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July 20, 2008

Wikipedia: Nadro

Filed under: — admin @ 11:16 pm
Nadro
Panorama di Nadro ai piedi del Pizzo Badile Camuno
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Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: Italia
Regione: Lombardia
Provincia:
stemma Brescia
Comune:
Ceto
Coordinate: 46°1′N 10°21′E / 46.0119139, 10.3529306
Altitudine: 421 m s.l.m.
Abitanti:
655
Nome abitanti: Nadresi
Santo patrono: santi Gervasio e Protasio
Giorno festivo: 15 agosto
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Pref. telefono: 0364 CAP: 25040
Sito istituzionale
Frazione

Posizione della frazione sulla mappa dell'Italia

Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Più oltre si vede Nadro riguardevole di fabriche, e d’habitanti, con pezzi d’alcune torri, che l’indicano per il passato sia stato luogo di giurisdittione signorile, e porta pur di presente fama la sua parochiale di s.Gervasio, e Protaso di politezza, e d’ornamenti. »
(Gregorio Brunelli, «Curiosi Trattenimenti contenenti ragguagli Sacri e profani dei Popoli Camuni», 1698[1])

Nadro (Nàder in dialetto camuno[2]) è una frazione di circa 655 abitanti[3] situata nel comune di Ceto, in Valle Camonica.

Il paese è posto in provincia di Brescia, a circa 75 km dal capoluogo, raggiungibile seguendo la strada Statale 42 del Tonale e della Mendola che termina, dal 2005, in uno svincolo all’altezza della frazione, in attesa della prosecuzione dei lavori.[4]

Il territorio di Nadro confina con tre diversi comuni: a est quello di Cimbergo, a nord quello di Capo di Ponte ed ad ovest quello di Ono San Pietro. Il capoluogo comunale, Ceto, è invece posto più a sud.

L’abitato attuale si sviluppa a partire dal suo centro storico, di tipica struttura medievale, il nucleo del quale è dato da una Casatorre del XV secolo, che era di proprietà della nobile famiglia Gaioni.

Il paese si inserisce nel sistema delle incisioni rupestri della Valcamonica in quanto ingresso principale alla vasta area della riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo; ospita inoltre il museo didattico della riserva.

Indice

Geografia fisica

Territorio

Il territorio della frazione di Nadro è compreso in un dislivello di circa 300 metri: esso declina da un’area montuosa ad oriente, che sfiora i 640 m s.l.m. della località Figna (al confine col comune di Cimbergo), fino ad un’area pianeggiante presso le sponde del fiume Oglio, a circa 360 m s.l.m.. Il paese, che giace a 421 m s.l.m., è disposto al centro tra i due punti sopracitati.

Nel settore orientale, compreso tra il confine col comune di Cimbergo e l’abitato, vi è una vasta area boschiva facente parte della Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo; in questo punto sono molto diffusi i castagni e qualche abete, i quali vengono sostituiti dagli alberi di noce mentre, discendendo di quota, ci si avvicina al paese.

Nel settore occidentale, tra l’abitato ed il fiume Oglio, è invece presente una stretta area pianeggiante, un tempo adibita a coltivazione, oggi per gran parte urbanizzata e sede di una zona industriale; è delimitata ad occidente dalle sponde del fiume ed a nord dalla località Termen.

Per tutto il territorio è riscontrabile l’albero infestante della robinia, il quale, importato in Europa nel XVII secolo, ha il difetto di soffocare le specie autoctone. Data la rapidità della sua crescita è oggigiorno adoperato come legna da ardere ad utilizzo domestico.

Idrografia

Il Pizzo Badile Camuno durante gli equinozi

Il Pizzo Badile Camuno durante gli equinozi

L’abitato si dispone alla destra idrografica del torrente Figna, il quale discende dal territorio di Cimbergo e termina il suo corso congiungendosi al fiume Oglio.

L’importanza di questo torrente nel passato è riscontrabile nel lungo processo che, a cavallo del XV secolo, oppose la vicinia di Nadro e quella di Cimbergo, e che si risolse solamente con l’intervento diretto del governo veneziano.[5]

Poco sotto l’abitato, in una zona compresa tra la via Nazionale ed il paese stesso, è visibile un enorme canale coperto costruito nel 1926, il quale convoglia le acque di diversi torrenti della Val Camonica a fini idroelettrici. La condotta inizia presso il paese di Cedegolo e termina a Cividate Camuno.[6]

A seguito degli eventi alluvionali del luglio 1987, che colpirono non solo la Valtellina, ma anche alcuni comuni della Valle Camonica, vennero effettuate nel 1988 delle opere di bonifica e sistemazione degli argini dalla Figna, soprattutto nel suo tratto finale.[7]

Orografia

Il paese di Nadro, situato nel cuore della media Valle Camonica, è adagiato alle pendici del Pizzo Badile Camuno, possente montagna calcarea del gruppo dell’Adamello. L’abitato è quindi rivolto ad ovest, verso il monte Concarena, anch’esso d’origine calcarea ma facente parte delle prealpi Orobiche.

Durante gli equinozi, due volte l’anno, si osservano spettacolari giochi di luce creati dal sole che sorge e tramonta dai due monti sopraccitati. Alcuni studiosi, come Ausilio Priuli, rilevano come potrebbe esserci relazione di tipo mistico-religioso tra le incisioni rupestri, sia della vicina area della riserva che con quelle del comune di Capo di Ponte (circa l’80% dell’intero patrimonio della Val Camonica si trova in questa zona), e la scenograficità di questi due monti. [8] Altri, come Umberto Sansoni, hanno una opinione del tutto opposta.[9]

A questi fenomeni è legata anche una festa del paese, la Festa delle due albe.

Clima

Appartenendo al comune di Ceto è classificato climaticamente all’interno della fascia E, sebbene il suo orientamento ad ovest differisca dalla disposizione del capoluogo a sud-ovest. [10]

Durante l’inverno le temperature oscillano tra i -10 °C della mattina e i 12 °C del pomeriggio. Il paese, a causa della sua posizione sul versante orientale della valle, è raggiunto dalla luce del sole solamente verso le ore 11.00.

D’estate il clima è molto più mite, ed il sole, data anche la diversa conformazione delle montagne, lambisce l’abitato già a metà mattina, riscaldando il territorio sino a superare i 25 °C. Nella stagione primaverile, infine, sono frequenti gli episodi di favonio (föhn). [11]

Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle Camonica.
Incisione rupestre a Foppe di Nadro

Incisione rupestre a Foppe di Nadro

La prima frequentazione umana nella zona di Nadro risale probabilmente al periodo mesolitico. Precedentemente, durante il paleolitico, l’intera Valle Camonica si trovava ancora al di sotto di una spessa coltre di ghiaccio causata dalla glaciazione di Wurm.

Presso l’area della riserva naturale delle incisioni rupestri, a poche centinaia di metri da Nadro, è stato ritrovato un riparo sottoroccia con focolare preistorico e microliti, databili a circa 9.000 anni fa.[12]

Sono inoltre riscontrabili, presso i grandi lastroni di arenaria ricchi di petroglifi, incisioni databili sicuramente dall’età del rame, del ferro, fino al medioevo, lasciando presupporre una continua antropizzazione del territorio durante tutto questo periodo.

Le incisioni rupestri osservabili a fianco raffigurano non solo elementi zoomorfi, antropomorfi, oggetti, armi, “figure di capanna”, ma anche alfabetari che rappresentano l’antico alfabeto camuno.[13]

Non sono pervenute documentazioni precise del periodo compreso tra l’età dei metalli e la caduta dell’impero romano ma si sa che a partire dal 774 anche Nadro, come tutta la Valle Camonica, divenne feudo dei monaci benedettini di Tours, grazie alla donazione di Carlo Magno.

Tra il X e l’XII secolo il borgo di Nadro gravitò nell’orbita dei feudatari vescovili de Figna, probabilmente discendenti da un ramo della famiglia Martinengo.

È da notare in proposito come il cognome di questa casata permanga come toponimo sia per una zona a monte di Nadro, sia per il torrente che scorre accanto al paese. Gli storici non sono concordi, però, sul fatto che i feudatari abbiano mantenuto il nome del luogo d’origine, o viceversa, il toponimo sia derivato proprio da loro. Certo è che vi fosse un castello presso la località Figna, un tempo forse sede di una dogana sulla strada degli alpeggi della Val Paghera.[14]

La famiglia de Figna governò Nadro fino al 1302. In seguito, il 14 ottobre 1336, il Vescovo di Brescia assegnò i diritti delle decime a Maffeo e Giroldo della famiglia Botelli di Cemmo.[15]. In seguito, però, questi ultimi caddero in disgrazia agli occhi del Vescovo quando, per accaparrarsi i beni ecclesiastici, si allearono con i ghibellini Federici.

Il paese di Nadro

Il paese di Nadro

È riportato da Gregorio Brunelli che nel 1397, al momento della pace di Breno, i Botelli inviarono per Nadro Salvagnirio di Antonio e Andreolo Bettoni a schierarsi dal lato ghibellino del fiume Oglio.[16]

Il 13 ottobre 1423 Giovanni Gaioni da Edolo si vide confermare le rendite (concesse dal vescovo già nel 1408) di Nadro. I Gaioni erano una famiglia ghibellina proveniente da Edolo, concorrenti dei Federici in alta Val Camonica. Essi si sostituirono ai Botelli ed a loro si deve la riedificazione della casa torre, che domina ancora oggi il paese.[17].

A partire dal 1454, quando la Valle Camonica divenne parte della Terraferma Veneziana, il potere dei feudatari venne ridimensionato a favore delle amministrazioni locali, chiamate vicinie. Esse erano un’antica istituzione di autogoverno degli abitati, formata dai capifamiglia originari di un paese, al fine di gestire i beni comuni quali i boschi, le acque, i ponti, le strade. Non vi erano compresi i nobili, gli ecclesiastici e gli stranieri.

Il giorno 22 aprile 1474 è riportato che si presentarono dal Capitanio di Valle a Breno due rappresentanti della vicinia di Nadro al fine di accusare la comunità di Cimbergo di interrompere il flusso dell’acqua del torrente Figna, che alimentava i mulini del paese.

Agli abitanti di Cimbergo, che utilizzavano l’acqua per irrigare la campagna, venne intimato dalle autorità veneziane di non interrompere il corso del torrente. Sebbene la sentenza fosse stata emessa, la questione continuò a riproporsi per tutto il Cinquecento.[18]

Nell’autunno del 1578 il vescovo di Brescia Giorgio Celeri compì una visita pastorale nella Valle Camonica. Della parrocchia di Nadro riporta:

(LT)
« Intra latitudinem suae parochiae continetur animae 350, communionis autem 150 »
(IT)
« All’interno del territorio della sua parrocchia sono contenute 350 anime, di cui 150 ammesse alla comunione »
(Relazione della visita pastorale fatta in Valcamonica (versante sinistro) da Giorgio Celeri dal 20 luglio al 20 settembre 1578, Silvino Tarsia[19])
Aereo austriaco abbattuto dalla contraerea italiana a Nadro (1917)

Aereo austriaco abbattuto dalla contraerea italiana a Nadro (1917)

Nel Catastico Bresciano di Giovanni da Lezze del 1609 si legge:

« Questo territorio produce biave di due raccolti, et anco vini, ma debili et acerbi alquante castagne, et pochi fieni. Li habitanti sono tutti contadini, che attendono l’agricoltura, et alcuni alla ferrarezza, et vi sono due mulini, una rasica et doi fusine de asale. »

Anche nell’estimo del 1645 si ricordano i mulini di Nadro:

(LT)
« Alia duo molendina pro uso terre Nadro a Medio et alla Valle una cum pistono »
(IT)
« Altri due mulini nella terra di Nadro a Medio e alla Valle con il pestono »

Nelle deliberazioni del 1474 si distinguevano i due mulini chiamandone uno rodanum e l’altro piganzolum; il secondo, è annotato, consumava più acqua.[21]

Nel 1797, con l’arrivo di Napoleone e la nascita della Repubblica Cisalpina, vennero instaurati i comuni ed abolite le vicinie ed i privilegi feudali, ma è da segnalare che il primo sindaco del comune di Nadro e Ceto fu proprio tale Cristoforo Gaioni. L’ultimo rampollo della nobile famiglia Gaioni, Giovanni Bettino, morì invece decapitato per un colpo di mannaia infertogli da Paolo Pezzoni nel 1856.[22].

Nel febbraio 1798, a seguto della legge “6 ventoso anno VI” del cantone di Montagna, il comune di Nadro venne unito a quello di Ceto.[23]

Nel 1858 la Valle Camonica venne formalmente annessa al Regno d’Italia; il paese di Nadro, visitato in questo anno dal Vescovo di Brescia Girolamo Verzieri, contava 418 abitanti di cui 275 ammessi alla comunione.[24].

A partire dalla crisi agricola del 1870 diversi abitanti di Nadro, come molti in Val Camonica, scelsero l’emigrazione, soprattutto verso gli Stati Uniti d’America e l’Argentina. La spopolazione continuò, con situazioni altalenanti, fino al secondo dopoguerra. Nei primi anni del XX secolo la popolazione del paese era di circa 560 persone, e lungo la strada statale sorsero le prime sei case.[25]

Tra il 1927 ed il 1947 il comune di Ceto, e conseguentemente il territorio di Nadro, viene unito al comune di Cerveno, in ottemperanza alle leggi fasciste che accorpavano i piccoli comuni.[26]

Nel 1962 viene inaugurata la zona industriale in località Campagnelli, mentre nel 1983 è istituita la riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo.

Nadro visto dalla santella dell'Addolorata

Nadro visto dalla santella dell’Addolorata

Antichi Originari

Gli Antichi Originari erano, al tempo delle vicinie, i capifuoco delle famiglie native del paese: essi erano gli unici che avevano il potere di deliberare nei consigli, mentre i nobili, gli ecclesiastici e gli stranieri (anche se residenti da diverse generazioni nel paese) ne erano esclusi. I cognomi degli Originari di Nadro, riportati nei registri della vicinia, erano:[27]

  • Appolonia (nei documenti antichi Polonia)
  • Battistini
  • Donina
  • Pezzoni
  • Vaiarini
  • Zana (oppure Zuana)

Feudatari locali

Le casate nobiliari che governarono il feudo di Nadro durante il periodo medievale furono:

  • De Figna (? – 1302)
  • Botelli (1302 – 1423)
  • Gaioni (1423 – 1797)

Religione

Per approfondire, vedi la voce Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio (Nadro).

Nella frazione di Nadro sono presenti numerose famiglie cristiano-cattoliche, ma anche alcuni residenti di fede islamica.[28]

Il luogo di culto cattolico principale è la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, eretta sul lato nord del paese. Vi è anche una piccola chiesetta, ancora più a nord, sulla via delle Aquane, conosciuta come la santella dell’Addolorata, dove si celebrano tradizionalmente le messe prefestive durante il periodo estivo.

Il cimitero, dalle caratteristiche murature bianche, si trova a settentrione del paese, posto tra le due costruzioni cattoliche.

Via Piana a Nadro

Via Piana a Nadro

Sono presenti sul territorio diverse santelle:

  • sulla strada che porta dalla località Zurla a località Foppe
  • in località Campagnelli
  • in località Giarelli
  • all’incrocio tra via Donatori di sangue e via Alberto Tarsia, presso il torrente Figna
  • sul lato meridionale del paese, in via Medio, presso il torrente Figna

I registri parrocchiali, che iniziano ad essere compilati dai parroci della parrocchia a partire dal Concilio di Trento, permettono di ottenere informazioni circa il numero di abitanti e le loro relazioni negli ultimi cinquecento anni. Nel secondo dopoguerra viene certificata l’esistenza dei seguenti registri presso la chiesa parrocchiale:[29].

  • Libro dei Battezzati (1572-1945)
  • Libro dei Cresimati (1581-1934)
  • Libro dei Matrimoni (1572-1945)
  • Libro dei Morti (1613-1945)

Qui di seguito si riporta la lista di tutti i parroci di Nadro ricordati sin dal XIII secolo:[30]

Geografia antropica

Amministrazione

Nadro è una delle due frazioni (assieme a quella del Badetto) del comune di Ceto, il quale sorge circa cinquecento metri più a sud.

Tradizionalmente esiste una rivalità, molto comune tra i paesini della Valle Camonica, tra gli abitanti di Nadro e quelli di Ceto. Si tramanda che un tempo non erano infrequenti gli scontri tra i giovani, con sassaiole e scambi di epiteti come Sbògia sùc (“sfonda zucche” in dialetto camuno) per quelli di Nadro, che a loro volta chiamavano Màrtor quelli di Ceto.[31][32]

Ancora oggi, per mantenere lo status quo, vi è un tacito accordo per il quale si elegge un sindaco di Ceto ed un vicesindaco di Nadro.[33]

Toponimo

Il nome del paese dovrebbe significare valle scoscesa, canale ripido o luogo oscuro. [34]
Enrico Tarsia, così come lo Gnaga e l’Olivieri, sostengono che possa derivare dall’aggettivo latino ater, unito alla preposizione in, che ha il significato di oscuro, anche qui forse con allusione alla posizione poco soleggiata del paese.[35].

Urbanistica

Mappa del territorio di Nadro

Mappa del territorio di Nadro

È possibile suddividere il territorio urbanizzato della frazione in tre settori:

1. Nadro paese

È l’abitato storico, con la caratteristica Casatorre che svetta di fianco alla chiesa parrocchiale dei santi Gervasio e Protasio. Il paese, che sorge lungo via Piana, ha nel suo centro una piccola piazza, dedicata al benefattore locale Giuseppe Vaiarini, nella quale è eretto un monumento in granito intitolato Porta della vicinia. Dalla via principale dipartono:

  • via Voltazzi e via Crodobbio, che s’incontrano presso la casa-torre Gaioni;
  • via Torchio, che termina presso il sagrato della chiesa;
  • via Predolino, che si dirige a est verso il bosco della riserva;
  • via Medio, che costeggia il torrente Figna, nella zona a sud del paese.
2. Via Nazionale

È una zona urbana sorta lungo la via Nazionale, toponimo con il quale si indicava (prima dell’apertura della variante nel 2005) la strada Statale 42 del Tonale e della Mendola, che precedentemente attraversava la parte bassa del paese; scorre di fianco alla ferrovia Brescia-Iseo-Edolo. Proviene da sud dalla frazione di Badetto e attraversa le località Giarelli, Campagnelli e Termen.

3. Via donatori di sangue e via Alberto Tarsia

Sono due strade che si incontrano all’altezza del torrente Figna, comprese tra la via Nazionale e la strada Statale 42 del Tonale e della Mendola. Attorno ad esse sorge una tranquilla zona residenziale, costruita a partire dagli anni settanta.

Località

  • Campagnelli: settore compreso tra località Giarelli e Termen, è sede della zona industriale.
  • Figna: località dallo stesso nome del torrente Figna, era un tempo sede di un abitato medievale; è al confine settentrionale tra i territori di Nadro e Cimbergo, a oriente della località Foppe.
  • Foppe: cinquecento metri a nord di Nadro, immersa nel bosco, questa località è il cuore dell’area della riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo; altri micro-toponimi che attorniano questa zono sono sono: i prà de Naquane, i Verdi, la Corna Secca, i Sarisei, la Löa, i Ruc, Dos Cùi.
  • Giarelli: località che si pone alla confluenza della via Nazionale con la nuova variante della strada Statale 42 del Tonale e della Mendola (dal 2005 è termine della strada).
  • Termen: la zona più a nord, a confine con il comune di Capo di Ponte (Térmen in dialetto camuno indica il confine, il “termine”).
  • Zurla: è una vasta area boschiva, ricca di lastroni istoriati con incisioni rupestri.

Monumenti e luoghi d’interesse

La casa-torre di Nadro

La casa-torre di Nadro

  • La chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio. Lo studioso don Alessandro Sina ritiene che la fondazione della struttura sia attribuibile ai monaci di Tours[36], presenti in Valle Camonica nel VIII secolo. Venne rimaneggiata più volte nella sua storia: nel XVI secolo, dopo la visita di San Carlo Borromeo in Valle Camonica, alla fine del XVIII secolo e dopo il rovinoso incendio del 1895. In questo stesso anno venne riaffrescata dal pittore di esinese Antonio Guadagnini.
  • La Casa-torre medievale, alta circa 30 mt, ampliata dalla nobile famiglia Gaioni nel XV secolo, domina il centro del paese. Essa si sviluppa da una costruzione antecedente, forse del XIII secolo, di cui rimangono poche tracce.[37] Da questa struttura si diramano due stradine medievali, via Voltazzi e via Crodobbio, le quali raggiungono la piazza del paese attraverso le antiche case del centro storico. Esse sono disposte una di fianco all’altra e formano quasi un unico edificio; le facciate sono ricche di portali, che celano dei cortili privati.
  • La Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo. È una vasta area di quasi 300 ettari, nata nel 1983 per valorizzare l’immenso patrimonio artistico della Valle Camonica. Essa comprende le parti occidentali dei comuni di Paspardo e Cimbergo, e la parte settentrionale del comune di Ceto, nella fattispecie il territorio di Nadro. L’accesso dal paese avviene attraverso la via delle Acquane, che raggiunge la località Foppe, dove sono presenti le ricostruzioni di due abitazioni preistoriche. Il sentiero prosegue lungo le numerose rocce istoriate con incisioni rupestri. I petroglifi presenti rappresentano differenti periodi storici che vanno dall’età del rame fino all’età medievale.

Cultura

Pizzo Badile Camuno, Sella di Nanti e Monte Ferone

Pizzo Badile Camuno, Sella di Nanti e Monte Ferone

Feste e sagre

  • Fine aprile: Festa delle due albe. Il nome deriva un curioso gioco di luce: il sole, nel periodo degli equinozi, sorge in una prima alba in una conca alla destra del Pizzo Badile Camuno.
    Di seguito, innalzandosi nel cielo, esso viene nuovamente coperto dalla cresta della sella di Nanti, dalla quale risorge una seconda volta nella vallata compresa tra questa ed il monte Ferone. Da qui la definizione di due albe.
  • 15 agosto: festa dei santi Gervasio e Protasio, patroni del paese.
    Sebbene la data della commemorazione liturgica sia il 19 giugno, essa viene posticipata nel paese di Nadro fino al giorno di ferragosto. Questa tradizione deriva dal fatto che, un tempo, molti abitanti lavoravano per lunghi periodi dell’anno lontani dal paese; rientrando a Nadro per la licenza del 15 agosto vi era un gran festa per la quale si celebrava non solo il riposo lavorativo, ma anche quella dei due santi patroni.[38]
  • 29-30 novembre: Tresende in festa. In questi giorni, durante gli anni pari, le antiche case ed i giardini del paese di Nadro vengono aperti alla visita di stranieri, curiosi e vicini.

Musei

Per approfondire, vedi la voce Museo didattico della riserva.

Il Museo didattico della riserva sorge al centro del paese, nei pressi della chiesa parrocchiale. È stato ricavato da un’antica abitazione che si affaccia su un cortile interno. Contiene ricostruzioni, calchi d’incisioni rupestri della Valcamonica, pannelli esplicativi, tutto in un’area disposta su due piani; all’interno è anche possibile effettuare dei laboratori didattici di arte e vita preistorica.

Folklore

L’ultima notte dell’anno era tradizione che i giovani, entrando nei cortili, nelle stalle, e in altri ambienti incustoditi, cercassero botti, attrezzi, strumenti e carri e li portassero sul sagrato della chiesa. Il mattino seguente gli autori dei misfatti si recavano sulla piazza per vedere lo spettacolo dei proprietari che venivano a ritirare la loro merce, non senza lanciare invettive.[39]

Vi è una leggenda popolare che narra di una frana che portò al seppellimento del paese: l’abitato secondo la tradizione si trovava un tempo più a nord, nei pressi della chiesetta dell’Addolorata. Una vicenda simile è narrata sia per l’abitato di Zero, oggi scomparso, a Capo di Ponte, che per il paese di Ono San Pietro.[40].

Gli scotöm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Nadro è Mataràne (uccisori di rane).[41]

Esistono nel folklore della Val Camonica alcuni proverbi in dialetto camuno riguardanti Nadro:

  • Hét e Nàder tücc bindù e làder. Nàder e Hét tücc bùna zét. È un gioco di parole che contraddice nella seconda parte quanto detto nella prima: Ceto e Nadro hanno gli abitanti poco raccomandabili, tutti lazzaroni e ladri. Mentre Nadro e Ceto hanno tutta brava gente.[42]

Istruzione

Trivio a Nadro

Trivio a Nadro

Scuole

La scuola dell’infanzia sorge a meridione dell’abitato, lungo la strada provinciale 88, e risalta per il colore rosa con cui è stata dipinta a metà degli anni novanta. Un tempo l’edificio era anche sede delle scuole primarie, ma, in seguito alla riorganizzazione voluta dal comune, queste sono state accorpate a quelle di Ceto ed a Nadro è rimasta solo la scuola dell’infanzia.

La scuola dell’infanzia è intitolata al benefattore locale Giuseppe Vaiarini che nel 1930, alla sua morte, lasciò tutti i propri beni al fine di istituire un asilo infantile per la parrocchia di Nadro.

Tra il 1933 ed il 1956 l’asilo fu gestito dall’Ente morale dell'”Asilo infantile Vaiarini”; in seguito divenne di proprietà comunale. L’Ente ed il suo patrimonio, estinti da una deliberazione della giunta regionale della Lombardia nel 2004, fanno ora parte della parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Nadro, con vincolo di mandato.[43]

Personalità legate a Nadro

  • Silvino Tarsia (da Nadro), (XVI secolo) scrittore ed ecclesiastisco.
  • Enrico Tarsia, (XX secolo), storico e scrittore.

Sport

Campo sportivo di Nadro

Campo sportivo di Nadro

Il polo sportivo è posto in posizione sud dell’abitato, lungo la strada provinciale 88 che conduce al comune di Ceto. Esso è composto da un campo da tennis ed uno stadio di calcio, fornito di erba sintetica. Questo è il campo ufficiale della squadra giovanile di calcio del paese, chiamata F.C. Nadro.

Esiste anche un secondo campo di calcio, gestito dalla parrocchia, posto sul lato settentrionale del paese.

Economia

Agricoltura

L’agricoltura era l’attività predominante del paese fino al secondo dopoguerra; i terreni più ampi e fertili si trovavano nella parte pianeggiante della frazione, presso il fiume Oglio. Da tempi più recenti non sono molti i campi coltivati, gran parte dei quali si sono resi edificabili.

La coltivazione della vigna, un tempo molto diffusa, è rimasta ad uso di pochi; sono comunque ancora visibili sul territorio i terrazzamenti (ruc, ronchi, in dialetto camuno) ed i sostegni granitici dei vigneti. Al centro del paese esisteva un tempo un torchio vinario; oggi ne rimane il ricordo solo nel nome della strada: appunto, via Torchio.

Un tempo era diffusa anche la gelsicoltura per l’allevamento dei bachi da seta, così come la raccolta di noci e castagne a scopo alimentare. Oggi rimangano molte piante di questo genere nei territori di Nadro, attorniate da una folta boscaglia di abeti (paghér in dialetto camuno) e robinie che fanno da cornice alla riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo e da prodromi al Parco regionale dell’Adamello.

Industria

Località Giarelli e Campagnelli (sede della zona industriale)

Località Giarelli e Campagnelli (sede della zona industriale)

La zona industriale di Nadro si sviluppa in un’area compresa tra le località Campagnelli e Giarelli, di fianco alla Strada Statale 42 del Tonale e della Mendola. Una decina di imprese hanno posto qui la loro sede a partire dagli anni novanta.

Importante per lo sviluppo della zona fu l’apertura, nel secondo dopoguerra, della fabbrica tessile Nuova Manifattura Brenese, del gruppo tessile Niggler & Küpfer. Lo stabilimento venne inaugurato nel 1962 dall’allora presidente del consiglio Emilio Colombo.[44]

Infrastrutture e trasporti

Strade

La nuova variante della Strada Statale 42 del Tonale e della Mendola, aperta nel settembre 2005, si riunisce alla vecchia strada della Valle Camonica all’altezza della località Giarelli, nell’attesa del proseguimento dei lavori.

Essa sopraggiunge dalla frazione di Badetto, sempre nel comune di Ceto, attraverso la galleria intitolata Mario, e si interrompe in uno svincolo obbligatorio proprio ai piedi dell’abitato di Nadro. In questo punto la Strada Statale 42 del Tonale e della Mendola si interseca con la strada provinciale 88, la quale parte dalla via Nazionale e conduce agli abitati di Ceto, Cimbergo e Paspardo, risalendo il Pizzo Badile Camuno.

Entro marzo 2008 è prevista la ripresa dei lavori del V° lotto della superstrada della Valle Camonica; essi congiungerano Nadro e Capo di Ponte tramite una galleria che verrà escavata al di sotto del Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane.[45]

Via Nazionale era il nome che aveva assunto la Strada Statale 42 del Tonale e della Mendola nel territorio di Nadro prima che venisse aperta la nuova variante nel 2005.

Ferrovie

Terrazzamenti (ruc in dialetto camuno)  a monte di Nadro

Terrazzamenti (ruc in dialetto camuno) a monte di Nadro

Il paese di Nadro è situato a circa due chilometri di distanza sia dalla stazione di Ceto Cerveno, situata a sud, sia da quella del paese di Capo di Ponte posta più a nord.

La Ferrovia Brescia-Iseo-Edolo, infatti, scorre lungo la parte bassa del paese, di fianco alla Strada Statale 42 del Tonale e della Mendola, senza fare alcuna fermata.

Di questa linea esiste un sottopasso che congiunge le località Termen e Zurla, mentre vi sono due passaggi a livello: uno in località Giarelli, l’altro in via Alberto Tarsia.

Il tratto della Ferrovia Brescia-Iseo-Edolo che unisce la frazione di Nadro e Capo di Ponte venne costruito all’inizio del XX secolo a strapiombo sul fiume Oglio; il percorso fu ricavato demolendo i lastroni di arenaria della località Zurla, ricchi di incisioni rupestri.

Trasporti

I mezzi pubblici che attraversano il territorio di Nadro sono gestiti delle linee FNMA[46] e SAB[47]; essi scorrono a fondo valle, lungo via Nazionale. Sono disponibili tre fermate a richiesta, ognuna delle quali distante circa venti minuti a piedi dal paese:

  • all’incrocio tra via Alberto Tarsia e via Nazionale
  • all’incrocio tra via Nazionale e strada provinciale 86 di Ono San Pietro
  • in località Campagnelli.

Oltre le due società citate esiste una terza azienda locale, la Bonomi[48], che gestisce le tratte che dalla via Nazionale risalgono dalla strada provinciale 88 verso Nadro, Ceto, Cimbergo e Paspardo. I viaggi in autobus di questa ditta sono concentrati soprattutto in orari scolastici.

Galleria fotografica


Note

  1. ^ La più antica descrizione del paese, tratto da: Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli. Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve. Cividate Camuno, Toroselle, 1992. 264
  2. ^ Lino Ertani. Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica. Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 163
  3. ^ Fonte: Chiesa Cattolica Italiana – Parrocchia di Nadro. URL consultato il 25-1-2008.
  4. ^ Tratto da: Ufficio Relazioni Pubbliche – Provincia di Brescia, 16-1-2008
  5. ^ Franco Bontempi. Storia del Comune di Cimbergo. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007. 156
  6. ^ Franco Bontempi. Storia del Comune di Ceto e Nadro. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007. 39
  7. ^ Evento storico di riferimento: “Valtellina ‘87”. URL consultato il 02-02-2008.
  8. ^ Ausilio Priuli. Il mondo dei camuni. Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1995. 20
  9. ^ Umberto Sansoni. La sacralità della montagna. Capo di Ponte, Edizioni del Centro, 2006. 24 ISBN 88-86621-49-3
  10. ^ Tratto da: www.confedilizia.it
  11. ^ Tratto da: 3B Meteo
  12. ^ Alberto Marretta; Angelo Fossati, Tiziana Cittadini. La Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo. Breno, Tipografia Camuna, 2007. ISBN 88-86621-48-5
  13. ^ Alberto Marretta; Angelo Fossati, Tiziana Cittadini. La Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo. Breno, Tipografia Camuna, 2007. 42 ISBN 88-86621-48-5
  14. ^ Itinera – Il castello di Figna a Ceto. URL consultato il 15-1-2008.
  15. ^ Enrico Tarsia. Nadro e la sua chiesa – 300 anni dall’ampliamento. Brescia, Vannini, 1988. 6
  16. ^ Gregorio Brunelli. Oliviero Franzoni (a cura di) Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei Popoli Camuni. Breno, Tipografia Camuna [1698], 1998. 183]
  17. ^ Enrico Tarsia. Nadro e la sua chiesa – 300 anni dall’ampliamento. Brescia, Vannini, 1988. 8
  18. ^ Franco Bontempi. Storia del Comune di Ceto e Nadro. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007. 230
  19. ^ Silvino Tarsia. Quaderni Camuni, 46. Brescia, Vannini, 1989. 201
  20. ^ da Lezze Giovanni. Il Catastico di Giovanni da Lezze – Valcamonica. , 1609. 55
  21. ^ Franco Bontempi. Storia del Comune di Ceto e Nadro. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007. 166
  22. ^ Enrico Tarsia. Nadro e la sua chiesa – 300 anni dall’ampliamento. Brescia, Vannini, 1988. 10
  23. ^ [Lombardia beni Culturali 16-7-2008]
  24. ^ Enrico Tarsia. Nadro e la sua chiesa – 300 anni dall’ampliamento. Brescia, Vannini, 1988. 25
  25. ^ Enrico Tarsia. Nadro e la sua chiesa – 300 anni dall’ampliamento. Brescia, Vannini, 1988. 29
  26. ^ Intercam – Storia di Ceto . URL consultato il 5-2-2008.
  27. ^ Franco Bontempi. Storia del Comune di Ceto e Nadro. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007. 420
  28. ^ Il dato si riferisce agli anni novanta
  29. ^ Enrico Tarsia. Nadro e la sua chiesa – 300 anni dall’ampliamento. Brescia, Vannini, 1988. 30
  30. ^ Franco Bontempi. Storia del Comune di Ceto e Nadro. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007. 264
  31. ^ Franco Bontempi. Storia del Comune di Ceto e Nadro. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007. 157
  32. ^ Per il significato di Màrtor lo Gnaga dà due significati: 1. Martora, animale raro, seppur presente in Val Camonica 2. Martiri, con accezione di persona degna di compassione, poco stimata. Tratto da: Arnaldo Gnaga. Vocabolario topografico-toponomastico della provincia di Brescia. Brescia, 1937. 360
  33. ^ Franco Bontempi. Storia del Comune di Ceto e Nadro. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007. 375
  34. ^ Planimetria del comune di Ceto. , 1998.
  35. ^ Enrico Tarsia. Nadro e la sua chiesa – 300 anni dall’ampliamento. Brescia, Vannini, 1988. 5
  36. ^ Enrico Tarsia. Nadro e la sua chiesa – 300 anni dall’ampliamento. Brescia, Vannini, 1988. 15
  37. ^ Itinera – La Casa-torre di Nadro. URL consultato il 22-1-2008.
  38. ^ Fonte: Don Luigi Dotti (30° nella lista dei parroci di Nadro) – Intervistato 26-01-2008
  39. ^ Franco Bontempi. Storia del Comune di Ceto e Nadro. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007. 156
  40. ^ Enrico Tarsia. Nadro e la sua chiesa – 300 anni dall’ampliamento. Brescia, Vannini, 1988. 5
  41. ^ Lino Ertani. Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica. Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 163
  42. ^ Andrea Morandini. Folklore di Valcamonica. Breno, Tipografia Camuna, 1988. 291
  43. ^ Enrico Tarsia. Asilo Infantile – Giuseppe Vaiarini. Breno, Tipografia Camuna, 2004.
  44. ^ Franco Bontempi. Storia del Comune di Ceto e Nadro. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007. 371
  45. ^ [Ufficio Relazioni Pubbliche – Provincia di Brescia 16-1-2008]
  46. ^ Sito internet: Autotrasporti FNMA. URL consultato il 25-1-2008.
  47. ^ Sito internet: Autotrasporti SAB. URL consultato il 25-1-2008.
  48. ^ Sito internet: Autotrasporti Bonomi. URL consultato il 25-1-2008.

Bibliografia

  • Libri
    • (IT) Alessandro Sina. I Gaioni di Nadro (Ceto). Iseo, La Fonte, 1911.
    • (IT) Enrico Tarsia. Scheda: Nadro in Quaderni Camuni – n. 1. Brescia, Vannini, 1978.
    • (IT) Enrico Tarsia. Nadro e la sua chiesa – 300 anni all’ampliamento. Brescia, Vannini, 1988.
    • (IT) Angelo Fossati. Breve guida all’arte dupestre di Foppe di Nadro (Ceto). Nadro, Cooperativa archeologica Le Orme dell’Uomo, 1989.
    • (IT) Enrico Tarsia. Asilo Infantile – Giuseppe Vaiarini. Breno, Tipografia camuna, 2004.
    • (IT) Alberto Marretta. Foppe di Nadro sconosciuta – Dalla cartografia GPS alle analisi più recenti. Esine, Tipografia Valgrigna, 2005.
    • (IT) Franco Bontempi. Storia del Comune di Ceto e Nadro. Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007.
    • (IT) Alberto Marretta; Angelo Fossati, Tiziana Cittadini. La Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo. Breno, Tipografia camuna, 2007. ISBN 88-86621-48-5
  • Pubblicazioni scientifiche
    • (IT) Sansoni, U. (1981). Una nuova serie stratigrafica: la roccia 35 di Foppe di Nadro BCSP, edizioni del Centro, Capo di Ponte (24): 31-52.
    • (IT) Rivetta, G. (1966). La roccia del Dos Cùi di Nadro BCSP, edizioni del Centro, Capo di Ponte (1): 55-64.
    • (IT) Gastaldi, C. (1994). Campi archeologici 1994 – I due spadini di Figna BC Notizie, edizioni del Centro, Capo di Ponte: 20.
    • (EN) Sansoni, U., Marretta A. (2002). The Masters of Zurla: language and symbolism in some Valcamonica engraved rocks Adoranten, Scandinavian Society for Prehistoric Art, Tanum: 23-34.
    • (EN) Sansoni, U., Marretta A. (2003). Recent discoveries in Zurla and Dos Cùi Adoranten, Scandinavian Society for Prehistoric Art, Tanum: 5-14.

Voci correlate

  • Casa-torre (Nadro)
  • Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio (Nadro)
  • Museo didattico della riserva
  • Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo
  • Incisioni rupestri della Valcamonica
  • Storia della Valle Camonica
  • Figna
  • Pizzo Badile Camuno
  • Valle Camonica

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Collegamenti esterni

  • (IT) Itinera – La casa-torre di Nadro
  • (EN) Itinera – Towers and house-towers
  • (IT) Galleria fotografica di Incisioni rupestri a Foppe di Nadro
  • (IT) Iscrizioni in alfabeto camuno a Foppe di Nadro
  • (IT) Le cascine all’interno della riserva a Nadro
  • Val Camonica Portale Val Camonica: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di Val Camonica

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