innocenzo da Petralia. Lo storico Giuseppe Fabiani racconta della grande devozione del religioso che lo aveva lavorato solo nei giorni di venerdì, a digiuno ed in ginocchio.
  • Chiesa della Madonna del Ponte – Caratteristica per la sua forma cilindrica e per le modestissime dimensioni, è considerata una tra le più piccole chiese della città. Edificata nell’anno 1689 testimonia l’antica consuetudine di costruire edicole votive in prossimità dei passaggi e degli ingressi alle città.
  • Chiesa di San Gregorio Magno – Costruita per trasformare in luogo di culto cristiano un tempio romano pagano edificato tra l’ Età tardo Repubblicana, I secolo a.C., e la prima Età Augustea, I secolo d.C.
  • Chiesa di San Tommaso Apostolo – Chiesa romanica costruita verso il 1064, insieme alla Collegiata dei Canonici Lateranensi dell’ Ordine di Sant’Agostino, per iniziativa del vescovo Bernardo II. Sorge al lato dell’omonima piazza che custodisce i resti dell’anfiteatro romano.
  • Chiesa di San Vittore – Definita anche “costantiniana basilica”, segue i canoni dello stile romanico. Sorge vicino al Forte Malatesta, il suo fianco destro era costeggiato dal percorso cittadino della Strada Consolare Salaria che raggiungeva il Ponte di Cecco.
  • Cripta di Sant’Emidio – Accoglie, nello spazio sotterraneo del Duomo di Ascoli, i resti del patrono Sant’Emidio e dei suoi discepoli custoditi all’interno del sarcofago di epoca romana, dell’età di Marco Aurelio. Fu costruita nell’XI secolo per ospitare le reliquie del santo qui trasportate, dalle catacombe di Campo Parignano, dall’allora vescovo Bernardo II.
  • Tempietto di Sant’Emidio Rosso – Piccolo edificio religioso, a pianta ottagonale che nasce come ampliamento dell’edicola, voluta dai primi cristiani ascolani, che ha custodito per secoli la “Cona de Santo Migno”: la pietra utilizzata per la decapitazione del santo, ancora oggi, conservata nel tempietto al di sotto dell’altare.
  • Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte – Questo tempio è uno dei monumenti più importanti della città e ben rappresenta l’arte barocca delle Marche. Progettato da Giuseppe Giosafatti ed ispirato allo stile di Pietro da Cortona e di Gian Lorenzo Bernini fu eretto come ex voto in onore del Santo Patrono per aver preservato la città dai danni del sisma del 1703.
  • Chiesa di Santa Maria delle Donne – Edificata all’inizio del XIII secolo al di fuori delle mura cittadine oltre Porta Romana, nella piana di San Panfilo, e costruita attaccata al convento delle suore di clausura.

Chiese Sconsacrate

  • Chiesa di San Pietro in Castello – Edificata in stile romanico si eleva su una piccola rupe che fronteggia il Ponte Romano, è considerata da Giambattista Carducci l’ “antico sacro monumento ascolano”. L’attuale edificio religioso è stato ricostruito sullo spazio delle due precedenti chiese: la prima del secolo VIII, voluta dal vescovo longobardo Auclere, e la seconda edificata nell’anno 1142.
  • Chiesa di San Salvatore di Sotto – Edificio religioso di stile romanico, dedicato a Dio Salvatore e Principe della Pace, si ipotizza che sia stato costruito sull’area di un tempio romano pagano dedicato a Marte. Sorge poco lontano dal Ponte di Cecco, sulla sommità di un poggio che la tradizione ascolana identifica col nome di Colle di Marte, alle pendici di Colle San Marco.
  • Chiesa di Santa Maria del Lago – Chiesa poligonale che sorge all’interno del complesso di Forte Malatesta voluta da fra Cola da Tursi, eremita che visse in città nel XVI secolo.
  • Chiesa di Sant’Ilario – Edificata di fronte al tempietto di Sant’Emidio alle Grotte prima dell’anno 1000 utilizzando materiali di epoca romana provenienti da altre costruzioni. Fu residenza della Congregazione dei monaci camaldolesi di Santa Croce di Fonte Avellana dal XII secolo.

Chiostri

  • Chiostro Maggiore di San Francesco – Costruito nell’anno [[1565], per munificenza del signore ascolano Vincenzo Cataldi, si apre in un arioso spazio quadrangolare, vicino Piazza del Popolo, preceduto da un antistante portico del 1300. Nella sua area interna si scorgono il pozzo di gusto gotico, in un angolo una piccola la fontanina e sul muro del porticato la lapide ovale che ricorda le figure dei papi Niccolò IV e Sisto V, entrambi usciti dal convento della città.

Fontane

  • Fonte di Sant’Emidio – Opera del XVII secolo, incorniciata da una loggia esterna suddivisa in cinque arcate sormontata da una balaustra di colonnine. Il luogo lega la sua storia alla tradizione di uno dei prodigi di Sant’Emidio. Il santo non avendo a disposizione l’acqua necessaria per battezzare tutti i nuovi fedeli se la procurò battendo un sasso in questo luogo da cui fece sgorgare la sorgente che alimenta questa fonte.

Fortezze

  • Forte Malatesta – Costruzione fortificata edificata nei pressi del Ponte di Cecco, passo obbligato per chi accedeva nella città dalla zona Est. Sorge vicino alle sponde del Torrente Castellano, l’attuale fortezza è stata ricostruita sui resti di una precedente rocca per volere del signore di Rimini Galeotto Malatesta verso la metà del 1300.
  • Fortezza Pia – antica costruzione militare fortificata che si eleva nella zona più alta della città, deve il suo nome a Papa Pio IV che, nel 1560, volle farla ricostruire,

Musei cittadini

  • Cartiera Papale – Complesso architettonico che ha sempre ospitato mulini ad acqua e che ben rappresenta un esempio di archeologia industriale. Si sviluppa su più livelli edificati in diversi periodi, attualmente utilizzato come museo.
  • Galleria d’arte contemporanea Osvaldo Licini – Ospitata presso il complesso del Polo di Sant’Agostino espone al suo interno la maggiore collezione pubblica mondiale del pittore Osvaldo Licini e comprende, inoltre, dipinti di Lucio Fontana, de Pisis, Sebastian Matta, Gino Severini, Tullio Pericoli ed altri.
  • Museo della ceramica – Inaugurato nell’anno 2007, conserva al suo interno ceramiche dell’antica tradizione ascolana, dal XIV secolo fino al XX secolo, oltre una sezione dedicata alle ceramiche italiane come Castelli, Deruta, Faenza, Montelupo Fiorentino ed altre.
  • Museo dell’alto medioevo – Accoglie l’esposizione dei corredi in oro di due delle circa 260 tombe longobarde scoperte nel 1893 presso la necropoli di Castel Trosino. Presto l’allestimento sarà ospitato presso la nuova sede di Forte Malatesta.
  • Pinacoteca civica – Conserva opere pittoriche su tela e su tavola realizzate dal XIV al XX secolo. Tra gli artisti più famosi presenti: Tiziano, Guido Reni, Carlo Crivelli, Pietro Alamanno e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Di notevole pregio anche il Piviale di manifattura inglese, del XIII secolo, che il Papa ascolano Niccolò IV donò alla Cattedrale della città.
  • Museo diocesano

Opere d’arte e di architettura

  • Edicola di Lazzaro Morelli – Di gusto barocco, fu costruita da Lazzaro Morelli addossata ad un’abside della parete esterna della chiesa di San Francesco, nell’anno 1659, su richiesta del Governatore ascolano Gerolamo Codebò e dedicata alla Madonna di Reggio.
  • Grotte dell’Annunziata – Costruzioni monumentali realizzate tra la fine del II secolo a.C. e l’inizio del I secolo a.C. che testimoniano l’abitudine dell’epoca a non lasciare sguarniti di rivestimenti murarii i rilievi collinari che circondavano le città. Questa tipologia di sostruzione poteva essere utile sia per stabilizzare il terreno, evitando il degradamento del colle, e sia a consolidare la superficie sopra la vetta. L’utilizzo dell’edificio era anche quello di ricavare alloggi ed abitazioni per i soldati o per gli schiavi.
  • Loggia dei Mercanti – Opera cinquecentesca che si aggiunge alla preesistente facciata gotica della chiesa di San Francesco. Commissionata dalla ricca “Corporazione della Lana” si compone di cinque arcate, poggianti su colonne corinzie e termina con un cornicione merlato.
  • Porta della Musa – L’ingresso laterale della cattedrale di Ascoli è così poeticamente chiamato dal distico che si legge scalpellato sulla pietra immurata a fianco della porta. Situata tra la 4° e la 5° lesena è un’opera tardo rinascimentale di difficile attribuzione. Alcuni ipotizzano Carlo Crivelli, altri Giuliano da Maiano ed altri ancora Lazzaro di Francesco, ma, quasi sicuramente, è opera di un capacissimo, valente ed ignoto lapicida locale.

Palazzi

  • Caffè Meletti – Annoverato nell’elenco dei 150 caffè storici d’Italia è da sempre considerato il ritrovo dei personaggi più illustri della città, punto di incontro di cultura e di vita mondana. Si affaccia direttamente su Piazza del Popolo preceduto da un portico con arcate e soffitto affrescato. La vita del Caffè inizia il 18 maggio 1907, giorno della sua inaugurazione.
  • Palazzetto Longobardo – Piccolo edificio medioevale di architettura civile edificato nel XII secolo. Rappresenta un rarissimo esempio di architettura perfettamente conservata.
  • Palazzo dell’Arengo – Palazzo che risale alla fine del XII secolo, si affaccia sulla centralissima Piazza Arringo, è costituito dal Palazzo del Comune e dall’Arringo. All’interno ha sede la Pinacoteca Civica ed alcuni uffici comunali, tra cui quello del Sindaco.
  • Palazzo Bonaparte – Completamente diverso da tutti i palazzi gentilizi coevi della città rappresenta uno dei migliori esempi dell’architettura rinascimentale ascolana. Le sue mura esterne sono riccamente intessute da pietre intagliate che adornano sia le porte d’ingresso che tutte le finestre.
  • Palazzo dei Capitani del Popolo – Affacciato su Piazza del Popolo si distingue per la sua elegante torre merlata medioevale a fianco dello storico Caffè Meletti. Costruito fra il XIII ed il XIV secolo con l’accorpamento di tre piccoli edifici separati da due ruette.

Piazze

  • Piazza Arringo – Questa è la piazza monumentale più antica della città, si ritiene che fosse la sede dell’antico Foro e si apre sull’antico percorso della Consolare Salaria che attraversava Ascoli. Fu centro propulsore di importanti accadimenti della vita sociale ascolana. Qui predicò San Francesco d’Assisi, nel 1215, e San Giacomo della Marca, nel 1446. Nell’anno 1335, in questa piazza, furono redatti gli Statuti del Popolo, che sostituirono gli Statuti del Comune.
  • Piazza Ventidio Basso – Ampio spazio irregolare che si apre nel centro storico, già dall’epoca romana fino al XVII secolo fu il maggiore fulcro commerciale della città. Da questa piazza, ogni anno, si avvia il corteo storico del Torneo cavalleresco della Quintana.
  • Piazza del Popolo – Di stile Rinascimentale è considerata una delle più belle e suggestive piazze d’Italia. Si apre all’incrocio del cardo e del decumano dell’impianto stradale cittadino. Il suo spazio è circoscritto dalle facciate di Palazzo dei Capitani, del Caffè Meletti e dalle leggere e gentili forme gotiche della Chiesa di San Francesco, tutto il resto del perimetro è delimitato da palazzetti rinascimentali con portici e logge.

Ponti

  • Ponte di Cecco – Costruzione di epoca romana, dell’ età repubblicana. Nella tradizione popolare si attribuisce la sua realizzazione al diavolo che, su ordine di Cecco d’Ascoli, poeta ed astrologo ascolano, lo avrebbe realizzato in una sola notte.
  • Ponte Maggiore – Le sue arcate attraversano il torrente Castellano, collegando il centro storico al quartiere di Porta Maggiore. Fu fatto saltare dai guastatori tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale. Lo ricostruì, nell’anno 1946, l’ingegnere Giuseppe Viccei.
  • Ponte Nuovo – Fu progettato e costruito negli anni tra il 1909 ed il 1911 da Umberto Pierpaoli, architetto, ed Enrico Cesari, ingegnere. Dal suo parapetto di destra si scorge il punto di confluenza di due dei tre corsi d’acqua che attraversano la città: il fiume Tronto ed il torrente Castellano.
  • Ponte Romano di Solestà – Costruito durante l’età augustea è considerato uno dei ponti più rappresentativi della tecnica e della civiltà romana poiché ha conservato integralmente le sue caratteristiche costruttive. Visitabile all’interno attraverso un corridoio d’ispezione.
  • Ponte Tufillo – Si trova nelle vicinanze dell’omonima Porta Tufilla. La sua prima costruzione si fa risalire al tempo del vescovo ascolano Alberico nell’anno 1097 e, secondo questa datazione, sarebbe stato il ponte medioevale più antico di Ascoli.

Porte cittadine

  • Porta Gemina – considerata fra le più vetuste ed importanti porte di Ascoli poiché attraverso i suoi fornici si immetteva la Via Salaria all’interno della città provenendo da Roma. Con la sua monumentalità è architettonicamente classificabile come una tipica costruzione romana del I secolo a.C.
  • Porta Solestà – Fu costruita nell’anno 1230, all’inizio del Ponte Romano, per volere di Fidemilio da Mogliano utilizzando probabilmente materiali di risulta di una preesistente porta romana. Mostra al di spora del fornice lo stemma più antico del comune di Ascoli.
  • Porta Tufilla – Fu costruita tra il 1552 ed il 1555, come testimonia l’epigrafe della linea marcapiano: “PAULO IIII PONT MAX MDLV”, dall’architetto Camillo Merli, sulle fondamenta di una più antica. La sua struttura si compone di un solo arco a tutto sesto cui è sovrapposta una pittoresca loggetta di guardia a tre luci.

Teatri

  • Teatro romano – Addossato alle pendici del Colle dell’Annunziata, è stato rinvenuto durante gli scavi condotti nell’anno 1932, e successivi del 1951 e del 1959. Presenta l’emiciclo delle gradinate esposto verso Nord, la sua costruzione risalirebbe al I secolo avanti Cristo con successivi restauri ed ampliamenti nella prima metà del I e II secolo dopo Cristo.
  • Teatro Ventidio Basso – Opera realizzata da Ireneo Aleandri di Sanseverino tra il 1840 ed il 1846. Si mostra con la facciata neoclassica, in travertino, arricchita da un colonnato centrale in ordine ionico.

Torri

  • Torre degli Ercolani – Fu costruita tra il XII ed il XIII secolo, seguendo i canoni delle torri gentilizie, ed è considerata la più antica della città. All’epoca la torre era intesa come una trasposizione urbana del castello, luogo in cui la consorteria si asserragliava in caso di pericolo.

Strade

  • Via delle Stelle – è il vecchio camminamento che si snodava al di fuori delle mura cittadine. Intraprendere questo percorso, che inizia nei pressi di Porta Gemina e giunge fino al Ponte Romano equivale ad un’immersione a ritroso nel tempo e fruire della possibilità di ammirare un panorama quasi intatto della città ai tempi dell’Età Comunale.

Manifestazioni

  • Torneo cavalleresco della Quintana e Festa patronale
La città è per molti versi legata alle tradizioni religiose e civili ed i principali avvenimenti cittadini ruotano intorno alla festività del patrono Sant’Emidio che si celebra il 5 agosto che ha il suo culmine dopo la mezzanotte con gli splendidi fuochi d’artificio. La prima domenica di agosto si tiene la solenne sfilata storica della Quintana cui partecipano oltre 1.500 figuranti in costume e le autorità cittadine, Sindaco compreso nel ruolo di Magnifico Messere. Al termine della sfilata si tiene il torneo cavalleresco della Quintana, basato su antichi statuti del XIV secolo e che si rinnova dal 1955 senza interruzioni. Da alcuni anni è stata anche inserita la manifestazione della Quintana in notturna, si svolge la sera del secondo sabato di luglio.
  • Carnevale di Ascoli
Molto interessante, per il suo carattere goliardico e popolare, il Carnevale di Ascoli, con la partecipazione dei cittadini, sia in gruppi che in carri (domenica e martedì di carnevale).
  • Fritto misto all’italiana
Tra fine aprile ed inizio maggio si svolge una importante manifestazione gastronomica, , con la presenza di stands provenienti dalle regioni d’Italia e da molti paesi del mondo, che permette di degustare molti dei tipi di fritti italiani e non solo, tra cui la locale oliva fritta all’ascolana.
  • Premio Internazionale Città di Ascoli Piceno
Si svolge ogni anno, tra la fine di novembre ed i primi di dicembre, organizzato dall’Istituto Studi Medievali Cecco d’Ascoli. Si tratta di un premio letterario che viene assegnato ad una personalità nel campo della medievistica internazionale che si è contraddistinta per la pubblicazione di testi che contribuiscono all’indagine storica e al valore della ricerca storiografica. Tra i vincitori del premio si ricordano Elémire Zolla (1987) , Ovidio Capitani (1989) e Liliana Cavani (1991 per il film Francesco) . Nel 1987 la Giuria del Premio assegnò una menzione speciale allo storico francese Jacques Le Goff.
  • Notte di San Lorenzo
il 10 agosto di ogni anno si svolge la Notte di San Lorenzo. In ogni angolo del centro storico della città vi sono concerti, mostre, spettacoli teatrali, stands enogastronomici che durano fino all’alba successiva

Personalità legate ad Ascoli Piceno

Per approfondire, vedi la voce Categoria:Personalità legate ad Ascoli Piceno.

Personalità del passato

  • Pietro Alamanno
  • Girolamo Bernerio
  • Valentino Bompiani
  • Antonio Bonfini
  • Cecco d’Ascoli
  • Carlo Crivelli
  • Giovanna Garzoni
  • Filippo de Angelis
  • Cino Del Duca
  • Sant’Emidio
  • Dino Ferrari (pittore)
  • Nicola Filotesio o Cola dell’Amatrice
  • Galeotto I Malatesta
  • Osvaldo Licini
  • Luigi Luciani
  • Gianni Mazzocchi
  • Marcello Morgante
  • Papa Niccolò IV
  • Antonio Orsini
  • Fra Pacifico
  • Gneo Pompeo Magno
  • Gneo Pompeo Strabone
  • Costantino Rozzi
  • San Serafino da Montegranaro
  • Papa Sisto V
  • Luigi Stipa
  • Fernando Tambroni
  • Elisabetta Trebbiani

Personalità contemporanee

  • Giovanni Allevi
  • Massimo Cacciatori
  • Marino Calvaresi
  • Giuseppe Carillo
  • Tonino Carino
  • Paolo Caucci von Saucken
  • Saturnino Celani
  • Walter Cinciripini
  • Emidio Giovannozzi
  • Giuseppe Iachini
  • Massimo Lopez
  • Carlo Mazzone
  • Fabio Meridiani
  • Silvano Montevecchi
  • Emidio Morganti
  • Giuseppe Petrocchi
  • Giuseppe Piccioni
  • Rischio
  • Gian Franco Svidercoschi
  • Carlo Vittori

Cinematografia

I film più importanti girati in questa città:

  • I delfini di Francesco “Citto” Maselli, in bianco e nero, uscito nel 1960, con Sergio Fantoni, Claudia Cardinale e Tomas Milian, ricco di splendidi scorci della città, tra cui Piazza del Popolo ed il Caffè Meletti;
  • Alfredo, Alfredo di Pietro Germi uscito nel 1972 che vedeva come protagonisti Stefania Sandrelli e l’attore americano Dustin Hoffman, lei nel ruolo di una farmacista, lui nel ruolo di un impiegato di banca della Carisap. Le scene furono girate interamente in città, tranne alcune durante la fase finale del film;
  • Il grande Blek, di Giuseppe Piccioni uscito nell’anno 1987.
  • Il maestro degli errori, di Piero Maria Benfatti, finito di girare nel 2003, con Remo Girone e Tobias Moretti. Il film premiato al Festival del Cinema di Salerno nel 2005, è un kolossal storico che ricostruisce la vita di Francesco Stabili, meglio noto come Cecco d’Ascoli. Girato prevalentemente ad Ascoli con massiccio uso di comparse locali, il film uscì con successo all’estero (in particolare ottimi incassi nei cinema in Germania e ottimi ascolti in TV in Austria), ma non è mai uscito in Italia a causa di insolvenze finanziarie della produzione, che hanno costretto la magistratura al sequestro della pellicola.

Spot pubblicitari

Nel 1998, in una scena di uno spot pubblicitario per la Fiat, si notavano Fiat 500 girare intorno alla piazza con lo sfondo la chiesa di San Francesco.

Letteratura e poesia

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Ecco una poesia Ascolana:

« Ascule, cetta mie’ lentana, tesore care

quanne repenze a te, sente stu core,
che fa la ninna nanna su nu mare
de recuorde e de penziere, ch’e n’amore

me pare de rej tant’anne arrete
e de redeventa cusci frechi
com’era quanne terava li prete
e stava a mattia che lu pallo’, tutti li di

che’ l’uocchie de lu tiempe i da lentana te reguarde
e che ‘ lu core che mamma m’e date
so ite pe lu munne, ma bastarde
Ascule mie’, a te’ nen te so mai scurdate

Te so tenute sempre ‘n quiste core
sempre su ‘n palma de ma’ te so sembre pertate
come na perla, come nu tesore
tutte li notte da lentana me te so segnata

Me so segnate Sant’ Emiddie bielle
Porta Remana, Porta Capeccina e
a L’Quintana
La N’enziata e San Marche sulle stelle
che ne pozze pensa de piu bielle

De cetta belle e grosse ne so viste
se diche do, tre ciente, nne me vante
pe gniente.. Ascule citta mie stu core chiste

de dice, che ti le valepiu di tutte quante messe insieme! »

(Nino Vittori)

Economia

Di recente industrializzazione, Ascoli Piceno vanta una discreta zona industriale con la presenza di alcune importanti aziende italiane e multinazionali con stabilimenti produttivi attivi nella gomma, carta, prodotti farmaceutici, ma la maggior parte dell’economia ruota intorno a piccole e medie aziende a conduzione familiare e sulla fornitura di servizi professionali per i piccoli centri della Valle del Tronto e delle montagne circostanti.

Forze Armate

La città di Ascoli Piceno è sede dello storico 235° Reggimento Addestramento Volontari “Piceno”. La caserma “Clementi” è l’unica in Italia dedicata alla formazione dei soli Volontari di truppa di sesso femminile. Nel 2001 in Piazza del Popolo vi è stato il primo giuramento nella storia della Repubblica italiana di donne soldato. Fino al 21 Dicembre 2007 la città è stata anche sede del Comando Reclutamento e Forze di Completamento Esercito “Marche”. Dal 1 Gennaio 2008, nell’ambito della riorganizzazione degli Enti territoriali dell’Esercito, il nuovo Comando Militare Esercito “Marche” è stato trasferito ad Ancona.

Sedi Consolari

Dal 2005 la città è sede del Consolato Onorario della Repubblica Slovacca per le regioni Marche, Abruzzo e Umbria.

Amministrazione comunale

Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Ascoli Piceno.

Sindaco: Piero Celani (Forza Italia) dal 14/06/2004 (2° mandato)
Centralino del comune: 0736 2981
Email del comune: protocollo@comune.ascolipiceno.it

Frazioni

Bivio Giustimana, Campolungo-villa sant’Antonio, Caprignano, Carpineto, Casa circondariale, Casalena, Casamurana, Case di Coccia, Caselle, Castel di Lama stazione, Castel Trosino, Cervara, Colle, Colle san Marco, Colloto, Colonna, Colonnata, Faiano, Folignano, Funti, Giustimana, Il Palazzo, Lago, Lisciano, Lisciano di Colloto, Montadamo, Monte di Rosara, Morignano, Mozzano, Oleificio Panichi, Palombare, Pedana, Piagge, Pianaccerro, Poggio di Bretta, Polesio, Ponte Pedana, Porchiano, Rosara, San Pietro, Santa Maria a Corte, Talvacchia, Taverna di mezzo, Trivigliano-villa Pagani, Tronzano, Valle Fiorana, Valle Senzana, Valli, Vena piccola, Venagrande, Villa Sant’Antonio.

Sport

Calcio

Per approfondire, vedi le voci Ascoli Calcio 1898 e Stadio Cino e Lillo Del Duca.

La città è sede dell’Ascoli Calcio 1898, di cui ospita le gare interne presso lo stadio “Cino e Lillo Del Duca”. Prima società sportiva delle Marche (fondata nel 1898 con il nome di Società Sportiva Vigor), presente dalla stagione 1972-73 nelle massime categorie del calcio professionistico (Serie A e B). L’Ascoli, nel corso della sua storia più che centenaria, ha conseguito 2 promozioni dalla serie C alla Serie B e ben 5 dalla Serie B alla Serie A, conquistando anche una Mitropa Cup nel 1987 e una Supercoppa di Lega di serie C nel 2002.

Fiore all’occhiello della storia sportiva della società restano comunque le numerose stagioni disputate nelle massime categorie del calcio nazionale: ben 16 in serie A (migliore piazzamento il 5° posto ottenuto nel 1979/80) e 12 in Serie B, tutte nel periodo compreso tra il 1972/73 e il 2006/07.

Ciclismo

Ascoli Piceno è stata più volte arrivo di tappa del Giro d’Italia:

  • 1988: 2^ tappa, vinta da Guido Bontempi.
  • 2004 (19 maggio): 10^ tappa, vinta da Alessandro Petacchi.

Automobilismo

Ascoli Piceno ospita ogni anno, nel tracciato Colle San Marco-Colle San Giacomo, la cronoscalata “Coppa Paolino Teodori” valevole per il “CIVM – Campionato Italiano Velocità Montagna”. Il 25 luglio 2007 si è svolta la 46° edizione dell’evento, mentre la prossima edizione (47°) è programmata per il 15 giugno 2008.

Calcio da tavolo – Subbuteo

In città dal 2004 opera anche il Subbuteo Club Ascoli, nato grazie alla passione di alcuni giocatori di Subbuteo che dopo anni sono tornati all’attività agonistica. Dopo tre stagioni di serie C, nel 2007 lo SCA ha conquistato la promozione in serie B nel circuito FISCT. Dal 2007 la città ospita il Memorial Costantino Rozzi, torneo nazionale di calcio da tavolo.

Città gemellate

  • Bandiera della Francia Massy, Francia, dal 1997, gemellata dal sindaco Roberto Allevi, per Ascoli Piceno e dal sindaco Vincent Delahaye per Massy
  • Bandiera della Germania Treviri, Germania, dal 1958, gemellata dal sindaco Serafino Orlini, per Ascoli Piceno e il borgomastro Heinrich Raskin per Treviri

Onorificenze

È tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Il 12 aprile 2001, la città di Ascoli Piceno è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’attività partigiana con la seguente motivazione:[1]

« La fiera e pacifica città di Ascoli Piceno, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, non esitò a sollevarsi contro il tedesco invasore. Già il 12 settembre, il coraggioso comportamento dei militari del presidio aveva costretto alla resa le forze nemiche, superiori in uomini e mezzi, mentre dal 2 al 5 ottobre, al Colle San Marco, un pugno di giovani ardimentosi, male armati ed equipaggiati, si batterono duramente, contro unità germaniche, subendo dolorose perdite. La popolazione ascolana, non desistette dal proseguire la lotta, partecipando a numerosi scontri, come quelli in località Venagrande, Castellano e Vallesenzana, che furono fra i momenti più significativi della sua irriducibile volontà di partecipare direttamente alla liberazione del territorio. Non meno agguerrita fu l’attività dei “gruppi di azione patriottica”, conclusasi con l’ ardita liberazione dalle carceri cittadine di tutti i detenuti politici. Ad essa va aggiunta la pericolosa opera svolta a favore di migliaia di prigionieri alleati e di militari italiani sbandati molti dei quali furono condotti in salvo oltre le linee. Numerose furono le perdite di vite umane, le deportazioni e le distruzioni subite dalla città, che fu sempre sorretta dalla fede in una Patria migliore, risorta dalla dittatura fascista. Ascoli Piceno, 12 settembre 1943 – 20 giugno 1944 »

Voci correlate

  • Ducato di Spoleto
  • Mozzano
  • Stato Pontificio
  • Compagnia dei Folli
  • Iscrizioni di Ascoli Piceno

Altri progetti

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